sabato 29 giugno 2013

alcune curiosità sulla Novus Ordo

Premessa:
“Colui che avrà detto essere la Messa semplice memoria del sacrificio compiuto sulla Croce, sia anatema”.
(Concilio di Trento, sessione XXIII, canone III)

Il NOM (non "Nuovo Ordine Mondiale", ma "Novus Ordo Missae", cioè "nuovo" -veramente nuovo- ordinamento della Messa) fu costruito a partire dal 1965, collaudato nel 1967 ed entrò in vigore con la prima domenica di Avvento del 1969 (giusto per il tempo di stampare i Messali).

Curiosità numero 1: la prima edizione del Novus Ordo (3 gennaio 1969, Institutio generalis Missalis romani, capitolo 11, numero 7) conteneva questa definizione eretica:
“La cena del Signore o messa, è la sacra sinassi o assemblea del popolo di Dio, presieduta dal sacerdote, per celebrare il memoriale del Signore. Vale perciò eminentemente per questa assemblea locale della santa Chiesa, la promessa del Cristo: là dove due o tre sono radunati nel mio nome, io sono in mezzo a loro (Mt. 18, 20)”
In parole povere il Messale dichiarava che la Messa non è la ripetizione incruenta del Sacrificio della croce, ma... è la sacra sinassi = assemblea presieduta dal sacerdote, per celebrare il memoriale.

Dopo le ovvie proteste, la definizione venne modificata undici mesi dopo, precisando un senso più cattolico, senza però modificare il rito.


Curiosità numero 2: la frase Mysterium fidei ["Mistero della fede!"] è stata effettivamente pronunciata dal Signore e conservata dagli Apostoli (cfr. Denzinger edizione 1937 ai numeri 414, 715). Non si tratta d’una esclamazione ammirativa.

Nel Novus Ordo è stata abusivamente "spostata" (interpolata), non si sa da chi, non si sa perché.

Vediamo il confronto tra il Canone Romano della Messa tradizionale e la prima Preghiera Eucaristica della Messa Novus Ordo, riportandoli per comodità in italiano:

Canone tradizionaleCanone Novus Ordo
Il quale, il giorno prima di patire, prese il pane nelle sue sante e venerabili mani e, alzati gli occhi al cielo, a Te Dio suo Padre onnipotente, rendendoTi grazie, lo benedisse, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo: prendete e mangiatene tutti.La vigilia della sua passione, egli prese il pane nelle sue mani sante e venerabili, e alzando gli al cielo a Te Dio Padre suo onnipotente, rese grazie con la preghiera di benedizione, spezzò il pane, lo diede ai suoi discepoli, e disse:
Questo infatti è il mio corpo.Prendete e mangiatene tutti:
questo è il mio corpo
offerto in sacrificio per voi
E in modo simile, dopo aver cenato, prendendo questo glorioso calice nelle sue sante e venerabili mani: di nuovo rendendoTi grazie, lo benedisse e lo diede ai suoi discepoli dicendo: prendete e bevetene tutti.Dopo la cena, allo stesso modo, prese questo glorioso calice nelle sue mani sante e venerabili, Ti rese grazie con la preghiera di benedizione, lo diede ai suoi discepoli, e disse:
Questo infatti è il calice del mio sangue,
del nuovo ed eterno testamento:
Mistero della fede:
che per voi e per molti sarà sparso in remissione dei peccati.
Prendete e bevetene tutti:
questo è il calice del mio sangue,
per la nuova ed eterna alleanza,

versato per voi e per molti
in remissione dei peccati.
Tutte le volte che farete questo, lo farete in memoria di me.Fate questo in memoria di me.
......
...Mistero della fede!

Piccola nota: "Tutte le volte che farete questo..." è una citazione letterale di 1Cor 11,25) mentre "Fate questo in memoria di me" riprende invece Lc 22,19.


Curiosità numero 3: la "concelebrazione" è una novità assoluta della storia della liturgia ed è certamete abusiva almeno in tutti i casi in cui si compie per la pura comodità dei celebranti; figurarsi quando ricevono l'offerta per più Messe ma "concelebrano" una sola.

La concelebrazione infatti non equivale alla celebrazione "simultanea" di più Messe, tanto più che la materia consacrata è una e indivisa (per cui il fatto che più consacratori pronunciano le formule non moltiplica il sacramento del sacrificio della Croce).


Curiosità numero 4: alla stesura del Novus Ordo hanno attivamente partecipato sei pastori protestanti.

Il 10 maggio 1970, in occasione dell'udienza concessa ai sei pastori protestanti che hanno collaborato all'elaborazione del Novus Ordo Missæ, Paolo VI, parlando del loro contributo ai lavori del Consilium liturgico, ebbe a dire:
«...Vi siete particolarmente sforzati di dare più spazio alla Parola di Dio contenuta nella Sacra Scrittura; di apportare un più grande valore teologico ai testi liturgici, affinché la “lex orandi” (“la legge della preghiera”) concordi meglio con la “lex credendi” (“la legge della fede”)...»

(cfr. R. Coomaraswamy, Les problèmes de la nouvelle messe, Editions L'Age d'Homme, Losanna 1995, pag. 36).
Non si capisce proprio come dei protestanti che negano la Presenza Reale di Nostro Signore Gesù Cristo nell'Eucarestia, l'essenza sacrificale della Messa, il sacerdozio ministeriale, la mediazione universale di Maria SS.ma e dei Santi, e altre verità di fede possano aver apportato «un più grande valore teologico ai testi liturgici»...


