sabato 7 novembre 2026

solo perché c'eravamo fidati delle "notizie" e del "dibattito"...

"...Vedevo satana cadere dal cielo
come la folgore..."
(Lc 10,18):
una folgore preparò il conclave del 2013
(e noi, nel nostro piccolo, ce l'aspettavamo)
Uno dei cavalli di battaglia del don Pompei (che, per formazione, di diritto ne capisce bene) è:

"Il problema della crisi dell'autorità nella Chiesa è un problema teologico, non canonico. A cui si risponde con argomenti teologici, non a colpi di diritto canonico".

https://www.donleonardomariapompei.it/blog/a-proposito-di-presunti-scismi-e


Già, ma quando certi vertici della Chiesa si son messi da soli canonicamente fuori dalla Chiesa, che senso ha continuare a considerarli legittimi e sprecar tempo e risorse per "rispondere" loro?

Non è speculazione. È diritto canonico. E don Pompei - che di diritto ne capisce bene - dovrebbe onestamente porsela la questione dell'invalidità della "rinuncia" di Benedetto XVI.

Perché se la rinuncia è invalida, è invalido anche il conclave che ha eletto Bergoglio, sono invalidi i cardinali creati da Bergoglio, è invalida anche l'elezione di Prevost (poiché eletto da pseudocardinali creati dal Bergoglio).

E se Bergoglio e Prevost sono antipapi, veniamo alleggeriti di una consistente parte del summenzionato "problema teologico".

Significa infatti che robacce come l'Amoris Lætitia non sono addebitabili al successore di Pietro. Significa che l'«arcivescovessa» accolta con tutti gli onori... era stata accolta da un antipapa, non dal successore di Pietro. Significa che la dichiarazione di Abu Dhabi era stata sottoscritta da un antipapa ed elogiata dall'antipapa successivo. E non parliamo di tante nomine discutibili...

Don Pompei dovrebbe sforzarsi di capire che i problemi sono due: uno lo ha correttamente identificato - quello teologico -, l'altro (l'invalidità canonica di Bergoglio e Prevost) si rifiuta di riconoscerlo perché è troppo comodo avere un bersaglio per freccette con le facce di Bergoglio e Prevost.

È come se certi tradizionalisti e conservatori si fossero ingenuamente convinti che per continuare a criticare le storture conciliari sarebbe indispensabile considerare legittimi Bergoglio e Prevost che - guarda caso! - son proprio quelli che hanno dato una grossa accelerazione alla crisi. Sono comodissimi. Il buon Viganò, per esempio, in epoche woytiliana e ratzingeriana (che non erano certo epoche d'oro), mai si sarebbe sognato di teorizzare uno "scisma capitale".

Perfino Socci aveva osato rivelare che già dal 2011 Benedetto XVI aveva ben presente ciò che avrebbe fatto, e che una schiera di "cardinali spergiuri nascosti dietro l'anonimato" gli aveva lanciato già subito dopo l'elezione "il segnale di mollare", e arrivava persino a ipotizzare che si fosse ritirato solo "esteriormente" anziché anche "interiormente".

L'unico svarione è l'ultima riga, dove dà per scontato che Benedetto XVI fosse "d'accordo" col Bergoglio. Nel 2014 nel libro Non è Francesco Socci contemplava l'invalidità del conclave 2013 (il "papocchio") e fino al 2015 "continuò il giallo"... per poi misteriosamente abbandonare la questione perché i più esimi detrattori sostenevano che il libro si basava solo sulle voci circa le irregolarità avvenute durante il conclave.

Riconoscere come antipapi Bergoglio e Prevost non è il frutto di una complicata ricerca. Al contrario. La pistola fumante c'è: Benedetto XVI non ha rinunciato all'«essere» Papa, ma ha solo dichiarato di rinunciare a «fare» il Papa a partire da una certa data.

Tralasciando il fatto che un atto giuridicamente puro (actus legitimus) come la rinuncia al munus petrino non può essere soggetto a una condizione o un termine (altrimenti è invalido), il codice di diritto canonico dice chiaramente che:

  • Can. 332 - §2. Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio (munus), si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti.
  • Can. 335 - Mentre la Sede romana è vacante o totalmente impedita, non si modifichi nulla nel governo della Chiesa universale; si osservino invece le leggi speciali emanate per tali circostanze.

E la Universi Dominici Gregis dice che:

  • 76. Se l'elezione fosse avvenuta altrimenti da come è prescritto nella presente Costituzione o non fossero state osservate le condizioni qui stabilite, l'elezione è per ciò stesso nulla e invalida, senza che intervenga alcuna dichiarazione in proposito e, quindi, essa non conferisce alcun diritto alla persona eletta.
  • 77. Stabilisco che le disposizioni concernenti tutto ciò che precede l'elezione del Romano Pontefice e lo svolgimento della medesima, debbano essere osservate integralmente, anche se la vacanza della Sede Apostolica dovesse avvenire per rinuncia del Sommo Pontefice, a norma del can. 332, § 2 del Codice di Diritto Canonico e del can. 44, § 2 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.

Ma Benedetto XVI non ha rinunciato al suo ufficio (munus). Ha dichiarato invece che dopo tot giorni avrebbe rinunciato all'esercitare il suo ufficio (ministerium):

...declaro me ministerio Episcopi Romae, Successoris Sancti Petri... renuntiare...

Ora, per una decisione così importante, sarebbe stato molto più limpido e sicuro dire:

Rinuncio liberamente al munus petrino (cfr. CJC 332 §2).

Ma non lo ha fatto.

Benedetto XVI, deliberatamente, ha rinunciato al "ministerium", non al "munus".

E ci permettiamo di sottolineare "deliberatamente" perché di latino ne capiva, di diritto canonico ne capiva, ha detto di aver lungamente preparato quella "rinuncia". Sapeva quel che stava facendo. Dunque quell'invalidità c'è ed è deliberata. Cioè ha uno scopo.

E lo scopo è stato rapidamente raggiunto: è subito passata su tutti i media la notizia "ha rinunciato!", è stato subito convocato un conclave, i cardinali anziché verificare la validità si sono affannati ad eleggere il Bergoglio, senza che nessuno si sforzasse troppo di capire perché quella rinuncia fosse stata al ministerium anziché al munus ("Benedetto XVI ha dichiarato la sua decisione, discostandosi dal dettato codiciale...").

Lo scopo della Declaratio era proprio di consentire ai ribelli di eleggersi il loro antipapa (proprio quello che nel 2005 aveva già preso una quarantina di voti), sotto il quale vaticansecondizzare senza più freno né scrupolo.

Tutti i media a strillare: "ha rinunciato!" Tutti i prelati diretti interessati a commentare: "ha rinunciato, ha rinunciato". E così ci abbiamo creduto persino noi - e per tanti anni - perché sembrava la spiegazione più semplice, perché era troppo comodo dire "fece per viltade il gran rifiuto", perché ne parlavano tutti, perché era su tutti i media, perché di quella dichiarazione ci siamo limitati alla traduzione italiana (che non rispettava il testo originale pronunciato...) fornita dal sito web della Santa Sede, perché la Notizia del Giorno era il "papa" Buonasera - vedansi ad esempio i kattoliconi della spaesata tifoseria papista. Nella foga di proclamarsi fedelissimi al nuovo "papa", ci si preoccupava addirittura di pericoli immaginari (don Amorth: «Papa Luciani ce l'ho qua e non vorrei che il nuovo pontefice facesse la stessa fine»).

E avevamo persino preso poco sul serio ciò che diceva chi aveva capito che qualcosa non quadrava. Ci eravamo abituati a lamentare la bergoglionata del giorno. "Papisti sì, bergogliosi no", tuonava il blog Bergoglionate che successivamente si rinominò "Cronicas de papa Francisco" (forse perché non ne poteva più di sentirsi appioppare l'etichetta di "sedevacantista"?).

Al contrario, per papa Ratzinger, Raffaella allestì letteralmente una dozzina di blog diversi.

