sabato 28 marzo 2026

"seriously?" (e invece...)

Se c'è una cosa che i seminaristi conciliari imparano immediatamente, è che i pretonzoli conciliari - e ancor più i vescovi, e figurarsi poi ai piani più alti - sono estremamente permalosi riguardo a ironie e sarcasmi. Infatti prediche e documenti sono imbottiti fino alla nausea di precisazioni, disclaimer, note esplicative previe, come se si aspettassero che tutti i destinatari siano cercatori accaniti di pelo nell'uovo. Come se Nostro Signore, prima di spiegare il trucchetto farisaico del "è korbàn!" (cfr. Mc 7,11-13) avesse prima premesso una vasta serie di catechesi del mercoledì per elogiare storia e pregi del korbàn, per poi spiegare, partendo molto alla lontana, e con estrema delicatezza, che in certi casi, talvolta, magari, forse, qualcosina non andava proprio per il verso giusto, tuttavia, però, ma, comunque, tutto andrà bene, madama la marchesa.

"La Chiesa è malata di documentite", "e il Verbo si è fatto carta", osservavano ai bei tempi Messori e Cammilleri. La logorrea clericale dell'epoca moderna è riassunta da quella battuta di Flannery O'Connor: "di cosa ha parlato la predica del parroco?" "Del peccato". "E cosa ha detto?" "È contrario".

La memetica è ormai l'unico modo di veicolare messaggi in maniera sintetica, specialmente quando gli interlocutori hanno una soglia dell'attenzione brevissima. Sarebbe stato bello vedere sui media cattolici qualche giorno fa, prima del "fattaccio", la vignetta di cui sopra.

Spiegazione tecnica per i diversamente capenti. Vi si riconoscono tre tipi di facce: il grasso e trasandato incivile, il "Chаd" di poche parole e zero conformismo, e la fеminаzi con gli occhialetti "problem?", i capelli color ridicolo, gli stemmini delle ideologie di moda (abоrtiste, ellеgibittì).

Il primo rappresenta Enrico VIII che pur di divorziare fece inventare al parlamento inglese una nuova chiesa. Il secondo rappresenta il papato cattolico (sopra: Clemente VII nel 1527; sotto, si sperava, Leone XIV nel 2026). La terza rappresenta l'arcivescovessa di Canterbury insediatasi a settembre 2025 (facendo infuriare definitivamente il GAFCON).

Si noti che pur avendo il Papa detto "no", la vignetta già mostra che chi va contro la Chiesa finisce prima o poi nel ridicolo.

Sarebbe stato davvero il caso che le cose fossero andate come nella vignetta, col Papa che con sprezzante sarcasmo chiede: "sul serio?" non per attendere risposta alla domanda, ma per non occuparsi più della questione (in quanto Papa, ha da pascere il gregge e confermare i fratelli nella fede, non può star dietro ai cosplay - "costume playing", cioè travestirsi da personaggi immaginari - o alle pagliacciate di chi non ha alcuna intenzione di convertirsi all'unica vera fede). E invece...


venerdì 27 marzo 2026

notizie varie

Oggidì
tutto è misoginia
Cronaca: defunge di cancro a 43 anni il magnaccia internazionale:

https://www.totalitarismo.blog/e-morto-il-proprietario-di-onlyfans-magnaccia-internazionale-e-primo-finanziatore-della-lobby-ebraica/

 

Citazione:

Sappiamo, per esempio, come l’idea della vaccinazione universale fosse fortissima in Sud America, specie nei Paesi a guida massonica, come il vecchio Brasile: da essa si sviluppò nel novembre 1904 la «Rivolta dei vaccini» di Rio de Janeiro. La vaccinazione coatta contro il vaiolo, implementata casa per casa dall’autorità con siringa e fucile, sfociò in scontri violentissimi con la popolazione, scontri a cui aderì un’Accademia militare. Bizzarro, pur di vaccinare tutti, il potere non solo incorre nella riprovazione popolare, ma va a rischiare persino un golpe. Perché?

https://www.renovatio21.com/la-resurrezione-delle-pesti/

https://www.renovatio21.com/il-papa-del-battesimo-di-satana/ 

 

Sarebbe bello se il messaggio di ieri alla "arcivescovessa" di Canterbury fosse stato satirico.

Leone XIV la chiama Your Grace e invoca su di lei da Dio la saggezza (wisdom) e la guida dello Spirito... anziché chiederle di smettere di fare quel ridicolo cosplay e di convertirsi alla fede cattolica invocando san Tommaso Moro e san Tommaso Becket.