Curiosità numero 5: il Novus Ordo ha effettivamente impoverito la liturgia. Ecco un esempio:
  • Messa tradizionale: ...et accipiens hunc praeclarum calicem [e prendendo QUESTO glorioso calice...]
  • Messa Novus Ordo: ...e prendendo IL calice...
Non sono sottigliezze! Attenzione:
  • e prendendo "questo" calice... [cioè il Sacrificio è ancora in corso, proprio lì sull'altare, proprio lì con quel calice, misticamente quello stesso calice impugnato da Gesù consacrante: il sacerdote agisce in persona Christi]
  • e prendendo "il" calice... [dunque il gesto di prendere "quel" calice è solo commemorativo: prende il calice che ha davanti]

Curiosità numero 6: la traduzione "versato per voi e per tutti" è sbagliata. Nella Messa tradizionale la formula utilizza sia "molti" che "tutti":
  • Accipite et bibite ex eo OMNES. Hic est enim calix sanguinis mei, novi et aeterni testamenti, mysterium fidei, qui pro vobis et pro MULTIS effundetur in remissionem peccatorum [Prendete e bevetene tutti. Questo è infatti il calice del mio sangue, della nuova ed eterna alleanza, mistero della fede, il quale per voi e per molti sarà sparso in remissione dei peccati].
Sia in ebraico che in aramaico, molti può talora significare tutti; ma qui, nella frase pronunciata da Gesù, l’uso ravvicinato di tutti e di molti, ha tutto il carattere di una contrapposizione fedelmente riportata nel testo latino. Senza contare che utilizzare "per tutti" insinua l'idea errata dell'inferno inesistente o vuoto.


Curiosità varie: la Chiesa dichiara scomunicati:
  • coloro che ritengono i paludamenti sacri, le cerimonie e i segni in uso nella Messa tradizionale, più d’un impiccio che di aiuto alla pietà
  • coloro che condannano l’uso di recitare il Canone sottovoce
  • coloro che pretendono che nella Messa si debba usare solo la lingua volgare
  • coloro che ritengono illecita la Messa nella quale solo il sacerdote si comunica sacramentalmente
  • coloro che dicono indispensabile anche ai fedeli la Comunione sotto entrambe le specie
  • coloro che ritengono illecita la celebrazione della Messa senza alcun fedele presente
  • coloro che vogliono in ogni singola chiesa un unico altare [da non confondere con l'abuso odierno di avere un altare che "oscuri" l'altare principale]
  • coloro che vogliono che nei monasteri non si celebrino più d’una o di due Messe al giorno, così che, se i sacerdoti sono più di due, questi debbano "concelebrare".

venerdì 28 giugno 2013

la Discontinuità: cioè la devirilizzazione della liturgia e del sacerdozio

(terza e ultima pagina di appunti sull'articolo di d.Cipolla; le altre due pagine sono qui e qui).

Il più grave effetto della devirilizzazione della liturgia è la "discontinuità" (reale e percepibile) tra il Novus Ordo e il rito romano tradizionale.

La "discontinuità" nella liturgia è come la "discontinuità" nella matematica: un punto in cui la funzione non è continua, c'è un buco. I cattolici vissuti "dopo" il punto di discontinuità, cioè coloro che hanno esperienza del solo Novus Ordo, non hanno idea di cosa sia stata la liturgia "prima" della discontinuità: la considerano qualcosa di straniero, di esotico [giudicandola con parametri superficiali: "il latino non si capisce; la consacrazione detta a voce sommessa non si sente"...].

Nella matematica le funzioni "discontinue" possono avere la stessa formula prima e dopo il punto di discontinuità, ma possono anche avere formule diverse. Quest'ultimo è il caso della liturgia: il Novus Ordo è essenzialmente una nuova formula, che usa le stesse variabili ma per indicare qualcosa di diverso. L'apparenza, la forma, la struttura della nuova formula sono infatti ben diverse da quella precedente il "buco". Questo è un serio problema per l'integrità della fede cattolica espressa nella celebrazione della santa Messa. La Messa Tradizionale è stata descritta "potente e strana", come diceva san Benedetto; "semplice, sobria, a volte un po' austera, certamente bella, e che esprime una forte linearità, capace di dolcezza, grande espressività, adatta ad ogni temperamento, capace di smuovere i più intimi angoli dell'anima", come diceva un antico Antifonale Monastico. Da un lato abbiamo la Messa Tradizionale, e dall'altro abbiamo il Novus Ordo devirilizzato.

Questo è esattamente ciò che il cardinale Heenan vide quel giorno del 1967 con la Messa di collaudo del Novus Ordo a Roma. Vide già subito i risultati della mentalità "funzionalista" che non capisce il cerimoniale e confonde la semplicità con un semplicismo infantile. Vide la "novità" del Novus Ordo, una novità che non cresceva organicamente alla Tradizione ma piuttosto da un preciso ceppo della teologia liturgica costruita sul razionalismo post-illuminista. Vide la devirilizzazione della liturgia e previde il drammatico calo di frequenza alla Messa. Visse abbastanza a lungo da vedere pure l'inizio della perdita del senso del sacro, anche se non abbastanza da vedere la devirilizzazione del sacerdozio e le relative conseguenze quanto al calo di vocazioni e al crollo della castità e del celibato.

giovedì 27 giugno 2013

ancora sulla devirilizzazione della liturgia e del sacerdozio

Un gigantesco coglione incidentalmente dotato di ordinazione sacerdotale, mentre ieri celebrava la Messa nella cappella della Sapienza a Roma, ha usato questa formula all'offertorio:
"...frutto della terra e del lavoro dell'uomo E DELLA DONNA..."
(e i GLBT no? chiusa parentesi). Ora, capisco che certi pretonzoli siano fervidamente credenti nel Politically Correct, ma vorrei gentilmente chiedere che non inquinassero la liturgia cattolica col loro zelo per gli idoli di questo mondo.


