Come predicavano i domenicani prima del famigerato Concilio. Preghiamo il lettore di soffermarsi più sulla scaletta di contenuti che sullo stile della "conferenzina" (zeppo di ripetizioni, enfasi, brevissime pause).
Ideale della ragazza cristiana
Salùto in voi i più bei fiori di questo mistico giardino, ch'è la vostra parrocchia, fiori olezzanti di virtù, rose incarnatine di amor di Dio, candidi gigli di verginità e purezza, cari tanto a Gesù, Maria, Angeli... La ragazza cristiana è il sorriso della sua famiglia, della sua casa, ch'essa imbalsama col soave profumo delle sue virtù, della sua bontà, buoni esempi, apostolato del bene... In voi, si può dire, c'è la fotografia, l'istantanea sincera della vostra parrocchia; poiché si sa che le ragazze sono il termometro infallibile della moralità di tutta la popolazione, da voi dipendendo in gran parte le virtù anche dei giovani e uomini... E in voi parimenti, si può dire, sta riposto tutto l'avvenire della vostra parrocchia; poiché siete le donne di domani, che fonderanno nuove famiglie cristiane, a cui daranno tutta la loro impronta, impronta della propria fede e pietà, virtù e bontà, santo timor di Dio... E siccome nemo dat quod non habet, importa assai che vi formiate fin d'ora questo corredo di virtù cristiane, questo stampo di ragazza ideale, che vi rende così belle, così care, così ammirabili agli occhi di Dio, vostri Angeli, di tutti...
A questo mirano le conferenzine, che sono per farvi... E fin da questo momento anzi voglio tracciarvi innanzi ciò che dev'essere la ragazza cristiana, l'ideale... a cui ognuna di voi deve conformarsi... programma di vostra vita...
Cosa dev'essere una ragazza cristiana? I mondani, sempre libertini e sensuali, che nulla conoscono quae sunt spiritus Dei (I ad Cor., II, 14), risponderebbero: «È ciò che ci può essere di più bello al mondo!» Ma oh! povera bellezza, che, anche quando ci sia, tramonta ben presto e appassisce alla prima bruma autunnale, ai primi geli della vita! Onde io amo meglio rispondere: «È ciò che ci può essere di più buono al mondo!» ché la bontà non tramonta né appassisce mai, se non si vuole... Ovvero, se meglio vi piace, prendiamo pure la risposta dei libertini, ma in un altro senso: sì, è ciò che di più bello ci può essere al mondo, nella sua anima però! in questo senso, ognuna di voi deve volere e cercare di essere ciò che... Che cosa dunque?
Un autore moderno scrisse che la ragazza cristiana dev'essere un angelo in chiesa, agnellino in casa, colomba dappertutto. E volentieri sottoscrivo questa definizione e ve la metto innanzi come norma di vostra vita, modello su cui ricopiarvi, onde essere altrettante copie di questa fotografia, istantanea...
I. - Angelo in chiesa. - E vuol dire che dovete amare tanto la pietà preghiera, chiesa, e tutto che riguarda Dio, chiesa, anima...
1. - La pietà, chi nol sa ch'è innata nel cuor della donna, fanciulla? è come un istinto naturale, che la pòrta fin dai primi anni e sempre... Onde vediamo le bambine, assai più che i bambini, pregare volentieri, con sentimento... fanciulle, più che i fanciulli, venire volentieri alla chiesa... le giovani, più che i giovani, frequentare i Sacramenti... le donne, più che uomini, praticare doveri religiosi!... Di qui il bell'elogio, che vi fa la Chiesa in una antifona a Maria: Ora pro devoto foemineo sexu! (Liturgia)... Tanto innata, che una ragazza non pia è un mostro di natura, un essere mostruoso, che non è né donna né uomo... come vedete in certi tragici esempi di storia antica e anche contemporanea... (A Torino, nelle giornate rosse, agosto 1917, una ragazza, nella chiesa di S. Bernardino, decàpita e mùtila la statua dell'Immacolata; mitragliata in una gamba, appena svegliata dall'amputazione, alla Suora che le dice che ha perso una gamba: «Non importa! se ne vada anche l'altra, purché possa ancora fracassare la Madonna!» È orribile, raccapricciante, spaventoso, satanico!)... Fu detto che la donna, se non è un angelo, è un demonio; ma la ragazza empia è più che un demonio, il peggior dei demoni...
