martedì 25 agosto 2026

l'elefante nel presbiterio: quella sede impedita - e i "riconoscenti e resistenti"

L'elefante nella stanza nel presbiterio: ciò che anche i tradizionalisti duri e puri si sforzano di non vedere, pur magari già convinti che una sorta di setta gnostico-massonica abbia soggiogato i piani alti della gerarchia.

Ricordate quando ci appioppavano l'etichetta di "tradiprotestanti"? E tutta quella retorica sul "rifiutare di sottomettersi al Papa" scagliata contro chiunque facesse notare una qualsiasi sbavatura conciliare?

Evidentemente ha fatto effetto, perché il terrore ancestrale di certi cattolici è l'essere chiamati "sedevacantisti" (le bordate arrivano perfino "da destra": cfr. il recente articolo di Radical Fidelity"a parlare di errori dei papi e del concilio siete di fatto sedevacantisti").

Risultato: il Nuovo Galateo dei simpatizzanti della Tradizione prevede di "riconoscere [gli antipapi] e resistere [cioè lamentarsi su internet]". La Pachamama, l'«arcivescovessa», le "accolitesse", sì, sì, dai, su, tanto peggio tanto meglio: e tutto finisce lì, dimenticato nelle "pagine precedenti" di blog e social, senza ulteriore risultato. Par di sentirli: "ehi, gente, io però mi son lamentato, io, eh! ho dunque ottemperato al mio dovere di riconoscente e resistente".

Questa gabbia mentale è tale da aver indotto i più a confondere i fatti con le congetture. Esempio: è un fatto che Benedetto XVI abbia materialmente detto "commissum", è una congettura dire che in quel momento si è sbagliato perché era vecchio, emozionato, confuso, tedesco. (Questo implica che va drasticamente ridimensionato qualsiasi intervento che dava per esatta la versione ufficiale, quella col comodo "commisso").

La gabbia mentale è tale che anche nomi di alto livello hanno preferito disinteressarsi delle numerose sbavature della presunta "rinuncia" di Benedetto XVI e delle enormi conseguenze (per esempio: Viganò convinto che non solo Bergoglio non volesse davvero essere sommo pontefice ma anche che il conclave del 2013 fosse invalido... e però poi nel 2026 Viganò chiede -peraltro inutilmente- udienza a Prevost, come se magicamente un conclave fatto da pseudocardinali bergoglioni eleggesse lecitamente il Prevost, che si premurerà poi di lodare spesso il Bergoglio e di non correggerne le vaccate) o addirittura ridicolizzare la questione (come hanno fatto Livio Stalin Fanzaga e altri, ognuno sgangheratamente a modo suo) o arbitrariamente ignorarla (come hanno fatto i vari Viglione, Gnerre, ecc., e perfino i vertici della FSSPX, a cui non mancavano certo cervelli ben collaudati).

riconoscenti e resistenti avrebbero come minimo dovuto essere stuzzicati a studiarsi la Magna Quaestio quantomeno per la ghiotta possibilità di spazzar via tutte le vergogne bergoglian-prevostiane. Immaginate ad esempio il sollievo spirituale del riconoscere che robe come la Pachamama, la lavanda dei piedi alla carcerata musulmana, l'incontro-sviolinata fra Prevost e l'«arcivescovessa», non siano addebitabili al successore di Pietro, non siano macchie nella storia della Chiesa. O che per robacce come l'Amoris Laetitia e la Fiducia Supplicans non occorra più sperare in acrobatiche (e probabilmente incomplete) correzioni future.
E però guai a tentar di uscire dalla gabbia mentale, guai! Ti chiamerebbero "sedevacantista" proprio mentre la sede... è stata occupata da due antipapi?

E no, il lamentare che certi sostenitori della tesi son poi partiti per la tangente (Bugnolo, Minutella...) non rende meno valida la tesi. Non è che se Hitler dice che 2+2 fa 4, all'improvviso occorra prendere le distanze dalla matematica.

L'esposto del Cionci è in esame da due anni dal procuratore di giustizia vaticano Diddi (e un qualche primo risultato non sembra essere troppo lontano) e la notizia del procedimento inizia a diffondersi - è stata ad esempio menzionata anche su LifeSiteNews (i cui articoli sono stati spesso tradotti nella blogosfera cattolica italiana). Cionci non è stato il primo ad aprire la Magna Quaestio (e nel corso degli anni ha corretto qualche dettaglio); è stato, però, quello che ha presentato un esposto ben documentato (che non ha scritto da solo), oltre a portarla a conoscenza del pubblico con articoli e conferenze e libri. Gli si può al massimo contestare lo stile comunicativo un po' ruspante, non i fatti che ha elencato. E se una tesi ha cento prove a sostegno, e le novanta più importanti non possono essere onestamente smentite, indovinate quale è la conclusione.

riconoscenti e resistenti hanno anche un altro incubo: temono che occuparsi della questione implichi il porre in secondo piano la patologica foga del vaticansecondismo (manifestata dallo stesso Ratzinger), come se in mancanza di Bergoglio e Prevost non potessero più continuare a lamentare i danni fatti dal Concilio e dai suoi fautori, come se avessero bisogno del "tanto peggio tanto meglio".

L'ignoranza resta uno dei freni fondamentali. Dai media siamo stati per anni bombardati di elucubrazioni sul monstrum canonico di "papa emerito", sui contatti fra Bergoglio e Ratzinger,  sull'equivalenza fra munus e ministerium (nessuno a chiedersi come mai nella Declaratio non fosse stato enormemente più facile seguire il canone 332 usando l'inequivocabile termine "munus"). "Il Papa è uno solo", ripeté per anni Benedetto XVI parlando di sé stesso (ma per certi cattolici era molto più facile criticare Bergoglio che chiedersi se la "rinuncia" fosse davvero una rinuncia). Perfino il sottoscritto motteggiava quelli che sospiravano "il mio Papa è Benedetto" (in quanto la loro posizione pareva troppo un "cuoricini e sospiri", pareva troppo un autoconsolarsi temporaneo, e infatti all'arrivo della mozzetta rossa di Prevost si sono praticamente eclissati).

Per tantissimi anni il dibattito verteva sulle bergogliate anziché sulla legittimità perché di fronte alla catastrofe speravamo di veder presto chiuso il vergognoso interregno bergogliano e di tornare a una qualche "normalità", una qualche correzione di rotta, a cui finora il Prevost non ha messo mano - anzi, prosegue (sia pure con un pizzico di moderazione) il "programma" impostato dal Bergoglio. Avevamo colpevolmente messo da parte l'ipotesi di una rinuncia invalida (e dei suoi motivi) perché era tremendamente più facile commentare la vergognosa cronaca ecclesiale che riflettere su una questione che "tutti" sembravano aver già sepolto, riflettere su "quisquilie" come la cronologia esatta degli eventi, "hora vigesima", convocazione del conclave, eccetera, tali da non farci neppure prendere in considerazione che:

  1. che non si è trattato di un'abdicazione ma di qualcosa di diverso;
  2. che nei primi tempi e di primo acchito doveva sembrare un'abdicazione, affinché certuni approfittandosene si ponessero volontariamente di fatto e di diritto fuori dalla Chiesa;
  3. che quel "qualcosa di diverso" fosse ritenuto da Benedetto XVI la "meno peggior strada percorribile" per affrontare un cancro spirituale già in metastasi;
  4. che quel "qualcosa di diverso" consistesse nell'accettare liberamente di finire in sede impedita e di non poterlo rivelare (altrimenti non sarebbe stata più sede impedita, in quanto libero di parlare), sebbene le affermazioni in tema fatte successivamente (in "restrizione mentale larga") siano interpretabili anche a sostegno del "qualcosa di diverso" (ad esempio: quando il "Papa emerito" ha detto che «il Papa è uno solo», perché non ha mai precisato che sarebbe il Bergoglio?).

La "bomba ad orologeria", impensabile per tanti tradizionalisti, è che persino un sostenitore del Concilio come Benedetto XVI potesse voler fermare la presa di potere di molto più facinorosi sostenitori.

Ma finora il dibattito sulla crisi nella Chiesa sembra implicare che pur di criticare il cancro del vaticansecondismo dovremmo considerare quisquilie le numerose stranezze relative alla "rinuncia" e ai due conclavi successivi, solo perché è gratificante poter ricordare che l'onore dato alla Pachamama nel 2019 è figlio della convocazione woytiliana di Assisi '86, solo perché costa fatica ammettere che un Papa senza ministerium ma col solo munus, è letteralmente la definizione di "sede impedita" (e se si fosse "autoimpedito" volontariamente... sarà mica perché i "lupi" erano già in grado di dare il pontificato a qualcuno dei loro?).


Riepilogando, con una rinuncia invalida a febbraio 2013 ci sono alcune conseguenze, tra cui:

  1. il conclave del 2013 non è stato convocato a sede vacante;
  2. Bergoglio non è stato Papa (e comunque: avrà mai voluto davvero esserlo? cfr. ad es. il J'accuse di Viganò);
  3. quelli creati da Bergoglio non sono cardinali;
  4. la sede è vacante solo dopo il 31 dicembre 2022 (dalla morte di Benedetto XVI) ma Prevost, essendo stato eletto da tali pseudocardinali, non è Papa (cfr. anche l'autoapprovazione a non rispettare il numero massimo di 120 elettori); intanto, da vari fattori, è decisamente improbabile che Bergoglio e Prevost abbiano in buona fede creduto di essere legittimi papi (tanto più essendo a conoscenza dell'esposto di cui sopra);
  5. occorre un nuovo conclave con la trentina di cardinali di nomina pre-bergogliana (devono prendere iniziativa) per eleggere il legittimo successore di Benedetto XVI (che dovrà anzitutto dare un colpo di spugna ufficiale e qualche sanatoria);
  6. è ridicolo - ancor prima che pericoloso - voler affidarsi ad antipapi (o anche soltanto a papi dubbi) per implorare soluzioni allo sfascio conciliare;
  7. se quei due sono antipapi, i loro gesti e le loro parole - specialmente Pachamama, «arcivescovessa», insulti ai cattolici, Amoris Laetitia, sinodalismo, "chi sono io per giudicare", ecc. - non sono addebitabili al papato;
  8. tutto questo tenendo presente che nell'ufficializzare il tutto qualcosa andrà storto perché non accetteranno mica di mollare l'osso (e renderanno ancor meno agevole la vita a chi nutrisse dubbi sulla legittimità della linea Bergoglio-Prevost).