Proseguo con gli appunti iniziati ieri: traduzione/riassunto di alcuni pezzi della seconda parte dell'articolo.



Due risultati della "devirilizzazione" della liturgia e del sacerdozio.

Primo risultato: la musica che il Novus Ordo ha prodotto, sia quanto ad accompagnamento di particolari momento della Messa, sia quanto ai canti da cantare durante la liturgia. Nel migliore dei casi si tratta di qualcosa di "funzionale" alla comodità della celebrazione, nel peggiore dei casi è spazzatura sentimentaleggiante che i vecchi inni protestanti sembrano corali di Bach. Quando la Messa è ridotta ad un'assemblea che celebra sé stessa, la musica si riduce ad un metodo per suscitare qualche sentimento della gente.

Lo stesso avviene con le letture della Messa, che nel Novus Ordo sono "funzionali" ad uno scopo didattico. La Messa non più intesa come liturgia (che va al di là della ragione, che "forma", che "in-forma", che richiede attenzione su qualcosa di soprannaturale, che va oltre le parole e il canto, e che perciò non è banalmente da "capire" o da "studiare"), ma come scuola, con il sacerdote-maestrina che deve continuamente spiegare agli alunni ciò che vedono e ciò che sentono. Dal punto di vista "funzionalista", il canto tradizionale va troppo al di là di quel che serve per la celebrazione.

Secondo risultato: l'abito sacerdotale, cioè l'abbandono della talare. La "devirilizzazione" del sacerdote passa anche per l'abbandono del suo abito distintivo, sostituito con camicie che oggi hanno il colletto "rimuovibile". Dunque il sacerdote non è più l'uomo che sta tra la Terra e il Cielo, non è più quello che offre il Sacrificio: ha drasticamente minimizzato il proprio ruolo, vuole "confondersi" nella società.

La veste talare è un'affermazione della virilità del sacerdozio, in forte contrasto col modello mondano (il rude giocatore di football o il modello di Armani in jeans attillati, con richiami animaleschi e sessuali). Il sacerdote non è un "clergyman" (letteralmente: una persona appartenente al clero), non è un "leader religioso", ma è colui che offre il Sacrifcio, la cui vita è centrata sull'offrire il Sacrificio, e che non può essere in alcun modo "secolarizzato". La talare è come il mantello dei profeti, è il segno del distacco dal mondo.

Ed infatti il prete "devirilizzato" confonde il distacco con l'arroganza, la freddezza, il clericalismo: ironicamente, proprio l'opposto della verità. Il periodo post-conciliare ha visto la nascita di un clericalismo mascherato: il "presidente" dell'assemblea in realtà "presiede" tutto (come se fosse un wedding-planner).

mercoledì 26 giugno 2013

devirilizzazione della liturgia Novus Ordo

C'è un grande articolo di don Richard G. Cipolla sulla "devirilizzazione" della liturgia Novus Ordo:

http://rorate-caeli.blogspot.com/2013/06/the-devirilization-of-liturgy-in-novus.html

che non ho il tempo di tradurre, ma di cui prendo appunti qui sotto.


Il cardinale John C. Heenan, pur non ostile alla Novus Ordo, nel 1967 così si esprimeva:
Da noi, a venire regolarmente a Messa sono non solo donne e bambini, ma anche padri di famiglia e uomini giovani.
Se offrissimo loro il tipo di cerimonia che abbiamo visto ieri [la "Messa Novus Ordo", ndt] presto ci ritroveremmo [nelle parrocchie] un'assemblea composta solo da donne e bambini.

In latino, sia vir che homo significano "uomo". Ma vir riguarda l'uomo... "virile", virtuoso, serio, estraneo al sentimentalismo (attenzione: non al "sentimento", ma al "sentimentalismo"), capace di sacrificarsi, desideroso di darsi una disciplina, di sacrificarsi per un bene più alto, pronto anche al martirio. Per questo il sacerdote non può essere che vir.

Alcune caratteristiche della liturgia Vetus Ordo:
  • La liturgia Vetus Ordo è comunemente definita "austera", "concisa", "nobile", "semplice". In cui non c'è traccia di "sentimentalismo". Il card. Newman diceva che il sentimentalismo è velenoso per la fede: ebbene, la liturgia Vetus Ordo è come una medicina contro quel veleno.
  • Nella liturgia Vetus Ordo il silenzio è "centrale" nel rivolgersi a Dio. Le sue formule liturgiche sono fisse e concise. Mai una parola di troppo. Tra veri amici, ci si capisce anche stando uno di fronte all'altro in silenzio.
  • La liturgia Vetus Ordo è rigorosa, non solo nelle sue "rubriche" ma nella sua essenza. È l'uomo che si piega alla liturgia, non la liturgia che si piega all'inventiva umana. Scegliere di seguire una "regola", una "disciplina", è un atto virile. La liturgia è qualcosa che si riceve, non qualcosa che si crea al momento.
  • La liturgia Vetus Ordo riesce perfino a nobilitare gesti come il bacio (il sacerdote che bacia l'altare, i ministranti che baciano gli oggetti da porgere al sacerdote, eccetera) depurandoli dal sentimentalismo, dall'ambiguità e dalla carica erotica. Facendoli diventare gesti di adorazione. Il bacio si presta all'ambiguità solo in presenza di sentimentalismo.
Ancora d. Cipolla:
Non c'è nulla di più potente per la "devirilizzazione del sacerdote che l'abitudine moderna di celebrare Messa rivolti verso il popolo. Al di là della sua natura non tradizionale, al di là dell'essere fondata su svenevoli e infondati appelli all'antichità (contro tali arcehologismi liturgici si scagliò Pio XII nella Mediator Dei), al di là dell'imposizione forzosa di un terribile equivoco sull'essenza della Messa (ottenendo cioè che l'aspetto secondario di "pasto conviviale" praticamente eliminasse l'aspetto primario del Sacrificio), quest'abitudine di celebrare rivolti al popolo, slegata dalla Tradizione, è stata una delle prime cause della devirilizzazione del sacerdozio.