Era così bello avere un bersaglio per le freccette con la faccia di El Jesuita, dove fosse facile riconoscere la rivoluzione in corso, e la sua presa (usurpazione) del potere da marzo 2013 in poi.

E per anni e anni ci suonava scandalosamente semplice l'evidenza: che non ci fosse stata una vera abdicazione, e che i cardinali corrotti avessero una fretta del diavolo di eleggersi "uno dei loro". Socci, Viganò e altri, per un breve periodo avevano anche ipotizzato l'invalidità del conclave... per poi "rientrare nei ranghi" perché tutti i notiziari davano per scontato che Bergoglio fosse papa.

Salvo poi scoprire quasi per caso la scandalosamente semplice evidenza: che non aveva rinunciato al munus, ma che quelli che avevano interesse a toglierlo di mezzo hanno finto di credere che fosse una valida abdicazione.

Infine: vista l'impennata "vaticansecondizzatoria" dell'epoca bergoglion-prevostina, ci sarà non solo da spazzar via atti e parole dei due antipapi, ma anche di correggere e ridimensionare il Concilio per evitare che produca nuovamente i suoi "frutti", per evitare di pensare che "la febbre a 42 è un problema ma a 41 non lo è più".


«Benedetto, secondo il Piano B, ha consegnato alla storia e al diritto canonico una rinuncia invalida che ha separato per sempre le linee successorie: una papale la sua, e una antipapale, quella di Bergoglio, come due famiglie, due Dna diversi».



Preti e religiosi costretti al "nascondimento" perché non riconoscono Bergoglio e Prevost come legittimi, possono scrivere al Segretario di Stato ponendo alcuni quesiti per liberare la propria coscienza dal "peso" di non risultare in comunione con "Leone XIV", secondo il modello indicato qui:

https://docs.google.com/document/d/11PM3m-Ksz4U53TqMc_EIEX4zJQ6x98ne

mercoledì 4 novembre 2026

ma com'è possibile, com'è possibbbileeh!?!

Citazione:

Ciò di cui pochi parlano — e qui si inserisce l’elemento di quella paura dei preti verso altri preti che giunge a mutarsi talora in terrore — è il problema dell’omosessualità sempre più diffusa nel clero e, quel che è peggio, di una vera e propria cultura omosessualista che sta prendendo campo attraverso quello che — sempre su queste colonne — è stato più volte indicato come il cavallo di Troia arcobalenato. Questa cultura, che gli appartenenti a una numerosa «confraternita» cercano di imporre da anni all’interno della Chiesa, è la massa tumorale che purtroppo, sino a oggi, nessun chirurgo è riuscito ad asportare. Pertanto, parlare di crisi del clero e della sua formazione senza affrontare le metastasi di questo cancro, come fanno quei personaggi, è pura retorica, a volte persino mirata a sviare l’attenzione da un problema tutt’altro che marginale: se ne descrivono con dovizia i sintomi — la paura del giudizio, le confidenze tradite, il confratello percepito come avversario — senza mai nominare la malattia, ossia un clero che appare sempre più omosessualizzato. 

https://isoladipatmos.com/quel-cancro-che-nessuno-chirurgo-ha-mai-asportato-e-le-metastasi-dellomosessualismo-allinterno-del-clero-the-cancer-no-surgeon-has-removed-and-the-metastases-of-homosexualism-within-the-clergy/

 

Durante la seconda guerra mondiale i 'merigani commisero un madornale errore logico:

https://it.wikipedia.org/wiki/Survivorship_bias 

 

A dicembre 2024 don Natale disse sui social che Benedetto XVI non aveva validamente abdicato in quanto non aveva rinunciato al munus petrino secondo il CJC can.332 § 2.

Anziché verificare la sua tesi, il suo vescovo lo scomunicò:

https://www.avvenire.it/chiesa/chiesa-italiana/non-riconosce-bergoglio-come-papa-scomunicato-don-santonocito_84924 


Qualche vecchia notizia di cronaca da ricordare a @SorellaDaniela e a quelli come lei che pur lamentando i danni conciliari concludono che i fatti sono così gravi che il diritto canonico non importa. Orbene, un geometra s'era finto ginecologo per ben 35 anni, diventando addirittura primario di un ospedale:

https://www.vicenzatoday.it/cronaca/bassano-geometra-si-finge-ginecologo-per-35-anni-causa-da-2-milione-e-mezzo-di-euro.html 

Lo stesso Vicenza Today riporta un caso simile:

https://www.vicenzatoday.it/cronaca/vicenza-visitava-e-teneva-corsi-sulla-sicurezza-mai-stato-medico.html 

Sempre Vicenza Today mi propone un altro caso del genere:

https://www.vicenzatoday.it/cronaca/alessandro-maria-marchesini-valdagno-medico-inchiesta.html 

E quindi possiamo comprendere la recente notizia del Don Salame a Torino:

https://www.secoloditalia.it/2026/11/torino-falso-prete-egiziano-ingannava-i-fedeli-padre-salam-confessava-benediceva-e-officiava-le-messe-in-4-chiese/ 

Dunque, sulla Magna Quæstio ("Bergoglio è un antipapa poiché Benedetto XVI non aveva validamente abdicato, e dunque lo è anche Prevost in quanto eletto da pseudocardinali creati dall'antipapa Bergoglio") i cosiddetti tradizionalisti, anziché andare a verificare tale invalidità - che se verificata implicherebbe che gli atti bergoglion-prevostini sono atti di antipapi -, continuano comodamente a lamentarsi del Bergoglio e del Prevost, come se irrazionalmente temessero che il riconoscerli antipapi implichi di non poter più criticare le storture conciliari:

 

domenica 1 novembre 2026

varie - e le "intenzioni del Santo Padre"

Ohibò, sulla copertina del libro di mons.Schneider c'è un guazzabuglio di simboli giudeomassonici (che non sembra il frutto di un'intelligenza artificiale impostata alla carlona):

https://lascuredielia.blogspot.com/p/analisi-della-copertina-di-a.html

 

Fatto decisamente inusuale (e che quindi è un segnale di qualcuno a qualcun altro), riportato a quanto pare solo da un giornalista americano: ieri sera (31 ottobre 2026) la Guardia Svizzera ha portato in processione l'immagine di Maria Mater Ecclesiae (spettava alle Guardie Svizzere portarla in processione?), lungo tutto il circolo di piazza san Pietro, ovviamente ignorati dall'antipapa Prevost e... anche dai media:

https://x.com/MLJHaynes/status/2116657738373628048

 

Di fronte a gente che fin troppo facilmente perdeva fiducia nella Chiesa, padre Zoffoli insegnava a distinguere fra Chiesa (santa) e uomini di Chiesa (peccatori, che quando non compiono ciò per cui sono stati ordinati non rappresentano la Chiesa):

https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2026/10/distinguere-fra-chiesa-e-uomini-di.html 

https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2026/10/ancora-sulla-differenza-fra-chiesa-e.html 

 

Indulgenze per i defunti: fino all'8 novembre. Notare che il termine "intenzioni del Santo Padre" indica tradizionalmente:

  1. l’esaltazione della Chiesa;
  2. la propagazione della Fede;
  3. l’estirpazione delle eresie e degli scismi;
  4. la conversione dei peccatori;
  5. la pace e la concordia tra i Principi cristiani;
  6. e gli altri bisogni della Società Cristiana.

https://www.renovatio21.com/dal-1-all8-novembre-indulgenze-per-le-anime-del-purgatorio/ 

domenica 25 ottobre 2026

lo stato della situazione

  • Bergoglio e Prevost sono antipapi.

Bergoglio è antipapa perché eletto da un conclave tenutosi a "sede non vacante".
Prevost è antipapa perché eletto dagli pseudocardinali creati dall'antipapa Bergoglio.
Da Bergoglio in poi, abbiamo una linea di antipapi.
Dalla morte di Benedetto XVI il 31 dicembre 2022, abbiamo la sede vacante.

  • Sono antipapi a causa del diritto canonico.