Che senso aveva per Benedetto XVI escogitare il trucco della rinuncia invalida?

  • lo scopo era di indurre i "lupi" ad eleggersi un antipapa e a mostrare da che parte stanno (la maggioranza dei cattolici evidentemente non ha ancora compreso che tali "lupi" hanno colonizzato la gerarchia e la tengono sotto scacco, e si sforza di banalizzare o non pensare allo scempio in corso);
  • a Benedetto XVI non sarebbe certo bastato distribuire un po' di proclami e scomuniche (e non gli sarebbe stato molto salutare...);
  • evidentemente non vedeva alternative, ad eccezione del fuggire "per paura, davanti ai lupi";
  • la questione del "commissum" sembra alludere a gravi pressioni subìte da Ratzinger già dal conclave del 2005.

Raccontino: i nipoti hanno sempre criticato il nonno perché è un dissoluto ed è pure juventino. Il nonno muore. Il testamento olografo contiene delle parole con grafia incerta. Sembra lasciare tutti gli averi alla badante. Qualcuno dice ai sullodati nipoti: "ma non vi pare sospetto? ma perché non impugnate il testamento per verificare se davvero intendeva lasciare tutto alla badante?" E i nipoti: "eh no, ma dai, perché ti preoccupi di queste cose? sai, era un dissoluto, e pure juventino, e lo era pure suo padre..."

Per chi non avesse capito il raccontino:

Benedetto XVI fa "testamento" e inserisce di proposito delle sottigliezze che, quando scoperte, fanno emergere che la "badante" (mafia di San Gallo, massoni e "lupi" vari, ecc.) è pronta ad usurpare il soglio. Avendo un esercito di "badanti" a controllarlo in ogni momento - anche quando scriveva -, aveva a disposizione solo quel trucco (per quanto suoni "fantascientifico"): pubblicare una decisio sotto forma di dichiarazione di rinuncia... al ministerium anziché al munus... e lasciando uscire allo scoperto gli usurpatori, che costituissero un antipapa e andassero avanti sempre più a carte scoperte, il tutto in attesa che qualcuno in futuro impugni il testo e, ripulendolo dalle correzioni di comodo (apportate da Bertone e Gloder), deduca quali erano le intenzioni di papa Ratzinger nel 2013 e tragga le logiche e canoniche conseguenze.

Moltissimi hanno un insano terrore di scoprire di essersi sbagliati, cioè di aver riconosciuto Bergoglio come Papa e di aver amato e pregato per Prevost. Temono (di fronte ad una platea per lo più immaginaria) di sembrare incoerenti. O di sembrare quelli che hanno creduto al lavoro d'indagine (e di denuncia) di un singolo giornalista semisconosciuto (che però ha presentato un esposto ben documentato, altrimenti non sarebbe partita l'istruttoria) mentre tutti i VIP dell'arena cattolica lo ignoravano (e mentre nessun prelato di nomina bergogliana o prevostiana ha avuto ripensamenti).

Altri hanno il terrore che l'immagine pubblica della Chiesa ne esca devastata ("ma come, c'era un golpe in atto e non se n'è accorto nessuno? allora stabilisco subito che non può e non deve essere credibile").

Altri, poi, sono così tonti da credere che l'affrontare la questione scalfisca tutto ciò che hanno sempre detto e professato sulla Tradizione:

  • come se la Tradizione potesse rinascere tenendoci degli antipapi e sperando di ottenere da loro almeno il contentino temporaneo del Summorum Pontificum, lasciando poi mano libera a chi riceve con tutti gli onori l'«arcivescovessa» (e chissà che altre sorpresacce stanno per arrivarci), dimenticando che un "papa Francesco I" era già profetizzato da Pannella durante il conclave 2005 (preveggente, nevvero?)...
  • come se il riconoscere che vi sono stati due antipapi impedisca di criticare le vaccate dette e fatte da Giovanni XXIII a Benedetto XVI... come se certuni avessero bisogno della "validità" delle bergogliate per poter puntare il dito sui problemi creati dal Concilio e dai suoi credenti...
  • come se avessero timore di venir equiparati alle anime pie e sospiranti che per un po' hanno (inutilmente) ripetuto "il mio Papa è Benedetto" (e che ora non se le caga più nessuno). All'improvviso la mozzetta prevostiana le ha messe a tacere, poco importa che già un attimo dopo abbia elogiato il Bergoglio e proseguito come un treno in corsa nel solco della "sinodalità"...
  • come se tutte le stranezze intermedie (il conclave 2025 con più di 130 elettori, la rinuncia al "ministerium" anziché al "munus" come previsto dal canone 332, ecc.) potessero essere seppellite da un "ma dai, ma che esagerato, ma cosa vai a rivangare, ma quelle son quisquilie, e il nonno era juventino!".

Nel nostro piccolo anche noi ci chiediamo perché mai sia così "vietato" l'argomento nel dibattito cattolico:

"è come se dicessero che a Chernobyl ci sono pesci mutanti a tre occhi, cervi albini, piante che hanno mutato forma, rovine di una zona abbandonata... ed evitassero in ogni modo di parlare del disastro del reattore nucleare di Chernobyl".

Provate a immaginare di dire a un cattolico di cent'anni fa: "ad ogni nuova esternazione/attività del Papa e della gerarchia, siamo sul chi va là, come se la Pastor Æternus si applicasse a singhiozzo (sempre più rari singhiozzi)". Lo eravate con la stessa intensità anche nei pontificati wojtyłiano e ratzingeriano? E come vi giustifichereste per essere ancora riconoscenti e resistenti alla linea antipapale inaugurata dal Bergoglio?

A Dio piacendo, si finirà pubblicamente a riconoscere lo scisma già in atto dal 2013:

  • da un lato quelli del tutto va ben madama la marchesa, che si tengono stretti la linea Bergoglion-Prevostiana, con tutti gli annessi e connessi di Pachamama e Sinodalismi e boiate varie, magari perfino speranzosi che in futuro qualcosina possa migliorare, e spesso non religiosamente ossequiosi della volontà e dell'intelletto di ogni "novità" dai vertici...
  • e dall'altro lato quelli che riconoscendo il golpe non trovavano motivo di far finta di niente.

sabato 22 agosto 2026

notizie varie

Ohibò, perfino diversi vescovi credenti nel Concilio si accorgono che la “nuova sinodalità” è «negativa per la Chiesa e dannosa per la salvezza delle anime».

E allora come mai continua a cavalcare sotto le insegne del Prevost? Sarà mica che anche quest'ultimo fa parte del "partito" che volendo straziare la dottrina lo fa attraverso la prassi (pastorale)? Ohibò, ohibò: la Nuova BQ si straccia puntualmente le vesti, ma si guarda bene dal tirare le conclusioni. Ci vorrà per forza qualcuno a dire che "il re è nudo"? E che non basterà dire "basta"?

https://lanuovabq.it/it/nuova-sinodalita-crescono-gli-appelli-al-papa-per-dire-basta

 

Breve supplemento: fa un po' ridere che Scola (ricordate? a marzo 2013 circolò la notizia che fosse stato eletto Papa col nome di... Leone XIV) lamenti che "l'eccessiva sottolineatura" sulla sinodalità trasformi la Chiesa in un Parlamento.

Ma, caro Scola, faccia emergere il suo passato ciellino e proclami apertamente: la sinodalità è una cagata pazzesca (92 minuti di applausi). Non è che ora, fiutando un po' tutti la possibilità che Prevost esca di scena, provate timidamente a rifarvi una verginità:

https://www.sabinopaciolla.com/il-cardinale-scola-avverte-che-la-sinodalita-rischia-di-trasformarsi-in-un-parlamento/ 


Ohibò, quel biglietto aereo costa undicimila euro a cranio - bisogna pur spennarli, i giornalisti... O forse è perché la Segreteria di Stato non sta sganciando neanche un centesimo per i viaggi "apostolici"?

https://www.mediafighter.com/quanto-costa-raccontare-il-papa/ 


(Articolo del 2014, tanto per ricordare che se ne parlò fin da subito)

Nella Declaratio di Benedetto XVI di febbraio 2013, «l'incarico (munus) viene distinto dalla sua amministrazione [ministerium]... al munus affidatogli non ha inteso rinunciare»:

...due sono i dati che emergono dalla declaratio: in primo luogo il mancato richiamo al can. 332 § 2; in secondo luogo la scelta di un lessico differrente tanto dalla norma Quoniam alicui di Bonifacio VIII che parla di rinuncia al papato (renuntiare papatui), quanto dal dettato codiciale che disciplina invece la renuntiatio muneri. La declaratio infatti afferma la renuntiatio ministerio. La novità della formula di Benedetto XVI può essere colta in tutta la sua portata ricostruendo le articolazioni argomentative del testo.

Dopo aver richiamato il primato della coscienza, Benedetto XVI afferma: «le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino» (37). La consapevolezza della coscienza riguarda la sopravvenuta inidoneità ad amministrare rettamente l’incarico (munus) petrino. Attraverso questa formulazione (vires meas... non iam aptas esse ad munus Petrinum aeque administrandum), l’incarico (munus) viene distinto dalla sua amministrazione. Le forze gli appaiono inidonee all’amministazione del munus, non al munus stesso. [...]

