domenica 8 marzo 2026

citazioni varie, tra cui l'opposizione controllata ed il "convertire i recalcitranti allo stile sinodale"

Per non dimenticare:
2021, la nuova "eucarestia"
vaccinale

Citazione:

I componenti della “triade conservatrice” sono accumunati da alcuni elementi che dimostrano la loro assoluta incoerenza rispetto ai princìpi che ci si attenderebbe essi difendano. Tutti e tre accettano sine glossa gli atti del Concilio Vaticano II e il magistero post-conciliare. Tutti e tre celebrano indifferentemente il Vetus Ordo e il Novus Ordo, considerando entrambi legittimi e relegando le questioni liturgiche a meri aspetti di sensibilità personale. Tutti e tre, pur criticandolo, si adeguano al cammino sinodale “per obbedienza al Papa” e Müller ha preso parte attiva alle riunioni del Sinodo sulla Sinodalità sia nel 2023 che nel 2024, in qualità di membro votante nominato direttamente da Bergoglio. Tutti e tre riconoscono la collegialità episcopale, l’ecumenismo, la libertà religiosa, la Dichiarazione di Abu Dhabi e in generale tutti gli atti – anche i più controversi – emanati dai Dicasteri Romani. Tutti e tre hanno criticato Fiducia supplicans senza esigerne la revoca. Tutti e tre hanno espresso disappunto dopo Traditionis custodes, senza tuttavia impegnarsi per impedirne l’applicazione. Tutti e tre non hanno speso una sola parola di sostegno nei miei riguardi, né prima né tantomeno dopo la farsa del procedimento canonico che ha portato alla mia “scomunica” per scisma. Tutti e tre sono insomma convinti ratzingeriani e sostenitori di quella variante ecclesiale del processo dialettico hegeliano, secondo il quale sarebbe possibile far convivere la tesi dell’ortodossia cattolica e l’antitesi dell’eresia modernista nella sintesi conciliare. Tutti e tre riconoscono infine come legittimo Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede Victor Manuel Fernández, nonostante la sua attività “letteraria” di pornografo ed eretico; né risulta che abbiano richiesto le sue dimissioni dopo lo scandalo di Besame con tu boca e La pasión mística.
[...]
Müller, Sarah e Burke costituiscono a tutti gli effetti un’opposizione controllata.

https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2026/03/arciv-vigano-lopposizione-di-sua-maesta.html

 

Citazione:

[...] ha citato en passant il documentario francese Les survivantes realizzato da Pierre Barnerias nel 2024 intervistando 8 donne sopravvissute al coinvolgimento in reti internazionali di pedofili tra il Belgio, la Francia e gli Stati Uniti. Mi stupisce di non aver mai sentito nominare un’opera del genere, ma mi sono reso conto che essa non ha avuto alcuna distribuzione né pubblicità, e che probabilmente il buon Foa ha potuto visionarlo solo in quanto cittadino svizzero (dal momento che una rete elvetica è stata l’unica a trasmetterlo in tutta Europa).

https://www.totalitarismo.blog/les-survivantes-un-documentario-sulle-reti-pedofile-internazionali/ 

 

Citazione (che vale anche per i docenti, per prelati e pretazzi, per gli avvocati, per i manager, per i pubblicitari, per gli assicuratori, per tutti i mestieri che implicano la somministrazione di un po 'di parlantina):

Alcune ricerche condotte su diversi parlamenti nazionali e sovranazionali, per esempio, iniziano a segnalare un fenomeno curioso: a seconda del paese, una parte sempre più consistente dei discorsi pronunciati in aula – quei discorsi con cui si perora l’approvazione o il rifiuto di una legge, si presentano emendamenti, si commentano mozioni – comincia a essere scritta, in tutto o in parte, da qualche sistema di intelligenza artificiale. Le percentuali cambiano da contesto a contesto, ma il pattern è sempre quello: esistono già deputati e senatori che non svolgono quasi più il proprio mestiere senza l’aiuto di un’IA, e c’è da presumere che il loro numero aumenterà in modo silenzioso ma costante.

Se allarghiamo un po’ lo sguardo, la cosa diventa ancora più evidente. Pensate, per restare su un caso concreto, al Parlamento europeo: è un’istituzione dove convivono decine di lingue, e dove l’inglese è spesso usato come lingua franca da persone per le quali è solo una seconda o terza lingua. Quanti parlamentari, in queste condizioni, secondo voi ricorrono già oggi – o inizieranno a ricorrere domani – a qualche IA per farsi tradurre i discorsi, rifinire la grammatica, uniformare il tono, renderlo “più europeo”? Quanti chiederanno al sistema non solo di tradurre, ma anche di “migliorare lo stile”, “rendere più convincente l’argomentazione”, “accorciare e semplificare per il pubblico”? È abbastanza ovvio che la soglia psicologica tra usare l’IA come semplice dizionario evoluto e usarla come ghostwriter politico è molto più sottile di quanto non si voglia ammettere.

Cosa significa tutto questo, in termini di potere? Significa che, appunto, nessuno sta perdendo il potere nel senso classico del termine: non c’è un Parlamento che viene sciolto dai robot, non c’è una Costituzione riscritta da Skynet, non ci sono carri armati con il logo di una big tech davanti alle assemblee legislative. Il potere formale resta dove è sempre stato, con gli stessi rituali, le stesse sedute, gli stessi regolamenti. Ma il potere sostanziale – quello di formulare il discorso, di scegliere le parole, di strutturare gli argomenti – viene progressivamente abbandonato, pezzo dopo pezzo, a favore delle IA. Non è un’espropriazione, è una rinuncia volontaria: non “ci portano via” il controllo, semplicemente smettiamo di esercitarlo in prima persona, perché è più comodo, più veloce, meno faticoso lasciare che lo faccia una macchina.

https://keinpfusch.net/l-ai-che-governa-il-mondo/



Citazione:

«Come posso, io stesso, sottomettere il mio intelletto e la mia volontà per accettare ciò che papa Francesco ha fatto nel suo magistero ordinario – autentico – per consentire ai divorziati di accostarsi alla Santa Comunione?», si è chiesto retoricamente. Il vescovo Schneider ha proseguito: «Come posso accettarlo? Come posso accettare con la sottomissione del mio intelletto e della mia volontà? … Accettare il documento Fiducia Supplicans per benedire le coppie dello stesso sesso».
[...]
«O anche nel Vaticano II ci sono alcune espressioni… che sarebbero difficili – onestamente – da accettare per molti cattolici con sottomissione di intelletto e volontà. Ad esempio, la Lumen Gentium afferma che noi cattolici, insieme ai musulmani, adoriamo l’unico Dio. ‘Adorare’– non posso accettare questa frase. Come posso adorare (Dio) insieme ai musulmani? Perché l’atto di adorazione è sostanzialmente diverso. I cristiani, i cattolici, pregano sempre a livello soprannaturale, come figli di Dio. … Mentre i musulmani adorano a livello naturale, non a livello soprannaturale, non hanno la figliolanza di Dio attraverso il battesimo».

https://www.renovatio21.com/mons-schneider-rivela-che-i-vescovi-segretamente-non-si-sottomettono-agli-insegnamenti-di-bergoglio/

 



Citazione:
Tralascio i numerosi riferimenti alla “conversione sinodale missionaria” e alla partecipazione delle donne alla formazione dei seminaristi.

Tralascio anche i numerosi riferimenti alla “missione” che, seppure in alcuni punti sia timidamente accostata all’annuncio del Vangelo, pare in realtà più riferita al mandato di convertire i recalcitranti allo “stile sinodale”.

Tralascio, infine, i numerosi riferimenti al camminare, ascoltare, dialogare, ormai refrain di troppi documenti vaticani, e alla “corresponsabilità differenziata [?] nei processi decisionali”.

Colpisce, invece, la pressoché totale mancanza in tutto il documento di un paio di parole che dovrebbero guidare la formazione dei ministri ordinati: la preghiera e lo studio delle Scritture, dei Padri e dei Dottori della Chiesa.

La preghiera rimane permanentemente sullo sfondo e in un solo passaggio, alle pagine 10 e 11, si fa riferimento ad alcuni elementi che non dovrebbero mai mancare nel discernimento ecclesiale; tra questi “un tempo conveniente per prepararsi con la preghiera”. In effetti tra la “conversione delle relazioni”, la “conversione missionaria”, la “conversione alla comunione”, la “conversione al servizio”, la “conversione a uno stile sinodale”, la “conversione della formazione” (questi sono i titoli dei primi sei capitoli del preambolo), capisco che diventa sempre più difficile trovare un tempo conveniente anche per la preghiera e la conversione al Vangelo.

https://www.aldomariavalli.it/2026/03/07/formazione-dei-giovani-preti-tanto-cammino-ma-quando-pregano-e-studiano/ 

 

Citazione:

La Chiesa è in emergenza. Non un'emergenza inventata dai commentatori, non uno stato d'animo creato dai social media, non un'isteria.

Una vera emergenza, misurata non in sentimenti, ma in fatti. Un'emergenza misurata nel silenzio dove devono esserci risposte. Nella tolleranza dove deve esserci correzione. Nei pastori che si rifiutano di nominare i lupi, mentre coloro che vogliono semplicemente custodire il gregge vengono trattati come un problema.
https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2026/02/il-vescovo-strickland-la-chiesa-sta.html


Per la serie: "ma chi gli ha dato la patente di vescovo?"

https://www.renovatio21.com/arcivescovo-brasiliano-dichiara-la-scomunica-per-partecipazione-non-autorizzata-alla-messa-in-latino/ 


Promoveated and amoveated: poveri cattolici tattaresi:

https://www.renovatio21.com/papa-leone-xiv-nomina-a-sassari-il-vescovo-che-partecipo-allinaugurazione-di-una-loggia-massonica/ 


E non parliamo del promoveated ut... oh no!

https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2026/03/mons-vigano-denuncia-la-ventilata.html 

sabato 7 marzo 2026

alcuni miei commenti ad alcuni recenti thread su C&PC

Per non dimenticare:
nel 2020 il solo ascolto dei telegiornali
indusse la gerarchia conciliare ad imporci
l'inaudita Astinenza Eucaristica Forzata
1) sono le ambiguità a rendere possibile la "pastorale", ossia i danni.

