domenica 11 ottobre 2026

guai a parlare dell'antipapa Bergoglio (ma prima o poi la verità emergerà e...)

26 settembre 2026, Parigi:
cosa ci fa sulla "papamobile"
lo stemma di Benedetto XVI?
mumble, mumble...

(Prima o poi la verità emergerà e il gravissimo danno recato alla Chiesa dovrà essere denunciato e riparato).

Brevissima lista di siti web e canali dove i miei recenti commenti in cui civilmente e rispettosamente ipotizzavo l'antipapato bergoglione sono stati attivamente e rapidamente censurati/oscurati dai moderatori (vorrei proprio vedere la loro faccia quando scoppierà il bubbone):

  • Stilum Curiae (marcotosatti.com)
  • r/Cattolicesimo (Reddit)
  • Chiesa e Postconcilio
  • Don Leonardo Maria Pompei (canale youtube) 
  • Amici della fede cattolica (canale youtube) 

Se non trovi il tuo sito web o canale, significa che o non vi ho mai lasciato un commento (forse perché non sapevo che esistesse), o che vi ho commentato l'ultima volta in tempi assai lontani.

 

Bei tempi quando mons.Viganò diceva:

...occorre far luce sull’abdicazione di Benedetto XVI e sulla questione dei brogli del Conclave del 2013, che prima o poi dovranno dare luogo ad un’indagine ufficiale. Se vi dovessero essere prove di irregolarità, il conclave sarebbe nullo, nulla l’elezione di Bergoglio, così come nulle sarebbero tutte le sue nomine, gli atti di governo e di magistero. Un reset che ci riporterebbe provvidenzialmente allo status quo ante, con un Collegio cardinalizio composto solo dai cardinali nominati fino a Benedetto XVI, estromettendone tutti quelli creati dal 2013, notoriamente ultraprogressisti...

https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2022/04/intervista-carlo-maria-vigano-reagire-e.html


Sempre il buon Viganò:

Le ricostruzioni [...] sembrano verosimili, anche se non supportate da prove inequivocabili. Ma allo stesso tempo non sono state mai smentite dalla Santa Sede, e questo ha fatto sì che le speculazioni sulla Rinuncia di Benedetto XVI e sulle manovre della Mafia di San Gallo al Conclave si moltiplicassero, creando sgomento, confusione e divisione tra i fedeli.

Se pensiamo agli interventi del Vaticano su un’infinità di temi, desta sconcerto il suo silenzio su un tema così importante. Ancor maggiore è lo sconcerto dinanzi al silenzio dei Cardinali che hanno partecipato a quel Conclave. Alcuni si appellano al segreto pontificio, ma in presenza di un’eventuale infrazione alle norme previste dalla Costituzione Apostolica, che renderebbe invalida l’elezione del Pontefice, non c’è nessuna giustificazione a questo prolungato silenzio.

So da fonte sicura che il Card. Giovanni Battista Re – che come Vice Decano del Collegio Cardinalizio ha presieduto il Conclave del 2013 – interrogato privatamente in base a quale comma della Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis avesse proceduto ad un terzo scrutinio la sera dell’elezione, si è rifiutato di rispondere asserendo in modo enfatico e stizzito che tutto si era svolto regolarmente.

Prima o poi la verità emergerà e il gravissimo danno recato alla Chiesa dovrà essere denunciato e riparato.

https://marcotosatti.com/2022/04/11/vigano-a-canale-italia-la-verita-emergera-e-il-danno-alla-chiesa-sara-grande/


Ohibò: i Sedevacantisti Equivalenti™ sono comparsi solo in epoca bergogliona-prevostina. E la teoria dello Scisma Capitale® di mons.Viganò pure è comparsa solo in epoca bergoglionico-prevostiana. Mumble, mumble... sarà mica che essendo Bergoglio e Prevost antipapi, sono molto più scatenati nel portare alle estreme conseguenze il vaticansecondismo? (Ed in qualità di antipapi non godono certo dell'assistenza dello Spirito... per cui non si sono minimamente vergognati di onorare una Bonino, una Mullally, un Traettino... o di promulgare/festeggiare l'Amoris Laetitia...).
Diceva il lettore di Valli:

...la mia personale posizione oggi è un “sedevacantismo equivalente”, nel senso che mi regolo come se la Sede fosse da tempo vacante...
[...]
Ma resta il fatto che, come sostiene l’arcivescovo Viganò, il sedevacantismo duro e puro conduce a un vicolo cieco...

https://www.aldomariavalli.it/2026/10/06/lettera-il-vicolo-cieco-del-sedevacantismo-duro-e-puro-e-il-mio-sedevacantismo-equivalente/

Ma scusate, siete ad un passo dall'ammettere che la sede è vacante solo dal 31 dicembre 2022...


Il lettore Sedevacantisti Equivalenti™ prosegue, dimostrando di non capire che l'antipapato bergoglione è dovuto all'invalidità della rinuncia di Benedetto XVI, cioè dipende dal diritto canonico - non dalle eresie (su cui si potrà e si dovrà continuare a discutere; ma è evidente che le eresie di un antipapa sono un problema molto più semplice da affrontare rispetto alle vaccate di un papa legittimo).
Il sullodato lettore prosegue traballante:

E allora cominciamo a dire che un sedevacantismo che prendesse avvio dal 2013, con Bergoglio, non sta in piedi, giacché le eresie sono cominciate almeno con Paolo VI...

Questo è l'errore madornale dei tradizionalisti Riconoscenti e Resistenti™: si sentono tenuti a riconoscere Bergoglio e Prevost perché temono che altrimenti venga intaccata la possibilità di resistere. Cioè confondono il resistere con un marchio identitario. Per questo sono così resistenti a riflettere sull'invalidità della rinuncia. 

 

Persino un Viglione che parla della questione "i papi possono errare?" rocambolescamente evita di sfiorare l'ipotesi che gli erranti Bergoglio e Prevost possano essere antipapi e in quanto tali molto ma molto erranti. Era forse un argomento tabù nella sede che ospitava il suo intervento? Cioè i Sedevacantisti Equivalenti™ coincidono coi Riconoscenti & Resistenti®? (dopotutto nel suo libro aveva almeno accennato al problema della sede vacante)

Poco dopo i 9 minuti, afferma tre punti: il dogma dell'infallibilità pontificia, il fatto che la Chiesa non ha mai precisamente stabilito cosa fare in caso di "papa errante", e il principio che non c'è un'autorità superiore al papa e dunque "non si può deporre". Ma il professor Viglione dimentica clamorosamente di notare che se di un "papa errante" si scoprisse l'invalidità canonica dell'elezione, non c'è affatto bisogno di chiedersi come "deporlo" (e neppure di far intervenire qualche "dichiarazione in proposito": cfr. UDG #76).
E che un valido motivo per indagarla è proprio il fatto che il soggetto sia errante come se non avesse l'assistenza dello Spirito...

https://youtu.be/c9IOEL4M38g 

venerdì 9 ottobre 2026

notiziuole dalla neochiesa conciliare

A Messa da don Alberto

Dopo che per parecchi decenni hanno defenestrato dai seminari tutti i candidati al sacerdozio vagamente sospettabili di essere etero o addirittura poco propensi al modernismo, all'improvviso si accorgono che le parrocchie - già desertificate - sono a corto di parroci, e pertanto scalciano per ordinar preti gli intrepidi topi di sacrestia di mezz'età:

https://www.sabinopaciolla.com/la-necessita-mi-costringe-il-vescovo-di-anversa-porta-avanti-il-suo-progetto-di-ordinare-sacerdoti-uomini-sposati-nel-2028/

 

Impietoso ed accurato riepilogo di mons.Viganò a proposito della visita di Prevost in Francia: ci manca solo la conclusione, cioè che Prevost è un antipapa. Dopotutto è stato eletto dagli pseudocardinali bergoglioni, e Bergoglio è un antipapa in quanto eletto da un conclave convocato a sede non vacante.

Ma il Viganò sostiene la teoria dello "scisma capitale", secondo cui un Bergoglio o un Prevost possano essere praticamente antipapi restando papi, e che sarebbero papi nonostante l'invalidità canonica dei rispettivi conclavi. È come se pensasse che venendo meno il comodo bersaglio per le freccette adornato con le facce dei due sullodati, diverrebbe improvvisamente difficile criticare il Concilio e i suoi frutti.

Mi chiedo quanto ci vorrà prima di rendersi conto che il problema dello "scisma capitale" lo ha notato solo in epoca bergoglionica-prevostinica:

https://x.com/CarloMVigano/status/2103846439860285851

 

"Ma com'è possibile?! Ma com'è possibbbileeeh!?!?" si chiede senza alcuna ironia il Valli, che si ostina a considerare papi i due sullodati antipapi:

In “Amoris laetitia” Francesco, con giravolta tipicamente gesuitica, ha mantenuto l’insegnamento della Chiesa in teoria ma ha offerto la scappatoia per aggirarlo nella pratica, in nome del “discernimento pastorale”. Dieci anni dopo, questa ambiguità andrebbe risolta, per rispetto alla verità e a tutti i fedeli. Invece l’impressione è che ci si inoltri ancora di più sulle sabbie mobili perché la Chiesa, a quanto sembra, ha solo da imparare dalle esperienze e nulla da insegnare.
[...]
Il papa può dirci, per favore, se le circostanze e le intenzioni possono davvero trasformare un atto intrinsecamente cattivo in un atto accettabile e difendibile?

https://www.aldomariavalli.it/2026/10/08/a-dieci-anni-da-amoris-laetitia-ancora-fumo-e-niente-risposte/

mercoledì 23 settembre 2026

quando i canonisti stranamente prendono fischi per fiaschi

Dal Codice di Diritto Canonico del 1983:

Can. 332 — § 2. Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti.