Durante uno dei miei numerosi viaggi in Italia notavo come molti dei passeggini per bambini fossero costruiti in modo tale che il bambino fosse seduto "di fronte" alla madre che spingeva il passeggino. Questo mi sembrava strano, dato che negli Stati Uniti il bambino siede nella stessa direzione in cui spinge la madre. Quando ho chiesto il perché ad un amica, mi ha detto che ci sono troppe mamme italiane che vogliono tenere continuamente a vista il bambino, in modo da potergli sorridere, parlare in maniera infantile, insomma essere sicure che il legame sia sempre fisso. La classica relazione madre-figlio viene portata in maniera perversa a livelli come questi, viene portata al punto che si pensa che ci sia un continuo bisogno di un contatto visivo tra madre e figlio, a scapito del contatto col mondo esterno che "danneggerebbe" la relazione.

Non pretendo che l'analogia appena descritta sia esatta o completa per spiegare l'orientamento del sacerdote verso il popolo; piuttosto, direi che quell'innovazione radicale nella celebrazione della Messa ha trasformato il ruolo del sacerdote da quello del "padre che offre il sacrificio al Padre" a quello della "mamma" bisognosa di dare contatto visivo, spiegazioni liturgiche e talvolta perfino gesti banali, come se i fedeli fossero bambini, riducendo così il suo ruolo da sacerdote a mamma ansiosa. Questa riduzione dell'assemblea a bambini obbligati a stare di faccia rivolti alla mamma-prete impedisce ai fedeli di vedere "al di là del sacerdote", impedisce di capire che è Dio ad essere adorato nel sacrificio di Cristo.

Per usare un'altra analogia: la celebrazione "di faccia" al popolo è come una recita scolastica dove ognuno ha un ruolo da seguire sotto la direzione del sacerdote-professore-regista che controlla che tutto fili liscio. Questo concetto viene descritto da alcuni liturgisti come "dimensione orizzontale" della liturgia, in opposizione alla dimensione "verticale" che dà il senso di trascendenza. Sono in fin dei conti stupide definizioni che partono dall'errato presupposto che la liturgia sia sotto il controllo del sacerdote e dei ministri e che uno dei loro compiti sia di assicurarsi che entrambe le "dimensioni" siano presenti e in qualche modo bilanciate.

E' chiaro che questo approccio è profondamente opposto al fatto che la liturgia sia un dono ricevuto da Dio e che sia centrata sull'adorazione di Dio attraverso un sacrificio. Le rubriche del Novus Ordo incoraggiano questa visione, che è radicalmente non tradizionale, della liturgia, indebolendo continuamente le istruzioni delle rubriche con espressioni come «o con altre parole», «o in qualche altro modo», «o come da consuetudini del luogo». Al di là di quel romanticheggiante rifarsi alla frase di san Giustino martire sul celebrante che offre la Messa "secondo la sua abilità" (come se questa fosse una frase normativa della liturgia); al di là della discutibile idea di immaginare il sacerdote come capace di attingere dalla Tradizione o dalla propria sensibilità liturgica per supplire a ciò che manca nelle rubriche riguardo a ciò che si deve dire o fare: questa concezione in stile "recita scolastica" rende impossibile celebrare la liturgia nella maniera in cui è stata intesa nella Tradizione. Per la Tradizione la radice del termine "liturgia" riguarda un'adorazione pubblica intesa come un dovere, officium, un dovere certamente basato sull'amore, ma senza dubbio un dovere. E' questo il senso tradizionale di liturgia come officium che si è consolidato ed è diventato visibile ed è stato vissuto nel rito romano tradizionale.

lunedì 24 giugno 2013

il mondo sottosopra: destra abortista e sinistra antiabortista

Non è un refuso tipografico:
«Quello che è successo martedì 11 giugno sull’aborto a Montecitorio (e dentro il Pd) ha dell’incredibile. Nel voto sulle nove mozioni, che riguardavano la legge 194, infatti, si è arrivati ad un paradosso: su una mozione di Sel (probabilmente la più importante) con cui si chiedeva di limitare negli ospedali il numero di obiettori che si rifiutano di praticare l’aborto (impedendo di fatto l’attuazione della legge in molte realtà), M5s e Pdl hanno votato a favore e il Pd invece si è astenuto. Un voto incredibile perché ribalta tutte le geografie politiche immaginate fino ad oggi».

http://tradizione.biz/cultura-e-societa/194-obbrobrio

domenica 23 giugno 2013

kryptonite

Allarme! Allarme! La kryptonite cattolica (cioè la liturgia tridentina, temutissima dalla gerarchia e dal clero) continua a venir scovata in ogni posto del mondo.