Non c'è bisogno di scomodare analisi teologiche: è sufficiente guardare il diritto canonico.
Benedetto XVI annunciò di rinunciare non al munus ("essere Papa") ma al ministerium (l'esercitare il munus petrino).
Non essendo state osservate le condizioni del CJC can.332 §2 e della Universi Dominici Gregis ai n.76-77, "l'elezione è per ciò stesso nulla e invalida, senza che intervenga alcuna dichiarazione in proposito".

  • Sono antipapi e coscienti di esserlo.

Entrambi erano stati messi al corrente che la rinuncia di Benedetto XVI era invalida.
Ma anziché fare un passo indietro ed esigere di chiarire la situazione hanno proseguito col loro "programma".
Che evidentemente non è quello di rimediare ai danni conciliari, ma di portarli ad ancor più estreme conseguenze.

  • La rinuncia al ministerium fu di fatto un accettare di esser posto in sede impedita.

Benedetto XVI sapeva benissimo che non vedevano l'ora di toglierlo di mezzo per eleggere un Bergoglio.
Quella rinuncia ebbe come risultato che si eleggessero un antipapa e lo seguissero con entusiasmo.

  • Ci siamo cascati praticamente tutti perché... abbiamo seguito i notiziari anziché il testo.

Ci siamo fidati delle notizie anziché di ciò che aveva materialmente pronunciato.
Avevamo trasformato la fedeltà al successore di Pietro in tifoseria papista.
Abbiamo dato per scontato che se i cardinali lo hanno eletto e riconosciuto, dev'essere stato per forza tutto regolare.
Ci siamo rassegnati a veder ignorata ancor oggi la Correctio Filialis.
Ci siamo talmente abituati a criticare le vaccate "pontificie" quotidiane, da aver costituito blog di lamentele (come i vari LNBQ, Stilumcuriæ, Valli, ecc.) che campano pressoché esclusivamente di brutte notizie.
Abbiamo elucubrato su uno "scisma capitale" perché non trovavamo spiegazioni.
Addirittura abbiamo teorizzato un "riconoscere e resistere", una sorta di sedevacantismo ufficioso.

  • Ma la sede, dal 2023 ad oggi, è tuttora vacante.

È vacante non tanto per ciò che han fatto e detto Bergoglio e Prevost.
È vacante perché la rinuncia di Benedetto XVI non era una rinuncia al pontificato.
Aveva annunciato di rinunciare solo all'esercitare, proprio come se si sentisse "in sede impedita".

  • La rinuncia è stata deliberatamente invalida: cioè Benedetto XVI aveva ben chiaro cosa intendeva ottenere.

Nel preparare la dichiarazione ha certamente anche "preparato il terreno".
Con la "sede impedita" c'è certamente una "reggenza", per gli affari ordinari e indilazionabili.
Quel collegio di reggenza, ovviamente, non si sottopone alle pressioni del potere mediatico e dai cardinali corrotti.
Per cui è legittimo pensare che stia ancora in attesa, nell'ombra, di procedere secondo il diritto canonico.

  • L'inchiesta del procuratore di giustizia vaticano sull'invalidità di quella rinuncia è ancora in corso.

L'inchiesta è iniziata a giugno 2024 su esposto presentato da Andrea Cionci.
Ad ottobre 2026 il procedimento non risulta ancora concluso.
Dopo tutto questo tempo pensiamo che sia improbabile che terminerà con un'archiviazione.
E se non è un'archiviazione, può essere solo il riconoscere la necessità di un nuovo conclave.
Un nuovo conclave dove la trentina scarsa di cardinali di nomina pre-bergogliana dovrà eleggere il legittimo successore di Benedetto XVI.

  • Gli atti di Bergoglio e Prevost non sono addebitabili al successore di Pietro.

L'Amoris Lætitia, la glorificazione della Pachamama, la Fiducia Supplicans, l'accoglienza dell'«arcivescovessa», la dichiarazione di Abu Dhabi, il sinodalismo... sono atti di antipapi.
E occorrerà disconoscere - o in qualche caso sanare - tutti gli altri atti e nomine.
Verranno finalmente depennati dall'elenco dei sommi pontefici il Bergoglio e il Prevost.
E, a Dio piacendo, verranno spazzati via vescovi e cardinali che hanno attivamente professato il bergoglismo-prevostismo... e iniziare a correggere seriamente il danno vaticansecondista.

giovedì 22 ottobre 2026

don Emilio Pollice

Un paio di ricordini di don Emilio Pollice (1905-2008).

1) il fronte del volantino che aveva messo insieme nel 1997 con ritagli e nastro adesivo, per procacciare benefattori che "adottassero" vocazioni (perbacco!!!)


2) lettera di protesta che nel 1997 inviò al direttore delle Poste repubblicane per lamentarne i disservizi:

 

domenica 18 ottobre 2026

se i papi "bisogna meritarseli", cosa dovremmo dire di chi si sta meritando gli antipapi?

Il blog di Paciolla ha ritenuto opportuno censurare il mio commento (scritto di getto) che riporto qui sotto. Chissà, forse è perché per brevità ho trascurato di menzionare la questione del "commissum"? o quella del "conclavetto"? o quella della "restrizione mentale larga"? o della traduzione errata, sul sito del Vaticano, della Declaratio?



Se i papi "bisogna meritarseli", dobbiamo pregare che vengano presto rese pubbliche le enormi conseguenze dell'invalidità della rinuncia di Benedetto XVI.

Il Codice di Diritto Canonico, al can.332 §2, richiede per la validità che il Papa rinunci al "munus" (all'incarico). Ma Benedetto XVI ha dichiarato di rinunciare al "ministerium" (all'esercizio di tale incarico), proprio come se fosse impedito a continuare ad esercitare.

Benedetto XVI conosceva bene il diritto canonico. Ed anche il latino. Ed anche le questioni relative ai conclavi. Sapeva benissimo ciò che stava dicendo.

Definendosi "Papa emerito" ha chiarito di essere ancora lui il Papa. Un "Vescovo emerito" smette di esercitare, ma resta vescovo. Un "Papa emerito" smette di esercitare, ma resta Papa (e Nostro Signore non ha certo detto "Tu sei Pietro, e insieme ai Papi emeriti...").

E se resta Papa, significa che un eventuale conclave è invalido. E che se ci sono due Papi, uno "ufficiale" e uno "emerito", significa che il primo è illegittimo. Del resto Benedetto XVI stesso, nella Declaratio, aveva già previsto che avrebbero convocato un conclave. Ha dichiarato di rinunciare perché evidentemente si sentiva già in "sede impedita" (ricordate quante gliene combinavano la stampa e la gerarchia?), ed ha perfino anticipato ciò che sarebbe successo dopo.

Dunque Bergoglio non è stato Papa ma antipapa, in quanto eletto mentre il Papa legittimo era ancora regnante (sebbene regnasse in "sede impedita"). Di conseguenza anche Prevost, eletto dai cardinali creati da un antipapa, è antipapa a sua volta. Nella foga di eleggersi un pontefice secondo le loro esigenze, i vertici corrotti hanno costituito una linea di antipapi, ponendosi canonicamente fuori dalla Chiesa.

Nei paragrafi 76-77 della Universi Dominici Gregis di Giovanni Paolo II si ricorda che un Papa può rinunciare solo a norma del can.332 §2, e che se qualcuna delle norme sul conclave viene disattesa l'elezione di un nuovo Papa è "nulla e invalida senza che occorra una dichiarazione in proposito".

Prima che fosse costituita la nuova neochiesa bergoglion-prevostina, scismatasi di fatto e di diritto dalla Chiesa cattolica, lamentavamo gli eccessi del vaticansecondismo, ma non al punto di dover commentare ogni giorno la nuova catastrofe papale quotidiana. Moltissimi hanno iniziato ad accorgersi della crisi solo dopo l'elezione del Bergoglio, e ad oggi non si sono ancora resi conto che era invalida.