Ora, chi glielo dice a quei poveri "preti" anglicani che vedendo l'introduzione del "sacerdozio femminile" e subodorando l'imminente nomina di una "arcivescovessa" di Canterbury, negli anni recenti avevano voluto abiurare scisma ed eresia e rientrare nella Chiesa cattolicaconciliare?

https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2026/03/lirenismo-modernista-di-leone-nei.html

https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2026/03/26/0233/00460.html

sabato 21 marzo 2026

varie considerazioni

1995: Prevost si prostra alla Pachamama.
Ditelo ai vari vescovi ed emeriti di Milano,
tuttora convinti di candidarsi al papato
facendo gli auguri per il Ramadan...
Notiziola comica non tanto perché il (((personaggio dalle "sei dita"))) fa allusioni particolarmente stupide a Nostro Signore, ma perché è da fine settembre 2024 che il personaggio sembra non coincidere più con la persona. 

Cioè da allora ad oggi la persona è probabile che sia stata stata sostituita da sosia e video generati dall'AI (talvolta in modo frettoloso e maldestro), per mantenere una narrativa e usarlo come "capro espiatorio" quando le cose si sarebbero messe male. (E si stanno mettendo spettacolarmente male da qualche settimana a questa parte: hanno ricevuto un po' del trattamento che avevano inflitto a Gaza...):

https://www.tv2000.it/tg2000/video/iran-gengis-khan-meglio-di-gesu-bufera-su-netanyahu/ 

 

Anche don "Elia" arriva quasi a concludere che chi approva le motivazioni per le annunciate ordinazioni episcopali del 1° luglio prossimo, conseguentemente approva che chiunque si percepisca in stato di necessità possa ordinarsi dei vescovi per proseguire la propria buona opera (buona di fatto, o anche solo di percezione). 

Dunque la riflessione dovrebbe essere non sul "sei favorevole alle ordinazioni?" ma sul: "fino a che punto il Papa e la gerarchia ostacolano attivamente la tua salvezza?". Estenderei quest'ultima domanda anche alla salvezza del mio prossimo. Per esempio, grazie al vaticansecondismo - specialmente in salsa bergoglionica - non posso neppure spendere una buona parola ai miei cari senza vederla banalizzata.

Tutto ciò non toglie che quel solo annuncio - per giunta fatto con vasto anticipo - stia contribuendo fortemente a far capire quanto è grave la situazione (anche ai tifosi del conservatorismo che preferirebbero limitarsi a urlare "scisma! scomunicati!"), e quanto lo sia stata in almeno tutta l'epoca conciliare:

https://lascuredielia.blogspot.com/2026/03/fede-o-propaganda-guai-voi-scribi-e.html 


Il futuro Leone XIV, all'epoca 39enne e da anni addottorato in Diritto Canonico, si prestò ad una vaccata tipica dei seminari e comunità religiose, e ne è rimasta involontariamente traccia su Youtube.

Suppongo che se avesse manifestato qualcosa di diverso dall'entusiasmo per la Pachamama, sarebbe stato perseguitato abbestia dai superiori (conosco storiette di seminari e conventi da far rabbrividire anche un sedevacantista). Se tutto l'ambiente formativo attorno a te ruota attorno a un Gutierrez (o un Tonino Bello, o qualsiasi altro esemplare di banalizzazione e deviazione della fede), dopo anni e anni di incessante diluvio finisci per approvarne qualcosa (o prostrarti a qualche statua pachamammesca) che tuo malgrado resterà negli annali, e verrà "riscoperto" proprio nel momento in cui hai il terrore nero di scatenar putiferi facendo ammenda:

https://www.renovatio21.com/emergono-ulteriori-foto-del-futuro-papa-leone-al-rito-idolatrico-della-pachamama/

https://www.renovatio21.com/i-rituali-della-pachamama-collegati-a-sacrifici-umani/ 

Notare come in epoca conciliare i consacrati son tutti liturgicamente abbigliati come i vecchietti che giocano a briscola al bar:

https://www.aldomariavalli.it/2026/03/21/fatti-recenti-e-qualche-vecchia-foto-per-inquadrare-prevost/ 

giovedì 19 marzo 2026

donabbondieschi impedimenti: la politica della "porta chiusa" - e altre notizie

Messaggio del presidente Trump per la festa di san Giuseppe (dopo quelli per l'Immacolata e per san Michele Arcangelo):

https://www.whitehouse.gov/briefings-statements/2026/03/presidential-message-on-the-feast-of-saint-joseph/

 

Articolo di Travaglio del 20 marzo 2024 invecchiato piuttosto bene che merita di essere riletto per ricordarci come funzionano stampa, telegiornali e politica:

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/chi-non-muore-si-rivede

 

La politica della "porta chiusa" di Leone XIV (quello che "io ascolto tutti"): così come erano state ignorate le lettere del Pagliarani che chiedeva udienza, altrettanto sono state ignorate le lettere del Viganò che chiedeva udienza...

https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2026/03/aures-habent-et-non-audiunt-cronologia.html 

 

Disquisizione tecnologica: "così va il mondo". Clicchi per leggere una notizia su un sito web. Il tuo browser richiede la pagina contenente la notizia. Il server remoto ti smolla anzitutto un bombardone di codice Javascript (che non ti mostrerà nulla sul video: fa solo profilazione di chi sei, che cellulare usi, dove sei almeno approssimativamente, quanta attività hai fatto sul web, che tasti hai premuto e con che pause intermedie, eccetera). Contestualmente avviene qualche "silenziosa asta" fra vari server pubblicitari: da quei dati rilevati su di te decidono quanto vali, e il computer vincitore dell'asta si aggiudica il diritto di imbottire la pagina della notizia con strisciate pubblicitarie. Pagina che era già di suo stracarica di altri sistemi di tracking e analisi comportamentale, ognuno diretto a una centrale pubblicitaria/profilatoria diversa. E tutto ai limiti (o oltre i limiti) di ciò che consentono le varie leggi sulla privacy.