Qui sotto, una notizia (in inglese) del battesimo di una bambina portoghese in rito tridentino, miracolosamente non ostacolata da parroci e curie:

http://rorate-caeli.blogspot.com/2013/06/you-report-unfortunately-extremely-rare.html


Dallo stesso blog apprendo che nel Lezionario liturgico riformato del 1969 sono magicamente spariti alcuni passaggi "scomodi" dalle letture bibliche:

http://rorate-caeli.blogspot.com/2013/06/fiuv-pp-more-on-lectionary.html

sabato 22 giugno 2013

traumi a causa delle famiglie omosessuali

«...Da parte loro gli scienziati lanciano un'allerta, un bambino potrebbe esser traumatizzato dall'educazione ricevuta in una famiglia omosessuale. In Kazakistan alle famiglie omosessuali non è concesso di adottare figli, un annuncio dato da Raisa Sher, presidente del Comitato per la difesa dei diritti dei bambini del Ministero dell'Istruzione e della Scienza di questo stato. Questi ha affermato che tale tipo di adozioni contraddice tanto la mentalità locale quanto le norme legali. La rappresentante del Ministero dell'Istruzione e della Scienza ha detto: "A questo proposito nel nostro stato diamo i bambini in adozione solo a famiglie complete, con un padre ed una madre, un uomo ed una donna". Gli psicologi sono d'accordo con questo approccio, sottolineando che inevitabilmente un bambino che vive in famiglie omosessuali diventa bersaglio degli scherni dei suoi coetanei, cresciuti in famiglie tradizionali...»

Citazione da "La voce della Russia":
http://italian.ruvr.ru/2013_06_14/I-figli-nelle-famiglie-gay/



Passiamo ad altre notizie:
26.000 sacerdoti cattolici (più del sei per cento del totale mondiale di circa 413.000 sacerdoti nel mondo) è iscritto nientemeno che alla Gran Loggia Nazionale di Francia (massoneria).

Ormai infatti si rischia solo una... "scomunica temporanea" [sic]:

http://www.corrispondenzaromana.it/scomunica-temporanea-per-un-sacerdote-dichiaratamente-massone/

venerdì 21 giugno 2013

domattina ordinazioni tridentine!

Domattina (sabato 21 giugno) alle 10 nella parrocchia della Santissima Trinità dei Pellegrini a Roma, mons. Guido Pozzo ordinerà sacerdote Massimo Botta della F.S.S.P. (Fraternitas Sacerdotalis Sancti Petri), e due sacerdoti dei "redentoristi transalpini" (F.SS.R.: Filii Sanctissimi Redemptoris), col rito tradizionale in latino.

il 'branding' della FSSPX

Tenetevi forte: un prete della Fraternità San Pio X fondata da mons. Lefebvre conferma che la FSSPX si è affidata ad una società di "branding" olandese (sapete, quelle società che studiano strategie commerciali su misura - evidentemente preghiera, sacramenti e sana dottrina non sono più sufficienti). Sentite qua:

“Ecco, quand’ero Superiore del Distretto d’Olanda, ho incontrato, e ne sono divenuto l’amico, il presidente di una compagnia…” – e mi ha nominato questa compagnia dal nome fiammingo, troppo strano per potersene ricordare, ma mi ha detto che si trattava della quinta compagnia più fiorente in Olanda. Di una compagnia molto importante e che lavora bene – “quasi due anni fa sono ritornato là in visita e ho incontrato di nuovo quest’uomo e gli ho chiesto di occuparsi della Fraternità e di fare il 'branding', il 'test' della Fraternità, perché in effetti questa compagnia è specializzata nel 'branding'”.

[...]

Don Wegner gli risponde: “Bene, ma almeno mi dia una possibilità, ascolti la nostra versione della storia, ciò che noi abbiamo da dire! Io organizzerò un incontro tra Lei e Mons. Fellay a Menzingen, in Svizzera, e almeno avremo la possibilità di rispondere a tutte le sue domande, dopo deciderà!”.

[...]

Dunque, hanno organizzato la riunione a Menzingen, e Don Wegner mi ha detto che l’uomo è andato e ha presentato 150 domande a Mons. Fellay, e che Mons. Fellay ha risposto a tutte queste domande e la cosa è durata sei ore! Sei ore!
E alla fine, l’uomo ha detto: “Bene, accetto il contratto con la Fraternità, farò la vostra immagine di mercato.”

[...]

Questi ci accusano di non essere soprannaturali, orbene che cos’è questa cosa qui? Pagare centinaia di migliaia di dollari a questa compagnia, a questa società pagana, e chiederle: “Allora, lasciate perdere la Coca Cola e fate il “branding” della Fraternità!”.


Il resto è sul sito di Unavox:

http://www.unavox.it/Documenti/Doc0537_Don_Girouard_omelia_2.6.13.html

giovedì 20 giugno 2013

gli stati d'animo prendono il posto del Magistero

“Eccoci ad un punto grave: i mezzi di propaganda generalmente non diffondono idee; iniettano solo e con persistenza stati d’animo. Gli stati d’animo entrano in tutti e non hanno bisogno di cultura per forzare la porta. Ma quando sono entrati fermentano, si riesprimono a poco a poco in idee subcoscienti… Quelle idee sono tali da dare una fisionomia al proprio orientamento mentale e ad indicare ad un uomo dove si debba inquadrare come metodo di vita e criterio di azione. La tecnica dello stato d’animo oggi governa il mondo e francamente non so cosa pensare di un mondo che è arrivato al punto di farsi governare soprattutto dalla tecnica dello stato d’animo” (cardinal Siri).
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2013/06/la-loquela-del-papa-in-santa-marta.html


mercoledì 19 giugno 2013

oggi varie citazioni

"Il milionario è un incantatore. Come dicono negli sdolcinati articoli che gli dedicano i giornali, è una persona affascinante. Anche il serpente lo è. perlomeno è affascinante per i conigli, come lo è il milionario per quella gente con il cervello da coniglio che donne e uomini hanno accettato di diventare. Il milionario getta un incantesimo […]. Ha trasformato gli uomini in pecore così come Circe li trasmuta in porci"
(G. K. Chesterton, 'L’utopia degli usurai', Excelsior, 2007).