Presa consapevolezza che le sue forze non erano più idonee all’amministrazione del munus affidatogli, con atto libero Benedetto XVI ha esercitato la pienezza del potere privandosi di tutte le potestà inerenti il suo ufficio, per il bene della Chiesa, senza però abbandonare il servizio alla Chiesa; questo continua mediante l’esercizio della dimensione più eminentemente spirituale inerente al munus affidatogli, al quale non ha inteso rinunciare.

https://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350913.html

giovedì 6 agosto 2026

il caso Benedetto XVI non è chiuso? (come al solito il punto interrogativo sottintende quello esclamativo)

Se non c'è autodistruzione,
non è di sinistra
Anzitutto segnaliamo un buon articolo riepilogativo di ieri su QuotidianoWeb che evidenzia il fatto che le indagini del promotore di giustizia sono ancora in corso:

https://www.quotidianoweb.it/attualita/il-caso-benedetto-xvi-non-e-chiuso-nuovi-documenti-interrogatori-e-indagini-riaccendono-il-dibattito-in-vaticano/

Ricordiamo che la tesi dell'invalidità della rinuncia di Benedetto XVI si basa in particolare:

  1. su alcuni errori formali: ad esempio, la rinuncia al ministerium anziché al munus come prescrive il CJC 332 § 2 — i più controbattono che Benedetto XVI "si è sbagliato, era anziano, i termini sono sinonimi" ma sono affermazioni da tifoseria; una decisione così delicata avrebbe richiesto precisione almeno su quel termine
  2. sugli oggettivamente numerosi indizi (a cominciare dal "commissum")
  3. su bizzarrie di contorno (il monstrum canonico del "papato emerito", l'uso delle insegne papali, la residenza pontificia, ecc.), difficilmente comprensibili se si crede alla validità della rinuncia.

Nota: i cattolici iniziarono a dubitare del "papa buonasera" vedendolo in azione (ad esempio i suoi celeberrimi insulti ai cattolici) per cui dopo un po' di anni si sono stufati, hanno lasciato perdere i sospetti sulla validità della rinuncia (solo perché sembrava "notizia vecchia"), ed hanno aspettato il "papa in mozzetta" (che però come primo gesto di pontificato elogiò il "papa buonasera").

Il motivo di una "rinuncia che non è una rinuncia" (che cioè nelle pieghe del testo contenesse la vera bomba) va ricercato almeno in quel "commissum" (che sembrerebbe sottintendere che nel 2005 Ratzinger abbia accettato di essere un "papa di transizione" e che nel 2012 gli sia stato ricordato che era ora di togliersi dai piedi). Lasciar partire per la tangente il clan che ha voluto Bergoglio al potere (vi ricordate di quando Pannella durante il conclave del 2005 già sapeva che ci sarebbe stato un "papa Francesco I"?), anche se lungo numerosi anni, avrebbe svelato e annullato le loro trame. Parrà un romanzo fantareligioso, ma mettetevi nei panni di uno che fin dall'inizio aveva paura di fuggire "per paura davanti ai lupi"...

L'ipotesi dell'invalidità della rinuncia non è incompatibile con l'osservazione che i papi conciliari sono stati (quantomeno) pessimi papi. Avrebbe però come conseguenze:

  • sede vacante dalla morte di Benedetto XVI il 31 dicembre 2022 ad oggi
  • Bergoglio e Prevost antipapi (e pure coscienti di esserlo)
  • i cardinali creati dopo la rinuncia sono pseudocardinali (e pure coscienti di esserlo)
  • molte nomine episcopali e di dicasteri vaticani sono (quantomeno) da "sanare"
  • uscita di scena di Leone XIV e nuovo conclave; il futuro pontefice potrebbe ancora essere un fautore del Vaticano II, ma sarebbe (sperabilmente) meno asservito alla cricca che promosse il Bergoglio (meglio un falso papa o un pessimo papa?).
L'ipotesi dell'invalidità può stuzzicare anzitutto coloro che sono stati disposti a tollerare gli scempi avvenuti fino al 2013 e che hanno avuto una doccia freddissima con l'interregno bergogliano, e che ad oggi riconoscono Leone XIV perché preferiscono lamentarsi anziché tirare le temute e allarmanti conclusioni.

L'ipotesi è intollerabile per quei massimalisti che credono che chiusa la parentesi bergogliona tutto vada finalmente ben, madama la marchesa.

Oggi è comparsa un'intervista su Il Giornale d'Italia, che spiega altri dettagli non toccati dall'articolo di cui sopra (pregherei il lettore di valutare il Titanic che affonda anziché una cabina del Titanic in disordine):

https://www.ilgiornaleditalia.it/news/cultura/810752/si-riaccende-l-indagine-sul-papato-di-andrea-cionci-lo-studioso-ricevuto-per-la-seconda-volta-in-vaticano.html 

Nota: il Reggente è (tenetevi forte) Parolin.

Abbiamo due possibili esiti dell'indagine del promotore di giustizia:

  1. o l'archiviazione smentisce la tesi presentata (e dunque la questione resta aperta nella misura in cui la smentita non è adeguatamente documentata e convincente)
  2. oppure riconosce che la sede è effettivamente vacante dalla morte di Benedetto XVI e che quindi va convocato un conclave - a cui parteciperebbe legittimamente solo la trentina scarsa di cardinali di nomina pre-bergogliana. Il nuovo Papa dovrebbe sanare tutto il caos lasciato da Bergoglio e da Prevost.

Riconoscere pubblicamente la sede vacante sarebbe devastante: "ehi, dopo due falsi papi ci siamo finalmente accorti che".

Inoltre, pare improbabile che il nuovo Papa sia un novello Pio X.

Per di più, le mani oscure che da più di due secoli hanno alacremente lavorato per avere a propria disposizione "il mignolo del Papa", non resterebbero inermi a guardare (e avranno anche un "piano B" per ogni evenienza).

Fun fact: la presunta presidenza Biden fu ottenuta a suon di brogli elettorali. Sui media si preferì far passare la narrativa che tutto fosse regolare perché pareva scandaloso che nella Prima Potenza Mondiale avvenisse un golpe così facilmente. Non si potevano lavare i panni sporchi in pubblico.
Trump aveva però firmato nelle ultime settimane del 2020 l'Insurrection Act per difendere la Presidenza da atti eversivi. Il quadriennio Biden, nonostante le tante vaccate, stranamente non azzardò politiche davvero contrarie a quelle di Trump (né mantenne le promesse elettorali). E rovinò alquanto i piani del nuovo ordine mondiale proprio nell'anno più critico - quello della vaccinazione di spopolamento. Biden tentò in tutti i modi di passare per quello che non capiva niente, rinsavendo proprio dopo la scadenza del suo mandato farlocco.

Alla luce di questo ci chiediamo se per motivi di opportunità anche nella Santa Sede si tenterà di "lavare i panni sporchi in famiglia" per far passare una narrativa accomodante che non scandalizzi i cattolici - specialmente quelli che tanto tanto hanno amato Bergoglio e Prevost rinviando i dovuti chiarimenti a dopo il Grande Castigo.

mercoledì 5 agosto 2026

Trilussa, poffarbacco

Applicazione del Concilio Vaticano II
Durante il pontificato di san Pio X, nel 1911 il non proprio cattolicissimo Trilussa profetizzò come la massoneria avrebbe conquistato il potere ai vertici della Chiesa.

Ci mancava solo che dicesse pure che il nuovo Codice di Diritto Canonico nel 1983 abolì le condanne alla massoneria (maldestramente riproposte - senza essere recepite dal CJC - poco tempo dopo) ed abolì pure la scomunica ai massoni (come se il nuovo CJC dovesse essere anzitutto gradito ai loro incappucciati ispiratori...).

Notare i temi:

  • tutta l'opera della massoneria è intesa a demolire la Chiesa e ricostruirla a modo loro
  • il "Dio" dei massoni è il liberalismo
  • i "tre puntini", simbolo massonico, si adageranno sui tre pizzi (della berretta tradizionale sacerdotale) 

Li frammassoni

I.

Che credi tu? Ch'a le rivoluzioni
Fussero carbonari per davero,
Cor sacco su le spalle e er grugno nero?
Ma che! E' lo stesso de li frammassoni.

So' muratori, si, ma mica è vero
Che te vengheno a mette' li mattoni!
Loro so' muratori d'opinioni,
Cianno la puzzolana ner pensiero.

Tutta la mano d'opera se basa
Ner demolì li preti, cor proggetto
De fabbricaje sopra un'antra casa.

Pe' questo so' chiamati muratori
E er loro Dio lo chiameno Architetto...
Ma poco più j'assiste a li lavori!

II.

E siccome er Dio loro è libberale,
Ma gira gira è sempre er Padreterno,
Ne viè' ch'er frammassone va ar governo,
Ce trova er prete e ce rimane eguale.

Se sa, l'ambizzioncella personale
je strozza spesso er sentimento interno:
È un modo de pensà' tutto moderno
E in questo nun ce trovo 'sto gran male;

Se er frammassone cià li tre puntini,
Er prete cià er treppizzi, e m'hai da ammette
Che armeno in questo qui je s'avvicini;

Vedrai che troveranno la maniera
De sarvà capra e cavoli cor mette
Un puntino per pizzo e... bona sera!


domenica 26 luglio 2026

varie (ohibò)

Orwellianamente: "tutti gli animali sono eguali
ma alcuni sono più eguali degli altri"
Dunque la comunità di Papa Stronsay ha ordinato un nuovo vescovo, ovviamente senza mandato pontificio, e nella blogosfera cattolica la notizia ha destato molto meno dibattito delle ordinazioni lefebvriane di poche settimane prima: ohibò, ma dunque la claque dei sampiodecimati è la più forte in tale blogosfera?

  • Nell'omelia il celebrante ha menzionato lo scandalo di Assisi '86 e quello della Pachamama: ohibò, ma dunque gli scandali dei pontefici conciliari fomentano scismi e sedevacantismi? Chi l'avrebbe mai detto...