Riconoscendo che Bergoglio e Prevost sono antipapi, non ci sarà più da spendere tempo ed energie per correggerne le vaccate. L'Amoris Laetitia, l'accogliere con tutti gli onori l'«arcivescovessa» in cosplay, la dichiarazione di Abu Dhabi, eccetera, non sono addebitabili al successore di Pietro. 

giovedì 15 ottobre 2026

varie letturine

Taipei: parrocchia di san Francesco Saverio
(gmaps), dotata di un parroco ciellino italiano e
purtroppo dell'orrida "arte" del pessimo Rupnik
ben esposta sulla stradina-mercatino rionale
Merdjugorje: mezzo secolo di truffe e menzogne. La sedicente veggente Vicka, in un'intervista a Livio Stalin Fanzaga del 2 gennaio 2008, asseriva ripetutamente di aver visto il "segno" che la presunta "Madonna" avrebbe dato, il "terzo segreto".

Poi, nell'intervista allo stesso Stalin Fanzaga del 17 settembre 2026, negava ripetutamente di aver visto tale "segno". Nei primi 5 minuti di questo video trovate le registrazioni audio/video di entrambi gli eventi:

https://youtu.be/PibxYE4aNdo


I frati erano già ribelli da anni, poi inizia il "fenomeno", poi si sono aggiunte le palesi assurdità teologiche, poi le menzogne e le bizzarre condotte di vita, poi il frate che vuole "evangelizzare gli extraterrestri"... L'autore di questo articolo ha dimenticato solo di elencare le stranezze dei primi tre giorni di "apparizioni" e il giornalista tedesco che fotografò il frate intento a trascrivere su un bigliettino alla "veggente" un futuro "messaggio" da attribuire alla "Gospa":

https://www.aldomariavalli.it/2026/10/14/medjugorje-le-sue-origini-i-suoi-sviluppi-una-storia-che-richiede-chiarezza/ 

 

Poffarbacco: il cardinal Parolin afferma che Prevost «rimodulerà il suo pontificato, se sarà necessario rimodularlo». Che si stiano mettendo male le cose per l'antipapa? (Dopotutto Parolin parrebbe proprio il reggente a partire dalla "sede impedita" di febbraio 2013).

Sulla salute di Bergoglio, c'erano tantissime ombre così come ce n'erano altrettante sulle sue improvvise guarigioni e i suoi ultimi 66 giorni fitti di misteri. Mai però in quei tempi di ombre e incertezze Parolin aveva parlato dell'eventualità di "rimodulare il pontificato":

https://www.secoloditalia.it/2026/10/parolin-continuo-a-essere-preoccupato-per-il-papa-ma-mi-fido-dei-medici-se-sara-necessario-rimodulera-il-pontificato/


All'improvviso i media mainstream si accorgono del termine "reggenza" e, usando come scusa il ricovero di Prevost, sembrano andati in full damage control su quel termine, come se fosse diventato urgente tranquillizzare certuni.

Notate dunque come in pochissimi giorni in tanti all'improvviso e all'unisono parlino proprio di "reggenza":

  • Corriere della Sera sparava: "Perché la Chiesa non prevede reggenti o «vicepapi»...";
  • Ansa sparava: "Il diritto canonico non prevede una figura di "vice-papa" o un meccanismo di reggenza";
  • Famiglia Cristiana sparava: "...Perché non c’è una “sede vacante”... non esiste una figura di «vice-Papa»... Per il momento, dunque, non ci sono reggenze da istituire...";
  • Studenti.it, con un giorno di anticipo rispetto agli altri, aveva sparato: "Non esiste un vice-Papa, non scatta automaticamente una reggenza";
  • RaiNews aveva sparato: "Non esiste infatti una reggenza automatica in caso di malattia del Pontefice...";
  • AGI aveva sparato: "Non esiste una reggenza automatica in caso di malattia...".

E chi è che doveva venir rassicurato tramite Corriere, Ansa, RAI, AGI e Famiglia Cristiana, se non il clero bergoglion-prevostino?


Chiariamoci: Parolin non c'è mai risultato simpatico, grazie alle notizie dell'Ansa e di Paix Liturgique e di Corrispondenza Romana e a qualche commento di Socci e di mons.Viganò.

Ma col senno di poi a rileggerle paiono tutti indizi a favore della tesi che il reggente per sede impedita da marzo 2013 ad oggi sia proprio lui: i difensori di Bergoglio (come la FSSPX) lo accusavano di "manipolare Bergoglio" e di una "graduale presa di controllo", i giornali ne amplificavano le esternazioni (che quindi necessariamente dovevano essere "diplomatiche", ossia inutili e possibilmente anche ambigue) e sottintendevano che volesse diventare papa (o, a seconda dei casi, che fosse in "perfetta identità di vedute" col Bergoglio). Proprio come se fosse particolarmente inviso a quelli che portarono Bergoglio al potere.


domenica 11 ottobre 2026

guai a parlare dell'antipapa Bergoglio (ma prima o poi la verità emergerà e...)

26 settembre 2026, Parigi:
cosa ci fa sulla "papamobile"
lo stemma di Benedetto XVI?
mumble, mumble...

(Prima o poi la verità emergerà e il gravissimo danno recato alla Chiesa dovrà essere denunciato e riparato).

Brevissima lista di siti web e canali dove i miei recenti commenti in cui civilmente e rispettosamente ipotizzavo l'antipapato bergoglione sono stati attivamente e rapidamente censurati/oscurati dai moderatori (vorrei proprio vedere la loro faccia quando scoppierà il bubbone):

  • Stilum Curiae (marcotosatti.com)
  • r/Cattolicesimo (Reddit)
  • Sabino Paciolla (blog)
  • Don Leonardo Maria Pompei (canale youtube) 
  • Amici della fede cattolica (canale youtube) 

Se non trovi il tuo sito web o canale, significa che o non vi ho mai lasciato un commento (forse perché non sapevo che esistesse), o che vi ho commentato l'ultima volta in tempi assai lontani.

 

Bei tempi quando mons.Viganò diceva:

...occorre far luce sull’abdicazione di Benedetto XVI e sulla questione dei brogli del Conclave del 2013, che prima o poi dovranno dare luogo ad un’indagine ufficiale. Se vi dovessero essere prove di irregolarità, il conclave sarebbe nullo, nulla l’elezione di Bergoglio, così come nulle sarebbero tutte le sue nomine, gli atti di governo e di magistero. Un reset che ci riporterebbe provvidenzialmente allo status quo ante, con un Collegio cardinalizio composto solo dai cardinali nominati fino a Benedetto XVI, estromettendone tutti quelli creati dal 2013, notoriamente ultraprogressisti...

https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2022/04/intervista-carlo-maria-vigano-reagire-e.html


Sempre il buon Viganò:

Le ricostruzioni [...] sembrano verosimili, anche se non supportate da prove inequivocabili. Ma allo stesso tempo non sono state mai smentite dalla Santa Sede, e questo ha fatto sì che le speculazioni sulla Rinuncia di Benedetto XVI e sulle manovre della Mafia di San Gallo al Conclave si moltiplicassero, creando sgomento, confusione e divisione tra i fedeli.

Se pensiamo agli interventi del Vaticano su un’infinità di temi, desta sconcerto il suo silenzio su un tema così importante. Ancor maggiore è lo sconcerto dinanzi al silenzio dei Cardinali che hanno partecipato a quel Conclave. Alcuni si appellano al segreto pontificio, ma in presenza di un’eventuale infrazione alle norme previste dalla Costituzione Apostolica, che renderebbe invalida l’elezione del Pontefice, non c’è nessuna giustificazione a questo prolungato silenzio.

So da fonte sicura che il Card. Giovanni Battista Re – che come Vice Decano del Collegio Cardinalizio ha presieduto il Conclave del 2013 – interrogato privatamente in base a quale comma della Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis avesse proceduto ad un terzo scrutinio la sera dell’elezione, si è rifiutato di rispondere asserendo in modo enfatico e stizzito che tutto si era svolto regolarmente.