Se qualcuno potesse aver ancora dei ragionevoli dubbi sull'orientamento antropocentrico del Vaticano II, tutti verrebbero fugati dall'attenta lettura della Dichiarazione sulla libertà religiosa [Dignitatis Humanae]. I principi in essa contenuti son infatti il trionfo definitivo dell'antropocentrismo conciliare. Con essi s'aprì una nuova base dottrinale, cui rispose la molteplicità di contraddittorie interpretazioni, di cui a tutt'oggi si soffre. Il peggio è che, più il tempo passa, più difficile diventa il ricupero della retta dottrina.
(Brunero Gherardini)

martedì 18 giugno 2013

Continuità, Continuità: che ci sia ciascun lo dice, cosa sia nessun lo sa

La moda trendy di quest'anno è annunciare di aver trovato la Continuità nei posti più impensabili:

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350539


Come se il problema non fosse la vastissima anarchia liturgica, disciplinare e dottrinale. Come se fosse sufficiente incrementare le omelie sulla Bontà, sulla Carità, sul Dialogo, sulla Bibbia, sul Rispetto, sulla Pace...

lunedì 17 giugno 2013

"lobby gay in Vaticano": quale è la brutta parola ?

"Ogni contesto infestato da una lobby finisce col marcire dall'interno. Il Vaticano non fa eccezione, se è presente tale oscuro potere."

"Bello lo speciale di Servizio Pubblico sulle "lobby gay" in Vaticano. Bello e interessante ancora di più, se si nota che le persone intervistate avevano tutte giubbotti e maglie e quindi era forse pronto da qualche settimana. Da prima insomma che il Papa esternasse sulla questione da un quotidiano del Cile. Mistero che solo Santoro custodisce."

http://crisis.blogosfere.it/2013/06/vaticano-lobby-gay-qual-e-la-brutta-parola.html


"A mio avviso, quello che deve destare scandalo, indignazione e riprovazione non è la presenza della parola "gay", ma della parola "lobby". In qualunque contesto e abbinamento, l'esistenza di una lobby significa corruzione, ricatti, giochi di potere e in sostanza deformazione dell'attività di governo. Ne sono brillante esempio la lobby cementiera che ha devastato il nostro Paese, la lobby agroalimentare che distrugge l'agricoltura e la qualità del cibo, la lobby petrolifera su cui non c'è neppure da sprecare parole. In certi Paesi l'attività di lobby è legale, ma questo non cambia il quadro: pensiamo alla lobby delle armi in USA."

giovedì 13 giugno 2013

contro i "cattolici educati"

Incredibile ma vero: un gesuita che accusa la lobby gay in vaticano.

http://www.affaritaliani.it/cronache/vaticano-il-papa-accusa-in-vaticano-c-una-lobby-gay11062013.html

Piccola precisazione: la conferenza episcopale latinoamericana afferma che di quell'incontro non c'è nessuna registrazione, e che i "virgolettati" attribuiti al Papa dal sito Reflexion y Liberacion (i reduci della teologia della Liberazione) sono in realtà costruiti sulla base dei ricordi dei presenti (per cui il Papa potrebbe non aver accusato così esplicitamente la lobby gay).

Invito perciò a leggere un articolo illuminante di Fides et Forma:

http://fidesetforma.blogspot.it/2013/06/reflexion-y-aberracion.html



Qui ci vuole dunque una citazione contro i "cattolici educati":
Educazione vuole che sia normale, oggi, in questo mondo servitore dell'Anticristo, che il Papa scambi battute scherzose con una rappresentante dell'Anticristo, come questa...

Segue qui:
http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV523_Involuzione_mondo_e_Chiesa.html

(articolo di Solideo Paolini che vale la pena leggere integralmente, perché commenta "un testo manoscritto, presunto di suor Lucia," non originale ma con contenuti attendibili - «c’è del vero» - del quarto segreto di Fatima).



mercoledì 12 giugno 2013

Thorvaldur !

Dall'intervista al vescovo dell'Islanda:
I primi missionari dell'Islanda furono il vescovo Federico di Sassonia e l'islandese Thorvaldur, intorno al 1000. Dopo solo 5 anni, essi furono scacciati dall'isola; così il cristianesimo islandese andò pian piano colorandosi di un certo « liberalismo ».

Vi fu un tempo in cui tutta l'Islanda era cattolica, con sette monasteri e, nel medioevo, con centri di cultura e di fede. Poi, nel 1544, venne la « Riforma », e fu un disastro. Le forze del re di Danimarca confiscarono i beni della Chiesa e tutti i monasteri furono distrutti. Dall'impoverimento economico nacque nella popolazione un forte astio contro la Danimarca. Il clero aderì al Protestantesimo e i due vescovi cattolici vennero uccisi.

Nel 1903 il compito di impiantare nuovamente il cattolicesimo in Islanda fu affidato alla Compagnia di Maria (Monfortani). Oggi, su un totale di 200.000 abitanti, i cattolici sono circa 1.500. Da notare che il centro dell'Islanda è praticamente disabitato, per cui la maggior parte dei cattolici vive a Reykjavik e dintorni. Debbo dire che i nostri fedeli sono abbastanza perseveranti; io sono contento di loro. Attualmente la mia diocesi conta 8 sacerdoti, 50 suore (Figlie della Sapienza, Carmelitane, Francescane di Maria) e 6 seminaristi; un vero record per quella che è la diocesi più piccola del mondo.

http://www.santuarimariani.org/sm-europa/is-islanda/eu-is-islanda2.htm

martedì 11 giugno 2013

Congar: il minimalismo in nome dell'ecumenismo

Citazione:
Date le finalità ecumeniche del Concilio Vaticano II secondo Congar, è comprensibile che la devozione a Maria venisse considerata, da lui e da altri, un ostacolo all’ecumenismo e quindi un elemento da eliminare. Pertanto, Congar si schierò risolutamente con i “minimalisti” del Concilio; quelli per i quali meno si parla di Maria santissima e meglio è, e se proprio si deve parlarne, lo si fa il meno possibile; agli antipodi, dunque, del de Maria numquam satis, e certo non favorevoli a definizioni dogmatiche, che si temeva venissero proposte, su Maria Corredentrice e Mediatrice; ed anche molto restii ad usare per Maria il titolo “Madre di Dio.”