Breve ricordino: a luglio 2024 ci lamentavamo di come i kattolici da salotto - gli stessi che di recente hanno pomposamente proclamato che la scomunica alla FSSPX è nulla -  sparavano furenti invettive contro il buon Viganò definendolo "scismatico":

  • ohibò, è come se i kattolici da salotto professassero una tifoseria (ripetendo acriticamente i titoli delle articolesse più gettonate del momento nella blogosfera cattolica) anziché tirare una conclusione da ciò che hanno appreso;
  • supplemento di ohibò: mons.Viganò affermò che l'elezione di Bergoglio non era valida, che Benedetto non aveva rinunciato, che i cardinali di nomina bergogliona non erano cardinali, e negli scorsi mesi ha chiesto udienza a Leone XIV eletto proprio da tali pseudocardinali? (udienza - guarda caso! - non concessagli, proprio come se si volesse invogliarlo ad ordinarsi autonomamente un vescovo suo successore). 


Per una definizione di "normalisti" (tutto va ben, madama la marchesa!) e per una definizione più concreta di "stato di necessità" (chi fa da sé fa per tre: ma nel senso che gli altri non han fatto nulla...):

Scrive l'autore: «La questione non sta nell'accertare se esiste una crisi nella Chiesa, che è a tutti evidente».

È una concessione, e di peso. La crisi c'è, ed è evidente a tutti. E nessuno può sospettare che si tratti di una clausola di stile: pochi studiosi hanno documentato la profondità di quella crisi quanto l'autore stesso, la cui storia del Concilio e le cui pagine sulla Tradizione restano tra le ricostruzioni più serie della rottura consumatasi negli ultimi sessant'anni. Chi ammette la crisi, qui, la conosce d'archivio. Ma da quel punto in poi l'argomentazione procede come se la crisi non esistesse: la dichiara evidente, e la esclude dal giudizio. Non la definisce — crisi disciplinare, dottrinale, di fede? — non la pesa, non la fa entrare tra le parti in causa. Applica le norme come se la Chiesa fosse in stato di normalità: come se il magistero proponesse la fede con chiarezza, come se la struttura ordinaria funzionasse. È questa la contraddizione che attraversa l'intero articolo: ammettere la crisi e poi giudicare come se non ci fosse.

[...] L'articolo oppone allo stato di necessità «l'esempio di tanti sacerdoti e fedeli laici che, trovandosi nelle medesime condizioni, conservano integralmente la fede» restando uniti. Ma si guardi da vicino che cosa quell'esempio descrive: chi oggi conserva la fede integra lo fa, di regola, attingendo a ciò che la provvista ordinaria non gli dà più — i vecchi catechismi, lo studio personale, la famiglia che resiste, il sacerdote che supplisce. Cioè lo fa supplendo da sé. L'obiezione, guardata in controluce, descrive esattamente il fenomeno che vorrebbe negare: se per conservare la fede occorre procurarsi in proprio ciò che la struttura ordinaria dovrebbe fornire, lo stato di necessità non è smentito; è documentato.

https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2026/07/la-crisi-ammessa-il-diritto-che-la.html

venerdì 17 luglio 2026

citazioni e autocitazioni

"Non è solo nostalgia": agevole libretto Benvenuti alla Messa tradizionale in latino, corredato di immagini "contrastanti" (vi invito a soffermarvi sulla catastrofe liturgica che accuratamente descrive):

https://www.crisinellachiesa.it/articoli/liturgia/non_solo_nostalgia/non_solo_nostalgia.htm 

 

I dettagli del colloquio Pagliarani-Tucho:

https://letturine.blogspot.com/2026/02/scoop-i-dettagli-del-colloquio.html


La crisi non è cominciata col Bergoglio:

https://letturine.blogspot.com/2013/05/i-guai-di-tre-pontefici.html


Quando il don Pompei si è stufato:

https://letturine.blogspot.com/2025/09/10-100-1000-pompei.html


I motivi della vendetta contro mons.Viganò:

https://letturine.blogspot.com/2024/07/dunque-la-vendetta-bergogliona-contro.html


mercoledì 15 luglio 2026

piccoli promemoria

La Chiesa di Oggi: il Sinodo sulla Sinodalità

Dicembre 2023: quando la De Mari era convinta che Bergoglio non fosse papa:

https://www.silvanademaricommunity.it/2023/12/11/ce-un-solo-papa-sua-santita-benedetto-xvi-2/ 


Si può frequentare la Novus Ordo?

https://www.donleonardomariapompei.it/blog/si-puo-frequentare-la-messa-di-paolo-vi-novus-ordo 

 


Il commento di mons.Viganò del 30 novembre 2024 è misteriosamente sparito dal sito ExsurgeDomine, ma era stato riproposto già da diversi altri siti web. Qualche citazione:

Non dimentichiamo che un eminente Prelato ha confidato a conoscenti che ciò a cui aveva personalmente assistito in Conclave poteva pregiudicare la validità dell’elezione di Jorge Mario Bergoglio. Anche in questo caso, incomprensibilmente, il bene della Chiesa e la salvezza delle anime sono stati messi da parte, in nome di una farisaica osservanza del segreto pontificio, forse non del tutto scevra da ricatti e minacce.

Vi è un’evidente contraddizione tra lo scopo che Benedetto si prefiggeva (cioè: rinunciare al Papato) e il mezzo che egli ha scelto per farlo (basato sull’invenzione del Papato emerito). Questa contraddizione, in cui soggettivamente Benedetto si è dimesso ma oggettivamente ha prodotto un monstrum canonico, costituisce un atto così sovversivo da rendere nulla e invalida la Rinunzia. A suo tempo questa contraddizione dovrà essere sanata da un pronunciamento autoritativo, ma rimane il fatto ineludibile che la forma in cui è stata posta la Rinunzia non toglie le successive irregolarità che hanno portato Bergoglio ad usurpare il Soglio di Pietro con la complicità della deep church e del deep state. Né è possibile pensare che la Rinunzia non debba essere letta alla luce del piano eversivo che mirava ad estromettere Benedetto XVI per sostituirlo con un emissario dell’élite globalista.

https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2024/11/il-papato-scomposto-emeritus-munus.html


Un articolo velenosetto ma con qualche spunto interessante che cito qui sotto:

A parlare è infatti lo stesso istituto che, appena dieci giorni prima, per mano del proprio Superiore generale, aveva definito le medesime sanzioni «oggettivamente ingiuste e invalide».

Chi ritiene un atto invalido non ne chiede la rettifica: ne constata il nulla. Chi invece deposita una remonstratio riconosce, per ciò stesso, che l’atto esiste, produce effetti e promana da un’autorità competente a revocarlo. Le due posizioni non possono stare insieme, e il fatto che Menzingen le sostenga entrambe, a distanza di una settimana, dice molto sulla natura reale di questa mossa.

È lo stesso copione già visto con figure come padre Giorgio Maria Farè: prima si nega che l’autorità abbia il potere di sanzionare, poi si presenta ricorso proprio davanti a quella medesima autorità. Una contraddizione tanto evidente quanto rivelatrice. È il tratto ricorrente di ambienti che contestano le istituzioni ecclesiastiche quando ne subiscono le decisioni, ma tornano immediatamente a riconoscerle quando sperano di ottenere un risultato favorevole.

In questi mesi la Fraternità San Pio X ha portato questa logica fino alle sue conseguenze più grottesche, alimentando una comunicazione aggressiva e incessante, costruita per restare al centro dell’attenzione. A Ecône hanno compreso che lo scontro con Roma garantisce visibilità: per giorni la Fraternità ha occupato le prime pagine della stampa internazionale, ottenendo nuova attenzione, nuovi aderenti e, ovviamente, nuove donazioni. Ora che i riflettori si sono spenti, moltiplica comunicati, provocazioni e contraddizioni nel tentativo di riaccenderli. Più che una battaglia dottrinale, ormai, sembra una strategia di sopravvivenza mediatica.

https://silerenonpossum.com/it/la-fsspx-implora-lautorita-che-ha-sfidato-vogliamo-fare-quello-che-vogliamo-ma-in-comunione/ 

 

Per la serie: "ma chi gli ha dato la patente di vescovo?" - ecco cosa succede a credere nel Concilio Pastorale Vaticano II:

https://infovaticana.com/it/2026/07/11/un-arcivescovo-italiano-propone-che-una-donna-copresieda-la-messa-insieme-a-un-sacerdote/ 

Era lo stesso vescovo che aveva autorizzato una mostra blasfema due anni fa e aveva imposto che la mostra rimanesse aperta:

https://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/artista-accoltellato-chiesa-vescovo-castellucci-96409649 

mercoledì 8 luglio 2026

un ricordino + citazioni varie

In Arcipelago GULag Solženicyn ricorda di quando la Pravda (Правда significa "verità") raccontò in una vasta e compiaciuta articolessa che uno zek (detenuto dei GULag) aveva dattiloscritto a Stalin una lettera di ben ottanta cartelle e che Stalin, nel leggerla, si sarebbe commosso. 

Solženicyn osò mestamente chiedersi anzitutto dove lo zek si fosse procurato una macchina da scrivere - tecnologia all'epoca controllatissima dal Partito, al punto che se ne ispezionava l'usura dei martelletti e dei caratteri per scoprire eventuali utilizzi non autorizzati -, visto che anche la sola detenzione di un mozzicone di matita era illegale e avrebbe fatto inasprire drasticamente la pena, e dove avesse trovato ben ottanta fogli, visto che gli uffici amministrativi usavano la poca carta disponibile con grande parsimonia e solo per redigere ulteriori condanne.

E poi chiedersi come mai un detenuto fosse stato autorizzato a inviare una lettera a Stalin, come fosse stato possibile che la lettera giungesse davvero a destinazione, e infine come mai Stalin avesse da dedicare tanto tempo a leggere una logorrea di ottanta cartelle per poi addirittura commuoversi (poffarbacco!), senza che tale commozione comportasse un pur minimo cambiamento nella tragica situazione dei detenuti. 