Dopo una crescita enorme, l'industria pubblicitaria sta raschiando il fondo del barile, tentando di rastrellare con ogni più subdolo mezzuccio gli ultimi centesimi in giro. Tutte le decisioni "UX" (cioè di "user experience", cioè di come viene disegnato e distribuito lo spazio utile della pagina) sembrano "ostili" all'utente (come i "dark patterns", come ad esempio mostrare con colori a basso contrasto i tastini di chiusura delle finestrelle come quella del GDPR, o il movimentare il contenuto della pagina mentre leggevi per presentarti qualche altra pubblicità o per ulteriore profilazione da cui statisticamente dedurre meglio i tuoi interessi) proprio perché il loro scopo non era di comodità o almeno di abbellimento, ma solo quello di profilare meglio.

Così, una pagina di 5 kilobytes scarsi di contenuto effettivo (la notizia che volevi leggere) diventa un mostro da 49 megabytes (che a scaricarla e visualizzarla ti consuma energia elettrica e traffico dati, oltre che tempo di attesa), per non parlare dei siti web che ti infliggono un piccolo video nella parte bassa della pagina (e con magari il tastino "X" troppo vicino a una strisciata pubblicitaria). Articoletto piuttosto tecnico ma che riepiloga bene la desolazione del web:

https://thatshubham.com/blog/news-audit

lunedì 16 marzo 2026

Zuppi alla Cena Islamica, e un paio di promemoria relativi alla FSSPX

Citazione:

Il cardinale Matteo Zuppi ha espresso preoccupazione per la mancanza di iscrizioni al catechismo mentre prendeva parte a un evento pubblico del Ramadan in città. [...]

«Grazie, salam alaikum», ha detto Zuppi durante la cena islamica. «Credo che questo incontro è davvero quello dei credenti. Essere credenti significa essere fratelli». notiamo la mise del cardinale della Sant’Egidio, detto a suo tempo come papabile, presentatosi con un cappottino che lo fa sembrare un anziano qualsiasi dei giardini Margherita.

https://www.renovatio21.com/il-cardinale-zuppi-va-allevento-del-ramadan-poi-si-preoccupa-per-le-zero-iscrizioni-al-catechismo-e-la-mancanza-di-famiglie-cattoliche/

 

Aprile 2025: alcuni cattolici perplessi scrissero al don Pagliarani:

...con sommo dispiacere siamo venuti a conoscenza dai vari siti internet della Fraternità e dalle omelie nelle cappelle, dei Comunicati relativi alla celebrazione di Sante Messe pubbliche nei Priorati in suffragio di Francesco I.

Con tutto il rispetto “et debita reverentia” per la sua dignità sacerdotale, la cosa ci appare non solo fuorviante, ma vergognosa e contro il Diritto della Chiesa, infatti, il Can. 1240 del Codice di Diritto Canonico del 1917 proibisce la sepoltura ecclesiastica ai pubblici peccatori, e il Can. 1241 proibisce Messe pubbliche per chi è stato privato della sepoltura ecclesiastica se non faranno pubblica ammenda dei loro peccati.

[...] Se qualche vescovo o sacerdote prima del Vaticano II avesse posto in essere le azioni e gli scritti di Francesco I non sarebbe stato considerato, come minimo, pubblico peccatore se non addirittura eretico e/o apostata e colpito da sanzioni canoniche?

[...] In realtà appare evidente, ci scusiamo se sbagliamo, che ormai i componenti della classe dirigente della Fraternità San Pio X si siano allontanati da quanto insegnato da Mons. Marcel Lefebvre e non abbiano capito o forse non vogliano capire quale sia il modernismo della “gerarchia della chiesa conciliare” infatti secondo i Superiori di Menzingen pare che questi, parafrasando una frase del Partito Comunista Italiano degli anni '70 siano, i compagni che sbagliano, non terroristi; nel caso in specie, i modernisti conciliari sarebbero di conseguenza i fratelli che sbagliano, quindi non eretici, apostati e nemici della Verità rivelata.