Se l'autorità comanda l'errore, ubbidire equivale a rendersi complici, come ci spiegò anche l'Aquinate.

Il punto è che il vaticansecondismo è consistito sempre nel comandare ambiguità facilmente reinterpretabili, e di "punire" in altri modi (nomine e incarichi). Persino la dichiarazione di Abu Dhabi può essere difesa dicendo "beh, ma tratta della volontà permissiva di Dio, che avevate capito?".

A causa di tali ambiguità, cioè in assenza di una vera e propria e riconoscibile "pistola fumante", la gran maggioranza di clero e vescovi donabbondiescamente non ha trovato motivo di opporsi, e nel frattempo la Chiesa viene rivoltata come un calzino per tramite della "pastorale", ivi inclusi certi scivoloni che è arduo giudicare incolpevoli.

Un esempio piuttosto grave è quando Paolo VI in un discorso del 23 giugno 1964 diede ad intendere che della contraccezione era lecito dibattere, che era "allo studio". Quattro anni dopo, il 25 luglio 1968, promulgò la Humanae Vitae.

Risultato: tutti quelli che erano stati entusiasticamente "aperti al dibattito", sentendosi traditi e umiliati, virarono in direzione opposta all'Humanae Vitae. Nel 1964, infatti, si erano sentiti dire:

«Bisognerà guardare attentamente in faccia a questo sviluppo sia teorico che pratico della questione. Ed è ciò che la Chiesa sta appunto facendo. La questione è allo studio, quando più largo e profondo possibile, cioè quanto più grave ed onesto dev’essere in materia di tanto rilievo.

È allo studio, diciamo, che speriamo presto concludere con la collaborazione di molti ed insigni studiosi. Ne daremo pertanto presto le conclusioni nella forma che sarà ritenuta più adeguata all’oggetto trattato e allo scopo da conseguire. Ma diciamo intanto francamente che non abbiamo finora motivo sufficiente per ritenere superate e perciò non obbliganti le norme date da Papa Pio XII a tale riguardo; esse devono perciò ritenersi valide, almeno finché non Ci sentiamo in coscienza obbligati a modificarle».
Insomma, nessuna "pistola fumante", ma un linguaggio tale da creare aspettative: l'annuncio della possibilità di modifiche. "È allo studio": chi non si sarebbe aspettato che lo studio producesse almeno qualche aperturina?

In quegli anni nelle riviste destinate al pubblico femminile esimi teologi si affannavano a ripetere gli stessi concetti, con quello stesso linguaggio ampolloso, tale da indurre le lettrici a pensare: "presto si potrà trombare senza rischi, finalmente la Chiesa sta per consentire". Proprio quelle stesse riviste che già da molti anni tra "racconti" e "fotoromanzi" sdoganavano l'idea che fosse normale infischiarsene della castità prematrimoniale e della fedeltà coniugale (proprio come le autrici di tali "romanzi rosa").



2) Il/la ghostwriter di mons. Viganò aveva fretta?

In tutta onestà, quasi non mi sembra un commento di Viganò, perché non è intelligente come i suoi precedenti interventi. Sarà stata la fretta?

Anzitutto il fatto che non abbia colto fra le righe che l'udienza richiesta a Leone XIV ad agosto scorso dalla lettera del Pagliarani non c'è stata (è un dato significativo che meriterebbe un commento a parte). E che quindi la seconda lettera abbia avuto (prevedibilmente) il niet ufficiale a firma di un imprecisato esponente della "Santa Sede" (el Tucho?). E questo niet (o rinvio senza data), a Menzingen, era fin troppo facilmente prevedibile.

Inoltre, la "decisione" della FSSPX di ordinare nuovi vescovi non dimostra una "impossibilità di dialogo" con la Santa Sede; al massimo si può dire che suggella tale "impossibilità". Infatti la Santa Sede - con o senza inquinamenti vaticansecondisti - non è tenuta a prender troppo in considerazione i desiderata dei sudditi.

Tale "impossibilità" deriva dall'espresso desiderio di Lefebvre che la Fraternità dovesse assolutamente avere dei vescovi. Non entriamo qui nel merito: prendiamo solo atto che era suo desiderio che dovesse assolutamente avere. Dunque qualche altra aggregazione ecclesiale, sulla scorta di un'ipotetica concessione di vescovi alla FSSPX, potrebbe reclamare lo stesso trattamento: "ehi, anche a noi servono dei vescovi". Per cui c'era da aspettarselo che la Santa Sede non assecondasse le richieste (con o senza vaticansecondismi di contorno).

Quindi c'è quel menzionare il sinodalismo per contrapporlo alla "sicura ortodossia". Ortodossia che per la Santa Sede non sarebbe tale (esempio famoso: "incompleta e contraddittoria nozione di Tradizione") e che perciò non meriterebbe diritti, e ancor meno meritare nuovi vescovi.

Mi lascia perplesso anche quella considerazione: "l'unica soluzione è appellarsi allo stato di necessità". Soluzione a quale problema? Ad un problema intrinseco della Fraternità: "deve" procurarsi vescovi. Come mai è stato adoperato il termine "appellarsi"? Sembra quasi un "useremo questa scusa". C'è differenza fra il dire "Lefebvre, in stato di necessità, ordinò..." e il dire "Lefebvre, appellandosi allo stato di necessità...". E ricordiamo qui che Lefebvre era cosciente che nel giro di alcuni decenni si sarebbe ripresentato il problema di dotarsi di altri vescovi.

"Nulla è cambiato rispetto al 1988": invece ce ne sono stati, di cambiamenti e novità. Ricordate quando nella Fraternità vigeva la moda "accordista"? Ricordate quando Bergoglio concesse di confessare e benedir matrimoni? (E secondo voi lo fece per amore della Sicura Ortodossia?) Ricordate la remissione delle scomuniche, motivata da Benedetto XVI col fatto che erano passati troppi anni? Ricordate l'espulsione dalla FSSPX del vescovo Williamson per mere questioni di politica interna?

Allora, più esattamente, occorreva dire che è solo "l'esigenza di procacciarsi vescovi" a non essere cambiata rispetto al 1988.

Anche Williamson si trovò in stato di necessità. E pure i vescovi da lui ordinati, per il bene delle anime, si ritroveranno a dover "garantire la Successione Apostolica". E lo stesso Viganò potrebbe magari trovarsi in condizione di dover "garantire".

Quella conclusione - "pieno sostegno" - è insomma un atto di cortesia.

Pregherei tifoserie e lettori distratti di accorgersi che ho espresso delle considerazioni sul tweet attribuito a Viganò, non sul merito della "decisione della FSSPX" (sempre che nei prossimi cinque mesi gli avvenimenti non prendano una diversa piega).



3) ennesimo promemoria sui fatti (a margine di un articolo de La Nuova Bussola Quotidiana)

La questione delle annunciate ordinazioni del 1° luglio sta scatenando tifoserie.

Eppure, al netto delle tifoserie, si può e si deve prendere atto di alcuni punti, piacciano o no piacciano.

Il primo punto da tener presente è che se la FSSPX ha "iniziato" con le ordinazioni, essendo immutate le circostanze dopo 38 anni, è del tutto ovvio che avrebbe in futuro proseguito con nuove ordinazioni, visto che l'unico compromesso realmente accettabile è "Roma si converte" e tale conversione non sembrava probabile né in epoca ratzingeriana, né in quella bergogliona, né fino ad oggi.

Cioè, ancor prima di stabilire se siano lecite o illecite, la prima cosa che si nota è che se la FSSPX ha "iniziato" con le ordinazioni, è ovvio che avrebbe "proseguito" con nuove ordinazioni. Chi desidererebbe sospenderle cosa ha da offrire in cambio? El Tucho cosa aveva da offrire, a parte le prevedibili e pubbliche minacce ed un percorso fumoso e incerto riguardo ad un minimo comun denominatore?

Dunque anche in un futuro più lontano, dopo il prossimo 1° luglio, c'è da aspettarsi che procederanno a ulteriori ordinazioni nel momento in cui i vertici della FSSPX le riterranno necessarie.

Il secondo punto da tener presente è che stando a ciò che pubblica, anche una "mosca cocchiera" come LNBQ dovrebbe avere ben presente la deriva vaticansecondista. Potrebbero benissimo mettersi nei panni di un qualsiasi fedele della FSSPX e chiedersi: "OK, ma allora realisticamente cosa succederebbe se rinunziassimo a quelle ordinazioni?" E considerare onestamente i possibili scenari successivi, dall'improbabile "Roma si converte", o al fin troppo verificato (mal)trattamento delle altre realtà tradizionali.

Il tutto alla luce dei tristi e rapidi declini della Ecclesia Dei e del Summorum Pontificum, più il frettoloso risvegliarsi della Santa Sede quando le ordinazioni sono state pubblicamente annunciate.

Il terzo punto da tener presente è che la FSSPX non detiene l'Esclusiva™ della Tradizione®. Nulla togliendo ai meriti della FSSPX, chi confonde la Fraternità con la Tradizione sta rendendo un pessimo servizio alla Tradizione, sta riducendo il tutto a tifoseria, a consistenza numerica, cioè ad un "lasciateci nella nostra riserva indiana, anzi, mandateci altri clienti". Nei sacri palazzi bramano di ridurre la Tradizione ad un "problema gestibile", cioè ad una riserva indiana (da comprimere lentamente e senza dare nell'occhio), misurabile, e possibilmente trattabile col metodo del bastone e della carota.

Chi come il sottoscritto si guarderà bene dall'andare ad Ecône non è accusabile di essere contro la FSSPX, tanto meno di essere uno "spezzettatore" delle realtà tradizionaliste.

Intanto Leone XIV sa bene che la corda è già fin troppo tesa.

giovedì 26 febbraio 2026

citazioni varie

"If only you knew
how bad things really are"

Citazione:

Le (fallaci) argomentazioni della San Pio X sfiorano il giuspositivismo assoluto: la loro pretesa di stabilire una legittimità alternativa presuppone che tutto, nella Chiesa, dipenda da determinazioni positive del legislatore e, di conseguenza, possa essere modificato o sospeso. A questa deviazione si associa il puro nominalismo del pretesto addotto per sanare l’illegittimità del ministero dei suoi sacerdoti: la carità verso i fedeli giustificherebbe gravissime infrazioni all’ordinamento canonico che nel loro caso, oltretutto, sono sistematiche e durano da cinquant’anni.
[...]