Noi nel nostro piccolo osiamo ricordarci dei tanti che hanno scritto a tutti gli ultimi pontefici per implorarli di fare il loro dovere di pascere gli agnelli e le pecorelle, ottenendone zero risposte.

 

Citazione:

Curioso che il titolo di supposto «Difensore della Fede» sparisca proprio mentre un altro papa Leone, il XIV, lo invita in Cappella Sistina per pregare con lui, per poi ricevere a San Pietro la grottesca «vescovessa» di Canterbury messa in testa alla oramai svuotata (di fedeli, di significato) chiesa scismatica d’Inghilterra. Va ricordato inoltre che papa Prevost ha cnominato Carlo III «confratello reale» di San Paolo fuori le Mura, una delle quattro basiliche papali. A tal proposito, a Carlo sarà concesso l’uso di una cattedra speciale e permanente.

https://www.renovatio21.com/re-carlo-perde-il-titolo-di-difensore-della-fede/


Citazione:

Io non ho avuto problemi perché celebravo la Messa in Vetus Ordo; io ho avuto problemi perché la mia predicazione (che, anche quando ero Parroco nel Novus Ordo, cercava di essere fedele ed ortodossa sia in materia di fede che di morale) ha incontrato costante e crescente opposizione, fino a creare i presupposti per una vera persecuzione da parte delle attuali gerarchie.

Io non potevo restare perché non posso, non devo e non voglio scendere a compromessi dottrinali, comportamentali ed esistenziali. Nella «Chiesa di oggi», nata con il Concilio Vaticano II, infatti, non c'è più posto per il cattolicesimo integrale. Celebrare o partecipare alla Messa in Vetus Ordo e rimanere fedeli alla dottrina e alla prassi della Chiesa conciliare e sinodale è quanto di più stridente, inutile e, per certi aspetti, farisaico che si possa fare.

A cosa serve andare alla Messa di sempre se si pensa e si crede come la Chiesa di oggi? Eppure la maggioranza dei cosiddetti conservatori a questo aspira: creare un bel «club» di cultori delle bellezze della liturgia antica — per motivazioni prevalentemente estetiche e forse anche spirituali — rimanendo perfettamente figli della dottrina e della mentalità del Novus Ordo: una sorta di grande cappella della liturgia antica nella grande Cattedrale della Chiesa di oggi. 

https://www.donleonardomariapompei.it/blog/non-cadere-nell-inganno-della-messa-tradizionale


Citazione:

La scorsa settimana, il cardinale Robert McElroy, noto per le sue posizioni eterodosse su omosessualità e altre questioni morali fondamentali, ha rimosso Rossetti dall’incarico di esorcista nell’arcidiocesi di Washington, DC, e ha interrotto ogni rapporto con il suo St. Michael Center for Spiritual Renewal proprio per aver espresso questa opinione, ovvero che i cosiddetti «alieni» e gli UFO sarebbero demoni sotto mentite spoglie.

In un estratto di uno dei suoi discorsi, padre Ripperger ha affermato  che a volte, durante le sue sedute, i demoni si manifestano come quelli che lui chiama «grigi», che assomigliano a ciò che noi definiremmo «alieni». [...] 

Padre Ripperger ha inoltre osservato che numerosi testimoni dei cosiddetti «extraterrestri» hanno affermato che gli esseri si sono allontanati dopo che questi hanno proclamato il nome di Nostro Signore Gesù Cristo. [...]

«Il diavolo si presenta e si veste secondo l’espressione culturale con cui l’epoca lo comprende», ha detto l’esorcista.

https://www.renovatio21.com/gli-esorcisti-insistono-si-i-demoni-posso-camuffarsi-da-alieni/

 

Citazione:

Nel 1960, il premio Nobel per la fisica Eugene Wigner scrisse un saggio intitolato “L’irragionevole efficacia della matematica nelle scienze naturali”, sollevando un interrogativo che tormenta ancora i fisici: perché la matematica, che si sviluppa all’interno della nostra mente attraverso puri passaggi logici, mappa così perfettamente il mondo fisico esterno, arrivando persino a predire fenomeni non ancora osservati?

Il calcolo differenziale o le geometrie non euclidee furono elaborati da matematici per pura curiosità estetica o coerenza astratta, secoli prima che Einstein le scoprisse indispensabili per descrivere la Relatività Generale e la curvatura dello spazio-tempo. Berlinski offre un esempio folgorante e quotidiano: se guardiamo due bicchieri su un tavolo, l’assicurazione che essi siano “due” non appartiene alla fisica della materia. Atomi, elettroni e fotoni non contengono il concetto di dualità; il numero è un’astrazione logica ulteriore che la nostra mente sovrappone alla realtà visibile. Per fare fisica avanzata non serve l’entomologia (lo studio degli insetti), ma i numeri complessi sono insostituibili. Come fa il pensiero puro a governare la materia?

https://www.radiospada.org/2026/06/limmateriale-necessario-se-la-matematica-abbate-il-muro-del-materialismo/ 

sabato 4 luglio 2026

una risposta convincente?

Per non dimenticare

Cito evidenziando alcuni passi:
Il cardinale Tommaso de Vio (detto il Gaetano, 1469-1534), uno dei più insigni teologi di tutti i tempi, dice esplicitamente: «Disobbedire, anche ostinatamente, al Sommo Pontefice non costituisce uno scisma. Ciò che costituisce uno scisma, è non voler sottomettersi a lui come capo di tutta la Chiesa».

[...]

...fino al Basso Medioevo, la consacrazione episcopale non era riservata al Papa. Ciò significa che, ordinariamente, il Papa non nominava i vescovi e neppure confermava la nomina fatta da altri. La riserva papale della nomina o della conferma dei vescovi risale alla fine del XIII sec. e si afferma soltanto a partire dal secolo successivo. [...]

Da tutto ciò si evince che la riserva al Papa della consacrazione episcopale non è di diritto divino, ma di diritto ecclesiastico. Ciò che è diritto divino, è che il vescovo sia in comunione col Papa.

[...]

Nessun teologo o canonista (almeno fino al Vaticano II) menziona la consacrazione episcopale senza mandato apostolico tra gli esempi di atti scismatici. Nel diritto canonico tradizionale, fino al 1951, la consacrazione episcopale senza mandato era punita semplicemente con una sospensione: essa, quindi, non era considerata uno scisma, che era sanzionato con la scomunica. Anche dopo il 1951, quando la pena fu aggravata da sospensione a scomunica, nessun teologo o canonista sostenne che qualunque consacrazione episcopale senza mandato costituisse uno scisma. L’idea che la consacrazione episcopale senza mandato sia un atto scismatico è stata formulata per la prima volta in occasione delle consacrazioni di mons. Lefebvre nel 1988, e non ha precedenti nella tradizione canonica o teologica.

[...]

Il grande teologo domenicano Juan de Torquemada (1388-1468) sintetizza quanto abbiamo detto finora, dicendo: «Se il Romano Pontefice comanda qualcosa che è di per sé cattivo, cioè contrario alla legge divina, alla fede o alla salvezza delle anime, in tali casi la separazione dal Romano Pontefice mediante la disobbedienza non è illecita e, di conseguenza, non deve essere chiamata scisma».

[...]

...accettare dottrine come la libertà religiosa, l’ecumenismo, la collegialità, l’illiceità della pena di morte, la possibilità che due divorziati risposati ricevano la comunione o che una coppia omosessuale venga benedetta; o almeno ad accettarle di non criticarle pubblicamente. Si capisce, dunque, che l’ordine del Papa, considerato nelle sue circostanze concrete, comanda un atto che è cattivo in sé e peccaminoso, poiché non è mai lecito accettare o rinunciare a criticare ciò che va contro la fede.
https://www.aldomariavalli.it/2026/07/04/ne-scismatica-ne-disobbediente-e-le-scomuniche-sono-senza-effetto-domande-e-risposte-sulla-fsspx/

lunedì 29 giugno 2026

segnalerei altri articoli

Youtube mi propone notizie sulla Chiesa
"Aiuto!" gridò il soggetto mentre lo eutanasizzavano:

https://www.renovatio21.com/grida-aiuto-durante-il-tentativo-di-eutanasia-ecco-la-realta-dietro-lassistenza-medica-al-suicidio/ 


Da questa recensione del film Citizen Vigilante e dal successivo articolo sulla "dinastia" di appartenenza dell'attore protagonista, apprendo che è nipote del fondatore del Partito Comunista d'America (dinastia еbrаica, originaria di Odеssa, e con una vasta antologia di pеrversioni e vizi):

https://www.totalitarismo.blog/citizen-vigilante-e-il-film-piu-bello-di-tutti-i-tempi/ 

 

Passiamo all'hot topic del momento: il Concilio Vaticano II.

Twittava Mons.Viganò: «Chieda a Fernández: si può mercanteggiare sulla dottrina della Grazia con i luterani e tributare onori prelatizi a un’eretica anglicana, ma non è consentito esprimere la minima perplessità per il feticcio del Vaticano II»:

https://x.com/CarloMVigano/status/2070847441964834973


Quanto alle ordinazioni annunciate dalla FSSPX si pone un problemuccio. Nella Professione di Fede da loro pubblicata, nella sezione riguardante il Pontefice Romano, il paragrafo 75 dice: «Riconosco che, in virtù di questo potere proprio e vero, pastori e fedeli gli devono rispetto e obbedienza filiale in tutto ciò che rientra nel legittimo esercizio del suo ufficio. Così, essendo salvaguardate l’unità di comunione con il Pontefice romano e l’unità di professione della stessa fede, la Chiesa di Cristo costituisce un unico gregge sotto un unico pastore supremo».

Chiosa la "Scure di Elia":

Ora, nominare i vescovi rientra nel legittimo esercizio del suo ufficio. Chi invece decide di ordinare dei vescovi che non siano stati nominati dal Papa, sapendo anzi che il Papa non vuole, evidentemente non gli sta obbedendo. Qui ci troviamo di fronte a una contraddizione formale. Ciò che è scritto in questa Professione di fede è apparentemente perfetto; il problema è che, almeno in questo punto, non corrisponde ai fatti.