Can. 332 — § 2. Si contingat ut Romanus Pontifex muneri suo renuntiet, ad validitatem requiritur ut renuntiatio libere fiat et rite manifestetur, non vero ut a quopiam acceptetur.

Cioè un Papa può rinunciare al suo ufficio (munus petrino), rinunciare ad essere Papa.

Repetita iuvant:

Can. 332 — § 2. Si contingat ut Romanus Pontifex muneri suo renuntiet... 

Benedetto XVI, nella famosa declaratio del febbraio 2013, pare dichiarare invece che dopo tot giorni avrebbe rinunciato al ministerium (cioè all'esercizio del munus petrino), pur avendo utilizzato correttamente munus altrove nello stesso testo. Ma il canone 332 richiede munus, non ministerium.

Insomma, repetita iuvant even more:

Can. 332 — § 2. Si contingat ut Romanus Pontifex muneri suo renuntiet... 

Ci risulta che Benedetto XVI padroneggiasse bene sia il latino che il diritto canonico (dopotutto aveva fatto un paio di modifiche alla Universi Dominici Gregis, nel 2007 e a febbraio 2013, e nei primi anni '80 aveva attivamente collaborato alla stesura e revisione del nuovo codice di diritto canonico).

Dunque, se avesse voluto davvero abdicare, avrebbe scritto molto stringatamente:

Rinuncio liberamente al munus (cfr. CJC 332 §2).

Ma non lo ha fatto.

Ha scelto invece di creare una situazione tale che la sua "rinuncia" potesse essere canonicamente riconosciuta come non valida. (E addirittura sganciato altre "bombe", come quel "commissum").

E se la rinuncia non è valida la sede non è vacante. E se la sede non è vacante la convocazione del conclave è invalida, e dunque non può produrre che un antipapa: l'antipapa Bergoglio.

E se Bergoglio è antipapa lo è anche il suo successore eletto dai "cardinali" da lui creati. E tutti i vaticansecondisti stanno seguendo con ardore ed entusiasmo questa nuova linea di antipapi, sgomitando per "applicare il Concilio" e completare sinodalmente la propria autodemolizione.

"L'amico Traettino"

Erano talmente assatanati dello sfornare un "papa" secondo le loro esigenze, da aver sorvolato totalmente sull'invalidità canonica della rinuncia (dopotutto del diritto canonico se ne ricordano solo quando vogliono scomunicare qualche tradizionalista), e una volta che si è spento il dibattito, sorvolare totalmente anche sull'elezione del successore dell'antipapa.

A marzo 2013, dunque, si è inaugurata una linea di antipapi, cioè uno scisma, a cui hanno aderito non solo gli invasati del Concilio ma anche tanti tradizionalisti, per ignoranza o pigrizia, timorosi di perdere il comodissimo bersaglio per freccette composto dalle facce di Bergoglio e Prevost, e terrorizzati dall'idea di vedersi di nuovo appioppata l'etichetta di "sedevacantisti".
Preferiscono investire tempo ed energie per lamentarsi dell'Amoris Laetitia e delle altre bergogliate e prevostiate, anziché riconoscerle irrilevanti per i cattolici in quanto atti di antipapi. Preferiscono sognare che dalla linea degli antipapi sorga prima o poi un novello Pio X che finalmente risani la Chiesa ("aspetta e spera che già l'ora s'avvicina"; a proposito, come farà costui a dimostrare canonicamente di non essere un antipapa lui stesso?). Si fregiano dell'etichetta di riconoscenti e resistenti, "riconoscere" per non sentirsi etichettare sedevacantisti dai sullodati invasati, e "resistere" anzitutto per darsi un'identità e un prestigio.

Vediamo alcuni esempi di "oh, cosa non faremmo pur di evitare di accorgerci che Benedetto XVI non ha validamente abdicato" (notare i vari esimi canonisti... e nessuno di loro par sapere che non si può differire un atto giuridicamente puro come l'abdicazione):

  1. il gesuita Ghirlanda subito diede per scontato che la rinuncia fosse valida (pur esaminando il can.332 §2 si guarda bene dal notare che Benedetto XVI non ha rinunciato al munus);
  2. mons.Sciacca affermava che "munus e ministerium non sono separabili" (cioè non ha mai sentito parlare di sede impedita?), e ha indicato come "pretestuoso il ricorso alla distinzione" fra ministerium e munus (ma allora perché il canone 332 non dice "rinunciare al ministerium oppure al munus"?);
  3. p.Cavalcoli afferma che "Cristo, nel fissare il compito di Pietro, non ha escluso che un Papa possa restar Papa senza esercitare il suo ufficio", senza rendersi conto di aver descritto la "sede impedita";
  4. d.Violi fu tra i primi a commentare notando la "novità assoluta" del "rinunciare non già all’ufficio ma alla sua amministrazione";
  5. mons.Burke dice che quella di Benedetto XVI sarebbe stata "abdicazione all'Ufficio Petrino" (dove l'avrà letto?) ;
  6. mons.Bux, che qualche dubbio l'aveva pure avuto, ha sempre dato per scontata la legittimità del Bergoglio; e con la famosa lettera inviatagli da Benedetto XVI (che è interpretabile in due modi diversi...) non ha saputo far altro che pubblicare un libro per ribadire la propria convinzione legittimista;
  7. mons.Schneider prima critica le bergoglierie e poi va tutto pimpante a baciare la mano al Bergoglio;
  8. mons.Viganò prima riconosce che Bergoglio non è papa (sulla base di ciò che ha detto e fatto), poi che la rinuncia di Benedetto XVI non è valida, poi che i cardinali creati da Bergoglio sono invalidi, poi che il conclave del 2013 è dubbio, infine... supplica Prevost di dargli udienza (e viene pure ignorato);
  9. don Pompei - che pure non è a digiuno di diritto - nutre "dubbi gravi e fondati sulla reale condizione dei pontefici postconciliari, e in particolare degli ultimi due"... Suvvia, è così difficile rileggere il can.332 §2 alla luce di una "rinuncia non al munus"?
  10. don Di Sorco che in Parole chiare sulla Chiesa difende la legittimità di Bergoglio e respinge l'ipotesi di "sede impedita" (altrimenti non potrebbe continuare ad essere riconoscente e resistente, e sì che i lefebvriani son sempre stati riconoscenti al Bergoglio per la convalida a celebrare diversi sacramenti...);
  11. il caro don Curzio si limita a teorizzare un papa diavolo: per dire che Bergoglio sarebbe successore di Pietro arriva a dire che Bergoglio è successore di Giuda. 

È come se avessero un terrore ancestrale di perdere il loro bersaglio preferito per le freccette (mea culpa: anch'io, anni fa, per pigrizia mentale ritenevo che una "sede impedita" dovesse divenir manifesta nel giro di pochi giorni e con intervento del Ratzinger stesso... e magari pure con pacifica accettazione dei soggetti che ci sarebbero andati a perdere...).

lunedì 21 settembre 2026

commentiamo varie notiziuole

Intanto mons. Viganò continua ad accorgersi che Prevost non ha alcuna intenzione di "bonificare" la Chiesa.

Ma che strano, caro monsignor Viganò, che strano: chi l'avrebbe mai detto, che il successore di un antipapa...

https://www.aldomariavalli.it/2026/09/16/monsignor-vigano-la-zio-ted-e-la-sua-discendenza-sulla-nomina-di-michael-a-saporito-a-vescovo-di-metuchen/

 

Ohibò, un altro motivo per votare Vannacci: la questione della ricostruzione del Tempio (che nella BIP di Futuro Nazionale è vista come un pericolo per la pace, ma che per noi cattolici è da considerarsi blasfema in quanto intesa ad offrire il sacrificio secondo l'abolita Antica Alleanza, ossia a negare la Nuova ed Eterna Alleanza):

https://www.totalitarismo.blog/futuro-nazionale-e-hamas-sono-gli-unici-due-partiti-al-mondo-che-si-oppongono-alla-ricostruzione-del-terzo-tempio-a-gerusalemme/

 

Momento amarcord: nella mattina del fatidico giorno della Invalidità della Rinuncia, nel nostro piccolo noi qui si ricordava qualche momento topico dei papi conciliari, presagendo (profetizzando) tempi peggiori. Per molti anni abbiamo ingenuamente creduto alla validità della rinuncia perché ci sembrava parte integrante della gran corsa conciliare verso il baratro.