Il mantra dello stato di necessità è un misero alibi privo di ogni oggettività e autocertificato da chi ne trae vantaggio. [...] Qui si pretende addirittura che i sacerdoti e i vescovi della Fraternità siano gli unici ad amministrare i Sacramenti in modo sicuro, al punto di dissuadere i fedeli dal riceverli perfino da sacerdoti tradizionali che non vi appartengano e di proibire severamente la partecipazione alla Messa di Paolo VI, bollata come rito protestante tout court.

Ora, con quale autorità quei sacerdoti danno ordini e impongono divieti, se non hanno giurisdizione sui fedeli?

https://lascuredielia.blogspot.com/2026/02/radicalizzazione-di-uno-scisma-come-il.html



Sebbene da un punto di vista "conservatore" e costellati di forzature, i malumori espressi sulla decotta LNBQ chiariscono le manovrine lungamente preparate a Menzingen:

La Fraternità non vuole affatto rientrare nella comunione gerarchica della Chiesa, che anzi teme come la peste, a causa della perdita di “libertà” che ne deriverebbe [come darle torto? ndr]... 

Don Pagliarani gioca così la carta di ingraziarsi Fernández nel modo più cinico e opportunista possibile, ossia mostrandosi nemico del suo nemico. È colpa di Müller, di Benedetto XVI, di Giovanni Paolo II, di tutti coloro che hanno insistito su un minimum dottrinale per giungere ad un accordo, se la nave si è arenata prima di giungere al porto. La soluzione suggerita dalla FSSPX è invece quella di ricordare a Fernández il suo “primo amore”, di ritornare nel campo amico di Francesco, nella prospettiva del «todos, todos, todos», dei casi particolari di Amoris Lætitia, dell’uscita dagli schemi [...]

E invece è proprio la “linea-Francesco”, a-dottrinale ed a-giuridica, che la Fraternità auspica; e non è un mistero che sia stato proprio Francesco il migliore interlocutore della FSSPX, la quale, forte dell’amicizia di Bergoglio con il secondo assistente generale, don Christian Bouchacourt, superiore del Distretto dell’America del Sud dal 2003 al 2015, ha cercato di sfruttare a proprio vantaggio le lacune del Papa argentino sulla dottrina e la sua allergia alla dimensione giuridica della Chiesa, per ottenere l’approvazione a continuare nella propria situazione scismatica. E il gioco era quasi riuscito: la Fraternità aveva infatti ottenuto “gratuitamente” la facoltà per le confessioni (fino ad allora invalide) e la possibilità per gli Ordinari di concedere l’autorizzazione di assistere ai matrimoni dei fedeli legati alla Fraternità.

Il colpo successivo sarebbe stato proprio quello di chiedere a Francesco una “benedizione” per le consacrazioni episcopali, senza alcuna ricomposizione della comunione con la gerarchia cattolica. [...]

Dopo l’adulterio, anche lo scisma è ormai divenuto un “bene possibile”.

https://lanuovabq.it/it/doppio-rifiuto-i-lefebvriani-respingono-le-proposte-di-roma


Citazione:

E.T. sembra quindi avere molta paura di Cristo, e la naturale conclusione non può che essere una sola.

https://www.lacrunadellago.net/la-banca-dinghilterra-obama-e-il-ritorno-della-psy-op-aliena/


Citazione:

“El País” aggiunge un dettaglio significativo: i vescovi sono rimasti sorpresi da quanto il papa si sia concentrato sulla destra politica “piuttosto che su altre preoccupazioni che gli avevano presentato”.

https://www.aldomariavalli.it/2026/02/25/in-spagna-la-fede-sta-morendo-ma-qual-e-la-preoccupazione-del-papa-lavanzata-della-destra-che-difende-la-vita/ 



Citazione:

Le cinque tesi "complottiste" confermate dagli Epstеin files
  1. Esiste una cupola esotеrica di potere, trasversale a destra e sinistra, che forse può essere definita "satаnista" o forse - e più probabilmente - espressione d'un culto della distruzione e dell'anti-vita di matrice finanche più nichilista.
  2. Quasi tutte le figure coinvolte in questa rete, si identificano con la causa di Isrаеle e della componente più suprеmatista del siоnismo.
  3. I quattro stati-canаglia che maggiormente praticano tеrrоrismo e innescano guerre nei vari angoli del mondo, sono anche i quattro stati investiti dal pesante sospetto d'avere una classe politica invischiata in network pеdоfili. Si tratta di:
    • Stati Uniti e Gran Bretagna in ragione degli Epstеin Files e di testimonianze e/o scandali precedenti;
    • dell'Ucrаina in relazione alla scomparsa di numerosi bambini mandati in adozione;
    • di Isrаеle, come riconosciuto a metà del 2025 da una commissione apposita della Knеsset nonché dagli stessi media mainstream isrаеliani.
  4. Il colpo di stato in Ucrаina del 2014, che ha innescato l'attuale crisi NATO-Russia, è stato organizzato dall'Occidente nella prospettiva di dare il via a una grande guеrra europea.
  5. Lo stato d'emеrgenza pаndеmico del 2020-2021 è stato previsto, preparato e finanziato da Bill Gаtes e altri già a partire dal 2015.
https://www.ariannaeditrice.it/articoli/le-cinque-tesi-complottiste-confermate-dagli-epstein-files

mercoledì 25 febbraio 2026

commenti vari sui blog, prima che si perdano come lacrime nella pioggia

Bibbia protestante (del Diodati)
e pugnale con inciso "a morte il Papa"
che il 9 dicembre 1949 Bruno Cornacchiola,
convertitosi, donò a Pio XII implorando perdono
Alcuni esempi di ciò che ai più dispiace tantissimo anche solo sentir menzionare:
  • il Vaticano II ha avuto una storia che già di suo dovrebbe destare seri sospetti
  • l'ambiguità dei testi promulgati dal Vaticano II ("il concilio dei tuttavia")
  • il fatto che tutti gli aspiranti "rivoluzionari" abbiano usato "ilconcilio-ilconcilio" come gloriosa copertura delle proprie vaccate
  • il fatto che il criticare una qualsiasi vaccata moderna (le "chierichette", la "comunione sulle mani", ecc.) attiri immediatamente accuse di essere "contro il Concilio"


Tocca continuamente ribadire al popolo bue che il latino, in qualità di "lingua morta", nel corso dei secoli non è soggetto a cambiamenti di significato di parole ed espressioni, a differenza di tutte le lingue "vive". Se la liturgia è culto a Dio, ha bisogno di una "lingua morta"... oppure di una comunità talmente determinata e santa da sopperire col continuo fluire di sangue dei martiri alla "debolezza" linguistica.

E tocca ribadire che il latino, in qualità di "lingua liturgica" da più di una quindicina di secoli, porta con sé tutto ciò che hanno espresso e vissuto innumerevoli generazioni di santi fino a padre Pio, a motivo dell'essere utilizzato proprio come "lingua liturgica". E lo porta universalmente, visto che quella stessa Messa (ma anche tutti gli altri riti e preghiere) era identica in ogni parte del mondo. L'introduzione obbligatoria della lingua parlata ha forse migliorato ciò che vivevano i fedeli preconciliari? Ha fatto almeno aumentare la partecipazione dei fedeli o almeno aiutato a comprendere meglio i misteri della fede?

Notiamo che la nuova liturgia conciliare, grazie alla lingua parlata, ha trasformato il culto a Dio in "sacra sinassi", cioè di fatto cenetta a tema sacro, o meglio, spettacolino a tema sacro -, ha ridotto la "liturgia della parola" a una sorta di scuoletta biblica domenicale ("lezioncina di oggi! bimbi, su, qual è la morale di queste due o tre storielline?"), ha ridotto la "liturgia eucaristica" a una sorta di variety televisivo domenicale in cui il presentatore (pardon, il presbìtero) fa e dice cose che tutti possono "capire" (infatti nessuno sa spiegare in italiano cosa significhino esattamente espressioni come "rendiamo grazie a Dio"), che tutti possono "vedere" e valutare la sua "recita" (e magari le vecchiette possono anche "concelebrarla"), a cui tutti possono e devono "partecipare" (anzi, guai se non "partecipi", specialmente con l'esecuzione delle canzonette scelte dalla raffazzonata corale schitarrante, quando non battente mani o urlante). Come disse un parroco di queste parti concludendo la celebrazione: «la Messa è finita, andate in pace... DOPO IL CANTO!»

Il tutto viene grandemente aiutato dai tendaggi dozzinali (pomposamente definiti "càsule"), dalle suppellettili sacre ancor più dozzinali (avrete visto calici e patène dorati ma piuttosto miseri, probabilmente avrete visto anche la poracciata di quelli in terracotta o peggio), dagli spazi "sacri" molto più simili a un garage o deposito masserizie... è davvero una gran fatica celebrare il Novus Horror in maniera almeno sobria. Sta' a vedere che i cosiddetti tradizionalisti hanno ragione.



[Quel comunicato di mons. Viganò?] Parrebbe proprio uno spot pubblicitario per la FSSPX.

Il che mi fa pensare che l'autore del testo non sia mons. Viganò ma un suo "ghostwriter", che nel trascriverne le parole vi accenta le cose che ha a cuore. Una decina di giorni fa un comunicato attribuito a Viganò mostrava molto più l'impronta di tale ipotetico "ghostwriter".

Eppure quando Viganò parla o scrive, si esprime in modo chiaro e lineare e senza voli pindarici. Esempi: "sinodalità e vigile attesa" o la recente intervista.

Qui invece sembra girovagare un po' attraverso gli slogan della tifoseria lefebvriana infilando un po' a sorpresa la faccenda della propria "scomunica", quasi come se gli pesasse, quasi come se la considerasse tutto sommato fondata.

Insomma, non sembra il Viganò che siamo abituati ad ascoltare. Persino nell'ipotesi che tale dichiarazione gli sia stata richiesta (informalmente) dalla FSSPX stessa.