2. - È la vostra stessa virtù angelica, la verginità, purezza, che facendovi simili agli Angeli, vi pòrta come gli Angeli istintivamente a Dio, alla chiesa, alla divozione, alla preghiera. Voi sapete infatti la Corte Celeste, che gli Angioli fanno a Dio, lassù, intorno al suo trono, dì e notte, incessantemente, coi loro Sanctus, Hosanna, Amen, Alleluia, come li sentirono il profeta Isaia (VI, 1-3) e l'apostolo S. Giovanni (Apocal., IV, 8); voi sapete che sono sempre qui intorno all'altare, ad adorare Gesù, come li vide S. Giovanni Grisostomo... Ebbene, la virtù stessa, che assomiglia agli Angeli, castitas angelos facit (S. Ambrogio), pòrta naturalmente a queste occupazioni angeliche... Anche presso i romani le vergini Vestali dovevano tener sempre acceso il fuoco sacro innanzi alla dea Vesta... Anche presso gl'israeliti le fanciulle vergini del Collegio delle Almas (tra cui Maria dai 3 ai 14 anni), sempre in preghiera, canti e servizio del Tempio... E tanto più voi, ragazze cristiane, dovete fare della chiesa il vostro paradiso, dell'altare il centro dei vostri pensieri e affetti, della preghiera la vostra più cara occupazione, delle pratiche di pietà la vostra miglior soddisfazione, dei Sacramenti la vostra gioia e ambizione, felicità, beatitudine... Il mondo crede deridere la ragazza, donna, che frequenta la pietà, chiamandola beata: invece è questa la vostra più bella gloria e fortuna...
3. - E non è questa insieme la miglior garanzia della vostra virtù? È un fatto che nelle galere e prigioni ci sono più uomini e giovani che donne e ragazze, mentre pur tra noi predomina il sesso femminile, due terzi su un terzo maschile: donde ciò? varie cause, ma la prima è questa, che la donna, ragazza, va in chiesa, prega, Sacramenti, e perciò si consèrva buona, onesta, e solo allora quando diserta... È l'osservazione, che ho sempre fatto nel mio ministero: finché una ragazza frequenta chiesa e Sacramenti, si può dormire fra due guanciali, sicuri della sua virtù; viceversa... o si è già gettata o è per gettarsi sulla strada del vizio, disonore, male...
II. - Agnellina in casa. - E vuol dire che dovete essere e rendervi amabili come agnelline colla vostra bontà, delicatezza di sentimento, gentilezza di cuore, dolcezza di linguaggio, diligenza ai vostri doveri, docilità ai superiori, cortesia con tutti di casa, maggiori, eguali e inferiori...
1. - Questa condotta così amabile in casa non può a meno di essere che una naturale e spontanea emanazione della pietà, di cui è a un tempo la più bella prova, il più eloquente panegirico. Come mai infatti si può essere buoni con Dio e grami e cattivi col prossimo, più prossimo quei di casa? santi in chiesa e diavoli in casa?... Lo so, è questa l'accusa, calunnia, che tante volte le buone figliole si sentono gettare in faccia dai genitori, fratelli e sorelle, che pretendono da altri quella virtù, ch'essi non hanno; sempre a torto quindi, perché tutti si manca e si può sbagliare, e non è certo la pietà, la chiesa, i Sacramenti, che facciano cattivi, bensì le passioni, debolezza umana... Però bisogna non dare motivo a calunniare così la pietà e quei che la praticano, sforzandosi di essere irreprensibili nella propria condotta, doveri, facendo onore alla pietà e mostrando col fatto che chi pratica la pietà e frequenta la chiesa è migliore...