Oggi ci è chiaro che Bergoglio e Prevost sono antipapi. Proprio come prima, siamo convinti che il prossimo pontefice debba metter mano a spazzar via l'immensità di danni conciliari. Ma, diversamente da prima, sappiamo che il partito bergoglione - dai vertici alla base e fino ai loro successori - s'è scismato da solo, armi e bagagli s'è canonicamente posto fuori e procede allegramente e sinodalmente a cantarsela e suonarsela.

https://letturine.blogspot.com/2013/02/io-sto-con-il-papa.html


«L’autorità che pretende di governare la Chiesa non sta affatto funzionando come autorità cattolica». Si parla di Bergoglio e Prevost, giusto? Non si parla mica di Benedetto XVI e di quel Summorum grazie al quale i Redentoristi Transalpini da lui canonicamente riconosciuti. E invece...

https://www.donleonardomariapompei.it/blog/i-redentoristi-transalpini-dicono-voce


sabato 19 settembre 2026

varie dall'era degli antipapi

"Ma com'è possibile?! ma com'è possibile?!": i radiospadisti continuano a stracciarsi le vesti e iniziano timidamente a distinguere: «...eterodossie vaticansecondiste in generale e bergogliane in particolare...». Sta' a vedere che prima o poi si renderanno conto che col Bergoglio è iniziata una linea di antipapi:

https://www.radiospada.org/2026/09/altro-documento-altra-conferma-prevost-rivendica-e-rilancia-lindifferentismo-di-abu-dhabi-astana-e-lo-connette-al-vaticano-ii/ 

— — —

Il patriarcato cattolico bizantino (in precedenza "chiesa greco-cattolica ucraina", CGCU) non ha riconosciuto Bergoglio come papa in quanto "eretico pubblico" (vedi argomentazioni: parte 1, parte 2, parte 3, parte 4). A gennaio 2024 aveva pure lanciato anatema e scomunica a Bergoglio e Fernández, "per la ribellione a Dio promuovendo un anti-vangelo sodomita".

In seguito non ha riconosciuto Prevost come papa legittimo, in quanto è stato eletto da pseudocardinali creati dal Bergoglio:

https://vkpatriarhat.org/it/?p=11979

https://vkpatriarhat.org/it/?p=12297

Il 3 marzo 2008 la CGCU aveva reso noto di aver ordinato quattro vescovi "in una situazione di emergenza", cioè senza l'approvazione di Benedetto XVI, anche in ragione del fatto che il cardinale Husar (creato da Giovanni Paolo II) proclamava eresie. I quattro hanno poi fatto visita a Benedetto XVI per documentare la propria ordinazione, e non sono stati scomunicati. Successivamente sono state rese note altre quattro ordinazioni episcopali (di cui due avvenute in epoca comunista, cioè prima del 1990). Nel 2011 si è formalmente costituito come patriarcato cattolico bizantino (non più limitato all'Ucraina).

Nella breve professione di fede richiesta ai nuovi aderenti si rigettano esplicitamente la Nostra Ætate, il cosiddetto spirito di Assisi, la New Age, la teologia "storico-critica", l'attività omosessuale, la massoneria (e le sue diramazioni).

— — —

Un articolo di Magister del 2 agosto 2007 parla del motu proprio di Benedetto XVI De Aliquibus Mutationibus etc dell'11 giugno precedente (un mese prima del Summorum Pontificum), che sul sito web della Santa Sede è ancor oggi misteriosamente non disponibile in italiano, pur trattando di una questione piuttosto rilevante come l'elezione del Papa.

Nell'articolo si nota che il Bertone prima proclama che i numeri dell'elezione di Ratzinger riportati dalla stampa "non sono esatti" e subito dopo "non ricordo più niente". Gatta ci cova.

E si ricorda pure che se il "conclave del 1978 si fosse svolto con le regole poi stabilite nella costituzione apostolica Universi Dominici Gregis (1996) da Giovanni Paolo II, l'eletto sarebbe stato non Karol Wojtyla, ma il cardinale ultraconservatore Giuseppe Siri". Cos'è che Giovanni Paolo II aveva ritenuto necessario bloccare?

E si ricorda pure che nel 2005 Martini spostò il suo pacchetto di voti verso Ratzinger per impedire l'elezione di Ruini. Il che pesa come "un'ombra" sull'elezione di Ratzinger. Come se fosse stato eletto anche coi voti di coloro che gli metteranno i bastoni fra le ruote. Mi pare che in politica si chiami "patto di desistenza", nevvero? E che dunque "Benedetto XVI vuole liberare da questa ombra il [legittimo] successore e in certo modo anche se stesso", dico bene?

https://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/159201.html 

https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/la/motu_proprio/documents/hf_ben-xvi_motu-proprio_20070611_de-electione.html 


domenica 13 settembre 2026

Bergoglio non è mai stato Papa: Benedetto XVI non ha mai rinunciato al munus

Humour conciliare
La Universi Dominici Gregis circa la vacanza della sede apostolica e l'elezione del romano pontefice, al nr. 77 stabilisce che:

77. Stabilisco che le disposizioni concernenti tutto ciò che precede l'elezione del Romano Pontefice e lo svolgimento della medesima, debbano essere osservate integralmente, anche se la vacanza della Sede Apostolica dovesse avvenire per rinuncia del Sommo Pontefice, a norma del can. 332, § 2 del Codice di Diritto Canonico e del can. 44, § 2 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.

Il Codice di Diritto Canonico, al canone 332 §2 stabilisce che la rinuncia vada fatta al munus:

Can. 332 - § 2. Si contingat ut Romanus Pontifex muneri suo renuntiet, ad validitatem requiritur ut renuntiatio libere fiat et rite manifestetur, non vero ut a quopiam acceptetur.

Can. 332 - §2. Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti.

La Declaratio di Benedetto XVI, nel secondo paragrafo, afferma di rinunciare al ministerium, non al munus:

...declaro me ministerio Episcopi Romae, Successoris Sancti Petri, [...] renuntiare ita ut...

...dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro...

Torniamo alla Universi Dominici Gregis, al numero 76:

76. Se l'elezione fosse avvenuta altrimenti da come è prescritto nella presente Costituzione o non fossero state osservate le condizioni qui stabilite, l'elezione è per ciò stesso nulla e invalida, senza che intervenga alcuna dichiarazione in proposito e, quindi, essa non conferisce alcun diritto alla persona eletta.

L'elezione di Bergoglio, dunque, è stata nulla e invalida.

Non è stato Papa. Cioè è stato antipapa - il quarantunesimo della storia della Chiesa.

Già che ci siamo, ricordiamo della Universi Dominici Gregis anche il numero 33:

33. Il diritto di eleggere il Romano Pontefice spetta unicamente ai Cardinali di Santa Romana Chiesa, ad eccezione di quelli che, prima del giorno della morte del Sommo Pontefice o del giorno in cui la Sede Apostolica resti vacante, abbiano già compiuto l'80° anno di età. Il numero massimo di Cardinali elettori non deve superare i centoventi. È assolutamente escluso il diritto di elezione attiva da parte di qualsiasi altra dignità ecclesiastica o l'intervento di potestà laica di qualsivoglia grado o ordine.

L'elezione di Bergoglio, dunque, è stata nulla e invalida, per almeno due diverse ragioni: l'invalidità della rinuncia di Benedetto XVI, e il numero di cardinali elettori (133).

Nulla perdonando allo sfascio vaticansecondista che lo ha preceduto, le sue parole e i suoi atti (come Amoris Laetitia, come la dichiarazione di Abu Dhabi, come la Pachamama...) non sono addebitabili al successore di Pietro. 

Non essendo veri cardinali quelli di nomina bergogliana (in quanto creati da un antipapa), non è valida nemmeno l'elezione di Prevost (neppure nell'ipotesi "conclavetto").

Chi descrive i danni fatti dal vaticansecondismo ma crede che Bergoglio e Prevost siano veri papi, dal 2013 ad oggi al netto dell'ignoranza sta ancora combattendo contro i mulini a vento. L'argomento "elezione nulla e invalida" è molto più evidente e risolutivo di qualsiasi altro argomento anti-Bergoglio (ma tanti "tradizionalisti" sembrano avere il terrore di perdere un comodo bersaglio per le proprie freccette).

Dall'articolo di don Stefano Violi pubblicato sulla Rivista Teologica di Lugano (XVIII, 2/2013), grassetti nostri:

La formula con cui Benedetto XVI ha dichiarato la sua decisione, discostandosi dal dettato codiciale, introduce però un precedente giuridico innovativo nella storia della Chiesa, ultimo atto solenne di magistero. [...]

Venendo ora alla formula utilizzata per esprimere la rinuncia, due sono i dati che emergono dalla declaratio: in primo luogo il mancato richiamo al can. 332 § 2; in secondo luogo la scelta di un lessico differente tanto dalla norma Quoniam alicui di Bonifacio VIII che parla di rinuncia al papato (renuntiare papatui), quanto dal dettato codiciale che disciplina invece la renuntiatio muneri. La declaratio infatti afferma la renuntiatio ministerio. [...]