Vogliamo mettere i puntini sulle "i"? Procediamo.

La FSSPX ritiene di non poter continuare la propria opera "senza vescovi". Dunque ogni colloquio ("teologico" o cos'altro) è destinato al fallimento. Lo sanno benissimo, a Roma.

La FSSPX non ha bisogno di essere incoraggiata ad andare avanti. Non risulta che il Pagliarani, nell'annunciare le future ordinazioni, abbia usato il condizionale. Al contrario, si è assunto virilmente tutta la responsabilità davanti a Dio e davanti alla Chiesa. Dico "virilmente" perché poteva essere sufficiente limitarsi a presentare l'intenzione sulla base della percepita necessità. E invece si è assunto tutta la responsabilità.

La FSSPX si ritiene in stato di necessità. Ma ciò implica che anche Williamson lo era, e anche i vescovi ordinati da Williamson lo saranno a breve (se non lo sono già). Ed anche Viganò lo è. Solo che nel sullodato spot pubblicitario, Viganò si esprime come se la "successione" fosse garantibile con "certezza" solo dalla FSSPX. E allora i vescovi ordinati da Williamson non costituirebbero "successione"? E Viganò stesso, qualora trovasse motivo di ordinare dei vescovi, non sarebbe "successione apostolica"? (e ripetiamo quest'ultima domanda alla luce di quella vecchia illazione secondo cui si sarebbe fatto segretamente ri-ordinare vescovo da Williamson). Forse che il "ghostwriter" aveva fretta di pubblicare il comunicato?

Ricordiamo infine che pur con tutti i suoi meriti, la FSSPX non ha l'esclusiva della Tradizione™. E che se qualcuno si rende conto della situazione (come ad esempio un mons. Viganò o un don Leonardo Maria Pompei), non ha bisogno del titolo nobiliare di appartenenza alla FSSPX per promuovere genuinamente la santa fede cattolica.



El Tucho
vorrebbe dialogare col Pagliarani sui «differenti gradi di adesione che richiedono i diversi testi del Concilio Ecumenico Vaticano II e la sua interpretazione».

Saremmo curiosi anche noi di scoprire finalmente questa grandissima novità appena annunciata, quella dei "differenti gradi di adesione" [visto che qualsiasi minima perplessità sul Concilio viene trattata oggi come un ripudio della fede, ndr].

Ci permettiamo di essere certi che nessuno dei testi conciliari richieda l'adesione della fede, giacché è stato un Concilio "pastorale", non ha proclamato dogmi.

Inoltre, siccome il Concilio non ha comandato di girare gli altari, di introdurre chierichette e accolitesse, di consentire la "comunione sulle mani", eccetera, ci permettiamo di osservare che tutte queste novità non richiedono alcun grado di adesione.

Infine, ci permettiamo di notare che sebbene il Concilio comandi di dare al canto gregoriano il posto principale nelle liturgie, i fautori del Concilio hanno fatto sparire il gregoriano dalle parrocchie e da praticamente dappertutto.

Cioè al Concilio si può bellamente disubbidire, senza che ciò scalfisca i sullodati "differenti gradi di adesione" a cui siamo chiamati.



Mi par di capire che la "riconciliazione storica" auspicata dall'autore consisterebbe in "Roma che accetta le consacrazioni della FSSPX".

Per un osservatore esterno si tratta invece di una forzatura, di un dover accettare un'insubordinazione, col sottinteso che solo così si avrebbe l'agognata unità della Chiesa.

Ora, in qualità di fedele cattolico, so che se ci sono divisioni nella Chiesa significa che c'è di mezzo Nostro Signore Gesù Cristo, venuto a portare non pace «ma una spada» (cfr. Mt 10,34). Cioè le divisioni non ce le auguriamo, ma sappiamo che l'unità è il risultato di una fede condivisa, non è la sua premessa, né il "programma politico" da perseguire, né il prodotto di una serie di sforzi, tanto meno uno scendere a compromessi riguardo a Nostro Signore e a ciò che gli è dovuto.

Dunque, anziché interrogarsi su come e quanto la FSSPX sia causa di divisioni, occorrerebbe interrogarsi sulla loro vera origine, per evitare di affrontare il sintomo anziché la causa. Se «ciò che per le generazioni anteriori era sacro» viene «improvvisamente del tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso», a creare la divisione è chi "proibisce", è chi "giudica dannoso". è chi ritiene che quelle "generazioni anteriori" abbiano avuto una fede sbagliata (inclusi i membri della gerarchia che gliela confermarono).

Nulla togliendo allo stato di necessità e al bene delle anime, tutto il resto delle considerazioni "guardate quanti seminaristi e preti abbiamo", "guardate chi ci hanno dato come interlocutore", suona un po' campanilistico e - a ben guardare - puzza di gallicanesimo ("noi ci ordiniamo i nostri vescovi, Roma si ordina i suoi, e se vuole l'unità deve riconoscere i nostri").



Al netto di tutti i fervorini, la situazione era fin troppo nota, anzitutto nei sacri corridoi. La FSSPX, avendo iniziato "con vescovi", non poteva che proseguire "con vescovi".

Con o senza vaticansecondismi, se "Roma" non combattesse queste ordinazioni sarebbe come un ammettere che altri enti avrebbero uguale diritto di volere dei propri vescovi. (Questi altri enti, non necessariamente già esistenti, potrebbero anche essere tradizionalisti, cosa che dispiacerebbe tantissimo alla "Roma" attuale).

Ma l'idea che un ente o gruppo di fedeli abbia dei "suoi vescovi" implica una gerarchia parallela. Cioè il disconoscimento della gerarchia ufficiale, incluso il Papa regnante, in quanto se voglio dei "miei vescovi" significa che non mi fido neppure di quelli che nella migliore delle ipotesi potrebbe accordarmi il Papa. (Ed infatti già da tempo in tanti avevano tramato per avere "propri vescovi", come ad esempio i neocatecumenali che tentarono di farsi istituire "prelatura personale" come lo era stata l'Opus Dei).

In altre parole, il solo volere che il proprio ente sia dotato di vescovi che rispondono alle esigenze dell'ente prima che a Roma dimostra di ritenere che la gerarchia attuale non conti nulla.

Si noti che la FSSPX non chiede che "Roma" le garantisca l'esistenza di vescovi disponibili ad amministrare i sacramenti (anzitutto l'Ordine).

Sta chiedendo invece di avere dei propri vescovi. E che rispondano alla linea "politica" della FSSPX (altrimenti si beccheranno il "trattamento Williamson").

Se lo chiede, è perché:

  • non si fida di vescovi scelti da "Roma", che potrebbero predicare vaccate, o tirarsi indietro, o cambiare idea
  • non si fida della pastorale di "Roma", che pastoralmente non sembra tanto propensa verso chiunque simpatizzi per la Tradizione
  • magari non si fida nemmeno della validità delle ordinazioni episcopali moderne (altrimenti avrebbe chiesto, e facilmente ottenuto, che vescovi non proprio "conciliari" - come ad esempio un mons. Viganò - amministrassero le ordinazioni, predicassero, sostenessero).
Insomma la FSSPX è autoreferenziale: si fida solo della "successione Lefebvre".

Sia ben chiaro che sto qui descrivendo, non criticando; e che le perplessità non corrispondono automaticamente a giudizi negativi; e che comunque vadano le cose, nel peggiore dei casi lo "scossone" delle annunciate ordinazioni episcopali contribuisce a non far seppellire dalla cronaca la questione della Tradizione.

In qualunque posto del mondo (Cina inclusa) i vescovi dovrebbe nominarli solo la Santa Sede e solo dopo che il Papa ci ha visto chiaro e dà la sua approvazione: «tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa». Paolo, pur chiamato in maniera soprannaturale, comunque si sottopose all'autorità di Pietro (anche se poi avvenne l'episodio riassunto da Gal 2,11).

Il tollerare che altre entità propongano nomi (o "terne di nomi") o addirittura nominino vescovi, è una lettura tipo: "tu sei Pietro, e ognuno si eleggerà gli apostoli che vuole, basta che usi il trucchetto di chiamarli «ausiliari» e l'escamotage è pronto".

Il concetto di prelatura personale, in sé, non mi pare affatto orrendo perché significa assegnare un vescovo ad un gruppo di fedeli non strettamente legato a un territorio, cioè è di natura organizzativa. Con l'Opus Dei ha funzionato; nel frattempo la stessa Opus Dei canonicamente "chiuse i rubinetti" per evitare che in futuro altri enti se ne avvalessero. Sarei tentato di dire che in fin dei conti fece bene, visto che la prelatura personale di questi tempi si presterebbe a troppi diversi tipi di abuso, e comunque l'episcopato non è un giocattolino per bimbi capricciosi. La Obra ha poi dovuto bergoglionamente ingoiare la sua stessa medicina, ma questa è un'altra storia.

L'espressione "stare con Lefebvre" dà l'impressione che la Tradizione coincide con Lefebvre, e ciò è evidentemente falso.