2. - Quanto bene fa una buona ragazza in casa, a tutti, coi suoi buoni esempi, colle sue buone parole, colla sua bontà! È un sole in casa, che spande la sua luce su tutti, che vedono le sue buone opere e ne sono edificati, portati al bene, a ringraziar Dio di un tanto tesoro (S. Matt., V, 16): ecco perché certi genitori, mamme, sono inconsolabili quando la morte ha loro rapito qualche tesoro di figlia!... Che bella missione, che fecondo apostolato di bene, compie una buona ragazza in casa colla sola sua buona condotta, innamorando tutti di Dio, religione, chiesa, virtù, ch'essa personifica nella sua vita di famiglia!... Viceversa, che dolor di testa, spina, crepacuore per tutti in casa è una figlia discola, cattiva, arrogante, prepotente!... Nessuna di voi certo vorrà essere di questo numero, ma bensì tutte care agnelline...
3. - E solo così renderete bella la vita a voi e agli altri, tutti. È un errore, inganno, credere di essere felici scapricciandosi in tutto e su tutti; non si amareggia la vita solo agli altri, ma anche a se stessi... Perciò tante figliole tristi, malcontente, arrabbiate sempre con tutti e con se stesse! Mentre invece la buona ragazza è sempre serena, sorridente, della più schietta e santa allegria, che spande intorno a sé, in tutti, conforto e sorriso nelle prove e tribolazioni della vita...
III. - Colomba dappertutto. - E vuol dire che dovete essere candide e timide e semplici come le colombe: candide per la vostra virtù, timide nel fuggirne i pericoli, semplici nella condotta.
1. - Non è la purezza il vostro più bell'ornamento, più leggiadra bellezza, più fulgida gloria? Una ragazza pura è sempre ricca... sempre bella... sempre nobile... Viceversa, una ragazza senza virtù è un essere miserabile, orribile a sé e altri, disonore e vergogna della sua famiglie suo sesso... Questa perciò vuol essere la vostra più grande ambizione, conservare intatto il vostro candore, come la colomba, cigno, ermellino... E siccome il mondo è tutto pieno di pericoli e scogli:
2. - Fuggire da tutto ciò, che ve lo può macchiare. - Sapete che la colomba di Noè, non trovando ove posare il piede senza macchiarlo, tornò nell'Arca (Gen., VIII, 9)... E anche l'ermellino muore di fame, piuttosto che imbrattare il suo candido vello... Così anche voi amare la ritiratezza e guardarvi da tutto che insidia e minaccia la virtù: compagne, giovanotti, balli, letture, figure, mode... Una ragazza che ama buttarsi fuori, mettersi in mostra, farsi ammirare e corteggiare e non averer scrupoli di sorta, non rimarrà a lungo onesta, seppure non è già corrotta, come toccò a Dina (Gen., XXXIV, 13), figlia di Giacobbe, alla festa dei Sichemiti...
3. - Cristo intima di essere simplices sicut columbae (S. Matt., X, 16); di quella semplicità che iteratamente raccomanda l'Apostolo S. Paolo (II ai Cor., IX, 11, 13), di essere tali in privato come si ama figurare in pubblico, innanzi a Dio e coscienza come innanzi agli uomini, nella realtà come nell'apparenza... A che servirebbe la mistificazione, ipocrisia, figurare e non essere? Dio non s'inganna, e nemmeno la coscienza!...
S. Francesco d'Assisi riveriva per via ogni ragazza, vedendo in ognuna la Vergine Maria!... Ognuna di voi dunque si sforzi di meritarsi questo ossequio, cercando di somigliare a Maria... rappresentandola nella propria vita e portamento e vestito, in chiesa... casa... dappertutto... Questo il vostro programma: videte dunque vocationem vestram! (I ai Cor., I, 26). Conchiudendo, obsecro vos ut digne ambuletis vocatione, qua vocati estis! (Agli Efes., IV, 1).
(da: p. Rosario M. Bianchi, dei Predicatori,
La santa missione - ossia Manuale Completo del Missionario tra i Cattolici,
volume 2°, casa editrice S. Lega Eucaristica, Milano, 1930)




