Conclusioni.
L’11 febbraio del 2013, in piena sintonia con la tradizione della Chiesa, Benedetto XVI dichiarava la sua rinuncia al ministero petrino. Rispetto al dettato del canone però dichiarava di rinunciare non già all’ufficio ma alla sua amministrazione. La rinuncia limitata all’esercizio attivo del munus costituisce la novità assoluta della rinuncia di Benedetto XVI. A fondamento giuridico della sua scelta non c’è allora il can. 233 § 2 che disciplina una fattispecie differente di rinuncia rispetto a quella pronunciata da Benedetto XVI. Il fondamento teologico giuridico è la plenitudo potestatis sancita dal can. 331. Proprio nel fascio delle potestà inerenti l’ufficio è compresa anche la potestà privativa ovvero la facoltà libera e insindacabile di rinunciare a tutte le potestà stesse senza rinunciare al munus. [...]

Da un articolo di A. Cionci su Libero del 21 gennaio 2024 (nota: oltre mille suoi articoli sul sito web di Libero sono stati cancellati dai nuovi direttori della testata, senza fornire spiegazioni o backup):

...è stato lo stesso conclave abusivo del 2013 a porre Ratzinger in sede impedita e a realizzare, per causa di forza maggiore, quella altrimenti impossibile rinuncia al solo ministerium.

Per fare un esempio, fa parte dell’essere padre educare e allevare i figli, ma se il padre è in galera, resta sempre padre nell’essere, ma non può “fare” il padre. [...] ...l’intellghenzia presuntamente catto-conservatrice resta a guardare, o addirittura rema contro proteggendo l’antipapa continuando a mettere in luce le sue eresie rifuggendo dall’unica questione seria, l’illegittimità...

In un'intervista pubblicata il 13 ottobre 2018, Bux affermava (grassetti nostri) che:

...sarebbe più agevole esaminare e studiare più accuratamente la questione relativa alla validità giuridica della rinuncia di papa Benedetto XVI, se cioè essa sia piena o parziale (“a metà”, come qualcuno ha detto) o dubbia, giacché l’idea di una sorta di papato collegiale mi sembra decisamente contro il dettato evangelico. Gesù non disse, infatti, “tibi dabo claves …” rivolgendosi a Pietro e ad Andrea, ma lo disse solo a Pietro! Ecco perché dico che, forse, uno studio approfondito sulla rinuncia potrebbe essere più utile e proficuo, nonché aiutare a superare problemi che oggi ci sembrano insormontabili.

L'11 dicembre 2013 la De Mari affermava che l'elezione di Bergoglio era invalida (partendo però dal presupposto che Benedetto XVI fosse stato costretto ad abdicare):

Il primo elemento per un’elezione papale è che la sede sia vacante.

Se la sede non è vacante l’elezione è invalida. L’elezione di Bergoglio è avvenuta mentre la sede non era vacante.

Altre letturine in tema:

Infine, ricordiamo che da gennaio 2026 pende contro Andrea Cionci una denuncia presso la Santa Sede per aver indotto - con numerosissimi articoli, conferenze, video - i fedeli a riconoscere che Bergoglio è un antipapa.
Ad oggi, curiosamente, tale denuncia per scisma (piuttosto ben scritta) non ha avuto seguito. Eppure contro mons.Viganò (che crede almeno alla legittimità di Prevost) e contro don Pompei (che a dispetto delle solide conoscenze di diritto canonico crede alla legittimità di Bergoglio e di Prevost) sono stati piuttosto celeri...

sabato 12 settembre 2026

anche Bux dubitò della validità giuridica della rinuncia di Benedetto XVI

Immagine redazionale

A ottobre 2018 mons. Bux ebbe un momento di lucidità - alla faccia della famosa lettera ricevuta nel 2014 da Benedetto XVI che a suo dire confermava che la sua rinuncia fosse piena e valida -, lucidità che qui ci permettiamo di evidenziare:

Come vede, ci sono non poche difficoltà pratiche, teologiche e giuridiche alla questione del giudizio del papa eretico. Forse – e lo dico proprio da un punto di vista pratico – sarebbe più agevole esaminare e studiare più accuratamente la questione relativa alla validità giuridica della rinuncia di papa Benedetto XVI, se cioè essa sia piena o parziale (“a metà”, come qualcuno ha detto) o dubbia, giacché l’idea di una sorta di papato collegiale mi sembra decisamente contro il dettato evangelico. Gesù non disse, infatti, “tibi dabo claves …” rivolgendosi a Pietro e ad Andrea, ma lo disse solo a Pietro! Ecco perché dico che, forse, uno studio approfondito sulla rinuncia potrebbe essere più utile e proficuo, nonché aiutare a superare problemi che oggi ci sembrano insormontabili. È stato scritto: “Giungerà anche un tempo delle prove più difficili per la Chiesa. Cardinali si opporranno a cardinali e vescovi a vescovi. Satana si metterà in mezzo a loro. Anche a Roma ci saranno grandi cambiamenti” [...]

https://www.aldomariavalli.it/2018/10/13/monsignor-nicola-bux-lunita-si-fa-nella-verita/

 

Divertissement (sebbene farcito di considerazioni personali dell'autore, che sembra spaventato dalle possibili conseguenze dell'aver irriso la neoreligione dominante): un Sillabo anti-sinodale, che - chissà perché - quindici anni fa sarebbe stato del tutto impensabile concepire...

https://www.sabinopaciolla.com/syllabus-delle-principali-deviazioni-teologiche-ecclesiologiche-procedurali-e-morali-del-sinodalismo/ 


L'isteria anti-Cionci (lo trattano come se fosse stato il primo e l'unico a parlare della Magna Quæstio) tracima sia dai conservatori che dai tradizionalisti, producendo le solite insalatone di irrisioni, inesattezze e fallacie logiche. Per esempio:

https://marcotosatti.com/2026/09/04/linchiesta-di-diddi-sulle-dimissioni-di-benedetto-xvi-il-trionfo-dellassurdo-mascarucci/

 

E addirittura mobilitano l'IA per vignette che accusino di sensazionalismo la questione "rinuncia invalida" e il termine "antipapi":

https://isoladipatmos.com/avviso-urgente-il-7-settembre-lisola-di-patmos-potrebbe-chiudere/


È come se i tradizionalisti temessero che l'ipotizzare che Bergoglio e Prevost siano antipapi immediatamente toglierebbe validità alle critiche al vaticansecondismo e agli invasati del Concilio. Come se non avessero mai sentito dire "per ingannare, se possibile, anche gli eletti". Come se l'Amoris Laetitia, il Traditionis Custodes, la Dichiarazione di Abu Dhabi, preferissero tenersele per criticarle anziché riconoscerle come atti di un antipapa che perciò non riguardano i cattolici.

venerdì 11 settembre 2026

anniversario dell'(((autoattentato))) dell'11 settembre 2001


Festeggiamo oggi il venticinquesimo anniversario del più famoso (((autoattentato))) della storia: il Deep State americano abbatte le Torri Gemelle, liberando mille tonnellate di asbesto (eternit) nell'aria (che sarebbe stato molto costoso bonificare, infatti da anni si parlava di demolire le Torri), più qualche altro obiettivo secondario (l'unica ala del Pentagono che era vuota per lavori di ristrutturazione), creando contestualmente una scusa ("il terrorismo islamico!") per iniziare una vasta campagna militare in Medio Oriente.

Ma tanto, se siete così fessi da credere che un manipolo di beduini sia stato in grado di compiere l'(((attentato))) più audace e devastante della storia americana, sarete almeno altrettanto fessi da scambiare un antipapa per papa.

Dedicato a chi nel 2026 ancora filosofeggia sulla differenza fra collasso e crollo o sul "non frega più a nessuno", perché avendo seguito fin troppi giornali, telegiornali e programmi tv e serie Netflix, crede di aver acquisito saggezza e conoscenza totali e persino il diritto di perculare chi non è allineato alla Narrativa Ufficiale™.

Il punto è che i lorsignori si cibano di notiziari e dibattiti non allo scopo di capire ma allo scopo di sentirsi "smart", di sentirsi "quelli che hanno capito più di te", quelli "coerenti", quelli che ad ogni possibile obiezione hanno già "la risposta pronta".

Proprio ciò che fanno per quanto riguarda le cose della fede.


giovedì 3 settembre 2026

Viganò, la Deep Church, lo scisma capitale, i «brogli del Conclave 2013»... e la sede impedita di Benedetto XVI

Clerical-cosplay e "arte sacra" nel 2026
Atteniamoci ai fatti.

Immaginiamo di essere a inizio 2013.

Ipotizziamo che Benedetto XVI volesse davvero abdicare.

Niente di più facile: gli basta dichiarare "per motivi di età e salute, renuntio muneri secondo il can.332 §2 CIC".

E invece no.

Rinuncia - anzi, annuncia di rinunciare - non al munus ma al ministerium.

Cioè non è una rinuncia valida. E lui il diritto canonico lo conosceva bene. E la questione delle dimissioni di un Papa l'aveva ben presente, visto che aveva integrato alcune norme della Universi Dominici Gregis.

