È almeno un secolo che in Medio Oriente, quando i cristiani scappano, spesso scappano a Damasco e nelle altre città della Siria. I cristiani iracheni arrivati per scampare a violenze e persecuzioni esplose nel loro Paese impazzito sono solo gli ultimi della serie. Era già successo agli armeni che nel 1915 fuggivano dai massacri fomentati dai Giovani Turchi in Anatolia, e poi agli assiri in fuga dall’Iraq negli anni Trenta, quando il nuovo Stato indipendente aveva represso nel sangue le loro pulsioni secessioniste (eccitate dalle false promesse del precedente protettorato britannico).
È un paradosso geopolitico eloquente eppure del tutto rimosso quello per cui lo Stato finora iscritto ex officio dall’amministrazione Bush al cosiddetto “Asse del Male” risulta essere una sorta di rifugio protetto per i cristiani dell’area mediorientale.
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