Prima o poi la verità emergerà e il gravissimo danno recato alla Chiesa dovrà essere denunciato e riparato.

https://marcotosatti.com/2022/04/11/vigano-a-canale-italia-la-verita-emergera-e-il-danno-alla-chiesa-sara-grande/


Ohibò: i Sedevacantisti Equivalenti™ sono comparsi solo in epoca bergogliona-prevostina. E la teoria dello Scisma Capitale® di mons.Viganò pure è comparsa solo in epoca bergoglionico-prevostiana. Mumble, mumble... sarà mica che essendo Bergoglio e Prevost antipapi, sono molto più scatenati nel portare alle estreme conseguenze il vaticansecondismo? (Ed in qualità di antipapi non godono certo dell'assistenza dello Spirito... per cui non si sono minimamente vergognati di onorare una Bonino, una Mullally, un Traettino... o di promulgare/festeggiare l'Amoris Laetitia...).
Diceva il lettore di Valli:

...la mia personale posizione oggi è un “sedevacantismo equivalente”, nel senso che mi regolo come se la Sede fosse da tempo vacante...
[...]
Ma resta il fatto che, come sostiene l’arcivescovo Viganò, il sedevacantismo duro e puro conduce a un vicolo cieco...

https://www.aldomariavalli.it/2026/10/06/lettera-il-vicolo-cieco-del-sedevacantismo-duro-e-puro-e-il-mio-sedevacantismo-equivalente/

Ma scusate, siete ad un passo dall'ammettere che la sede è vacante solo dal 31 dicembre 2022...


Il lettore Sedevacantisti Equivalenti™ prosegue, dimostrando di non capire che l'antipapato bergoglione è dovuto all'invalidità della rinuncia di Benedetto XVI, cioè dipende dal diritto canonico - non dalle eresie (su cui si potrà e si dovrà continuare a discutere; ma è evidente che le eresie di un antipapa sono un problema molto più semplice da affrontare rispetto alle vaccate di un papa legittimo).
Il sullodato lettore prosegue traballante:

E allora cominciamo a dire che un sedevacantismo che prendesse avvio dal 2013, con Bergoglio, non sta in piedi, giacché le eresie sono cominciate almeno con Paolo VI...

Questo è l'errore madornale dei tradizionalisti Riconoscenti e Resistenti™: si sentono tenuti a riconoscere Bergoglio e Prevost perché temono che altrimenti venga intaccata la possibilità di resistere. Cioè confondono il resistere con un marchio identitario. Per questo sono così resistenti a riflettere sull'invalidità della rinuncia. 

 

Persino un Viglione che parla della questione "i papi possono errare?" rocambolescamente evita di sfiorare l'ipotesi che gli erranti Bergoglio e Prevost possano essere antipapi e in quanto tali molto ma molto erranti. Era forse un argomento tabù nella sede che ospitava il suo intervento? Cioè i Sedevacantisti Equivalenti™ coincidono coi Riconoscenti & Resistenti®? (dopotutto nel suo libro aveva almeno accennato al problema della sede vacante)

Poco dopo i 9 minuti, afferma tre punti: il dogma dell'infallibilità pontificia, il fatto che la Chiesa non ha mai precisamente stabilito cosa fare in caso di "papa errante", e il principio che non c'è un'autorità superiore al papa e dunque "non si può deporre". Ma il professor Viglione dimentica clamorosamente di notare che se di un "papa errante" si scoprisse l'invalidità canonica dell'elezione, non c'è affatto bisogno di chiedersi come "deporlo" (e neppure di far intervenire qualche "dichiarazione in proposito": cfr. UDG #76).
E che un valido motivo per indagarla è proprio il fatto che il soggetto sia errante come se non avesse l'assistenza dello Spirito...

https://youtu.be/c9IOEL4M38g 

venerdì 9 ottobre 2026

notiziuole dalla neochiesa conciliare

A Messa da don Alberto

Dopo che per parecchi decenni hanno defenestrato dai seminari tutti i candidati al sacerdozio vagamente sospettabili di essere etero o addirittura poco propensi al modernismo, all'improvviso si accorgono che le parrocchie - già desertificate - sono a corto di parroci, e pertanto scalciano per ordinar preti gli intrepidi topi di sacrestia di mezz'età:

https://www.sabinopaciolla.com/la-necessita-mi-costringe-il-vescovo-di-anversa-porta-avanti-il-suo-progetto-di-ordinare-sacerdoti-uomini-sposati-nel-2028/

 

Impietoso ed accurato riepilogo di mons.Viganò a proposito della visita di Prevost in Francia: ci manca solo la conclusione, cioè che Prevost è un antipapa. Dopotutto è stato eletto dagli pseudocardinali bergoglioni, e Bergoglio è un antipapa in quanto eletto da un conclave convocato a sede non vacante.

Ma il Viganò sostiene la teoria dello "scisma capitale", secondo cui un Bergoglio o un Prevost possano essere praticamente antipapi restando papi, e che sarebbero papi nonostante l'invalidità canonica dei rispettivi conclavi. È come se pensasse che venendo meno il comodo bersaglio per le freccette adornato con le facce dei due sullodati, diverrebbe improvvisamente difficile criticare il Concilio e i suoi frutti.

Mi chiedo quanto ci vorrà prima di rendersi conto che il problema dello "scisma capitale" lo ha notato solo in epoca bergoglionica-prevostinica:

https://x.com/CarloMVigano/status/2103846439860285851

 

"Ma com'è possibile?! Ma com'è possibbbileeeh!?!?" si chiede senza alcuna ironia il Valli, che si ostina a considerare papi i due sullodati antipapi:

In “Amoris laetitia” Francesco, con giravolta tipicamente gesuitica, ha mantenuto l’insegnamento della Chiesa in teoria ma ha offerto la scappatoia per aggirarlo nella pratica, in nome del “discernimento pastorale”. Dieci anni dopo, questa ambiguità andrebbe risolta, per rispetto alla verità e a tutti i fedeli. Invece l’impressione è che ci si inoltri ancora di più sulle sabbie mobili perché la Chiesa, a quanto sembra, ha solo da imparare dalle esperienze e nulla da insegnare.
[...]
Il papa può dirci, per favore, se le circostanze e le intenzioni possono davvero trasformare un atto intrinsecamente cattivo in un atto accettabile e difendibile?

https://www.aldomariavalli.it/2026/10/08/a-dieci-anni-da-amoris-laetitia-ancora-fumo-e-niente-risposte/

mercoledì 23 settembre 2026

quando i canonisti stranamente prendono fischi per fiaschi

Dal Codice di Diritto Canonico del 1983:

Can. 332 — § 2. Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti.

Can. 332 — § 2. Si contingat ut Romanus Pontifex muneri suo renuntiet, ad validitatem requiritur ut renuntiatio libere fiat et rite manifestetur, non vero ut a quopiam acceptetur.

Cioè un Papa può rinunciare al suo ufficio (munus petrino), rinunciare ad essere Papa.

Repetita iuvant:

Can. 332 — § 2. Si contingat ut Romanus Pontifex muneri suo renuntiet... 

Benedetto XVI, nella famosa declaratio del febbraio 2013, pare dichiarare invece che dopo tot giorni avrebbe rinunciato al ministerium (cioè all'esercizio del munus petrino), pur avendo utilizzato correttamente munus altrove nello stesso testo. Ma il canone 332 richiede munus, non ministerium.

Insomma, repetita iuvant even more:

Can. 332 — § 2. Si contingat ut Romanus Pontifex muneri suo renuntiet... 

Ci risulta che Benedetto XVI padroneggiasse bene sia il latino che il diritto canonico (dopotutto aveva fatto un paio di modifiche alla Universi Dominici Gregis, nel 2007 e a febbraio 2013, e nei primi anni '80 aveva attivamente collaborato alla stesura e revisione del nuovo codice di diritto canonico).

Dunque, se avesse voluto davvero abdicare, avrebbe scritto molto stringatamente:

Rinuncio liberamente al munus (cfr. CJC 332 §2).

Ma non lo ha fatto.

Ha scelto invece di creare una situazione tale che la sua "rinuncia" potesse essere canonicamente riconosciuta come non valida. (E addirittura sganciato altre "bombe", come quel "commissum").