Ripetiamo, per chi non l'avesse capito: il canone 332 per "rinuncia" intende chiaramente quella al munus petrino. Benedetto XVI aveva invece dichiarato che rinuncerà al ministerium, cioè al solo esercizio del munus petrino. Benedetto XVI non ha rinunciato ad essere Papa: ha dichiarato che avrebbe rinunciato al ministero. Sapeva benissimo quel che stava facendo. Dopotutto, se ti becchi una multa per eccesso di velocità ma hanno sbagliato a scrivere la targa, che fai, la paghi lo stesso? E se hanno volutamente sbagliato a scriverla, che fai, paghi lo stesso?

Prima di interrogarsi sui motivi bisogna prendere atto che non ha affatto inteso abdicare.
Bisogna prendere atto che se avesse voluto abdicare, lo avrebbe fatto in modo semplice, chiaro, incontrovertibile.

Ci stiamo attenendo ai fatti. Se avesse davvero voluto abdicare gli sarebbe bastata una dozzina scarsa di parole, compresa la menzione del canone 332 §2: e invece non solo non lo nomina ma di parole ne usa più di trecento. Come se volesse nascondere qualcosa fra le righe.

Inoltre la scrive in latino e la leggerà in latino - lingua che ha padroneggiato per tutta una vita. In un'intervista, successivamente, dirà che non l'aveva scritto in italiano "per timore di fare errori". Il latino, per chi lo ha studiato, consente ancor più sottigliezze dell'italiano... per chi le sa cogliere.

Nel leggerla, poi, dice "commissum": ma nel testo ufficiale proposto al pubblico viene trascritto come "commisso". Cambia il senso dell'intera espressione. Ricordate al liceo le traduzioni di latino con le espressioni a trabocchetto? Quell'accusativo neutro, fingere di aver creduto che fosse un dativo vi semplificava molto la traduzione. E alla fine la prof ve lo vergava furente con la penna rossa. E dopo, solo dopo, alcuni capivano finalmente il senso del testo che per fretta e pigrizia non avevano ben tradotto.

Quella di Benedetto XVI non è una rinuncia valida, ed ha a contorno numerose stranezze. Come ad esempio il testo ufficiale inizialmente farcito di errori grossolani ("hora 29") poi ufficialmente corretti in modo da ficcarvi anche quel "commisso".

Se ne occuparono numerosi autori, ma il dibattito venne presto spento dal nostro cascare dalle nuvole: "ehi, il Papa si è dimesso!" fu il tam-tam della stampa, "ehi, lo SWIFT ha ridato il clearing ai bancomat vaticani!", ma guarda che combinazione, "ehi, ora è diventato Papa emerito!" (dunque è ancora Papa?)...

Benedetto XVI non ha inteso rinunciare.

Ha inteso fare qualcos'altro. Ma il punto di partenza è che non ha inteso rinunciare.

Cioè il conclave 2013 è invalido, in quanto aperto mentre la sede non era vacante. La Declaratio di Benedetto XVI a prima vista sembra una rinuncia: i "diretti interessati" non vedevano l'ora di avviare il conclave e piazzare il Bergoglio (e ricordate che il Bergoglio aveva preso una quarantina di voti già nel 2005, proprio mentre in piazza san Pietro "profeticamente" Pannella agitava un cartellone reclamante un "papa Francesco", profeticamente, sì, proprio Pannella: "profeticamente").

Così, in men che non si dica, ci ritrovammo la catastrofe: "Buonasera". Eppure il conclave non era valido, poiché Benedetto XVI non si era veramente dimesso. A noialtri, invece, piaceva comodamente pensare che se i cardinali lo hanno eletto e riconosciuto come Papa (i cardinali del conclave invalido!), allora doveva essere per forza Papa, pur scandalosamente Papa, criticabile come un Papa scandaloso (avremmo preferito scandali che non riguardassero la fede e la morale, né la figura del papato, l'immagine pubblica della Chiesa e la dignità dei cattolici...). Ed infatti tanti autori cattolici, per sedare la propria coscienza, si ostinarono ad eseguire imbarazzanti acrobazie da tifoseria papista (sapete, era stato così facile dichiararsi sempre "dalla parte del Papa" in epoca ratzingeriana, e un po' anche in epoca woytiliana). Era più comodo criticare le bergoglionate che cercare di capire se fosse un antipapa. Non è un caso che a parte un po' di dibattito iniziale (Socci e altri), non se ne sia parlato più per anni.

Cosplay: indovina quali dei presenti
sono travestiti da ciò che non sono
Certuni, stufi di venir insultati dal Bergoglio, proclamavano: "il mio Papa è Benedetto". Ma la loro era in fin dei conti una posizione sentimentalistico-sospirante: Benedetto restava pur sempre quello che non aveva scomunicato i neocatecumenali, quello che era andato alla moschea di Istanbul, e altri poco augusti momenti. Bergoglio è come un elefante in una cristalleria, dunque "il mio Papa è Benedetto". Risultato: dopo la morte di Benedetto, finirono automaticamente ad applaudire Prevost (salvo numerosi momenti di delusione e disagio, come ad esempio per quegli imbarazzantissimi cosplay).

Nell'interregno bergogliano abbiamo visto Amoris Laetitia, la Pachamama, "chi sono io per giudicare"... ma era troppo comodo "criticare il Papa", molto più comodo del riconoscerlo come antipapa. La Correctio Filialis, le lunghe e pensose articolesse sui blog ed elucubrazioni su youtube, la soddisfazione del notare le piazze bergogliane semivuote, la forte speranza che avvenisse qualche miracolo per uscir finalmente a riveder le stelle... ma ormai l'argomento "dimissioni invalide e sede impedita" era finito in cavalleria.

Mons. Viganò finì per riconoscere Bergoglio come antipapa proprio dalle sue parole e dai suoi gesti. E però non ha tratto le logiche conclusioni: se il Bergoglio è antipapa, lo è anche il Prevost eletto da pseudocardinali bergoglioni. Infatti, assurdamente, Viganò ha chiesto udienza (seppur invano) al Prevost, proprio come se lo considerasse Papa legittimo. È proprio lo stesso Viganò che denuncia le manovre della Deep Church, che denuncia le infiltrazioni massoniche iniziate molto prima del Concilio, che ricorda bene il numero massimo di elettori per la validità di un conclave e che c'erano 108 pseudocardinali bergoglioni...

Il dibattito su youtube di alcuni sacerdoti ieri sera, introdotto da un breve intervento del Viganò, è stato intitolato "Simone contro Pietro". Come se non riuscissero proprio a concepire l'ipotesi di un conclave invalido, la possibilità di un usurpatore, anzi, di un'intera linea di antipapi. È molto più comodo lamentarsi senza tirare le logiche conclusioni.

La stessa FSSPX, ad esempio, avrebbe potuto dichiarare: "abbiamo bisogno di nuovi vescovi, ma essendo la sede occupata da un antipapa, procederemo alle ordinazioni senza il consenso dell'antipapa (e delle scomuniche dell'antipapa ce ne facciamo un baffo)". E invece...

Così, mentre il mondo cattolico vaticansecondizzato procedeva ad adeguarsi all'andazzo (e ad affievolire ancor più la fede), nel mondo cattolico tradizionale c'è un'estenuante e interminabile (e sempre più ampia e spesso dispersiva) riflessione su cosa dovrebbe essere il Papa, quando il Papa è Papa, su come riconoscere "Simon (Pietro) che si oppone a (Simon) Pietro"... riflessione che comodamente non trae mai le ovvie conseguenze: qualsiasi scusa è buona pur di non chiamare Bergoglio e Prevost antipapi, qualsiasi trucco è buono pur di non rischiare di essere definiti "sedevacantisti" dai bergoglion-prevostian-sinodalisti (fatti salvi, ovviamente, quelli che per fretta e pigrizia hanno preferito la soluzione più drastica: "sede vacante dal 1958 ad oggi e ci togliamo il pensiero, buttando con l'acqua sporca anche il bambino").



L'ultimo libro di mons.Viganò si intitola: “Lo scisma capitale. Quando il papa è il primo nemico del papato”:

  • ma come, e la Pastor Æternus?
  • ma come, e l'infallibilità pontificia? 
  • ma come, e il "pasci i miei agnelli e le mie pecorelle"?  
  • ma come, e gli "inferi non prevarranno"?
  • ma come, il "papa" è il primo nemico del "papato"? 

Oh poffarbacco — pareva quasi che avesse finalmente capito che Prevost e Bergoglio sono "nemici del papato", ossia antipapi.

E invece no: a giudicare dalla recensione di Valli, non lo ha ancora capito.

Eppure proprio mons.Viganò aveva dedotto che Bergoglio non era papa e che non voleva esserlo e perfino che occorresse far luce «sulla questione dei brogli del Conclave del 2013, che prima o poi dovranno dare luogo ad un’indagine ufficiale».