Ne approfitterei per chiarire alla tifoseria lefebvriana alcuni punti:

1. quel libro di mons. Gherardini spiega la Tradizione cattolica dalle origini ad oggi. Dunque è logico che parli anche della questione FSSPX. Quella pagina cita proprio una parte del capitolo dedicato alla FSSPX. Come è facile notare, non fa tifoseria ma elenca fatti, lasciando al lettore tirare conclusioni;

2. la Tradizione non è un prodotto distribuibile in esclusiva dall'azienda che lo brevetta per prima. Per esempio, fa ridere (amaramente) vedere Williamson descritto come "Tradizione" e come "stato di necessità" fino a settembre 2012, per poi vederlo privare di tali attributi e venir dimenticato dall'ottobre 2012 (e non certo per essersi convertito al modernismo). Mi chiedo senza troppa ironia quanti dei vescovi che verranno ordinati il 1° luglio saranno successivamente espulsi... e se resteranno in "stato di necessità" dopo l'espulsione;

3. nel corso degli anni la FSSPX ha avuto un atteggiamento piuttosto ondivago riguardo al rapporto con la Santa Sede. Per esempio: "accordo pratico / nessun accordo pratico", ricordate? No? Ecco spiegato uno dei pilastri della vostra tifoseria: la sotterranea convinzione che la verità coincida con la tessera del club;

4. altri, prima e dopo Lefebvre, hanno tirato sostanzialmente le stesse conclusioni in merito alla Tradizione. Ma mentre è facile apprezzare la FSSPX per la "misurabilità" dei risultati (sacramenti, sacerdoti, presenza, insegnamento...), è più difficile valutare (o almeno conoscere) le figure che non hanno avuto grosso impatto mediatico (nel 1988 i telegiornali nazionali parlarono delle ordinazioni di Lefebvre...) pagando comunque un prezzo decisamente alto;

5. fra i casi più recenti abbiamo mons. Viganò e don Pompei. Chi conosce anche soltanto un minimo di ciò che hanno detto e vissuto, non può che ammirarli. Sono solo le tifoserie a trasformare tutto in un "chi non è con noi, è contro la Tradizione";

6. vedo volare troppo spesso l'epiteto "sedevacantista", quasi sempre come insulto per abbreviare il "se non sei con noi sei contro la Chiesa". Ora, limitandoci al caso più gettonato, quello bergogliano, è legittimo nutrire perplessità su ciò che ha detto, fatto, inteso, seguito. È legittimo maturare una convinzione (non necessariamente immodificabile), alla luce dei fin troppi indizi "gravi, precisi e concordanti". Dall'impasse se ne uscirà solo quando un pontefice farà autorevolmente una drastica ripulita. O, per dirla sinteticamente e in termini lefebvriani, "Roma deve convertirsi".


Questa lettera di risposta è tale da "asfaltare" el Tucho e chiunque nei sacri palazzi abbia collaborato (e allude persino all'Amoris Laetitia, come si era già ampiamente ironizzato).

Ma el Tucho e chi lo ha spedito in prima linea a tentare l'impossibile sapevano benissimo che sarebbe finita così. Era davvero così impellente dover accontentare i media? Di fronte a ordinazioni "senza mandato" (come quelle di mons. Williamson) c'era sempre stato silenzio, o al massimo un comunicato stampa. E comunque la "bomba" delle scomuniche ha la miccia bagnata: non siamo più nel 1988 (e all'epoca non c'erano i social), e si è visto bene il duro trattamento inflitto a chi ha voluto riconciliarsi con la Santa Sede, e si è vista pure la facile remissione delle scomuniche nel gennaio 2009, e persino il Bergoglio concesse di confessare e benedire matrimoni validamente (lo fece per amore della Tradizione? o per quale altro motivo?).

Mi resta però una perplessità che lo spiegone su ordine e giurisdizione evita di chiarire: qualcun altro potrebbe avvalersi delle motivazioni presentate per fabbricarsi dei propri vescovi, sulla base del "siamo anche noi in stato di necessità perché Roma ci impedisce di fare quel che abbiamo sempre fatto per le anime che ci seguono". Cioè, badate, non solo in nome della Tradizione.

"Voglio dei vescovi; se il Papa non me li dà me li fabbrico io, tanto lo scisma c'è solo qualora si arroghino una giurisdizione, no?" Beh, l'Opus Dei era una "prelatura personale", cioè con una giurisdizione sui soli suoi aderenti... vi ricorda almeno concettualmente qualche Fraternità? "E poi, stanti le apparizioni taldeitali, e i nostri fondatori sicuramente santi viventi, ed avendo pure qualcuno che ci ordinerebbe dei vescovi..." Immaginate fin dove possono arrivare le tentazioni gallicane ("il Papa deve rispettare le nostre decisioni e consuetudini!"). Just imagine.

Chissà se chi sperava di poter seppellire la Tradizione e di "sinodalizzare" l'autorità sarà indotto a più miti consigli.



A contribuire all'idea che i "conservatori" e i "normalisti" siano gli utili idioti del modernismo è l'articolo di ieri di un pur apprezzabile teologo che contesta le annunciate ordinazioni del 1° luglio ma lo fa... difendendo certi teologi responsabili dello sfascio che viviamo, dei quali uno era stato elogiato come «uno tra i più brillanti ecclesiologi del Novecento» nientemeno che da mons. Gherardini. Quest'ultimo, evidentemente, parlava di brillantezza professorale, di prestigio accademico, non di brillantezza cattolica, utile per salvarsi l'anima.

In quell'articolo (che non citerò qui), così come nella vastissima parte dei maldipancia pubblicati da blog e siti "conservatori" sull'argomento ordinazioni 1° luglio, assieme a premesse corrette ci sono piccole ma significative forzature. Come ad esempio il confondere «l'ossequio religioso della volontà e dell'intelletto» con l'ingoiare acriticamente le ambiguità e contraddizioni in materia di fede e di morale. Come se fosse necessario sotterrare il talento della ragione. Come se tali contraddizioni fossero poche e ben isolate e già in fase di correzione, anziché un diluvio perdurante da oltre sessant'anni. Come se non ci fosse mai il rischio di anteporre l'autorità alla verità. Come se la gerarchia quelle contraddizioni le stesse combattendo anziché producendo. Come se l'apostolo Paolo avesse sbagliato a "resistere in faccia" a Pietro (cfr. Gal 2,11).

Quei maldipancia sono probabilmente dovuti più all'ironia che ai ragionamenti: "la FSSPX si può iscrivere al Partito Comunista Cinese, ottenendone automaticamente il diritto di ordinare vescovi a piacimento", "ma è l'Amoris Laetitia a insegnarci che le convinzioni personali valgono più della legge della Chiesa".

Nessuno dei pontefici conciliari ha finora corretto la rotta della barca di Pietro. Noialtri ci limitiamo a gridare «Signore, salvaci» (e anche a implorare Pietro e gli altri ufficiali di bordo di fare il loro sacro dovere) e ad aggrapparci a ciò che troviamo. Spiacerà molto ai "conservatori", ma se esistono i "tradizionalisti" è solo perché la gerarchia cattolica ha infaticabilmente creato (e tuttora crea) tutte le più adatte condizioni per farli esistere e moltiplicare.



Finora l'effetto più positivo (e involontariamente divertente) delle annunciate ordinazioni del 1° luglio è proprio quello di mettere "fra l'incudine e il martello" il Papa e gli alti papaveri dei sacri corridoi. Che pure sapevano benissimo da vari decenni che prima o poi tale momento sarebbe arrivato, e sapevano ancor meglio che non potevano certo cavarsela facendo spallucce o proponendo il dialogo con la condizione di sospenderle ad libitum.

Diciamola meglio: "o bere o affogare". Cioè si ritrovano a dover o consentire che i fedeli che propendono per la Tradizione (non solo la FSSPX) abbiano legittimamente dei pastori "preconciliari" (e quindi esenti anche da "chierichette", "comunione sulle mani", ecc.), o moltiplicare il rischio che altri seguano l'esempio della FSSPX ordinandosene alla bisogna.

È un bel dilemma, ma per quanto full damage control vogliano fare hanno sempre il vizietto del massimalismo, pur davanti all'ineluttabile desertificazione di parrocchie, seminari, conventi (i tedeschi hanno avuto la geniale idea di clericalizzare i laici).

Scommetterei che la montagna partorirà il solito topolino: getteranno qualche contentino alla FSSPX (inteso solo a consolidarla come "riserva indiana" ufficiale; e alla FSSPX ciò potrebbe piacere anche troppo) e continueranno l'orchestrina del Titanic.

Il problema più serio, dunque, ce l'hanno ancora i fedeli legati alla Tradizione ma non inscatolabili nella FSSPX.

venerdì 13 febbraio 2026

+++ SCOOP: I DETTAGLI DEL COLLOQUIO +++

El Tucho Fernández
e il suo famigerato libro sul baciare
(pubblicato nel 1995)
Fernández: Ordinerete dei Vescovi?

Pagliarani: Ho «una certa sicurezza morale che quella è la donazione che Dio stesso sta richiedendo in mezzo alla complessità concreta dei limiti, benché non sia ancora pienamente l’ideale oggettivo» (Amoris laetitia, 303).

Fernández: Ma questo non viola il diritto canonico?

Pagliarani: «È meschino soffermarsi a considerare solo se l’agire di una persona risponda o meno a una legge o a una norma generale, perché questo non basta a discernere e ad assicurare una piena fedeltà a Dio nell’esistenza concreta di un essere umano» (Amoris laetitia, 304).

Fernández: Ma sarebbe un caso di disobbedienza!

Pagliarani: «ciò che fa parte di un discernimento pratico davanti ad una situazione particolare non può essere elevato al livello di una norma. Questo non solo darebbe luogo a una casuistica insopportabile, ma metterebbe a rischio i valori che si devono custodire con speciale attenzione» (Amoris laetitia, 304).

Fernández: Non ha paura di peccare?

Pagliarani: «A causa dei condizionamenti o dei fattori attenuanti, è possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato – che non sia soggettivamente colpevole o che non lo sia in modo pieno – si possa vivere in grazia di Dio, si possa amare, e si possa anche crescere nella vita di grazia e di carità, ricevendo a tale scopo l’aiuto della Chiesa» (Amoris laetitia, 305).

Fernández: Lei sostiene di fare del bene pur essendo al di fuori della struttura giuridica della Chiesa?

Pagliarani: «la vita della Chiesa passa attraverso molti canali, oltre a quelli normativi» (Fiducia supplicans, 37).

Fernández: Infine, non ha paura di separarsi dalla vera Chiesa?

Pagliarani: «se voi incominciate a litigare: “La mia religione è più importante della tua…”, “La mia è quella vera, la tua non è vera…”. Dove porta tutto questo? Dove? Qualcuno risponda, dove? [qualcuno risponde: “La distruzione”]. È così. Tutte le religioni sono un cammino per arrivare a Dio. Sono – faccio un paragone – come diverse lingue, diversi idiomi, per arrivare lì. Ma Dio è Dio per tutti. E poiché Dio è Dio per tutti, noi siamo tutti figli di Dio. “Ma il mio Dio è più importante del tuo!”. È vero questo? C’è un solo Dio, e noi, le nostre religioni sono lingue, cammini per arrivare a Dio. Qualcuno sikh, qualcuno musulmano, qualcuno indù, qualcuno cristiano, ma sono diversi cammini. Understood?» (Papa Francesco a Singapore, 13 settembre 2024).