E se la rinuncia non è valida la sede non è vacante. E se la sede non è vacante la convocazione del conclave è invalida, e dunque non può produrre che un antipapa: l'antipapa Bergoglio.

E se Bergoglio è antipapa lo è anche il suo successore eletto dai "cardinali" da lui creati. E tutti i vaticansecondisti stanno seguendo con ardore ed entusiasmo questa nuova linea di antipapi, sgomitando per "applicare il Concilio" e completare sinodalmente la propria autodemolizione.

"L'amico Traettino"

Erano talmente assatanati dello sfornare un "papa" secondo le loro esigenze, da aver sorvolato totalmente sull'invalidità canonica della rinuncia (dopotutto del diritto canonico se ne ricordano solo quando vogliono scomunicare qualche tradizionalista), e una volta che si è spento il dibattito, sorvolare totalmente anche sull'elezione del successore dell'antipapa.

A marzo 2013, dunque, si è inaugurata una linea di antipapi, cioè uno scisma, a cui hanno aderito non solo gli invasati del Concilio ma anche tanti tradizionalisti, per ignoranza o pigrizia, timorosi di perdere il comodissimo bersaglio per freccette composto dalle facce di Bergoglio e Prevost, e terrorizzati dall'idea di vedersi di nuovo appioppata l'etichetta di "sedevacantisti".
Preferiscono investire tempo ed energie per lamentarsi dell'Amoris Laetitia e delle altre bergogliate e prevostiate, anziché riconoscerle irrilevanti per i cattolici in quanto atti di antipapi. Preferiscono sognare che dalla linea degli antipapi sorga prima o poi un novello Pio X che finalmente risani la Chiesa ("aspetta e spera che già l'ora s'avvicina"; a proposito, come farà costui a dimostrare canonicamente di non essere un antipapa lui stesso?). Si fregiano dell'etichetta di riconoscenti e resistenti, "riconoscere" per non sentirsi etichettare sedevacantisti dai sullodati invasati, e "resistere" anzitutto per darsi un'identità e un prestigio.

Vediamo alcuni esempi di "oh, cosa non faremmo pur di evitare di accorgerci che Benedetto XVI non ha validamente abdicato" (notare i vari esimi canonisti... e nessuno di loro par sapere che non si può differire un atto giuridicamente puro come l'abdicazione):

  1. il gesuita Ghirlanda subito diede per scontato che la rinuncia fosse valida (pur esaminando il can.332 §2 si guarda bene dal notare che Benedetto XVI non ha rinunciato al munus);
  2. mons.Sciacca affermava che "munus e ministerium non sono separabili" (cioè non ha mai sentito parlare di sede impedita?), e ha indicato come "pretestuoso il ricorso alla distinzione" fra ministerium e munus (ma allora perché il canone 332 non dice "rinunciare al ministerium oppure al munus"?);
  3. p.Cavalcoli afferma che "Cristo, nel fissare il compito di Pietro, non ha escluso che un Papa possa restar Papa senza esercitare il suo ufficio", senza rendersi conto di aver descritto la "sede impedita";
  4. d.Violi fu tra i primi a commentare notando la "novità assoluta" del "rinunciare non già all’ufficio ma alla sua amministrazione";
  5. mons.Burke dice che quella di Benedetto XVI sarebbe stata "abdicazione all'Ufficio Petrino" (dove l'avrà letto?) ;
  6. mons.Bux, che qualche dubbio l'aveva pure avuto, ha sempre dato per scontata la legittimità del Bergoglio; e con la famosa lettera inviatagli da Benedetto XVI (che è interpretabile in due modi diversi...) non ha saputo far altro che pubblicare un libro per ribadire la propria convinzione legittimista;
  7. mons.Schneider prima critica le bergoglierie e poi va tutto pimpante a baciare la mano al Bergoglio;
  8. mons.Viganò prima riconosce che Bergoglio non è papa (sulla base di ciò che ha detto e fatto), poi che la rinuncia di Benedetto XVI non è valida, poi che i cardinali creati da Bergoglio sono invalidi, poi che il conclave del 2013 è dubbio, infine... supplica Prevost di dargli udienza (e viene pure ignorato);
  9. don Pompei - che pure non è a digiuno di diritto - nutre "dubbi gravi e fondati sulla reale condizione dei pontefici postconciliari, e in particolare degli ultimi due"... Suvvia, è così difficile rileggere il can.332 §2 alla luce di una "rinuncia non al munus"?
  10. don Di Sorco che in Parole chiare sulla Chiesa difende la legittimità di Bergoglio e respinge l'ipotesi di "sede impedita" (altrimenti non potrebbe continuare ad essere riconoscente e resistente, e sì che i lefebvriani son sempre stati riconoscenti al Bergoglio per la convalida a celebrare diversi sacramenti...);
  11. il caro don Curzio si limita a teorizzare un papa diavolo: per dire che Bergoglio sarebbe successore di Pietro arriva a dire che Bergoglio è successore di Giuda. 

È come se avessero un terrore ancestrale di perdere il loro bersaglio preferito per le freccette (mea culpa: anch'io, anni fa, per pigrizia mentale ritenevo che una "sede impedita" dovesse divenir manifesta nel giro di pochi giorni e con intervento del Ratzinger stesso... e magari pure con pacifica accettazione dei soggetti che ci sarebbero andati a perdere...).

lunedì 21 settembre 2026

commentiamo varie notiziuole

Intanto mons. Viganò continua ad accorgersi che Prevost non ha alcuna intenzione di "bonificare" la Chiesa.

Ma che strano, caro monsignor Viganò, che strano: chi l'avrebbe mai detto, che il successore di un antipapa...

https://www.aldomariavalli.it/2026/09/16/monsignor-vigano-la-zio-ted-e-la-sua-discendenza-sulla-nomina-di-michael-a-saporito-a-vescovo-di-metuchen/

 

Ohibò, un altro motivo per votare Vannacci: la questione della ricostruzione del Tempio (che nella BIP di Futuro Nazionale è vista come un pericolo per la pace, ma che per noi cattolici è da considerarsi blasfema in quanto intesa ad offrire il sacrificio secondo l'abolita Antica Alleanza, ossia a negare la Nuova ed Eterna Alleanza):

https://www.totalitarismo.blog/futuro-nazionale-e-hamas-sono-gli-unici-due-partiti-al-mondo-che-si-oppongono-alla-ricostruzione-del-terzo-tempio-a-gerusalemme/

 

Momento amarcord: nella mattina del fatidico giorno della Invalidità della Rinuncia, nel nostro piccolo noi qui si ricordava qualche momento topico dei papi conciliari, presagendo (profetizzando) tempi peggiori. Per molti anni abbiamo ingenuamente creduto alla validità della rinuncia perché ci sembrava parte integrante della gran corsa conciliare verso il baratro.

Oggi ci è chiaro che Bergoglio e Prevost sono antipapi. Proprio come prima, siamo convinti che il prossimo pontefice debba metter mano a spazzar via l'immensità di danni conciliari. Ma, diversamente da prima, sappiamo che il partito bergoglione - dai vertici alla base e fino ai loro successori - s'è scismato da solo, armi e bagagli s'è canonicamente posto fuori e procede allegramente e sinodalmente a cantarsela e suonarsela.

https://letturine.blogspot.com/2013/02/io-sto-con-il-papa.html


«L’autorità che pretende di governare la Chiesa non sta affatto funzionando come autorità cattolica». Si parla di Bergoglio e Prevost, giusto? Non si parla mica di Benedetto XVI e di quel Summorum grazie al quale i Redentoristi Transalpini da lui canonicamente riconosciuti. E invece...

https://www.donleonardomariapompei.it/blog/i-redentoristi-transalpini-dicono-voce


sabato 19 settembre 2026

varie dall'era degli antipapi

"Ma com'è possibile?! ma com'è possibile?!": i radiospadisti continuano a stracciarsi le vesti e iniziano timidamente a distinguere: «...eterodossie vaticansecondiste in generale e bergogliane in particolare...». Sta' a vedere che prima o poi si renderanno conto che col Bergoglio è iniziata una linea di antipapi:

https://www.radiospada.org/2026/09/altro-documento-altra-conferma-prevost-rivendica-e-rilancia-lindifferentismo-di-abu-dhabi-astana-e-lo-connette-al-vaticano-ii/ 

— — —

Il patriarcato cattolico bizantino (in precedenza "chiesa greco-cattolica ucraina", CGCU) non ha riconosciuto Bergoglio come papa in quanto "eretico pubblico" (vedi argomentazioni: parte 1, parte 2, parte 3, parte 4). A gennaio 2024 aveva pure lanciato anatema e scomunica a Bergoglio e Fernández, "per la ribellione a Dio promuovendo un anti-vangelo sodomita".