I dardi sono rivolti, piuttosto, contro i tradizionalisti non “allineati e coperti” alle direttive dei Superiori della Fraternità o che la pensano diversamente in merito all’autorità.
http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV6742_Gruppo_di_fedeli_lettera_aperta_a_Don_Pagliarani.html

 

A chi volesse farsi espellere dalla FSSPX conviene più documentare caritatevolmente i fatti, che convertirsi al modernismo. Citazione dell'abstract:

Nella Fraternità San Pio X si è passati progressivamente dall’idea secondo cui la sua irregolarità canonica è un’ingiustizia che si è subita, un male da tollerare in circostanze straordinarie ma da regolarizzare se ce n’è la possibilità, a quella secondo cui sarebbe invece quasi un bene da desiderare, una condizione privilegiata voluta dalla Provvidenza che ci si dovrebbe guardar bene dal perdere, anche laddove la Santa Sede le propone di riconoscerla “così come è”. Si tratta senz’altro di un problema di vecchia data: questo spirito, infatti, era già prima abbastanza diffuso tra i suoi membri e alcuni dei suoi superiori maggiori. Tuttavia, fino al Capitolo generale del 2018, non aveva influenzato in modo così profondo i suoi vertici più alti. Il Capitolo del 2018 rappresenta quindi, sotto questo profilo, una svolta.

Il rifiuto di una regolarizzazione canonica anche di fronte a proposte della Santa Sede che non contengono nulla che pregiudicherebbe l’identità della Fraternità potrebbe porre ai suoi membri un vero problema di coscienza. È, infatti, legittimo domandarsi se si può ancora considerare lecito un apostolato esercitato al di fuori della regolarità canonica, se viene offerta la possibilità di esercitare questo stesso apostolato, senza alcun compromesso, all’interno di un quadro giuridico normale, che viene rifiutato unicamente in nome di una mancanza di fiducia nei confronti delle attuali autorità della Chiesa e per il fatto che queste continuano a fare proprio lo spirito delle riforme del Concilio Vaticano II.

Un’analisi spassionata e oggettiva dell’evoluzione degli ultimi decenni – in particolare nell’approccio della gerarchie della Chiesa verso i tradizionalisti da una parte, e nelle reazioni alla crisi dall’altra – porta a concludere che l’ottenimento di tale quadro giuridico regolare che preservi l’identità della Fraternità è oggi possibile.
 Il problema più grave con il quale la Fraternità si trova oggi a confrontarsi non è,  tuttavia, la sua irregolarità canonica in quanto tale – discernere la tempistica e le modalità più appropriate per una regolarizzazione rientra, infatti, nella legittima sfera di competenze del suo Superiore generale – ma piuttosto le conseguenze che ha causato l’eccessivo prolungamento nel tempo di questo stato irregolare, in particolare quella dell’autoreferenzialità e dell’esclusivismo, vale a dire la tendenza ad atteggiarsi come se solo la Fraternità possedesse il deposito della Tradizione; ad esprimere dei giudizi quasi sempre negativi su coloro che operano per il bene della Chiesa ma nella regolarità canonica e con un bagaglio argomentativo e dei giudizi parzialmente diversi da quelli della Fraternità; a proibire la communicatio in sacris ed evitare ogni contatto con loro, spingendo i fedeli a fare altrettanto. Questa tendenza è molto pericolosa e, secondo le parole di mons. Fellay e di don Pfluger e don Nély (cioè i membri del Consiglio generale degli anni 2006-2018), «in futuro condurrà logicamente ad un vero scisma».

Questi problemi nella Fraternità non sono certo cominciati nel 2018. Anzi, per quanto riguarda la “base” della Fraternità, si potrebbe perfino dire che dopo il Capitolo non è cambiato quasi nulla. Ma c’è, invece, una differenza essenziale ai vertici, cioè tra il Consiglio generale eletto nel 2018 e quelli dei decenni precedenti (soprattutto quello degli anni 2006-2018): mentre questi ultimi mettevano in guardia dal pericolo dell’autoreferenzialità e rifiutavano una proposta di regolarizzazione solo nella misura in cui ritenevano contenesse delle condizioni che avrebbero reso impossibile la sopravvivenza della Fraternità, i superiori attuali, invece, considerano l’idea stessa di fare «l’esperienza della Tradizione in mezzo a tutte le esperienze che si fanno attualmente» (mons. Lefebvre), prima che Roma sia ritornata alla “Tradizione integrale”, come un male e una cosa pericolosa.
https://www.internetica.it/don-citati-FSSPX.pdf

domenica 8 marzo 2026

citazioni varie, tra cui l'opposizione controllata ed il "convertire i recalcitranti allo stile sinodale"

Per non dimenticare:
2021, la nuova "eucarestia"
vaccinale

Citazione:

I componenti della “triade conservatrice” sono accumunati da alcuni elementi che dimostrano la loro assoluta incoerenza rispetto ai princìpi che ci si attenderebbe essi difendano. Tutti e tre accettano sine glossa gli atti del Concilio Vaticano II e il magistero post-conciliare. Tutti e tre celebrano indifferentemente il Vetus Ordo e il Novus Ordo, considerando entrambi legittimi e relegando le questioni liturgiche a meri aspetti di sensibilità personale. Tutti e tre, pur criticandolo, si adeguano al cammino sinodale “per obbedienza al Papa” e Müller ha preso parte attiva alle riunioni del Sinodo sulla Sinodalità sia nel 2023 che nel 2024, in qualità di membro votante nominato direttamente da Bergoglio. Tutti e tre riconoscono la collegialità episcopale, l’ecumenismo, la libertà religiosa, la Dichiarazione di Abu Dhabi e in generale tutti gli atti – anche i più controversi – emanati dai Dicasteri Romani. Tutti e tre hanno criticato Fiducia supplicans senza esigerne la revoca. Tutti e tre hanno espresso disappunto dopo Traditionis custodes, senza tuttavia impegnarsi per impedirne l’applicazione. Tutti e tre non hanno speso una sola parola di sostegno nei miei riguardi, né prima né tantomeno dopo la farsa del procedimento canonico che ha portato alla mia “scomunica” per scisma. Tutti e tre sono insomma convinti ratzingeriani e sostenitori di quella variante ecclesiale del processo dialettico hegeliano, secondo il quale sarebbe possibile far convivere la tesi dell’ortodossia cattolica e l’antitesi dell’eresia modernista nella sintesi conciliare. Tutti e tre riconoscono infine come legittimo Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede Victor Manuel Fernández, nonostante la sua attività “letteraria” di pornografo ed eretico; né risulta che abbiano richiesto le sue dimissioni dopo lo scandalo di Besame con tu boca e La pasión mística.
[...]
Müller, Sarah e Burke costituiscono a tutti gli effetti un’opposizione controllata.

https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2026/03/arciv-vigano-lopposizione-di-sua-maesta.html

 

Citazione:

[...] ha citato en passant il documentario francese Les survivantes realizzato da Pierre Barnerias nel 2024 intervistando 8 donne sopravvissute al coinvolgimento in reti internazionali di pedofili tra il Belgio, la Francia e gli Stati Uniti. Mi stupisce di non aver mai sentito nominare un’opera del genere, ma mi sono reso conto che essa non ha avuto alcuna distribuzione né pubblicità, e che probabilmente il buon Foa ha potuto visionarlo solo in quanto cittadino svizzero (dal momento che una rete elvetica è stata l’unica a trasmetterlo in tutta Europa).

https://www.totalitarismo.blog/les-survivantes-un-documentario-sulle-reti-pedofile-internazionali/ 

 

Citazione (che vale anche per i docenti, per prelati e pretazzi, per gli avvocati, per i manager, per i pubblicitari, per gli assicuratori, per tutti i mestieri che implicano la somministrazione di un po 'di parlantina):

Alcune ricerche condotte su diversi parlamenti nazionali e sovranazionali, per esempio, iniziano a segnalare un fenomeno curioso: a seconda del paese, una parte sempre più consistente dei discorsi pronunciati in aula – quei discorsi con cui si perora l’approvazione o il rifiuto di una legge, si presentano emendamenti, si commentano mozioni – comincia a essere scritta, in tutto o in parte, da qualche sistema di intelligenza artificiale. Le percentuali cambiano da contesto a contesto, ma il pattern è sempre quello: esistono già deputati e senatori che non svolgono quasi più il proprio mestiere senza l’aiuto di un’IA, e c’è da presumere che il loro numero aumenterà in modo silenzioso ma costante.

Se allarghiamo un po’ lo sguardo, la cosa diventa ancora più evidente. Pensate, per restare su un caso concreto, al Parlamento europeo: è un’istituzione dove convivono decine di lingue, e dove l’inglese è spesso usato come lingua franca da persone per le quali è solo una seconda o terza lingua. Quanti parlamentari, in queste condizioni, secondo voi ricorrono già oggi – o inizieranno a ricorrere domani – a qualche IA per farsi tradurre i discorsi, rifinire la grammatica, uniformare il tono, renderlo “più europeo”? Quanti chiederanno al sistema non solo di tradurre, ma anche di “migliorare lo stile”, “rendere più convincente l’argomentazione”, “accorciare e semplificare per il pubblico”? È abbastanza ovvio che la soglia psicologica tra usare l’IA come semplice dizionario evoluto e usarla come ghostwriter politico è molto più sottile di quanto non si voglia ammettere.