Sottoscrivibilissimo.

Anche "l'ordinare vescovi solo se conciliari" è - almeno formalmente - legittimo esercizio del suo ufficio.

Ma se lo fa (e da sessant'anni lo sta facendo), cosa succede?

venerdì 26 giugno 2026

oggi vi beccate i miei sproloqui

Messa tridentina in Giappone
Ripesco alcuni commenti che avevo lasciato sul web recentemente (precisando e correggendo eventuali svarioni), così riempio una pagina blog anche oggi.



Il 1° luglio RadioSpada farà la telecronaca diretta delle ordinazioni. 

Intanto, vediamo se c'ho capito qualcosa:

1) La FSSPX ha iniziato "ordinando vescovi", era logico che continuasse "ordinando vescovi". L'unico motivo per non ordinarne è il miracolo che Lefebvre descriveva con "Roma si converte".

2) Tale "ordinarsi vescovi" riguarda solo le esigenze della Fraternità, non di tutto il "mondo della Tradizione". Dubito che li troverete facilmente disponibili ad ordinare sacerdoti - o anche solo amministrare cresime - a chi non appartiene alla Fraternità. Legittimo curare prima la propria associazione e poi gli altri, ma se li chiamate pomposamente "vescovi della Tradizione"...

3) Mons. Williamson ha ordinato ben più di quattro vescovi (fra cui un italiano) per la "Resistenza", ma sembra non essersene accorto nessuno. Evidentemente non aveva una "tifoseria organizzata" a far baccano e a riconoscergli lo "stato di necessità".

4) Nella mentalità dei lefebvriani, la FSSPX è l'unica depositaria della Tradizione. Stranamente tutti i proclami su "non c'è scisma, non c'è scomunica, c'è stato di necessità" non sono mai stati fatti a proposito di mons. Williamson.

5) Le ordinazioni del 1° luglio scuoteranno un po' i sacri palazzi ma non li renderanno più benevoli verso la Tradizione. Più esattamente diremmo: nulla li può rendere più benevoli.

6) «Rifiutano di accettare alcuni elementi fondamentali della Chiesa, a cominciare da diversi punti del Concilio Vaticano II». Nel nostro piccolo, è da più di trent'anni che abbiamo capito (a nostre spese) che chiunque si appelli al Concilio sta cercando di fregarti.

7) La FSSPX ha mantenuto un atteggiamento ambiguo e ondivago sia quanto riguarda un "accordo con Roma", sia per la linea tuziorista riguardo qualsiasi particola non consacrata nella FSSPX (cfr. "dieci domande ai sacerdoti della FSSPX").

p.s.: il malizioso SettimanaNews due anni fa alludeva a possibili future ordinazioni episcopali da parte di mons.Viganò. Quasi quasi inizio a credere che ciò sia davvero probabile, non tanto per il trattamento infame che ha ricevuto dal Bergoglio e dai suoi scagnozzi (tutt'altro che limitato all'illegittima "scomunica"), ma per l'allusione nella lettera a Leone XIV a cui ovviamente quest'ultimo non si è degnato di rispondere né di concedere udienza:

Confido che Ella vorrà concedermi un’udienza dopo la cancellazione di quella accordatami per l’11 dicembre scorso. Potrò allora comunicarLe di persona alcune questioni della massima importanza relative al mio Ministero apostolico e alla necessità di assicurare ad esso continuità e futuro.


 

Da un punto di vista "politico", la pubblicazione della "professione di fede" da parte della FSSPX è stata un'ottima mossa perché contribuisce a far capire - magari un pochino anche ai diretti interessati, quelli infettati dal virus del vaticansecondismo - dove nasce il problema. Chi si becca quel virus finisce subito per ritenere che una parte più o meno consistente della Tradizione sia "superata" o comunque "da aggiornare". Più è grave l'infezione, e più si vede la Tradizione come fumo negli occhi e come "nemica" della Chiesa moderna. (Ma anche un'infezione leggera è pericolosa: cfr. ad esempio le fantozziane traversie dei trad-cons...).

Qui il testo completo della professione di fede (con paragrafi pure numerati, per non perdere il segno). Ben si fa a farla riecheggiare sul web, visto quanto è inusuale nell'epoca moderna il pubblicare una sorta di "noi crediamo in questo: correggeteci ciò che non va". Magari qualcuno di voi, conoscendo personalmente qualche cardinale, potrebbe chiedergli se l'ha letta e se ha avvertito qualche pur minimo disagio.

Intanto ricordiamo che l'11 settembre 1976 Paolo VI accusò Lefebvre di pensare che la sede fosse vacante: «Le è stato detto e scritto tante volte che lei sbagliava e perché sbagliava. Lei non ha voluto mai ascoltare… Lei lo ha detto e lo ha scritto. Sarei un Papa modernista. Applicando un Concilio Ecumenico, io tradirei la Chiesa. Lei comprende che, se fosse così, dovrei dare le dimissioni; ed invitare Lei a prendere il mio posto a dirigere la Chiesa».

Qualche minuto dopo Lefebvre indietreggiò un pochino e chiese a Paolo VI di aprire «un po’ il ventaglio delle possibilità» di vivere la Tradizione. Paolo VI ribatté che il non essere infetti dal virus conciliare è qualcosa che «va direttamente contro la Chiesa, il Papa, il Concilio Ecumenico». Il ventaglio non andava aperto neppure di un millimetro. Perfino il millimetro del Summorum è stato drasticamente ridimensionato. Da Montini a Prevost non sembra esser cambiato gran che.

Ci permettiamo infine di ricordare umilmente che la FSSPX non ha "l'esclusiva della Tradizione", e non ha neppure "l'esclusiva dello stato di necessità". Magari dovrei scrivere un software che prendendo articoli favorevoli alle ordinazioni del 1° luglio, rimpiazzi i nomi dei protagonisti con quelli della Resistenza e di Viganò...



Il tipico "lefebvriano sul web" non fa altro che conteggiar sempre quanti e quali favorevoli, quanti e quali contrari. Cioè è la tipica dimostrazione di tifoseria lefebvriana che in quanto tale ha come slogan: "chi non è con noi, è contro di noi". Oppure, detta in modo più gentile, è la convinzione di avere l'Esclusiva della Tradizione™.

Non appartenendo a tale tifoseria, nel mio piccolo mi limito a valutare i fatti e a riflettere. Per esempio chiedendo se questi nuovi vescovi opereranno solo nel nel recinto della FSSPX (cfr. quel "tremulo avverbio"), e ricordando che l'unico vescovo che operò anche fuori da tale recinto venne espulso.

Intanto, per chiarire meglio quel paragrafo, sognerei un sito web che contenga ironicamente tanti interventi recenti sul web a favore delle ordinazioni del 1° luglio, ma taroccati cambiandone nomi e date in modo che approvino - per esempio - le ordinazioni della Resistenza di mons.Williamson (e quelle che certe malelingue vociferano che farà mons.Viganò). A voler essere più spigolosi, si potrebbero aggiungere anche le ordinazioni episcopali compiute da chiunque si percepisca in buona fede in "stato di necessità". Dopotutto persino i neocatecumenali, pur avendo già dei "loro" vescovi, a suo tempo macchinarono (quasi con successo) per diventare prelatura personale...



Scusate, ma non è già allarmante il fatto stesso che esponenti della gerarchia firmino un documento insieme a esponenti di "altre religioni"?

Vedete, nelle altre religioni non ci sono mica tutti i valori che diamo per scontati nella mentalità cattolica. O vi illudete che loro pensino che Dio è Verità e che quindi la menzogna e l'inganno non gli sono graditi?

Inoltre, un "patto", o anche solo una "dichiarazione comune", verrebbe firmato solo dagli esponenti secolarizzati (delle altre religioni e pure del cattolicesimo). Chi è davvero convinto che la propria religione sia l'unica vera, non avverte né l'utilità, né la necessità di firmare concessioni agli "infedeli" o anche solo un "volemose bbene" o una pacca sulla spalla.

E poi, quale tipo di "autorità" verrebbe ascoltata da tutti i firmatari per convalidare il patto o la dichiarazione? Se certuni credono che il proprio "Dio" suggerisca o addirittura comandi di fregare gli "infedeli", quanto puoi essere stupido a illuderti che la sua firma lo impegni a qualcosa?

Clero e gerarchia conciliari hanno "televisionato" la fede. Perciò valutano positivamente un evento che stuzzichi i titoli dei giornali ("ehi, la Giemmegì! ehi, la Dichiarazione Interreligiosa!"), e valutano come irrilevante o addirittura dannoso ciò che è tale per stampa e tv, ciò che non raccoglierebbe una gragnuola di Like e Retweet.

mercoledì 24 giugno 2026

evidenzio alcuni passaggi

Per non dimenticare:
il Corpo del Lascienzah
Citazione da La scure di Elia:
La setta di Écône ha malauguratamente esteso la propria influenza su gran parte del tradizionalismo cattolico mediante tutto un ventaglio di testate da essa o subdolamente colonizzate o nascostamente controllate. Anche là dove l’emanazione non è troppo esplicita, però, le idee e la propaganda sono ben riconoscibili – e sono sempre le stesse da cinquant’anni a questa parte, senza variazione alcuna. Ci sono pregevoli siti di orientamento tradizionale che smontano pezzo per pezzo quelle tesi fasulle, ma la verità – proprio come con i modernisti – non “buca” quanto l’inganno. È la potenza mediatica – non il rigore delle argomentazioni – a discernere il vero dal falso e a dirimere le questioni, proprio come nel mondo. Tolta la vernice ideologica, nella sostanza gli atteggiamenti e i procedimenti sono analoghi; cambia soltanto il colore esterno.
[...]
In fondo non è molto diverso il punto di vista di quanti si sono autoeletti depositari delle promesse divine e, per questo, si considerano autorizzati a fare qualsiasi cosa senza rispondere a nessuno dei propri misfatti...