Il minimalismo in nome dell’ecumenismo – questo fu professato chiaramente da Congar e da altri. [...]

Poco più d’un anno dopo, il 22 settembre 1961, Congar riassume così la questione mariana al concilio: “All’inizio la discussione è molto dura. Per fortuna Laurentin è coraggioso, misurato e documentato (Journal: informé). Apre (Journal: mène) la battaglia antimassimalista. Ci diciamo l’un l’altro che non dobbiamo fare un’opposizione eccessiva, per non correre il rischio di qualcosa di peggio di quello che vogliamo evitare. Vi sono, infatti, due dati incontestabili, davanti ai quali non possiamo far nulla: (1) l’esistenza di testi pontifici e di correnti mariologiche; (2) l’esistenza di più di 450 richieste di vescovi nei vota. Si può però cercare di favorire l’elaborazione di un testo relativamente sobrio (Journal: discret), facendo modificare qualche passo che i massimalisti potrebbero utilizzare per cercare di andare ancora più in là” (Diario I, p. 113, Journal I, p.67).

[...]

Il proemio al capitolo VIII [della Lumen Gentium del Concilio Vaticano II] fu dunque una soluzione di compromesso, il che è come dire una non-soluzione. Esempio: dicendo che Maria “nella Chiesa Santa occupa, dopo Cristo, il posto più alto e il più vicino a noi” si dà un colpo al cerchio massimalista (“il posto più alto”) ed uno alla botte minimalista (“il posto più vicino a noi”); senza contare che a fil di logica, se Maria ha il posto più alto e se questo è il più vicino a noi, vuol dire che noi siamo tutti molto in alto – e scusate se è poco.

Prosegue qui:
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2013/06/luciana-cuppo-tutto-va-ben-madama-la.html

domenica 9 giugno 2013

Soloviev aveva visto giusto

Per chi ha letto Soloviev:

Fonti governative israeliane: «Francesco ha parlato a Peres di un meeting tra ebrei, cristiani e musulmani per dire no alla violenza». E il rabbino Rosen chiede un'analoga iniziativa in Terra Santa:

http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/francesco-francis-francisco-25236/

venerdì 7 giugno 2013

quale è il vero diritto?

Citazione:
Lo pseudo diritto dei gay di fare ricorso ad aberrazioni come l’”utero in affitto” è togliere il diritto ad un bambino di vivere con la propria madre: qual è il vero diritto?
il resto è qui:

http://secondonatura.blogspot.it/2013/06/tutti-insieme-appassionatamente-per-il.html

giovedì 6 giugno 2013

enclave francese in territorio italiano

Il tenerone Cordialiter giustamente esulta per le cinque ordinazioni sacerdotali della Congregazione di Gricigliano (enclave francese in territorio italiano).

Però non si domanda come mai da Gricigliano continuino ad uscire sempre e solo preti francesi: e tutti (ma dico: tutti!!!) quei seminaristi italiani entrati da dieci-quindici anni a questa parte, che fine hanno fatto?

http://cordialiter.blogspot.it/2013/06/ondata-di-ordinazioni-per-la-liturgia.html



mercoledì 5 giugno 2013

don Ariel si autocandida a Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica

Dall'ultimo articolo di don Ariel:

http://www.papalepapale.com/develop/dopo-i-porno-funerali-di-gallo-autopsia-di-una-chiesa-suicida-nella-persona-di-bagnasco-angelo/

L'articolo è stato riportato anche su Unavox con diverse altre foto (per cui: clicca anche qui!):

http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV516_Autopsia_Chiesa_suicida.html


Qualche citazione di assaggio (l'articolo è lungo ma vale la pena leggerlo tutto):
...la nostra grazia di stato ci permette di separare l’uomo dall’ufficio apostolico che è chiamato a ricoprire, accettando e facendo nostra la sfida che spesso si pone dinanzi a noi: obbedire in coscienza e libertà anche le diverse mezze figure che popolano il collegio episcopale...

...Capisco che per essere degnati di attenzione da un cardinale, di questi tempi bisogna essere un rabbino ebreo o un imam mussulmano, perché in tal caso le risposte giungono subito, amabili, ecumeniche e interreligiose...

...“Stupendo” il commiato del cabarettista ebreo Moni Ovadia, agnostico dichiarato e orgoglioso che non crede nella religione propria e tanto meno in quella degli altri. Un Ovadia affetto da evidenti corti circuiti psicoanalitici dati dal fatto che da una parte si proclama agnostico e dall’altra mangia cibo kasher, anzi glatt kosher. Grottesco oltre ogni limite, quando riferendosi al defunto ci ha rassicurato: «Sono ebreo e agnostico ma secondo me il Gallo risorge»... «Andrea» — ha detto l’Ovadia con demenziale serietà — «riusciva a essere uno e trino»...

...La vera vergogna è stato tutto ciò che di ovattato, di untuoso e di cosparso d’olio di vaselina hanno scritto l’Osservatore Romano diretto da Giovanni Maria Vian e l’Avvenire diretto da Marco Tarquinio, che sul giornale dei Vescovi d’Italia lascia pontificare quel piccolo eresiarca di Enzo Bianchi...