In seguito non ha riconosciuto Prevost come papa legittimo, in quanto è stato eletto da pseudocardinali creati dal Bergoglio:

https://vkpatriarhat.org/it/?p=11979

https://vkpatriarhat.org/it/?p=12297

Il 3 marzo 2008 la CGCU aveva reso noto di aver ordinato quattro vescovi "in una situazione di emergenza", cioè senza l'approvazione di Benedetto XVI, anche in ragione del fatto che il cardinale Husar (creato da Giovanni Paolo II) proclamava eresie. I quattro hanno poi fatto visita a Benedetto XVI per documentare la propria ordinazione, e non sono stati scomunicati. Successivamente sono state rese note altre quattro ordinazioni episcopali (di cui due avvenute in epoca comunista, cioè prima del 1990). Nel 2011 si è formalmente costituito come patriarcato cattolico bizantino (non più limitato all'Ucraina).

Nella breve professione di fede richiesta ai nuovi aderenti si rigettano esplicitamente la Nostra Ætate, il cosiddetto spirito di Assisi, la New Age, la teologia "storico-critica", l'attività omosessuale, la massoneria (e le sue diramazioni).

— — —

Un articolo di Magister del 2 agosto 2007 parla del motu proprio di Benedetto XVI De Aliquibus Mutationibus etc dell'11 giugno precedente (un mese prima del Summorum Pontificum), che sul sito web della Santa Sede è ancor oggi misteriosamente non disponibile in italiano, pur trattando di una questione piuttosto rilevante come l'elezione del Papa.

Nell'articolo si nota che il Bertone prima proclama che i numeri dell'elezione di Ratzinger riportati dalla stampa "non sono esatti" e subito dopo "non ricordo più niente". Gatta ci cova.

E si ricorda pure che se il "conclave del 1978 si fosse svolto con le regole poi stabilite nella costituzione apostolica Universi Dominici Gregis (1996) da Giovanni Paolo II, l'eletto sarebbe stato non Karol Wojtyla, ma il cardinale ultraconservatore Giuseppe Siri". Cos'è che Giovanni Paolo II aveva ritenuto necessario bloccare?

E si ricorda pure che nel 2005 Martini spostò il suo pacchetto di voti verso Ratzinger per impedire l'elezione di Ruini. Il che pesa come "un'ombra" sull'elezione di Ratzinger. Come se fosse stato eletto anche coi voti di coloro che gli metteranno i bastoni fra le ruote. Mi pare che in politica si chiami "patto di desistenza", nevvero? E che dunque "Benedetto XVI vuole liberare da questa ombra il [legittimo] successore e in certo modo anche se stesso", dico bene?

https://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/159201.html 

https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/la/motu_proprio/documents/hf_ben-xvi_motu-proprio_20070611_de-electione.html 


domenica 13 settembre 2026

Bergoglio non è mai stato Papa: Benedetto XVI non ha mai rinunciato al munus

Humour conciliare
La Universi Dominici Gregis circa la vacanza della sede apostolica e l'elezione del romano pontefice, al nr. 77 stabilisce che:

77. Stabilisco che le disposizioni concernenti tutto ciò che precede l'elezione del Romano Pontefice e lo svolgimento della medesima, debbano essere osservate integralmente, anche se la vacanza della Sede Apostolica dovesse avvenire per rinuncia del Sommo Pontefice, a norma del can. 332, § 2 del Codice di Diritto Canonico e del can. 44, § 2 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.

Il Codice di Diritto Canonico, al canone 332 §2 stabilisce che la rinuncia vada fatta al munus:

Can. 332 - § 2. Si contingat ut Romanus Pontifex muneri suo renuntiet, ad validitatem requiritur ut renuntiatio libere fiat et rite manifestetur, non vero ut a quopiam acceptetur.

Can. 332 - §2. Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti.

La Declaratio di Benedetto XVI, nel secondo paragrafo, afferma di rinunciare al ministerium, non al munus:

...declaro me ministerio Episcopi Romae, Successoris Sancti Petri, [...] renuntiare ita ut...

...dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro...

Torniamo alla Universi Dominici Gregis, al numero 76:

76. Se l'elezione fosse avvenuta altrimenti da come è prescritto nella presente Costituzione o non fossero state osservate le condizioni qui stabilite, l'elezione è per ciò stesso nulla e invalida, senza che intervenga alcuna dichiarazione in proposito e, quindi, essa non conferisce alcun diritto alla persona eletta.

L'elezione di Bergoglio, dunque, è stata nulla e invalida.

Non è stato Papa. Cioè è stato antipapa - il quarantunesimo della storia della Chiesa.

Già che ci siamo, ricordiamo della Universi Dominici Gregis anche il numero 33:

33. Il diritto di eleggere il Romano Pontefice spetta unicamente ai Cardinali di Santa Romana Chiesa, ad eccezione di quelli che, prima del giorno della morte del Sommo Pontefice o del giorno in cui la Sede Apostolica resti vacante, abbiano già compiuto l'80° anno di età. Il numero massimo di Cardinali elettori non deve superare i centoventi. È assolutamente escluso il diritto di elezione attiva da parte di qualsiasi altra dignità ecclesiastica o l'intervento di potestà laica di qualsivoglia grado o ordine.

L'elezione di Bergoglio, dunque, è stata nulla e invalida, per almeno due diverse ragioni: l'invalidità della rinuncia di Benedetto XVI, e il numero di cardinali elettori (133).

Nulla perdonando allo sfascio vaticansecondista che lo ha preceduto, le sue parole e i suoi atti (come Amoris Laetitia, come la dichiarazione di Abu Dhabi, come la Pachamama...) non sono addebitabili al successore di Pietro. 

Non essendo veri cardinali quelli di nomina bergogliana (in quanto creati da un antipapa), non è valida nemmeno l'elezione di Prevost (neppure nell'ipotesi "conclavetto").

Chi descrive i danni fatti dal vaticansecondismo ma crede che Bergoglio e Prevost siano veri papi, dal 2013 ad oggi al netto dell'ignoranza sta ancora combattendo contro i mulini a vento. L'argomento "elezione nulla e invalida" è molto più evidente e risolutivo di qualsiasi altro argomento anti-Bergoglio (ma tanti "tradizionalisti" sembrano avere il terrore di perdere un comodo bersaglio per le proprie freccette).

Dall'articolo di don Stefano Violi pubblicato sulla Rivista Teologica di Lugano (XVIII, 2/2013), grassetti nostri:

La formula con cui Benedetto XVI ha dichiarato la sua decisione, discostandosi dal dettato codiciale, introduce però un precedente giuridico innovativo nella storia della Chiesa, ultimo atto solenne di magistero. [...]

Venendo ora alla formula utilizzata per esprimere la rinuncia, due sono i dati che emergono dalla declaratio: in primo luogo il mancato richiamo al can. 332 § 2; in secondo luogo la scelta di un lessico differente tanto dalla norma Quoniam alicui di Bonifacio VIII che parla di rinuncia al papato (renuntiare papatui), quanto dal dettato codiciale che disciplina invece la renuntiatio muneri. La declaratio infatti afferma la renuntiatio ministerio. [...]