Osservazione 1: mons.Lefebvre vide solo lo sfascio degli anni '80 e l'orrida convocazione interreligiosa di Assisi '86. Non vide Ratzinger in preghiera con l'imam verso la Mecca, non vide il Bergoglio esalare Amoris Laetitia e la dichiarazione di Abu Dhabi, non vide il Prevost accogliere la cosplayer "arcivescovessa" inglese...

Osservazione 2: l'obiezione solitamente mossa a "Elia" riguarda un fatalistico rifugiarsi nel diritto canonico. Ovvero, in ultima analisi, sottovalutare l'eccezionalità della situazione in attesa di un equivalente moderno del concilio di Costanza. Chi oggi dovrebbe far rispettare il diritto canonico, è invece il primo a calpestarlo e a usarlo come maglio contro chi ritiene antipatico. L'ultima chicca riguardo all'eccezionalità della situazione è il fatto che nessuno abbia avuto da ridire che al conclave 2025 entrassero più dei 120 elettori previsti dalla Universi Dominici Gregis. Si può ancora sperare in una soluzione puramente canonica alla crisi?

Osservazione 3: se la FSSPX ha lo stato di necessità, ce l'ha avuto anche la Resistenza di mons.Williamson e potrebbero avercelo (anche solo di convinzione in buona fede) anche altri che finora non hanno ancora proceduto a ordinarsi dei propri "vescovi senza giurisdizione" (per esempio il sinistro SettimanaNews già due anni fa alludeva al fatto che Viganò ordinerà qualche proprio successore). Orbene, prima di attaccare "La Scure" bisognerebbe chiarire se è accettabile, di fronte alla crisi attuale, che chiunque si percepisse in stato di necessità sia legittimato a ordinarsi vescovi. Varrà il "tanto peggio tanto meglio"?

Osservazione 4: la FSSPX ha difeso a spada tratta il Bergoglio (ottenendo il permesso per alcuni sacramenti) e ha deciso nuove ordinazioni solo adesso sotto Prevost (c'è da scommettere che quest'ultimo darà loro un qualche contentino per mantenere l'inclusività del "todos-todos-todos" e cconsolidare la "riserva indiana dei tradizionalisti"). 

Osservazione 5: vedo un po' di retorica (e di argomenti schivati) nelle risposte "a cura di" un collaboratore di RadioSpada alle famose 10 domande. Per esempio, se un rito è impoverito e mutilato (come il Novus Ordo) il trattarne sempre le particole consacrate come dubbie nasconde qualcosa che non si vuole pubblicamente ammettere. Oppure il tremulo avverbio "principalmente" nella risposta 6 riguardo alla Patente di Tradizionalità che la FSSPX rilascia esclusivamente ai suoi membri...


Citazione dal colloquio fra mons.Lefebvre e Paolo VI dell'11 settembre 1976:

«Forse c’è stato qualcosa di non appropriato nelle mie parole, nei miei scritti; ma non ho voluto mai raggiungere la vostra persona, non ne ho mai avuto l’intenzione… Io non posso comprendere come tutto d’un tratto mi si condanni perché formo preti nell’obbedienza della santa tradizione della santa Chiesa».

«Non è vero. Le è stato detto e scritto tante volte che lei sbagliava e perché sbagliava. Lei non ha voluto mai ascoltare… Lei lo ha detto e lo ha scritto. Sarei un Papa modernista. Applicando un Concilio Ecumenico, io tradirei la Chiesa. Lei comprende che, se fosse così, dovrei dare le dimissioni; ed invitare Lei a prendere il mio posto a dirigere la Chiesa
». 

Osservazione 6: è praticamente un'accusa di sedevacantismo.

Osservazione 7: non si può negare che Lefebvre avesse ragione nel dire che quel suo "formare preti" (e l'insegnare le cose della fede di sempre) prima andava bene e all'improvviso è diventato "sbagliato".

Continuo a citare:

Lefebvre replica: «Non sono giudicato come dovrei». Montini risponde: «Il Diritto Canonico la giudica. [Intende quello Piano-Benedettino del 1917, ndr] Si è accorto Lei dello scandalo e del male che ha fatto alla Chiesa? Ne è cosciente? Si sentirebbe di andare, così, davanti a Dio? Faccia una diagnosi della situazione, un esame di coscienza e si domandi poi, davanti a Dio: che devo fare?».

L’arcivescovo propone: «A me pare che aprendo un po’ il ventaglio delle possibilità di fare oggi quello che si faceva in passato, tutto si aggiusterebbe...»

[...] 
Gli risponde Papa Montini: «Ma non è così, di certo, che Lei concorre all’edificazione della Chiesa. Ma è cosciente di quello che fa? È cosciente che va direttamente contro la Chiesa, il Papa, il Concilio Ecumenico? Come può arrogarsi il diritto di giudicare un Concilio? Un Concilio, dopo tutto, i cui atti, in gran parte, sono stati firmati anche da Lei.

Osservazione 8il ventaglio non si allarga nemmeno di un millimetro e il solo desiderio di allargarlo è un "andare direttamente contro la Chiesa, il Papa, il Concilio Ecumenico".

Osservazione 9: viene un po' disonestamente contestato a Lefebvre l'aver impiegato del tempo per maturare le proprie convinzioni. E comunque nel firmare quegli atti molti non desideravano che le subdole ambiguità divenissero un cavallo di Troia.

Osservazione 10: le scomuniche conciliari sono solo uno strumento di vendetta politica. Infatti nel gennaio 2009 Benedetto XVI revocò la scomunica ai lefebvriani solo perché erano passati "vent'anni dalle ordinazioni", non perché si fossero convertiti al Concilio o almeno pentiti.

martedì 23 giugno 2026

altri articoli

Disputationes aveva posto dieci domande ai sacerdoti della FSSPX chiedendo di chiarire certe ambiguità:

https://disputationes-theologicae.blogspot.com/2026/06/dieci-domande-ai-sacerdoti-della.html 

Giunge da RadioSpada una prima risposta da un laico:

https://www.radiospada.org/2026/06/dibattito-risposte-a-disputationes-theologicae-su-alcune-questioni-inerenti-la-fsspx/


Intanto, la Resistenza cattolica di mons.Williamson dà un giudizio negativo sui quattro candidati lefebvriani all'episcopato... Traduzione (con grassetti miei):
Avremmo voluto sbagliarci quando esprimemmo il timore che i sacerdoti scelti per essere consacrati vescovi nella Fraternità Sacerdotale San Pio X il 1° luglio non fossero di buona reputazione.

La Fraternità ha reso pubblici i nomi. Per quanto ne sappiamo, tutti e quattro erano "accordisti" quando il vescovo Fellay tentò di stringere un accordo sleale con la Roma liberale. Nessuno di loro è riconoscibile come militante antimodernista. Uno di loro ha collaborato attivamente con il vescovo (?) Huonder.

Non è stato preso in considerazione nessuno dei coraggiosi decani rimossi dal loro incarico nel 2017. Nessun sacerdote del distretto sudamericano, noto per la sua militanza, è stato incluso; è stato invece scelto uno del distretto statunitense, considerato il più liberale della Fraternità. Nessun teologo di spicco figura tra questi nomi, sebbene la Fraternità non manchi di eccellenti teologi. Perché? Padre Álvaro Calderón è probabilmente il miglior teologo al mondo in questo momento, e sebbene sia un grande teologo, forse è ancora più grande per la sua carità e umiltà. Se tra i vescovi consacrati dall'arcivescovo Lefebvre (il vescovo Tissier de Mallerais) c'era un teologo, perché non ce ne dovrebbe essere un altro questa volta? Perché padre Calderón, con i suoi eccellenti libri, ha smascherato completamente il satanico Concilio Vaticano II e il falso magistero che ne è seguito. Perché è visto come un "duro" agli occhi di coloro che si sono allontanati dalla santa e intransigente posizione dell'arcivescovo Lefebvre verso un certo liberalismo.

Cosa possiamo aspettarci? Nella migliore delle ipotesi, lo stesso andazzo di prima: decenni di calcoli politici, diplomazia, segretezza e ambiguità. Nella peggiore delle ipotesi: la resa definitiva della Fraternità Sacerdotale San Pio X, nel medio termine, al nemico liberale e modernista, guidato dai nuovi vescovi.
Che Dio abbia pietà di tutti e conceda la pronta restaurazione della Sua Chiesa.

https://nonpossumus-vcr.blogspot.com/2026/05/la-fsspx-confirma-su-nueva-linea.html 


E tutto questo nulla togliendo al neoclericalismo post-conciliare, quello che naconde un "fatalismo" brandendo il Diritto Canonico per non vedere tutta la gravità della crisi:

...a cosa, esattamente, è necessario credere affinché il marchio dell’esclusione non colpisca anche chi, pur non appartenendo alla FSSPX, continua a professarsi cattolico?  Il pontefice brandisce “vari punti del Concilio” come una mannaia, ma non sa – o non vuole – dire quali.

La Chiesa, nella sua millenaria sapienza, ha sempre distinto tra dogmi di fede, dottrine definitive e magistero autentico. Ora, d’un tratto, la gerarchia vorrebbe imporre un indistinto calderone conciliare come criterio di ortodossia. Dunque, interroghiamo questo nuovo tribunale dell’Inquisizione alla rovescia: dobbiamo forse prestare alla “Lumen gentium” lo stesso assenso di fede che si deve alla divinità di Nostro Signore Gesù Cristo? L’adesione alla “Dignitatis humanae” e alla “Unitatis redintegratio” è forse vincolata da una necessità di salvezza pari a quella per l’Immacolata Concezione e l’Assunzione al Cielo in corpo e anima della Beata Vergine Maria? Se la libertà religiosa e l’ecumenismo appartengono al deposito della Verità rivelata, che il papa ci indichi – in quale pagina, in quale rigo, in quale pronunciamento dogmatico – tali dottrine sono state definite come tali.