Fernández: Va bene, per oggi basta così. Dammi un bacio.

Pagliarani: No, grazie.

(testo ripescato da Facebook, ne ignoro l'autore)

giovedì 12 febbraio 2026

altre citazioni varie

Citazione (oserei qui ricordare come nel mio piccolo mi siano avvenuti casi simili con sua eccellenza monsignor arcivescovo e vari pretazzi e monsignorini, ma tedierei il lettore):

Forse il momento più scandaloso dell’incontro fu quando Paolo VI lanciò un’accusa palesemente falsa contro l’arcivescovo Lefebvre; un’accusa che illustra la velenosa doppiezza che circondava l’intera vicenda. Nel bel mezzo del loro dialogo, Paolo VI affermò improvvisamente: “Non è vero, voi non formate buoni sacerdoti. Li fate giurare contro il Papa!”. L’arcivescovo Lefebvre rimase sbalordito. Si prese letteralmente la testa tra le mani, incredulo. “Un giuramento contro il Papa? Come potete dire una cosa del genere, Santo Padre? Faccio firmare un giuramento contro il Papa!? Potete mostrarmi una copia di questo giuramento?” protestò. Paolo VI non seppe rispondere se non ripetere: “Voi condannate il Papa!” e poi sprofondò nel sarcasmo sulle dimissioni.

https://www.aldomariavalli.it/2026/02/07/santa-sede-e-fsspx-le-radici-del-confronto-e-la-situazione-di-oggi/


Citazione (o meglio: invito alla lettura):

Ma se tutte le religioni sono volute da Dio, se la verità è “sfaccettata” e si declina in modi diversi e molteplici in tutte le confessioni cristiane e addirittura nelle religioni pagane e nelle superstizioni idolatriche, per quale motivo – mi chiedo – l’unica religione a essere considerata inaccettabile e censurabile in questo Pantheon ecumenico e inclusivo è quella cattolica tradizionale? La risposta è semplice e terribile allo stesso tempo: perché la Fede cattolica è l’unica vera, l’unica contro cui Satana scatena tutte le altre, che egli ispira e favorisce. L’unica che Satana teme, perché svela e combatte le sue macchinazioni infernali...

https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2026/02/intervista-monsignor-vigano-i-cattolici.html


Citazione:

Diversi interventi di Leone, probabilmente, rispecchiano una molteplicità di livelli di interpretazione, a cominciare dal discorso dell’Habemus papam, il quale, per l’accurata scelta di temi e parole, non può certo essere frutto di improvvisazione né di un’affrettata stesura, visto il breve lasso di tempo intercorrente tra la fumata bianca e la comparsa alla loggia. Si vocifera, in effetti, che la mattina dell’8 Maggio (per effetto della visita pasquale di Vance?) i giochi fossero già fatti e il candidato abbia saltato il pranzo per scrivere l’allocuzione. Nel pomeriggio, inspiegabilmente, alcuni cardinali son stati visti passeggiare nei cortili interni, quando invece si sarebbero dovuti trovare nella Cappella Sistina. L’interminabile sessione di voto della sera prima, conclusasi con una brevissima e fasulla fumata nera, è forse servita a convincere i cardinali dubbi di nomina bergogliana a lasciare la scelta a quelli sicuri, onde evitare di perpetuare la situazione di incertezza del pontificato precedente?

Come che sia, non deve sfuggirci un fatto: in confronto allo sgangherato “pensiero” del predecessore, qui siamo di fronte a un’insidia ben più sottile e raffinata; chi non la coglie è o ingenuo o complice o ricattato. Dopo aver sfruttato la rozzezza di un incolto divorato dall’odio per quanto la Chiesa ha di più sacro al fine di dividerla in fazioni contrapposte, ora i nemici di Cristo, con un’abilità che ha del diabolico, son riusciti a riportare negli argini il dissenso, individuato e compattato dalle avverse circostanze dello scorso pontificato.

https://lascuredielia.blogspot.com/2026/01/i-due-livelli-di-leone-ce-un-modo-di.html 


Citazione:
il cedimento al gangsterismo del “se non criticate più il concilio vaticano secondo, avrete la Messa e non vi faremo alcun male”, oltre ad avere dato frutti adulterati in radice, si è anche rivelato nel lungo termine fallimentare e involutivo. La creazione di “riserve indiane” sterilizzate non ha “cambiato il volto della Chiesa” occupata dai modernisti e della società occupata dalle forze della dissoluzione.
https://www.radiospada.org/2026/02/strobosfera-n-74/

giovedì 5 febbraio 2026

l'ha detto Paolo VI, mica i tradizionalisti

Citazioni dall'udienza del 26 novembre 1969:
IL PASSAGGIO ALLA LINGUA PARLATA

Qui, è chiaro, sarà avvertita la maggiore novità: quella della lingua. Non più il latino sarà il linguaggio principale della Messa, ma la lingua parlata. Per chi sa la bellezza, la potenza, la sacralità espressiva del latino, certamente la sostituzione della lingua volgare è un grande sacrificio: perdiamo la loquela dei secoli cristiani, diventiamo quasi intrusi e profani nel recinto letterario dell’espressione sacra, e così perderemo grande parte di quello stupendo e incomparabile fatto artistico e spirituale, ch’è il canto gregoriano. Abbiamo, sì, ragione di rammaricarci, e quasi di smarrirci: che cosa sostituiremo a questa lingua angelica? È un sacrificio d’inestimabile prezzo.

mercoledì 4 febbraio 2026

Ideale della ragazza cristiana

Come predicavano i domenicani prima del famigerato Concilio. Preghiamo il lettore di soffermarsi più sulla scaletta di contenuti che sullo stile della "conferenzina" (zeppo di ripetizioni, enfasi, brevissime pause).



Ideale della ragazza cristiana

Salùto in voi i più bei fiori di questo mistico giardino, ch'è la vostra parrocchia, fiori olezzanti di virtù, rose incarnatine di amor di Dio, candidi gigli di verginità e purezza, cari tanto a Gesù, Maria, Angeli... La ragazza cristiana è il sorriso della sua famiglia, della sua casa, ch'essa imbalsama col soave profumo delle sue virtù, della sua bontà, buoni esempi, apostolato del bene... In voi, si può dire, c'è la fotografia, l'istantanea sincera della vostra parrocchia; poiché si sa che le ragazze sono il termometro infallibile della moralità di tutta la popolazione, da voi dipendendo in gran parte le virtù anche dei giovani e uomini... E in voi parimenti, si può dire, sta riposto tutto l'avvenire della vostra parrocchia; poiché siete le donne di domani, che fonderanno nuove famiglie cristiane, a cui daranno tutta la loro impronta, impronta della propria fede e pietà, virtù e bontà, santo timor di Dio... E siccome nemo dat quod non habet, importa assai che vi formiate fin d'ora questo corredo di virtù cristiane, questo stampo di ragazza ideale, che vi rende così belle, così care, così ammirabili agli occhi di Dio, vostri Angeli, di tutti...
A questo mirano le conferenzine, che sono per farvi... E fin da questo momento anzi voglio tracciarvi innanzi ciò che dev'essere la ragazza cristiana, l'ideale... a cui ognuna di voi deve conformarsi... programma di vostra vita...

Cosa dev'essere una ragazza cristiana? I mondani, sempre libertini e sensuali, che nulla conoscono quae sunt spiritus Dei (I ad Cor., II, 14), risponderebbero: «È ciò che ci può essere di più bello al mondo!» Ma oh! povera bellezza, che, anche quando ci sia, tramonta ben presto e appassisce alla prima bruma autunnale, ai primi geli della vita! Onde io amo meglio rispondere: «È ciò che ci può essere di più buono al mondo!» ché la bontà non tramonta né appassisce mai, se non si vuole... Ovvero, se meglio vi piace, prendiamo pure la risposta dei libertini, ma in un altro senso: sì, è ciò che di più bello ci può essere al mondo, nella sua anima però! in questo senso, ognuna di voi deve volere e cercare di essere ciò che... Che cosa dunque?
Un autore moderno scrisse che la ragazza cristiana dev'essere un angelo in chiesa, agnellino in casa, colomba dappertutto. E volentieri sottoscrivo questa definizione e ve la metto innanzi come norma di vostra vita, modello su cui ricopiarvi, onde essere altrettante copie di questa fotografia, istantanea...

I. - Angelo in chiesa. - E vuol dire che dovete amare tanto la pietà preghiera, chiesa, e tutto che riguarda Dio, chiesa, anima...

1. - La pietà, chi nol sa ch'è innata nel cuor della donna, fanciulla? è come un istinto naturale, che la pòrta fin dai primi anni e sempre... Onde vediamo le bambine, assai più che i bambini, pregare volentieri, con sentimento... fanciulle, più che i fanciulli, venire volentieri alla chiesa... le giovani, più che i giovani, frequentare i Sacramenti... le donne, più che uomini, praticare doveri religiosi!... Di qui il bell'elogio, che vi fa la Chiesa in una antifona a Maria: Ora pro devoto foemineo sexu! (Liturgia)... Tanto innata, che una ragazza non pia è un mostro di natura, un essere mostruoso, che non è né donna né uomo... come vedete in certi tragici esempi di storia antica e anche contemporanea... (A Torino, nelle giornate rosse, agosto 1917, una ragazza, nella chiesa di S. Bernardino, decàpita e mùtila la statua dell'Immacolata; mitragliata in una gamba, appena svegliata dall'amputazione, alla Suora che le dice che ha perso una gamba: «Non importa! se ne vada anche l'altra, purché possa ancora fracassare la Madonna!» È orribile, raccapricciante, spaventoso, satanico!)... Fu detto che la donna, se non è un angelo, è un demonio; ma la ragazza empia è più che un demonio, il peggior dei demoni...