Cosa significa tutto questo, in termini di potere? Significa che, appunto, nessuno sta perdendo il potere nel senso classico del termine: non c’è un Parlamento che viene sciolto dai robot, non c’è una Costituzione riscritta da Skynet, non ci sono carri armati con il logo di una big tech davanti alle assemblee legislative. Il potere formale resta dove è sempre stato, con gli stessi rituali, le stesse sedute, gli stessi regolamenti. Ma il potere sostanziale – quello di formulare il discorso, di scegliere le parole, di strutturare gli argomenti – viene progressivamente abbandonato, pezzo dopo pezzo, a favore delle IA. Non è un’espropriazione, è una rinuncia volontaria: non “ci portano via” il controllo, semplicemente smettiamo di esercitarlo in prima persona, perché è più comodo, più veloce, meno faticoso lasciare che lo faccia una macchina.

https://keinpfusch.net/l-ai-che-governa-il-mondo/



Citazione:

«Come posso, io stesso, sottomettere il mio intelletto e la mia volontà per accettare ciò che papa Francesco ha fatto nel suo magistero ordinario – autentico – per consentire ai divorziati di accostarsi alla Santa Comunione?», si è chiesto retoricamente. Il vescovo Schneider ha proseguito: «Come posso accettarlo? Come posso accettare con la sottomissione del mio intelletto e della mia volontà? … Accettare il documento Fiducia Supplicans per benedire le coppie dello stesso sesso».
[...]
«O anche nel Vaticano II ci sono alcune espressioni… che sarebbero difficili – onestamente – da accettare per molti cattolici con sottomissione di intelletto e volontà. Ad esempio, la Lumen Gentium afferma che noi cattolici, insieme ai musulmani, adoriamo l’unico Dio. ‘Adorare’– non posso accettare questa frase. Come posso adorare (Dio) insieme ai musulmani? Perché l’atto di adorazione è sostanzialmente diverso. I cristiani, i cattolici, pregano sempre a livello soprannaturale, come figli di Dio. … Mentre i musulmani adorano a livello naturale, non a livello soprannaturale, non hanno la figliolanza di Dio attraverso il battesimo».

https://www.renovatio21.com/mons-schneider-rivela-che-i-vescovi-segretamente-non-si-sottomettono-agli-insegnamenti-di-bergoglio/

 



Citazione:
Tralascio i numerosi riferimenti alla “conversione sinodale missionaria” e alla partecipazione delle donne alla formazione dei seminaristi.

Tralascio anche i numerosi riferimenti alla “missione” che, seppure in alcuni punti sia timidamente accostata all’annuncio del Vangelo, pare in realtà più riferita al mandato di convertire i recalcitranti allo “stile sinodale”.

Tralascio, infine, i numerosi riferimenti al camminare, ascoltare, dialogare, ormai refrain di troppi documenti vaticani, e alla “corresponsabilità differenziata [?] nei processi decisionali”.

Colpisce, invece, la pressoché totale mancanza in tutto il documento di un paio di parole che dovrebbero guidare la formazione dei ministri ordinati: la preghiera e lo studio delle Scritture, dei Padri e dei Dottori della Chiesa.

La preghiera rimane permanentemente sullo sfondo e in un solo passaggio, alle pagine 10 e 11, si fa riferimento ad alcuni elementi che non dovrebbero mai mancare nel discernimento ecclesiale; tra questi “un tempo conveniente per prepararsi con la preghiera”. In effetti tra la “conversione delle relazioni”, la “conversione missionaria”, la “conversione alla comunione”, la “conversione al servizio”, la “conversione a uno stile sinodale”, la “conversione della formazione” (questi sono i titoli dei primi sei capitoli del preambolo), capisco che diventa sempre più difficile trovare un tempo conveniente anche per la preghiera e la conversione al Vangelo.

https://www.aldomariavalli.it/2026/03/07/formazione-dei-giovani-preti-tanto-cammino-ma-quando-pregano-e-studiano/ 

 

Citazione:

La Chiesa è in emergenza. Non un'emergenza inventata dai commentatori, non uno stato d'animo creato dai social media, non un'isteria.

Una vera emergenza, misurata non in sentimenti, ma in fatti. Un'emergenza misurata nel silenzio dove devono esserci risposte. Nella tolleranza dove deve esserci correzione. Nei pastori che si rifiutano di nominare i lupi, mentre coloro che vogliono semplicemente custodire il gregge vengono trattati come un problema.
https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2026/02/il-vescovo-strickland-la-chiesa-sta.html


Per la serie: "ma chi gli ha dato la patente di vescovo?"

https://www.renovatio21.com/arcivescovo-brasiliano-dichiara-la-scomunica-per-partecipazione-non-autorizzata-alla-messa-in-latino/ 


Promoveated and amoveated: poveri cattolici tattaresi:

https://www.renovatio21.com/papa-leone-xiv-nomina-a-sassari-il-vescovo-che-partecipo-allinaugurazione-di-una-loggia-massonica/ 


E non parliamo del promoveated ut... oh no!

https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2026/03/mons-vigano-denuncia-la-ventilata.html 

sabato 7 marzo 2026

alcuni miei commenti ad alcuni recenti thread su C&PC

Per non dimenticare:
nel 2020 il solo ascolto dei telegiornali
indusse la gerarchia conciliare ad imporci
l'inaudita Astinenza Eucaristica Forzata
1) sono le ambiguità a rendere possibile la "pastorale", ossia i danni.