Conclusioni.
L’11 febbraio del 2013, in piena sintonia con la tradizione della Chiesa, Benedetto XVI dichiarava la sua rinuncia al ministero petrino. Rispetto al dettato del canone però dichiarava di rinunciare non già all’ufficio ma alla sua amministrazione. La rinuncia limitata all’esercizio attivo del munus costituisce la novità assoluta della rinuncia di Benedetto XVI. A fondamento giuridico della sua scelta non c’è allora il can. 233 § 2 che disciplina una fattispecie differente di rinuncia rispetto a quella pronunciata da Benedetto XVI. Il fondamento teologico giuridico è la plenitudo potestatis sancita dal can. 331. Proprio nel fascio delle potestà inerenti l’ufficio è compresa anche la potestà privativa ovvero la facoltà libera e insindacabile di rinunciare a tutte le potestà stesse senza rinunciare al munus. [...]

Da un articolo di A. Cionci su Libero del 21 gennaio 2024 (nota: oltre mille suoi articoli sul sito web di Libero sono stati cancellati dai nuovi direttori della testata, senza fornire spiegazioni o backup):

...è stato lo stesso conclave abusivo del 2013 a porre Ratzinger in sede impedita e a realizzare, per causa di forza maggiore, quella altrimenti impossibile rinuncia al solo ministerium.

Per fare un esempio, fa parte dell’essere padre educare e allevare i figli, ma se il padre è in galera, resta sempre padre nell’essere, ma non può “fare” il padre. [...] ...l’intellghenzia presuntamente catto-conservatrice resta a guardare, o addirittura rema contro proteggendo l’antipapa continuando a mettere in luce le sue eresie rifuggendo dall’unica questione seria, l’illegittimità...

In un'intervista pubblicata il 13 ottobre 2018, Bux affermava (grassetti nostri) che:

...sarebbe più agevole esaminare e studiare più accuratamente la questione relativa alla validità giuridica della rinuncia di papa Benedetto XVI, se cioè essa sia piena o parziale (“a metà”, come qualcuno ha detto) o dubbia, giacché l’idea di una sorta di papato collegiale mi sembra decisamente contro il dettato evangelico. Gesù non disse, infatti, “tibi dabo claves …” rivolgendosi a Pietro e ad Andrea, ma lo disse solo a Pietro! Ecco perché dico che, forse, uno studio approfondito sulla rinuncia potrebbe essere più utile e proficuo, nonché aiutare a superare problemi che oggi ci sembrano insormontabili.

L'11 dicembre 2013 la De Mari affermava che l'elezione di Bergoglio era invalida (partendo però dal presupposto che Benedetto XVI fosse stato costretto ad abdicare):

Il primo elemento per un’elezione papale è che la sede sia vacante.

Se la sede non è vacante l’elezione è invalida. L’elezione di Bergoglio è avvenuta mentre la sede non era vacante.

Altre letturine in tema:

Infine, ricordiamo che da gennaio 2026 pende contro Andrea Cionci una denuncia presso la Santa Sede per aver indotto - con numerosissimi articoli, conferenze, video - i fedeli a riconoscere che Bergoglio è un antipapa.
Ad oggi, curiosamente, tale denuncia per scisma (piuttosto ben scritta) non ha avuto seguito. Eppure contro mons.Viganò (che crede almeno alla legittimità di Prevost) e contro don Pompei (che a dispetto delle solide conoscenze di diritto canonico crede alla legittimità di Bergoglio e di Prevost) sono stati piuttosto celeri...

sabato 12 settembre 2026

anche Bux dubitò della validità giuridica della rinuncia di Benedetto XVI

Immagine redazionale

A ottobre 2018 mons. Bux ebbe un momento di lucidità - alla faccia della famosa lettera ricevuta nel 2014 da Benedetto XVI che a suo dire confermava che la sua rinuncia fosse piena e valida -, lucidità che qui ci permettiamo di evidenziare:

Come vede, ci sono non poche difficoltà pratiche, teologiche e giuridiche alla questione del giudizio del papa eretico. Forse – e lo dico proprio da un punto di vista pratico – sarebbe più agevole esaminare e studiare più accuratamente la questione relativa alla validità giuridica della rinuncia di papa Benedetto XVI, se cioè essa sia piena o parziale (“a metà”, come qualcuno ha detto) o dubbia, giacché l’idea di una sorta di papato collegiale mi sembra decisamente contro il dettato evangelico. Gesù non disse, infatti, “tibi dabo claves …” rivolgendosi a Pietro e ad Andrea, ma lo disse solo a Pietro! Ecco perché dico che, forse, uno studio approfondito sulla rinuncia potrebbe essere più utile e proficuo, nonché aiutare a superare problemi che oggi ci sembrano insormontabili. È stato scritto: “Giungerà anche un tempo delle prove più difficili per la Chiesa. Cardinali si opporranno a cardinali e vescovi a vescovi. Satana si metterà in mezzo a loro. Anche a Roma ci saranno grandi cambiamenti” [...]

https://www.aldomariavalli.it/2018/10/13/monsignor-nicola-bux-lunita-si-fa-nella-verita/

 

Divertissement (sebbene farcito di considerazioni personali dell'autore, che sembra spaventato dalle possibili conseguenze dell'aver irriso la neoreligione dominante): un Sillabo anti-sinodale, che - chissà perché - quindici anni fa sarebbe stato del tutto impensabile concepire...

https://www.sabinopaciolla.com/syllabus-delle-principali-deviazioni-teologiche-ecclesiologiche-procedurali-e-morali-del-sinodalismo/ 


L'isteria anti-Cionci (lo trattano come se fosse stato il primo e l'unico a parlare della Magna Quæstio) tracima sia dai conservatori che dai tradizionalisti, producendo le solite insalatone di irrisioni, inesattezze e fallacie logiche. Per esempio:

https://marcotosatti.com/2026/09/04/linchiesta-di-diddi-sulle-dimissioni-di-benedetto-xvi-il-trionfo-dellassurdo-mascarucci/

 

E addirittura mobilitano l'IA per vignette che accusino di sensazionalismo la questione "rinuncia invalida" e il termine "antipapi":

https://isoladipatmos.com/avviso-urgente-il-7-settembre-lisola-di-patmos-potrebbe-chiudere/


È come se i tradizionalisti temessero che l'ipotizzare che Bergoglio e Prevost siano antipapi immediatamente toglierebbe validità alle critiche al vaticansecondismo e agli invasati del Concilio. Come se non avessero mai sentito dire "per ingannare, se possibile, anche gli eletti". Come se l'Amoris Laetitia, il Traditionis Custodes, la Dichiarazione di Abu Dhabi, preferissero tenersele per criticarle anziché riconoscerle come atti di un antipapa che perciò non riguardano i cattolici.

venerdì 11 settembre 2026

anniversario dell'(((autoattentato))) dell'11 settembre 2001


Festeggiamo oggi il venticinquesimo anniversario del più famoso (((autoattentato))) della storia: il Deep State americano abbatte le Torri Gemelle, liberando mille tonnellate di asbesto (eternit) nell'aria (che sarebbe stato molto costoso bonificare, infatti da anni si parlava di demolire le Torri), più qualche altro obiettivo secondario (l'unica ala del Pentagono che era vuota per lavori di ristrutturazione), creando contestualmente una scusa ("il terrorismo islamico!") per iniziare una vasta campagna militare in Medio Oriente.

Ma tanto, se siete così fessi da credere che un manipolo di beduini sia stato in grado di compiere l'(((attentato))) più audace e devastante della storia americana, sarete almeno altrettanto fessi da scambiare un antipapa per papa.

Dedicato a chi nel 2026 ancora filosofeggia sulla differenza fra collasso e crollo o sul "non frega più a nessuno", perché avendo seguito fin troppi giornali, telegiornali e programmi tv e serie Netflix, crede di aver acquisito saggezza e conoscenza totali e persino il diritto di perculare chi non è allineato alla Narrativa Ufficiale™.

Il punto è che i lorsignori si cibano di notiziari e dibattiti non allo scopo di capire ma allo scopo di sentirsi "smart", di sentirsi "quelli che hanno capito più di te", quelli "coerenti", quelli che ad ogni possibile obiezione hanno già "la risposta pronta".

Proprio ciò che fanno per quanto riguarda le cose della fede.