Mi sfugge del tutto come faccia uno come Viganò ad avere una linea di pensiero secondo cui:

  • un antipapa viene eletto nel 2013 da un conclave non valido...
  • ...e ha sempre dimostrato di non voler minimamente pascere gli agnelli e le pecorelle...
    • (e, fra parentesi, ha fatto "scomunicare" Viganò proprio quando quest'ultimo ne ha menzionato certi osceni scandali e abusi - che è solo questione di tempo prima che verranno tirati fuori dai nemici della Chiesa)
  • ...e durante il suo interregno Bergoglio ha creato più di cento pseudocardinali...
  • ...i quali poi a maggio 2025 avrebbero "regolarmente" eletto un "regolare" papa...
  • ...a cui a fine 2025 e gennaio 2026 Viganò chiese udienza...
  • ...udienza finora mai concessa, e nel frattempo Viganò pubblica questo libro il cui sottotitolo sembra contraddire la Pastor Æternus: "tu sei Pietro, e su questa pietra sarai nemico del papato!".

Sul serio: è davvero così potente la fobia di essere etichettati "sedevacantisti", da non poter pubblicamente dire a chiare lettere "il re è nudo", pardon, "Bergoglio e Prevost non sono mai stati papi"? È davvero più comodo lasciar insinuare (senza mai sbilanciarsi troppo) che da Giovanni XXIII non lo sarebbero stati?

Parentesi semi-comica: la FSSPX si ordina vescovi ad libitum. Proclama di riconoscere il Papa ma gli disubbidisce, in nome di un autocertificato stato di necessità. Eppure, se il Papa è legittimo e pienamente esercitante le sue funzioni, lo stato di necessità non si pone (anzi, devono prestare ossequio della ragione e dell'intelletto ad Amoris Laetitia, al "chi sono io per giudicare?", ai suoi calorosi incontri coi vari Traettino, Pannella, Bonino, Scalfari, Mullally...). Ma allora... non è che... lo "stato di necessità" è il nome gentile di un sedevacantismo implicito? Non sarà mica che avrebbe ragione Radical Fidelity?

Ferma restando la buona fede dei fedeli che per mera inerzia si sono fidati di ciò che dicono i media e i pastori, ferme restando tutte le infinite perplessità già espresse riguardo agli invasati del vaticansecondismo... è più facile sostenere che da Giovanni XXIII siano tutti antipapi, o che lo siano almeno Bergoglio e Prevost?

Per quanto possa sembrare antipatico: sì, la "pistola fumante" dal conclave del 2013 c'è:

  1. Benedetto XVI dichiara che rinuncerà al ministerium (eppure gli sarebbe bastato dire senza fronzoli: "rinunzio al munus secondo il CJC 332 §2"), basta già solo questo a dimostrare che non è una rinuncia valida;
  2. il testo della sua dichiarazione viene pubblicato alterato (ha detto "commissum" ma nel testo ufficiale scrivono "commisso" per cambiare il senso);
  3. altri dettagli dell'inutilmente lungo testo (il significato originale di vacet, a che ora precisa corrisponde l'hora vigesima, ecc.) contribuiscono a creare ulteriori condizioni contro la validità;
  4. dunque dal 1° marzo 2013 la sede non era vacante ma impedita; si può parlare di sede vacante solo dal 1° gennaio 2023.

Il conclave del 2013 è invalido ed elegge invalidamente Bergoglio. Cioè un antipapa. I suoi atti e i suoi discorsi sono gli atti e discorsi di un antipapa, inclusa la creazione di oltre cento pseudocardinali.

Dal conclave del 2025 non ci si poteva aspettar altro che l'elezione di un antipapa, perché la stragrande maggioranza era composta da pseudocardinali. E come se non bastasse:

  • sono entrati in conclave molto più dei "massimo 120 elettori" previsti dalla Universi Dominici Gregis (immaginate la malafede dei cardinali che escludono un Becciu perché sgradito alla propaganda bergogliona ma entrano in 133 votanti autorizzandosi da soli posticciamente ad andare contro il dettato della Universi Dominici Gregis);
  • esistono poi altre condizioni di nullità del conclave 2025 e stranezze varie (un cardinale è stato beccato con un cellulare, un altro è stato visto fuori dopo l'extra omnes, quello che ha votato con due schede...), ma non vogliamo tediare il lettore.

Tocca brevemente aprire una parentesi sull'ipotesi del conclavetto: "Leone XIV si fa eleggere dai soli cardinali di nomina pre-bergogliana (e poi fare una sanatoria degli pseudocardinali)". Corse persino voce che avrebbe chiesto di ripetere la votazione "per essere sicuro" di essere stato eletto. Lo stesso Prevost si lasciò sfuggire che in conclave era successo qualcosa di grosso tale da poterci scrivere interi libri...
L'ipotesi del conclavetto, però, implica che:

  • che lì in conclave sono tutti stati al corrente della sede impedita di Benedetto XVI e dunque della necessità di proclamare Bergoglio antipapa;
  • che il conclavetto non ha eletto liberamente (altrimenti avrebbero scelto un candidato che per prima cosa avrebbe dichiarato Bergoglio antipapa e chiarito la questione della sede impedita e proclamato nulle tutte le bergoglionerie);
  • che oggi, a distanza di quasi un anno e mezzo, Prevost ancora non ha ancora denunciato l'antipapa Bergoglio (anzi: ancora non ha corretto seriamente alcuna bergoglionata, anzi, ha proceduto sulla pessima strada del sinodalismo e del bergoglismo): tocca dedurre che non è in buona fede.

Brevissima FAQ ad uso dei diversamente capenti: 

  1. "Perché ce ne accorgiamo solo nel 2026?"
    Perché per anni e anni, come tutti, pur di fronte a tanti indizi, pur evitando (per viva ripugnanza) di usare il termine "papa Francesco", preferivamo pigramente affidarci ai titoli dei giornali, preferivamo commentare quel che faceva e diceva il Bergoglio, e speravamo che la mozzetta rossa del Prevost fosse più significativa del suo elogio all'antipapa predecessore.
    Poi un bel mattino ti capita di unire distrattamente i puntini e notare che l'intero disegno è coerente. Dopotutto si dice che il miglior posto dove nascondere le cose è... sotto il naso di chi non vuoi che le trovi.
  2. "Non fissatevi sul diritto canonico quando è in pericolo la salute delle anime!"
    È una falsa contrapposizione.
    Altrimenti perché fecero intervenire i carabinieri contro il finto prete? Suvvia, non fissatevi su questioni di diritto canonico! Lasciatelo fare!
  3. "Perché Benedetto XVI avrebbe dovuto escogitare una roba così complessa?"
    Gli sarebbe stato forse più facile scomunicare pressoché l'intero collegio cardinalizio?
    E tutti i destinatari della scomunica avrebbero accettato di buon grado e col capo cosparso di cenere?
  4. "Benedetto XVI è stato sempre favorevole al Concilio, anzi, è un modernista!"
    Non cambia il valore e lo scopo del suo gesto, né la "linea di antipapi".
    È stato comunque l'ultimo Papa di formazione preconciliare, cioè che ancora aveva qualche scrupolo a tirare il vaticansecondismo fino alle estreme conclusioni.

martedì 25 agosto 2026

l'elefante nel presbiterio: quella sede impedita - e i "riconoscenti e resistenti"

L'elefante nella stanza nel presbiterio: ciò che anche i tradizionalisti duri e puri si sforzano di non vedere, pur magari già convinti che una sorta di setta gnostico-massonica abbia soggiogato i piani alti della gerarchia.

Ricordate quando ci appioppavano l'etichetta di "tradiprotestanti"? E tutta quella retorica sul "rifiutare di sottomettersi al Papa" scagliata contro chiunque facesse notare una qualsiasi sbavatura conciliare?

Evidentemente ha fatto effetto, perché il terrore ancestrale di certi cattolici è l'essere chiamati "sedevacantisti" (le bordate arrivano perfino "da destra": cfr. il recente articolo di Radical Fidelity, "a parlare di errori dei papi e del concilio siete di fatto sedevacantisti").

Risultato: il Nuovo Galateo dei simpatizzanti della Tradizione prevede di "riconoscere [gli antipapi] e resistere [cioè lamentarsi su internet]". La Pachamama, l'«arcivescovessa», le "accolitesse", sì, sì, dai, su, tanto peggio tanto meglio: e tutto finisce lì, dimenticato nelle "pagine precedenti" di blog e social, senza ulteriore risultato. Par di sentirli: "ehi, gente, io però mi son lamentato, io, eh! ho dunque ottemperato al mio dovere di riconoscente e resistente".

Questa gabbia mentale è tale da aver indotto i più a confondere i fatti con le congetture. Esempio: è un fatto che Benedetto XVI abbia materialmente detto "commissum", è una congettura dire che in quel momento si è sbagliato perché era vecchio, emozionato, confuso, tedesco. (Questo implica che va drasticamente ridimensionato qualsiasi intervento che dava per esatta la versione ufficiale, quella col comodo "commisso").