2. - È la vostra stessa virtù angelica, la verginità, purezza, che facendovi simili agli Angeli, vi pòrta come gli Angeli istintivamente a Dio, alla chiesa, alla divozione, alla preghiera. Voi sapete infatti la Corte Celeste, che gli Angioli fanno a Dio, lassù, intorno al suo trono, dì e notte, incessantemente, coi loro Sanctus, Hosanna, Amen, Alleluia, come li sentirono il profeta Isaia (VI, 1-3) e l'apostolo S. Giovanni (Apocal., IV, 8); voi sapete che sono sempre qui intorno all'altare, ad adorare Gesù, come li vide S. Giovanni Grisostomo... Ebbene, la virtù stessa, che assomiglia agli Angeli, castitas angelos facit (S. Ambrogio), pòrta naturalmente a queste occupazioni angeliche... Anche presso i romani le vergini Vestali dovevano tener sempre acceso il fuoco sacro innanzi alla dea Vesta... Anche presso gl'israeliti le fanciulle vergini del Collegio delle Almas (tra cui Maria dai 3 ai 14 anni), sempre in preghiera, canti e servizio del Tempio... E tanto più voi, ragazze cristiane, dovete fare della chiesa il vostro paradiso, dell'altare il centro dei vostri pensieri e affetti, della preghiera la vostra più cara occupazione, delle pratiche di pietà la vostra miglior soddisfazione, dei Sacramenti la vostra gioia e ambizione, felicità, beatitudine... Il mondo crede deridere la ragazza, donna, che frequenta la pietà, chiamandola beata: invece è questa la vostra più bella gloria e fortuna...

3. - E non è questa insieme la miglior garanzia della vostra virtù? È un fatto che nelle galere e prigioni ci sono più uomini e giovani che donne e ragazze, mentre pur tra noi predomina il sesso femminile, due terzi su un terzo maschile: donde ciò? varie cause, ma la prima è questa, che la donna, ragazza, va in chiesa, prega, Sacramenti, e perciò si consèrva buona, onesta, e solo allora quando diserta... È l'osservazione, che ho sempre fatto nel mio ministero: finché una ragazza frequenta chiesa e Sacramenti, si può dormire fra due guanciali, sicuri della sua virtù; viceversa... o si è già gettata o è per gettarsi sulla strada del vizio, disonore, male...

II. - Agnellina in casa. - E vuol dire che dovete essere e rendervi amabili come agnelline colla vostra bontà, delicatezza di sentimento, gentilezza di cuore, dolcezza di linguaggio, diligenza ai vostri doveri, docilità ai superiori, cortesia con tutti di casa, maggiori, eguali e inferiori...

1. - Questa condotta così amabile in casa non può a meno di essere che una naturale e spontanea emanazione della pietà, di cui è a un tempo la più bella prova, il più eloquente panegirico. Come mai infatti si può essere buoni con Dio e grami e cattivi col prossimo, più prossimo quei di casa? santi in chiesa e diavoli in casa?... Lo so, è questa l'accusa, calunnia, che tante volte le buone figliole si sentono gettare in faccia dai genitori, fratelli e sorelle, che pretendono da altri quella virtù, ch'essi non hanno; sempre a torto quindi, perché tutti si manca e si può sbagliare, e non è certo la pietà, la chiesa, i Sacramenti, che facciano cattivi, bensì le passioni, debolezza umana... Però bisogna non dare motivo a calunniare così la pietà e quei che la praticano, sforzandosi di essere irreprensibili nella propria condotta, doveri, facendo onore alla pietà e mostrando col fatto che chi pratica la pietà e frequenta la chiesa è migliore...

2. - Quanto bene fa una buona ragazza in casa, a tutti, coi suoi buoni esempi, colle sue buone parole, colla sua bontà! È un sole in casa, che spande la sua luce su tutti, che vedono le sue buone opere e ne sono edificati, portati al bene, a ringraziar Dio di un tanto tesoro (S. Matt., V, 16): ecco perché certi genitori, mamme, sono inconsolabili quando la morte ha loro rapito qualche tesoro di figlia!... Che bella missione, che fecondo apostolato di bene, compie una buona ragazza in casa colla sola sua buona condotta, innamorando tutti di Dio, religione, chiesa, virtù, ch'essa personifica nella sua vita di famiglia!... Viceversa, che dolor di testa, spina, crepacuore per tutti in casa è una figlia discola, cattiva, arrogante, prepotente!... Nessuna di voi certo vorrà essere di questo numero, ma bensì tutte care agnelline...

3. - E solo così renderete bella la vita a voi e agli altri, tutti. È un errore, inganno, credere di essere felici scapricciandosi in tutto e su tutti; non si amareggia la vita solo agli altri, ma anche a se stessi... Perciò tante figliole tristi, malcontente, arrabbiate sempre con tutti e con se stesse! Mentre invece la buona ragazza è sempre serena, sorridente, della più schietta e santa allegria, che spande intorno a sé, in tutti, conforto e sorriso nelle prove e tribolazioni della vita...

III. - Colomba dappertutto. - E vuol dire che dovete essere candide e timide e semplici come le colombe: candide per la vostra virtù, timide nel fuggirne i pericoli, semplici nella condotta.

1. - Non è la purezza il vostro più bell'ornamento, più leggiadra bellezza, più fulgida gloria? Una ragazza pura è sempre ricca... sempre bella... sempre nobile... Viceversa, una ragazza senza virtù è un essere miserabile, orribile a sé e altri, disonore e vergogna della sua famiglie suo sesso... Questa perciò vuol essere la vostra più grande ambizione, conservare intatto il vostro candore, come la colomba, cigno, ermellino... E siccome il mondo è tutto pieno di pericoli e scogli:

2. - Fuggire da tutto ciò, che ve lo può macchiare. - Sapete che la colomba di Noè, non trovando ove posare il piede senza macchiarlo, tornò nell'Arca (Gen., VIII, 9)... E anche l'ermellino muore di fame, piuttosto che imbrattare il suo candido vello... Così anche voi amare la ritiratezza e guardarvi da tutto che insidia e minaccia la virtù: compagne, giovanotti, balli, letture, figure, mode... Una ragazza che ama buttarsi fuori, mettersi in mostra, farsi ammirare e corteggiare e non averer scrupoli di sorta, non rimarrà a lungo onesta, seppure non è già corrotta, come toccò a Dina (Gen., XXXIV, 13), figlia di Giacobbe, alla festa dei Sichemiti...

3. - Cristo intima di essere simplices sicut columbae (S. Matt., X, 16); di quella semplicità che iteratamente raccomanda l'Apostolo S. Paolo (II ai Cor., IX, 11, 13), di essere tali in privato come si ama figurare in pubblico, innanzi a Dio e coscienza come innanzi agli uomini, nella realtà come nell'apparenza... A che servirebbe la mistificazione, ipocrisia, figurare e non essere? Dio non s'inganna, e nemmeno la coscienza!...

S. Francesco d'Assisi riveriva per via ogni ragazza, vedendo in ognuna la Vergine Maria!... Ognuna di voi dunque si sforzi di meritarsi questo ossequio, cercando di somigliare a Maria... rappresentandola nella propria vita e portamento e vestito, in chiesa... casa... dappertutto... Questo il vostro programma: videte dunque vocationem vestram! (I ai Cor., I, 26). Conchiudendo, obsecro vos ut digne ambuletis vocatione, qua vocati estis! (Agli Efes., IV, 1).

(da: p. Rosario M. Bianchi, dei Predicatori,
La santa missione - ossia Manuale Completo del Missionario tra i Cattolici,
volume 2°, casa editrice S. Lega Eucaristica, Milano, 1930)

martedì 3 febbraio 2026

varie notizie varie

Citazione:
Sparare sul cadavere di Francesco oggi non costa niente. Il bersaglio non c’è più e il libro può presentarsi come un segno di resistenza ma restando dentro i limiti accettabili di una distensione post-Francesco. Come se non ci fosse un problema con Leone.
https://www.aldomariavalli.it/2026/01/24/il-disastroso-pontificato-di-bergoglio-e-le-critiche-post-mortem-a-costo-zero/ 

El Tucho - che non si capisce perché stia ancora lì - tira in ballo san Bonaventura da Bagnoregio per fargli dire quello che non ha detto. Nihil sub sole novum, la religione vaticansecondista ha sempre bisogno di ingannare gli altri, facendo leva sull'ignoranza e sull'ambiguità che essa stessa ha sempre accuratamente coltivato:

https://www.aldomariavalli.it/2026/01/30/il-cardinale-fernandez-e-il-suo-san-bonaventura-di-fantasia/

La legislazione sul divorzio è stata utilissima a sostituire la responsabilità e la stabilità con la "qualità emotiva della relazione", cioè con frivolezza e volubilità: 

https://www.maurizioblondet.it/l80-dei-divorzi-e-chiesto-dalle-donne/ 


Citazione:

Anche il pasto più sano, se ingerito con una quantità minima di arsenico, ti ucciderà. Anche quantità minuscole, nel tempo, ti porteranno alla rovina. Lo stesso vale per la tua anima. Potresti trovare una parrocchia novus ordo in cui il 70% di ciò che ti viene insegnato sembra “in regola”, ma il restante 30% col tempo distruggerà la tua anima, quella dei tuoi figli, dei tuoi cari e dei tuoi amici.

[...]

La religione postconciliare/sinodale è esattamente quella promossa e praticata nelle parrocchie del novus ordo. Dunque, se credete veramente che le nostre anime siano eterne e che il Dio che serviamo sia onnipotente, grandioso, maestoso, geloso e giusto come un fuoco divorante, fareste meglio a cercare una chiesa in cui il culto gli sia gradito.

https://www.aldomariavalli.it/2026/02/02/restare-nella-parrocchia-novus-ordo-ecco-come-una-buona-intenzione-si-trasforma-in-catastrofe/ 

lunedì 2 febbraio 2026

perché si chiama Letturine...

Leggo in un recente scambio di commenti su una pagina di "Chiesa e Postconcilio", che chi conduce quel blog ne indica come scopo «arricchire le nostre vite e le nostre comunità», in risposta ad un lettore che insisteva a chiedere di dar massima diffusione agli interventi di mons. Viganò.