Se l'autorità comanda l'errore, ubbidire equivale a rendersi complici, come ci spiegò anche l'Aquinate.

Il punto è che il vaticansecondismo è consistito sempre nel comandare ambiguità facilmente reinterpretabili, e di "punire" in altri modi (nomine e incarichi). Persino la dichiarazione di Abu Dhabi può essere difesa dicendo "beh, ma tratta della volontà permissiva di Dio, che avevate capito?".

A causa di tali ambiguità, cioè in assenza di una vera e propria e riconoscibile "pistola fumante", la gran maggioranza di clero e vescovi donabbondiescamente non ha trovato motivo di opporsi, e nel frattempo la Chiesa viene rivoltata come un calzino per tramite della "pastorale", ivi inclusi certi scivoloni che è arduo giudicare incolpevoli.

Un esempio piuttosto grave è quando Paolo VI in un discorso del 23 giugno 1964 diede ad intendere che della contraccezione era lecito dibattere, che era "allo studio". Quattro anni dopo, il 25 luglio 1968, promulgò la Humanae Vitae.

Risultato: tutti quelli che erano stati entusiasticamente "aperti al dibattito", sentendosi traditi e umiliati, virarono in direzione opposta all'Humanae Vitae. Nel 1964, infatti, si erano sentiti dire:

«Bisognerà guardare attentamente in faccia a questo sviluppo sia teorico che pratico della questione. Ed è ciò che la Chiesa sta appunto facendo. La questione è allo studio, quando più largo e profondo possibile, cioè quanto più grave ed onesto dev’essere in materia di tanto rilievo.

È allo studio, diciamo, che speriamo presto concludere con la collaborazione di molti ed insigni studiosi. Ne daremo pertanto presto le conclusioni nella forma che sarà ritenuta più adeguata all’oggetto trattato e allo scopo da conseguire. Ma diciamo intanto francamente che non abbiamo finora motivo sufficiente per ritenere superate e perciò non obbliganti le norme date da Papa Pio XII a tale riguardo; esse devono perciò ritenersi valide, almeno finché non Ci sentiamo in coscienza obbligati a modificarle».
Insomma, nessuna "pistola fumante", ma un linguaggio tale da creare aspettative: l'annuncio della possibilità di modifiche. "È allo studio": chi non si sarebbe aspettato che lo studio producesse almeno qualche aperturina?

In quegli anni nelle riviste destinate al pubblico femminile esimi teologi si affannavano a ripetere gli stessi concetti, con quello stesso linguaggio ampolloso, tale da indurre le lettrici a pensare: "presto si potrà trombare senza rischi, finalmente la Chiesa sta per consentire". Proprio quelle stesse riviste che già da molti anni tra "racconti" e "fotoromanzi" sdoganavano l'idea che fosse normale infischiarsene della castità prematrimoniale e della fedeltà coniugale (proprio come le autrici di tali "romanzi rosa").



2) Il/la ghostwriter di mons. Viganò aveva fretta?

In tutta onestà, quasi non mi sembra un commento di Viganò, perché non è intelligente come i suoi precedenti interventi. Sarà stata la fretta?

Anzitutto il fatto che non abbia colto fra le righe che l'udienza richiesta a Leone XIV ad agosto scorso dalla lettera del Pagliarani non c'è stata (è un dato significativo che meriterebbe un commento a parte). E che quindi la seconda lettera abbia avuto (prevedibilmente) il niet ufficiale a firma di un imprecisato esponente della "Santa Sede" (el Tucho?). E questo niet (o rinvio senza data), a Menzingen, era fin troppo facilmente prevedibile.

Inoltre, la "decisione" della FSSPX di ordinare nuovi vescovi non dimostra una "impossibilità di dialogo" con la Santa Sede; al massimo si può dire che suggella tale "impossibilità". Infatti la Santa Sede - con o senza inquinamenti vaticansecondisti - non è tenuta a prender troppo in considerazione i desiderata dei sudditi.

Tale "impossibilità" deriva dall'espresso desiderio di Lefebvre che la Fraternità dovesse assolutamente avere dei vescovi. Non entriamo qui nel merito: prendiamo solo atto che era suo desiderio che dovesse assolutamente avere. Dunque qualche altra aggregazione ecclesiale, sulla scorta di un'ipotetica concessione di vescovi alla FSSPX, potrebbe reclamare lo stesso trattamento: "ehi, anche a noi servono dei vescovi". Per cui c'era da aspettarselo che la Santa Sede non assecondasse le richieste (con o senza vaticansecondismi di contorno).

Quindi c'è quel menzionare il sinodalismo per contrapporlo alla "sicura ortodossia". Ortodossia che per la Santa Sede non sarebbe tale (esempio famoso: "incompleta e contraddittoria nozione di Tradizione") e che perciò non meriterebbe diritti, e ancor meno meritare nuovi vescovi.