La gabbia mentale è tale che anche nomi di alto livello hanno preferito disinteressarsi delle numerose sbavature della presunta "rinuncia" di Benedetto XVI e delle enormi conseguenze (per esempio: Viganò convinto che non solo Bergoglio non volesse davvero essere sommo pontefice ma anche che il conclave del 2013 fosse invalido... e però poi nel 2026 Viganò chiede -peraltro inutilmente- udienza a Prevost, come se magicamente un conclave fatto da pseudocardinali bergoglioni eleggesse lecitamente il Prevost, che si premurerà poi di lodare spesso il Bergoglio e di non correggerne le vaccate) o addirittura ridicolizzare la questione (come hanno fatto Livio Stalin Fanzaga e altri, ognuno sgangheratamente a modo suo) o arbitrariamente ignorarla (come hanno fatto i vari Viglione, Gnerre, ecc., e perfino i vertici della FSSPX, a cui non mancavano certo cervelli ben collaudati).

I riconoscenti e resistenti avrebbero come minimo dovuto essere stuzzicati a studiarsi la Magna Quaestio quantomeno per la ghiotta possibilità di spazzar via tutte le vergogne bergoglian-prevostiane. Immaginate ad esempio il sollievo spirituale del riconoscere che robe come la Pachamama, la lavanda dei piedi alla carcerata musulmana, l'incontro-sviolinata fra Prevost e l'«arcivescovessa», non siano addebitabili al successore di Pietro, non siano macchie nella storia della Chiesa. O che per robacce come l'Amoris Laetitia e la Fiducia Supplicans non occorra più sperare in acrobatiche (e probabilmente incomplete) correzioni future.
E però guai a tentar di uscire dalla gabbia mentale, guai! Ti chiamerebbero "sedevacantista" proprio mentre la sede... è stata occupata da due antipapi?

E no, il lamentare che certi sostenitori della tesi son poi partiti per la tangente (Bugnolo, Minutella...) non rende meno valida la tesi. Non è che se Hitler dice che 2+2 fa 4, all'improvviso occorra prendere le distanze dalla matematica.

L'esposto del Cionci è in esame da due anni dal procuratore di giustizia vaticano Diddi (e un qualche primo risultato non sembra essere troppo lontano) e la notizia del procedimento inizia a diffondersi - è stata ad esempio menzionata anche su LifeSiteNews (i cui articoli sono stati spesso tradotti nella blogosfera cattolica italiana). Cionci non è stato il primo ad aprire la Magna Quaestio (e nel corso degli anni ha corretto qualche dettaglio); è stato, però, quello che ha presentato un esposto ben documentato (che non ha scritto da solo), oltre a portarla a conoscenza del pubblico con articoli e conferenze e libri. Gli si può al massimo contestare lo stile comunicativo un po' ruspante, non i fatti che ha elencato. E se una tesi ha cento prove a sostegno, e le novanta più importanti non possono essere onestamente smentite, indovinate quale è la conclusione.

I riconoscenti e resistenti hanno anche un altro incubo: temono che occuparsi della questione implichi il porre in secondo piano la patologica foga del vaticansecondismo (manifestata dallo stesso Ratzinger), come se in mancanza di Bergoglio e Prevost non potessero più continuare a lamentare i danni fatti dal Concilio e dai suoi fautori, come se avessero bisogno del "tanto peggio tanto meglio".

L'ignoranza resta uno dei freni fondamentali. Dai media siamo stati per anni bombardati di elucubrazioni sul monstrum canonico di "papa emerito", sui contatti fra Bergoglio e Ratzinger,  sull'equivalenza fra munus e ministerium (nessuno a chiedersi come mai nella Declaratio non fosse stato enormemente più facile seguire il canone 332 usando l'inequivocabile termine "munus"). "Il Papa è uno solo", ripeté per anni Benedetto XVI parlando di sé stesso (ma per certi cattolici era molto più facile criticare Bergoglio che chiedersi se la "rinuncia" fosse davvero una rinuncia). Perfino il sottoscritto motteggiava quelli che sospiravano "il mio Papa è Benedetto" (in quanto la loro posizione pareva troppo un "cuoricini e sospiri", pareva troppo un autoconsolarsi temporaneo, e infatti all'arrivo della mozzetta rossa di Prevost si sono praticamente eclissati).

Per tantissimi anni il dibattito verteva sulle bergogliate anziché sulla legittimità perché di fronte alla catastrofe speravamo di veder presto chiuso il vergognoso interregno bergogliano e di tornare a una qualche "normalità", una qualche correzione di rotta, a cui finora il Prevost non ha messo mano - anzi, prosegue (sia pure con un pizzico di moderazione) il "programma" impostato dal Bergoglio. Avevamo colpevolmente messo da parte l'ipotesi di una rinuncia invalida (e dei suoi motivi) perché era tremendamente più facile commentare la vergognosa cronaca ecclesiale che riflettere su una questione che "tutti" sembravano aver già sepolto, riflettere su "quisquilie" come la cronologia esatta degli eventi, "hora vigesima", convocazione del conclave, eccetera, tali da non farci neppure prendere in considerazione che:

  1. che non si è trattato di un'abdicazione ma di qualcosa di diverso;
  2. che nei primi tempi e di primo acchito doveva sembrare un'abdicazione, affinché certuni approfittandosene si ponessero volontariamente di fatto e di diritto fuori dalla Chiesa;
  3. che quel "qualcosa di diverso" fosse ritenuto da Benedetto XVI la "meno peggior strada percorribile" per affrontare un cancro spirituale già in metastasi;
  4. che quel "qualcosa di diverso" consistesse nell'accettare liberamente di finire in sede impedita e di non poterlo rivelare (altrimenti non sarebbe stata più sede impedita, in quanto libero di parlare), sebbene le affermazioni in tema fatte successivamente (in "restrizione mentale larga") siano interpretabili anche a sostegno del "qualcosa di diverso" (ad esempio: quando il "Papa emerito" ha detto che «il Papa è uno solo», perché non ha mai precisato che sarebbe il Bergoglio?).

La "bomba ad orologeria", impensabile per tanti tradizionalisti, è che persino un sostenitore del Concilio come Benedetto XVI potesse voler fermare la presa di potere di molto più facinorosi sostenitori.

Ma finora il dibattito sulla crisi nella Chiesa sembra implicare che pur di criticare il cancro del vaticansecondismo dovremmo considerare quisquilie le numerose stranezze relative alla "rinuncia" e ai due conclavi successivi, solo perché è gratificante poter ricordare che l'onore dato alla Pachamama nel 2019 è figlio della convocazione woytiliana di Assisi '86, solo perché costa fatica ammettere che un Papa senza ministerium ma col solo munus, è letteralmente la definizione di "sede impedita" (e se si fosse "autoimpedito" volontariamente... sarà mica perché i "lupi" erano già in grado di dare il pontificato a qualcuno dei loro?).


Riepilogando, con una rinuncia invalida a febbraio 2013 ci sono alcune conseguenze, tra cui:

  1. il conclave del 2013 non è stato convocato a sede vacante;
  2. Bergoglio non è stato Papa (e comunque: avrà mai voluto davvero esserlo? cfr. ad es. il J'accuse di Viganò);
  3. quelli creati da Bergoglio non sono cardinali;
  4. la sede è vacante solo dopo il 31 dicembre 2022 (dalla morte di Benedetto XVI) ma Prevost, essendo stato eletto da tali pseudocardinali, non è Papa (cfr. anche l'autoapprovazione a non rispettare il numero massimo di 120 elettori); intanto, da vari fattori, è decisamente improbabile che Bergoglio e Prevost abbiano in buona fede creduto di essere legittimi papi (tanto più essendo a conoscenza dell'esposto di cui sopra);
  5. occorre un nuovo conclave con la trentina di cardinali di nomina pre-bergogliana (devono prendere iniziativa) per eleggere il legittimo successore di Benedetto XVI (che dovrà anzitutto dare un colpo di spugna ufficiale e qualche sanatoria);
  6. è ridicolo - ancor prima che pericoloso - voler affidarsi ad antipapi (o anche soltanto a papi dubbi) per implorare soluzioni allo sfascio conciliare;
  7. se quei due sono antipapi, i loro gesti e le loro parole - specialmente Pachamama, «arcivescovessa», insulti ai cattolici, Amoris Laetitia, sinodalismo, "chi sono io per giudicare", ecc. - non sono addebitabili al papato;
  8. tutto questo tenendo presente che nell'ufficializzare il tutto qualcosa andrà storto perché non accetteranno mica di mollare l'osso (e renderanno ancor meno agevole la vita a chi nutrisse dubbi sulla legittimità della linea Bergoglio-Prevost).

Che senso aveva per Benedetto XVI escogitare il trucco della rinuncia invalida?

  • lo scopo era di indurre i "lupi" ad eleggersi un antipapa e a mostrare da che parte stanno (la maggioranza dei cattolici evidentemente non ha ancora compreso che tali "lupi" hanno colonizzato la gerarchia e la tengono sotto scacco, e si sforza di banalizzare o non pensare allo scempio in corso);
  • a Benedetto XVI non sarebbe certo bastato distribuire un po' di proclami e scomuniche (e non gli sarebbe stato molto salutare...);
  • evidentemente non vedeva alternative, ad eccezione del fuggire "per paura, davanti ai lupi";
  • la questione del "commissum" sembra alludere a gravi pressioni subìte da Ratzinger già dal conclave del 2005.