Sento di dover dar torto a quel lettore. Un blog è una sorta di bacheca dove piazziamo gli articoli che troviamo interessanti, che ci hanno fatto crescere, che ci hanno stimolato riflessione, che vorremmo riproporre ad altri lasciandoli in un posto facilmente rintracciabile (il web), senza che la nostra identità venga usata dai soliti criticoni come solido appiglio per un argomentum ad hominem. E comunque gli interventi di mons. Viganò, per grazia di Dio, trovano già ampia diffusione, e quindi non è proprio così urgente riportarli ogni volta anche su C&PC (cosa che comunque avviene piuttosto frequentemente, anche quando trattano di argomenti che fanno storcere il naso ai credenti nella religione vaccinale).

Questo "Letturine" prende il nome dal termine spregiativamente adoperato da qualche parente per indicare gli articoli che leggevamo per accrescere la nostra fede; il nom de plume dell'autore di Letturine, aggiornato in "Esistenzialmente Periferico" all'inizio dell'interregno bergogliano, fa il verso al pomposo comando bergoglion-gesuitico di privilegiare le "periferie esistenziali" (e dopotutto noialtri "fedeli legati alla Tradizione" siamo le vere "periferie esistenziali", cioè quelle anime deliberatamente ignorate o disprezzate dal clero, dall'episcopato, dal laicato autoimpegnato, e de facto persino dal papato). E i libri che preti, rettori e vescovi conciliari avrebbero guardato con furente diffidenza se non aperta ostilità, li chiamavamo "Materiale Radioattivo" (rifornendocene per lo più al banchetto libri di qualche associazione cattolica, e occasionalmente ai mercatini di libri vecchi).

Le prime letturine di questo blog, datate dicembre 2009, avrebbero voluto suggerire solo le buone notizie e senza che sembrassero prediche o polemiche (il primo lettore, all'epoca, era un giovane sacerdote). Ma la tragica situazione ecclesiale ha di fatto esigito perentoriamente le brutte notizie e severe riflessioni, quelle che magari fanno un po' infuriare ma che nel loro piccolo contribuiscono a chiarire dove sono i problemi e come andrebbero risolti. E di problemi il Concilio ne ha creati e ne crea tuttora in vasta quantità.

Il sottoscritto ingenuo redattore, postando pigramente i soli link agli articoli, non sapeva che i siti web non sono eterni, non hanno sempre lo stesso contenuto, non sempre vengono ricopiati/archiviati da altri siti e blog. Pertanto molto materiale qui suggerito fin dai primi anni è da considerarsi irrimediabilmente perduto. Quei link non più validi talvolta testimoniano qualcosa in più. Per esempio già nel 2011 apprezzavo gli scritti di mons. Viganò (che sotto pseudonimo contribuì al blog Opportune Importune fino al 2020). Ricordo ad esempio quando smontò e sbertucciò potentemente il caro don Ariel.

Alcuni, tra cui lo stesso sullodato don Ariel (più il direttore della testata Renovatio21 qui frequentemente suggerita, più addirittura il Tucho), lamentano l'anonimato dei blogger, fingendo di non conoscere la smania di esalare argumenta ad hominem da parte di tanta gente, e fingendo di credere che il metterci il nome e la faccia non produca l'effetto "commenti su Facebook" (piattaforma che loro stessi disprezzano più dei blog), come se non sapessero che il tipico "blogger" da loro bersagliato non ci mette tanto del suo: si limita a esporre qualcosa di pescato altrove, che ritiene significativo, che ha un autore identificabile e titolato, e al più si limita ad aggiungere "anonimamente" una pasquinata o una considerazione. (Capite che qualcosa non quadra ogni volta che qualcuno punta il ditino esigendo un certificato del Congresso Mondiale di Matematica ogni volta che un "anonimo" che dice che 2+2 fa 4. Capite che avete davanti un solidissimo muro di pregiudizi ogni volta che qualcuno reagisce chiedendo "fonti" all'affermazione che il cielo è blu e le foglie sono verdi d'estate. Capite che non tutti hanno abbastanza competenze web (e tempo, e voglia) di aggiornare, precisare, aggiungere chiarimenti. I blog non hanno la pretesa di sostituire il Denzinger).

La notizia del giorno è l'annuncio di nuove ordinazioni episcopali della FSSPX mercoledì 1° luglio 2025 (ci chiediamo perché non il 30 giugno come nel 1988...): il famoso stato di necessità (che qui umilmente continuiamo a presumere che non sia esclusiva assoluta della FSSPX) e la famosa tipica lettera della Santa Sede «che non risponde in alcun modo alle nostre richieste» (toh, chi l'avrebbe mai detto). Ovviamente non conosciamo in dettaglio né le richieste, né la lettera (neppure chi l'ha firmata), ma sarà interessante vedere come si barcameneranno Leone XIV e il suo entourage nei prossimi cinque mesi per "limitare i danni" (e quali saranno le prossime nel resto del cosiddetto "mondo tradizionalista").

Sarà (purtroppo) ancora più interessante l'outcome. Se ordinano davvero, cosa frenerebbe altre realtà - tradizionaliste e non, purché con uno stato di necessità almeno percepito - ad ordinarsi vescovi? Se invece vengono convinti a desistere (per esempio col contentino di magari un paio di vescovi), cosa dovranno inventarsi per continuare a credersi i Detentori© dell'Esclusiva® della Tradizione™? E la Roma bergogliona cosa potrà fare per sterilizzare, limitare i danni, o almeno arginare il fenomeno prima che proliferi? E su cosa affermeranno la propria preminenza il Tucho e gli altri, visto che nel giro di pochi decenni gran parte di preti e vescovi attuali si saranno estinti per vecchiaia?

sabato 17 gennaio 2026

umile promemoria per il buon vescovo Schneider

Qui a lato: il political compass di alcune recenti affermazioni di Leone XIV poste in un grafico sinistra/destra/autoritario/libertario (per evidenziare come ognuna nasca da mentalità diversa dalle altre tre).

Al centro, ironicamente, l'immagine del Papa "forte" ("forte" solo perché confonde le idee a chi vorrebbe etichettarlo in una specifica regione del political compass).

Qualche giorno fa il buon vescovo Schneider ha proposto a Leone XIV di promulgare una Costituzione Apostolica a favore della liturgia tradizionale in latino (visto che la soluzione del motuproprio ratzingeriano è stata comodamente annullata da un antimotuproprio bergoglione).

Proposta molto bella, ma... quella Costituzione Apostolica esiste già, e si chiama Quo Primum Tempore e l'ha promulgata san Pio V nel 1570.

Dunque che senso avrebbe emanare una nuova Costituzione Apostolica per darci ciò che un santo successore di Pietro ci aveva garantito già come nostro diritto?

Per di più Pio V aveva chiarito che «se qualcuno avrà l'audacia di attentarvi, sappia che incorrerà nell'indignazione di Dio onnipotente e dei suoi beati Apostoli Pietro e Paolo».

Una tale richiesta dà infatti per scontato che l'ostacolare e l'impedire la liturgia tridentina sarebbe stato lecito.

Cioè che la Costituzione Apostolica di san Pio V sarebbe stata legittimamente cancellata.

E di conseguenza, anche l'ipotetica nuova Costituzione Apostolica di Leone XIV sarà legittimamente cancellabile da un suo successore.

venerdì 16 gennaio 2026

varie notizie

Bergoglio è morto da parecchi mesi ma all'improvviso i lefebvriani si accorgono che può costituire ancora una comoda scusa:

https://www.renovatio21.com/il-superiore-generale-fsspx-afferma-che-le-decisioni-catastrofiche-di-bergoglio-giustificherebbero-la-nomina-di-nuovi-vescovi/ 


«Nella Chiesa antidogmatica si dogmatizzano ascolto e cammino». Aggiungo volentieri al lessico quotidiano "concistorto" e "parole-talismano":

https://www.aldomariavalli.it/2026/01/16/concistoro-no-concistorto/ 

https://www.renovatio21.com/il-cardinale-zen-condanna-la-sinodalita-bergogliana-e-la-manipolazione-del-processo-sinodale-nel-concistoro/ 

 

Roche l'ha fatta fuori dal vasino e qualcuno ha reso pubblico il suo pizzino:

https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2026/01/una-prima-analisi-del-testo-del-card.html 


Prosegue lo sdoganamento del complottismo da parte del mainstream dopo anni di ossessione per il debunking:

https://www.totalitarismo.blog/cover-up-la-dietrologia-e-larma-piu-forte/ 

 


Quando l'ayatollàh Khomeyini scriveva al Papa per lamentare che la politica cattolica "ha fatto del Papa il cappellano di Reagan":

https://www.totalitarismo.blog/goodbye-khomeini-piccola-biblioteca-in-memoria-della-gloriosa-rivoluzione-islamica/ 

https://www.totalitarismo.blog/perche-le-zekke-di-stato-si-sono-improvvisamente-schierate-contro-hamas-e-layatollah/ 


La comparsa di numerose fiction (anche manga) a tema sopravvivenza su un'isola deserta (ed in cui la sopravvivenza e la salute dipendono non solo da pensiero strategico ma anche dal determinare con cura e cinismo amici e nemici) devono l'ispirazione quasi certamente all'esperimento sull'isoletta di Nazino:

https://it.wikipedia.org/wiki/Affare_Nazino 

 

Prendete nota:

https://www.maurizioblondet.it/mons-vigano-mercosur-e-davos-al-quadrato/ 

http://www.junglewatch.info/2026/01/why-im-catholic-series.html 

https://www.renovatio21.com/putin-i-soldati-russi-stanno-portando-a-termine-la-missione-di-dio/  

 

Breve lezione di storia: Jagoda (soprannome: "fragolina") fu uno dei più efferati e sanguinari comunisti sovietici, uno dei creatori della rete dei GULag (i campi di lavoro) e capo dell'NKVD (l'apparato di repressione interna). Breve riepilogo da Sinfest (notare i grossi nasi dei personaggi delle vignette):

Al popolo italiano vengono imposti sempre più sacrifici, tasse, limiti, divieti (ce lo chiede l'Europa!"):

E naturalmente c'è la morte sociale per chi avesse da ridire contro gli espropri, tasse, adempimenti, burocrazia:

Come funziona la grande finanza: "Cos'è 'sta roba? un'auto? una casa di tre piani? quattro figli?... e tutto questo, con paghe da fame? Non siete autorizzati a prosperare senza il mio permesso!"