[...] Se un documento deve essere “spiegato” per non apparire eretico, allora è esso stesso, per sua natura, ambiguo. E un’ambiguità non può essere la pietra angolare della comunione ecclesiale. Mentre Leone omaggia la (finta) vescovessa anglicana e strizza l’occhio ai vescovi di nomina comunista, il suo «dobbiamo andare avanti» suona come una minaccia. Verso dove, ci chiediamo, stiamo andando?

https://www.radiospada.org/2026/06/lettera-sia-fatta-la-volonta-dei-modernisti/

 

Citazione:

...la storia della tecnica moderna presenta, sin dalle sue origini, un rapporto assai più stretto con l’immaginario occulto, magico ed esoterico di quanto la vulgata scientista sia disposta ad ammettere.

https://www.totalitarismo.blog/perche-hanno-vietato-allintelligenza-artificiale-di-nominare-gli-gnomi/ 

 

Citazione (come al solito con grassetti nostri):

Le campagne istituzionali insistono quasi esclusivamente su tre elementi: la solidarietà, le vite salvate e l’attesa dei pazienti in lista. Rimane tuttavia completamente assente l’altra faccia del problema: da quali pazienti vengono prelevati gli organi vitali? 

La persona media immagina spesso il donatore come un corpo ormai freddo, privo di battito e di ogni segno vitale. In realtà, i trapianti di cuore, fegato e altri organi vitali vengono effettuati su soggetti dichiarati morti secondo il criterio neurologico. Il corpo continua a presentare attività cardiaca, circolazione sanguigna, temperatura corporea e metabolismo; ed è proprio questa condizione a rendere possibile l’espianto. 

Non solo, al «cadavere» vengono somministrati farmaci paralizzanti per evitare movimenti durante l’operazione di espianto e in molti casi si ricorre anche alla sedazione: non sarebbe bene che tale «dettaglio» venga posto all’attenzione di chi si appresta a dare o meno il suo consenso? A quel punto, sarebbe colui che deve fare la sua scelta a giudicare se sia del tutto normale paralizzare e sedare un morto per prelevargli gli organi…
https://www.renovatio21.com/ecco-la-campagna-ministeriale-per-la-predazione-degli-organi/

lunedì 22 giugno 2026

"commissum": vediamo se con uno schemino diventa un po' più chiaro

Dopo aver udito "commissum" dalla registrazione audio sono un po' perplesso ("I can't unhear that!").

Evidenzio alcuni termini del testo pubblicato della Declaratio di Benedetto XVI:

...ut incapacitatem meam ad ministerium mihi commissum bene administrandum agnoscere debeam. Quapropter bene conscius ponderis huius actus plena libertate declaro me ministerio Episcopi Romae, Successoris Sancti Petri, mihi per manus Cardinalium die 19 aprilis MMV commisso renuntiare ita ut a die 28 februarii MMXIII, hora 20...

Punto 1: in realtà fa testo quello che a febbraio 2013 pronunciò Benedetto XVI:

  • la Declaratio fu scritta da lui stesso in latino
  • era scritta in latino «Perché una cosa così importante si fa in latino. Inoltre il latino è una lingua che conosco così bene da poter scrivere in modo decoroso. Avrei potuto scriverlo anche in italiano, naturalmente, ma c'era il pericolo che facessi qualche errore» (P. Seewald-Benedetto XVI, Ultime conversazioni, Garzanti, 2016)
  • si può dunque essere certi che ciò che ha materialmente pronunciato esprimeva correttamente le sue intenzioni 
  • gli errori di trascrizione comparsi quel giorno sul web del Vaticano e nelle traduzioni (più le correzioni successive) non scalfiscono tale certezza.

Punto 2: dopo le correzioni sul web, resta solo una differenza fra ciò che disse e ciò che trascrissero:

  • Benedetto XVI disse: «...mihi per manus Cardinalium die 19 aprilis MMV commissum renuntiare...» (cfr. registrazione audio a un minuto e trenta)
  • sui testi ufficiali risulta invece: «...mihi per manus Cardinalium die 19 aprilis MMV commisso renuntiare...» (cfr. sopracitato sito web Santa Sede)

Agevolo traduzione riordinando i termini:

  • web Santa Sede:
    • «mihi commisso» ("a me affidato": "commissus" come participio perfetto di "committo", già usato poche righe prima nell'espressione "ad ministerium mihi commissum")
    • «per manus Cardinalium» ("per mano dei cardinali"; "per" + accusativo plurale, letteralmente "per le mani", seguito dal genitivo plurale "dei cardinali")
    • cioè: "rinunciare al ministero di vescovo di Roma, a me affidato per mano dei cardinali il 19 aprile 2005..." 
  • Benedetto XVI:
    • «mihi» ("a me", da intendersi "a mio danno", "rinunciare a mio danno")
    • «per commissum» ("a causa del misfatto": "per" + accusativo singolare del neutro "commissum")
    • «manus Cardinalium» (genitivo singolare seguito da genitivo plurale: "di una schiera di cardinali", un manipolo di cardinali)
    • posponendo l'accusativo: anziché «per commissum manus Cardinalium die 19 aprilis MMV», usa «per manus Cardinalium die 19 aprilis MMV commissum»
    • cioè: "rinunciare al ministero... a causa del misfatto di un manipolo di cardinali"
  • "manus" 
    è di quarta declinazione (cioè l'accusativo plurale e il genitivo singolare sono entrambi "manus") e ha diversi significati, tra cui:
    • mano
    • banda, drappello, schiera armata, esercito
    • potere, forza, autorità 
  • "per" regge solo l'accusativo:
    • dunque o va letto "per manus" (per le mani, per l'autorità) dei cardinali, e allora quel "commissum" suona fuori posto
    • ...oppure l'accusativo da reggere è proprio quel "commissum" ("per commissum") e quindi manus è necessariamente genitivo e riferito ai cardinali: "per commissum"... di una banda di cardinali)
  • "commissum": sostantivo neutro, si intende diversamente da "commissus" participio perfetto del verbo "committo":
    • entrambi hanno come accusativo "commissum"...
    • ...ma se si riferisce a "ministerio" della riga precedente non può essere accusativo; se invece è legato a "per", deve essere all'accusativo: "commissum".

Osservazioni aggiuntive:

  • gli altri significati di "manus" e di "commissum" non sembrano dare maggior senso
  • Benedetto XVI ha dichiarato di aver scritto in latino proprio per evitare il rischio di errori
  • Benedetto XVI di latino ne capiva, ben più di uno studente liceale
  • per capire quel testo è sufficiente quel poco di latino studiato al liceo
  • non è mai stato presentato il documento originale (il suo "foglio" originale senza correzioni), per cui le uniche due fonti sono ancor oggi solo la registrazione audio di Benedetto XVI e il testo pubblicato sul web (coi primi svarioni e le successive correzioni)
  • stando a G.Gänswein, Nient'altro che la verità, Piemme, 2023, «Portai personalmente il foglio nell'appartamento del cardinale Bertone... Vennero suggerite piccole correzioni ortografiche e qualche precisazione giuridica, cosicché il testo definitivo fu pronto per domenica 10 febbraio...» 

Deduzioni:

  • da "commissum" a "commisso" il cambiamento è notevole (sparisce il "misfatto dei cardinali")
  • quel non meglio precisato misfatto di una "manus cardinalium", di una schiera di cardinali, è avvenuto alla sua elezione ad aprile 2005
  • è come se Benedetto XVI avesse inteso lasciare in plain sight nella Declaratio almeno la denuncia di quel misfatto, conservandosi una temporanea plausible deniability agli occhi dei collaboratori più frettolosi o meno latinisti (in modo da riuscire a pronunciare la Declaratio liberamente e senza "incidenti" previ) che nei giorni precedenti l'avevano rivista e tradotta in più lingue (anche aggiustando)
  • il sito web della Santa Sede ha riportato una traduzione con una forzatura ("commissum" interpretato come "commisso"), proprio come quegli studentelli che nel compito in classe di latino danno per scontato che qualcuna delle parole della traccia fosse sbagliata
  • si deve almeno sospettare che gli errori della primissima pubblicazione (tra cui il mastodontico "hora 29") fossero un modo per distrarre il pubblico dall'incoerenza fra il "commissum" pronunciato a voce e il "commisso" forzato nel testo. Cioè come se il sito web della Santa Sede avesse interesse a che il misfatto non restasse nella versione ufficiale, come se avessero fretta di convalidare la rinuncia.

Questioni aperte:

  • perché ha detto "commissum"?
  • in base a cosa si potrebbe negare o ridimensionare la rilevanza del "misfatto"?
  • tale "commissum" - il misfatto del 2005 a cui non si oppose (o non si poté opporre) - quanto ha inciso sulla sua "rinuncia"?
  • perché le fonti ufficiali hanno comodamente corretto in "commisso" e mantengono ancor oggi tale correzione?
  • quale soggetto è sufficientemente autorevole da dare una risposta definitiva?
  • e come mai non lo ha ancora fatto? 
  • nell'ipotesi che sia rimasto fino alla morte "papa in sede impedita" (impossibilitato anche a parlare per chiarire, ma continuava a vestirsi da papa, a dire che "il papa è uno solo"...), Bergoglio non sarebbe papa, e Prevost sarebbe dubbio (in quanto eletto da una maggioranza di pseudocardinali al conclave del 2025; a proposito, contrariamente alla Universi Dominici Gregis erano entrati più di 120 elettori... evidentemente il diritto vale solo quando serve a stangare mons.Viganò, don Pompei, i lefebvriani).

Quella ipotesi ovviamente terrorizza i più, viste le troppe conseguenze (PDF) che implica, assieme ad altre circostanze.

Ma almeno si potrebbe riflettere un pochino sul "commissum" dei cardinali.