Mi lascia perplesso anche quella considerazione: "l'unica soluzione è appellarsi allo stato di necessità". Soluzione a quale problema? Ad un problema intrinseco della Fraternità: "deve" procurarsi vescovi. Come mai è stato adoperato il termine "appellarsi"? Sembra quasi un "useremo questa scusa". C'è differenza fra il dire "Lefebvre, in stato di necessità, ordinò..." e il dire "Lefebvre, appellandosi allo stato di necessità...". E ricordiamo qui che Lefebvre era cosciente che nel giro di alcuni decenni si sarebbe ripresentato il problema di dotarsi di altri vescovi.

"Nulla è cambiato rispetto al 1988": invece ce ne sono stati, di cambiamenti e novità. Ricordate quando nella Fraternità vigeva la moda "accordista"? Ricordate quando Bergoglio concesse di confessare e benedir matrimoni? (E secondo voi lo fece per amore della Sicura Ortodossia?) Ricordate la remissione delle scomuniche, motivata da Benedetto XVI col fatto che erano passati troppi anni? Ricordate l'espulsione dalla FSSPX del vescovo Williamson per mere questioni di politica interna?

Allora, più esattamente, occorreva dire che è solo "l'esigenza di procacciarsi vescovi" a non essere cambiata rispetto al 1988.

Anche Williamson si trovò in stato di necessità. E pure i vescovi da lui ordinati, per il bene delle anime, si ritroveranno a dover "garantire la Successione Apostolica". E lo stesso Viganò potrebbe magari trovarsi in condizione di dover "garantire".

Quella conclusione - "pieno sostegno" - è insomma un atto di cortesia.

Pregherei tifoserie e lettori distratti di accorgersi che ho espresso delle considerazioni sul tweet attribuito a Viganò, non sul merito della "decisione della FSSPX" (sempre che nei prossimi cinque mesi gli avvenimenti non prendano una diversa piega).



3) ennesimo promemoria sui fatti (a margine di un articolo de La Nuova Bussola Quotidiana)

La questione delle annunciate ordinazioni del 1° luglio sta scatenando tifoserie.

Eppure, al netto delle tifoserie, si può e si deve prendere atto di alcuni punti, piacciano o no piacciano.

Il primo punto da tener presente è che se la FSSPX ha "iniziato" con le ordinazioni, essendo immutate le circostanze dopo 38 anni, è del tutto ovvio che avrebbe in futuro proseguito con nuove ordinazioni, visto che l'unico compromesso realmente accettabile è "Roma si converte" e tale conversione non sembrava probabile né in epoca ratzingeriana, né in quella bergogliona, né fino ad oggi.

Cioè, ancor prima di stabilire se siano lecite o illecite, la prima cosa che si nota è che se la FSSPX ha "iniziato" con le ordinazioni, è ovvio che avrebbe "proseguito" con nuove ordinazioni. Chi desidererebbe sospenderle cosa ha da offrire in cambio? El Tucho cosa aveva da offrire, a parte le prevedibili e pubbliche minacce ed un percorso fumoso e incerto riguardo ad un minimo comun denominatore?

Dunque anche in un futuro più lontano, dopo il prossimo 1° luglio, c'è da aspettarsi che procederanno a ulteriori ordinazioni nel momento in cui i vertici della FSSPX le riterranno necessarie.

Il secondo punto da tener presente è che stando a ciò che pubblica, anche una "mosca cocchiera" come LNBQ dovrebbe avere ben presente la deriva vaticansecondista. Potrebbero benissimo mettersi nei panni di un qualsiasi fedele della FSSPX e chiedersi: "OK, ma allora realisticamente cosa succederebbe se rinunziassimo a quelle ordinazioni?" E considerare onestamente i possibili scenari successivi, dall'improbabile "Roma si converte", o al fin troppo verificato (mal)trattamento delle altre realtà tradizionali.

Il tutto alla luce dei tristi e rapidi declini della Ecclesia Dei e del Summorum Pontificum, più il frettoloso risvegliarsi della Santa Sede quando le ordinazioni sono state pubblicamente annunciate.

Il terzo punto da tener presente è che la FSSPX non detiene l'Esclusiva™ della Tradizione®. Nulla togliendo ai meriti della FSSPX, chi confonde la Fraternità con la Tradizione sta rendendo un pessimo servizio alla Tradizione, sta riducendo il tutto a tifoseria, a consistenza numerica, cioè ad un "lasciateci nella nostra riserva indiana, anzi, mandateci altri clienti". Nei sacri palazzi bramano di ridurre la Tradizione ad un "problema gestibile", cioè ad una riserva indiana (da comprimere lentamente e senza dare nell'occhio), misurabile, e possibilmente trattabile col metodo del bastone e della carota.

Chi come il sottoscritto si guarderà bene dall'andare ad Ecône non è accusabile di essere contro la FSSPX, tanto meno di essere uno "spezzettatore" delle realtà tradizionaliste.

Intanto Leone XIV sa bene che la corda è già fin troppo tesa.