… questa somma di vergogne si edificano su una tragica realtà: viviamo in una Chiesa ridotta ormai alla totale inversione, dove il bene diventa male e il male bene, l’eterodossia ortodossia e l’ortodossia eterodossia da condannare e da perseguitare...

...ho vissuto come un vero colpo basso quella processione filmata di preti “trasgressivi … fuori dal coro … disobbedienti … progressivi … arcobalenisti … filocomunisti …” capitanati da quell’altro notorio squallore sociologico-demagogico di Luigi Ciotti...

...Se a calarsi le brache e a presiedere questo teatro funerario porcino è stato il presidente dei Vescovi d’Italia, figurarsi gli altri nostri vescovi!...

... posto che queste persone [i trans], notoriamente strapiene di un ego narcisista, disordinato e orgoglioso, aggressive oltre ogni umano limite verso chiunque osi non pensarla come loro, pare non abbiano chiaro che essa procede da Cristo e che la vera Chiesa è quella di Cristo, non certo quella “di base … di piazza … alternativa … disobbediente … arcobalenista”...

...Forse, a questo punto, al Cardinale Angelo Bagnasco non resta che andare a celebrare un solenne pontificale direttamente al Gay Village con Luxuria che fa da madrina alla manifestazione con tutte le accoglienti transgender travestite da agnellini rosa...

...Tutti quanti sappiamo bene che genere di mestiere svolgeva la pubblica peccatrice pentita e perdonata [Lc, 7, 36-50] che bagnò con le proprie lacrime i piedi del Signore, asciugandoli coi propri capelli e cospargendoli col prezioso olio profumato contenuto nel suo vaso di alabastro. Ma sappiamo anche che dopo quell’incontro e quel pianto sui piedi del Redentore, cambiò mestiere e vita. Non divenne certo paladina e ideologa pre-cristiana dell’associazione delle libere prostitute per la liberalizzazione e la legalizzazione del meretricio nel nome del Cristo risorto accogliente, caritatevole e misericordioso...

...Valutando infatti quanto il carrierismo e i carrieristi siano oggi in voga nella Chiesa, vorrei propormi come prossimo Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica, perché se il Rev. Gallo è promosso e proposto in lettura direttamente dentro l’Università del Romano Pontefice, per un principio di proporzioni e soprattutto di aequitas, io che il deposito della fede cattolica e l’obbedienza al Magistero della Chiesa lo difendo, lo porto avanti e lo trasmetto al Popolo di Dio, pagando non di rado il doloroso prezzo di persecuzioni interne dalle quali nessuna Eccellente ed Eminente persona mi ha mai difeso, fuori d’ogni ragionevole dubbio merito il posto del Cardinale Zenon Grocholewski che sta per compiere ormai 75 anni...

martedì 4 giugno 2013

oggi le comiche: Cuglieri (Sardegna)

Per la serie Oggi le comiche trasmettiamo: "il Seminario di Cuglieri".

C'è la Congregazione di Gricigliano che vorrebbe prendere in affitto la struttura del Seminario di Cuglieri di 14.000 metri quadri al prezzo di 14.000€ l'anno (esatto: un euro a metro quadro, all'anno: noialtri qui paghiamo di più per un... appartamentino da 86mq in centro):

http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV519_Il-mistero_del_seminario_di_Cuglieri.html


Ma la Conferenza Episcopale Sarda non vuole.

Evidentemente sa che "quattordicimila euro l'anno" è pressappoco la retta di un singolo seminarista della Congregazione di Gricigliano (senza contare la "dote" di posateria e piatti da portare quando si entra: eh, il lato costoso del tradizionalismo baroccheggiante), e magari vuole spuntare un prezzo più alto.

E nel frattempo vorrebbe ovviamente cogliere due piccioni con una fava bloccando questi pericolosissimi chierici che osano azioni inaudite, come per esempio adorare il Santissimo Sacramento e celebrare la liturgia tridentina. Traditio Catholica delenda est.

Quindi, da una parte si tira in ballo il Dio Uno e Trino, e dall'altra il Dio Quattrino.

Il bello è che Gricigliano non ha tutti i torti. Se la Sardegna raggranellasse un paio di decine di seminaristi Novus Ordo (merce sempre più rara oggidì), probabilmente si troverebbe persino il modo di riaprire gratis la struttura a beneficio della CEI.

domenica 2 giugno 2013

i presunti "tradizionalisti non ostili al Papa"

Citazione:
In ogni caso grazie a questo video (checché ne dicano i presunti "tradizionalisti non ostili al Papa", ossia gli adepti del cerchiobottismo buxiano) potrete verificare che la cosiddetta "riforma della riforma", o il cosiddetto "rinascimento benedettiano" e via dicendo, sono da considerarsi mere rêveries del passato, probabilmente morte e sepolte nel giro di due mesi. E' onestà intellettuale ammetterlo, senza protestare e senza dover essere ostili verso nessuno. Dispiace e addolora. Punto.
Il video (e il resto dell'articolo) sono su:
http://fidesetforma.blogspot.it/2013/06/prima-e-dopo.html

sabato 1 giugno 2013

1917-2017: il secolo di satana

1884: papa Leone XIII comanda di recitare la preghiera a san Michele Arcangelo

1917: inizia il secolo di satana

1964: il decreto Inter Oecumenici abolisce la preghiera a san Michele Arcangelo

1994: Giovanni Paolo II "chiede" di non dimenticare quella preghiera

1999-2017: attacco mortale alla Chiesa

2017: centenario di Fatima

Breve articolo riassuntivo:  http://www.papalepapale.com/strega/?p=1151