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https://www.quotidianoweb.it/attualita/il-caso-benedetto-xvi-non-e-chiuso-nuovi-documenti-interrogatori-e-indagini-riaccendono-il-dibattito-in-vaticano/
Ricordiamo che la tesi dell'invalidità della rinuncia di Benedetto XVI si basa in particolare:
- su alcuni errori formali: ad esempio, la rinuncia al ministerium anziché al munus come prescrive il CJC 332 § 2 — i più controbattono che Benedetto XVI "si è sbagliato, era anziano, i termini sono sinonimi" ma sono affermazioni da tifoseria; una decisione così delicata avrebbe richiesto precisione almeno su quel termine
- sugli oggettivamente numerosi indizi (a cominciare dal "commissum")
- su bizzarrie di contorno (il monstrum canonico del "papato emerito", l'uso delle insegne papali, la residenza pontificia, ecc.), difficilmente comprensibili se si crede alla validità della rinuncia.
Nota: i cattolici iniziarono a dubitare del "papa buonasera" vedendolo in azione (ad esempio i suoi celeberrimi insulti ai cattolici) per cui dopo un po' di anni si sono stufati, hanno lasciato perdere i sospetti sulla validità della rinuncia (solo perché sembrava "notizia vecchia"), ed hanno aspettato il "papa in mozzetta" (che però come primo gesto di pontificato elogiò il "papa buonasera").
Il motivo di una "rinuncia che non è una rinuncia" (che cioè nelle pieghe del testo contenesse la vera bomba) va ricercato almeno in quel "commissum" (che sembrerebbe sottintendere che nel 2005 Ratzinger abbia accettato di essere un "papa di transizione" e che nel 2012 gli sia stato ricordato che era ora di togliersi dai piedi). Lasciar partire per la tangente il clan che ha voluto Bergoglio al potere (vi ricordate di quando Pannella durante il conclave del 2005 già sapeva che ci sarebbe stato un "papa Francesco I"?), anche se lungo numerosi anni, avrebbe svelato e annullato le loro trame. Parrà un romanzo fantareligioso, ma mettetevi nei panni di uno che fin dall'inizio aveva paura di fuggire "per paura davanti ai lupi"...
L'ipotesi dell'invalidità della rinuncia non è incompatibile con l'osservazione che i papi conciliari sono stati (quantomeno) pessimi papi. Avrebbe però come conseguenze:
- sede vacante dalla morte di Benedetto XVI il 31 dicembre 2022 ad oggi
- Bergoglio e Prevost antipapi (e pure coscienti di esserlo)
- i cardinali creati dopo la rinuncia sono pseudocardinali (e pure coscienti di esserlo)
- molte nomine episcopali e di dicasteri vaticani sono (quantomeno) da "sanare"
- uscita di scena di Leone XIV e nuovo conclave; il futuro pontefice potrebbe ancora essere un fautore del Vaticano II, ma sarebbe (sperabilmente) meno asservito alla cricca che promosse il Bergoglio (meglio un falso papa o un pessimo papa?).
L'ipotesi è intollerabile per quei massimalisti che credono che chiusa la parentesi bergogliona tutto vada finalmente ben, madama la marchesa.
Oggi è comparsa un'intervista su Il Giornale d'Italia, che spiega altri dettagli non toccati dall'articolo di cui sopra (pregherei il lettore di valutare il Titanic che affonda anziché una cabina del Titanic in disordine):
Nota: il Reggente è (tenetevi forte) Parolin.
Abbiamo due possibili esiti dell'indagine del promotore di giustizia:
- o l'archiviazione smentisce la tesi presentata (e dunque la questione resta aperta nella misura in cui la smentita non è adeguatamente documentata e convincente)
- oppure riconosce che la sede è effettivamente vacante dalla morte di Benedetto XVI e che quindi va convocato un conclave - a cui parteciperebbe legittimamente solo la trentina scarsa di cardinali di nomina pre-bergogliana. Il nuovo Papa dovrebbe sanare tutto il caos lasciato da Bergoglio e da Prevost.
Riconoscere pubblicamente la sede vacante sarebbe devastante: "ehi, dopo due falsi papi ci siamo finalmente accorti che".
Inoltre, pare improbabile che il nuovo Papa sia un novello Pio X.
Per di più, le mani oscure che da più di due secoli hanno alacremente lavorato per avere a propria disposizione "il mignolo del Papa", non resterebbero inermi a guardare (e avranno anche un "piano B" per ogni evenienza).
Fun fact: la presunta presidenza Biden fu ottenuta a suon di brogli elettorali. Sui media si preferì far passare la narrativa che tutto fosse regolare perché pareva scandaloso che nella Prima Potenza Mondiale avvenisse un golpe così facilmente. Non si potevano lavare i panni sporchi in pubblico.
Trump aveva però firmato nelle ultime settimane del 2020 l'Insurrection Act per difendere la Presidenza da atti eversivi. Il quadriennio Biden, nonostante le tante vaccate, stranamente non azzardò politiche davvero contrarie a quelle di Trump (né mantenne le promesse elettorali). E rovinò alquanto i piani del nuovo ordine mondiale proprio nell'anno più critico - quello della vaccinazione di spopolamento. Biden tentò in tutti i modi di passare per quello che non capiva niente, rinsavendo proprio dopo la scadenza del suo mandato farlocco.
Alla luce di questo ci chiediamo se per motivi di opportunità anche nella Santa Sede si tenterà di "lavare i panni sporchi in famiglia" per far passare una narrativa accomodante che non scandalizzi i cattolici - specialmente quelli che tanto tanto hanno amato Bergoglio e Prevost rinviando i dovuti chiarimenti a dopo il Grande Castigo.
