Raccontino: i nipoti hanno sempre criticato il nonno perché è un dissoluto ed è pure juventino. Il nonno muore. Il testamento olografo contiene delle parole con grafia incerta. Sembra lasciare tutti gli averi alla badante. Qualcuno dice ai sullodati nipoti: "ma non vi pare sospetto? ma perché non impugnate il testamento per verificare se davvero intendeva lasciare tutto alla badante?" E i nipoti: "eh no, ma dai, perché ti preoccupi di queste cose? sai, era un dissoluto, e pure juventino, e lo era pure suo padre..."

Per chi non avesse capito il raccontino:

Benedetto XVI fa "testamento" e inserisce di proposito delle sottigliezze che, quando scoperte, fanno emergere che la "badante" (mafia di San Gallo, massoni e "lupi" vari, ecc.) è pronta ad usurpare il soglio. Avendo un esercito di "badanti" a controllarlo in ogni momento - anche quando scriveva -, aveva a disposizione solo quel trucco (per quanto suoni "fantascientifico"): pubblicare una decisio sotto forma di dichiarazione di rinuncia... al ministerium anziché al munus... e lasciando uscire allo scoperto gli usurpatori, che costituissero un antipapa e andassero avanti sempre più a carte scoperte, il tutto in attesa che qualcuno in futuro impugni il testo e, ripulendolo dalle correzioni di comodo (apportate da Bertone e Gloder), deduca quali erano le intenzioni di papa Ratzinger nel 2013 e tragga le logiche e canoniche conseguenze.

Moltissimi hanno un insano terrore di scoprire di essersi sbagliati, cioè di aver riconosciuto Bergoglio come Papa e di aver amato e pregato per Prevost. Temono (di fronte ad una platea per lo più immaginaria) di sembrare incoerenti. O di sembrare quelli che hanno creduto al lavoro d'indagine (e di denuncia) di un singolo giornalista semisconosciuto (che però ha presentato un esposto ben documentato, altrimenti non sarebbe partita l'istruttoria) mentre tutti i VIP dell'arena cattolica lo ignoravano (e mentre nessun prelato di nomina bergogliana o prevostiana ha avuto ripensamenti).

Altri hanno il terrore che l'immagine pubblica della Chiesa ne esca devastata ("ma come, c'era un golpe in atto e non se n'è accorto nessuno? allora stabilisco subito che non può e non deve essere credibile").

Altri, poi, sono così tonti da credere che l'affrontare la questione scalfisca tutto ciò che hanno sempre detto e professato sulla Tradizione:

  • come se la Tradizione potesse rinascere tenendoci degli antipapi e sperando di ottenere da loro almeno il contentino temporaneo del Summorum Pontificum, lasciando poi mano libera a chi riceve con tutti gli onori l'«arcivescovessa» (e chissà che altre sorpresacce stanno per arrivarci), dimenticando che un "papa Francesco I" era già profetizzato da Pannella durante il conclave 2005 (preveggente, nevvero?)...
  • come se il riconoscere che vi sono stati due antipapi impedisca di criticare le vaccate dette e fatte da Giovanni XXIII a Benedetto XVI... come se certuni avessero bisogno della "validità" delle bergogliate per poter puntare il dito sui problemi creati dal Concilio e dai suoi credenti...
  • come se avessero timore di venir equiparati alle anime pie e sospiranti che per un po' hanno (inutilmente) ripetuto "il mio Papa è Benedetto" (e che ora non se le caga più nessuno). All'improvviso la mozzetta prevostiana le ha messe a tacere, poco importa che già un attimo dopo abbia elogiato il Bergoglio e proseguito come un treno in corsa nel solco della "sinodalità"...
  • come se tutte le stranezze intermedie (il conclave 2025 con più di 130 elettori, la rinuncia al "ministerium" anziché al "munus" come previsto dal canone 332, ecc.) potessero essere seppellite da un "ma dai, ma che esagerato, ma cosa vai a rivangare, ma quelle son quisquilie, e il nonno era juventino!".

Nel nostro piccolo anche noi ci chiediamo perché mai sia così "vietato" l'argomento nel dibattito cattolico:

"è come se dicessero che a Chernobyl ci sono pesci mutanti a tre occhi, cervi albini, piante che hanno mutato forma, rovine di una zona abbandonata... ed evitassero in ogni modo di parlare del disastro del reattore nucleare di Chernobyl".

Provate a immaginare di dire a un cattolico di cent'anni fa: "ad ogni nuova esternazione/attività del Papa e della gerarchia, siamo sul chi va là, come se la Pastor Æternus si applicasse a singhiozzo (sempre più rari singhiozzi)". Lo eravate con la stessa intensità anche nei pontificati wojtyłiano e ratzingeriano? E come vi giustifichereste per essere ancora riconoscenti e resistenti alla linea antipapale inaugurata dal Bergoglio?

A Dio piacendo, si finirà pubblicamente a riconoscere lo scisma già in atto dal 2013:

  • da un lato quelli del tutto va ben madama la marchesa, che si tengono stretti la linea Bergoglion-Prevostiana, con tutti gli annessi e connessi di Pachamama e Sinodalismi e boiate varie, magari perfino speranzosi che in futuro qualcosina possa migliorare, e spesso non religiosamente ossequiosi della volontà e dell'intelletto di ogni "novità" dai vertici...
  • e dall'altro lato quelli che riconoscendo il golpe non trovavano motivo di far finta di niente.

sabato 22 agosto 2026

notizie varie

Ohibò, perfino diversi vescovi credenti nel Concilio si accorgono che la “nuova sinodalità” è «negativa per la Chiesa e dannosa per la salvezza delle anime».

E allora come mai continua a cavalcare sotto le insegne del Prevost? Sarà mica che anche quest'ultimo fa parte del "partito" che volendo straziare la dottrina lo fa attraverso la prassi (pastorale)? Ohibò, ohibò: la Nuova BQ si straccia puntualmente le vesti, ma si guarda bene dal tirare le conclusioni. Ci vorrà per forza qualcuno a dire che "il re è nudo"? E che non basterà dire "basta"?

https://lanuovabq.it/it/nuova-sinodalita-crescono-gli-appelli-al-papa-per-dire-basta

 

Breve supplemento: fa un po' ridere che Scola (ricordate? a marzo 2013 circolò la notizia che fosse stato eletto Papa col nome di... Leone XIV) lamenti che "l'eccessiva sottolineatura" sulla sinodalità trasformi la Chiesa in un Parlamento.

Ma, caro Scola, faccia emergere il suo passato ciellino e proclami apertamente: la sinodalità è una cagata pazzesca (92 minuti di applausi). Non è che ora, fiutando un po' tutti la possibilità che Prevost esca di scena, provate timidamente a rifarvi una verginità:

https://www.sabinopaciolla.com/il-cardinale-scola-avverte-che-la-sinodalita-rischia-di-trasformarsi-in-un-parlamento/ 


Ohibò, quel biglietto aereo costa undicimila euro a cranio - bisogna pur spennarli, i giornalisti... O forse è perché la Segreteria di Stato non sta sganciando neanche un centesimo per i viaggi "apostolici"?

https://www.mediafighter.com/quanto-costa-raccontare-il-papa/ 


(Articolo del 2014, tanto per ricordare che se ne parlò fin da subito)

Nella Declaratio di Benedetto XVI di febbraio 2013, «l'incarico (munus) viene distinto dalla sua amministrazione [ministerium]... al munus affidatogli non ha inteso rinunciare»:

...due sono i dati che emergono dalla declaratio: in primo luogo il mancato richiamo al can. 332 § 2; in secondo luogo la scelta di un lessico differrente tanto dalla norma Quoniam alicui di Bonifacio VIII che parla di rinuncia al papato (renuntiare papatui), quanto dal dettato codiciale che disciplina invece la renuntiatio muneri. La declaratio infatti afferma la renuntiatio ministerio. La novità della formula di Benedetto XVI può essere colta in tutta la sua portata ricostruendo le articolazioni argomentative del testo.

Dopo aver richiamato il primato della coscienza, Benedetto XVI afferma: «le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino» (37). La consapevolezza della coscienza riguarda la sopravvenuta inidoneità ad amministrare rettamente l’incarico (munus) petrino. Attraverso questa formulazione (vires meas... non iam aptas esse ad munus Petrinum aeque administrandum), l’incarico (munus) viene distinto dalla sua amministrazione. Le forze gli appaiono inidonee all’amministazione del munus, non al munus stesso. [...]

Presa consapevolezza che le sue forze non erano più idonee all’amministrazione del munus affidatogli, con atto libero Benedetto XVI ha esercitato la pienezza del potere privandosi di tutte le potestà inerenti il suo ufficio, per il bene della Chiesa, senza però abbandonare il servizio alla Chiesa; questo continua mediante l’esercizio della dimensione più eminentemente spirituale inerente al munus affidatogli, al quale non ha inteso rinunciare.

https://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350913.html