mercoledì 23 settembre 2026

quando i canonisti stranamente prendono fischi per fiaschi

Dal Codice di Diritto Canonico del 1983:

Can. 332 — § 2. Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti.

Can. 332 — § 2. Si contingat ut Romanus Pontifex muneri suo renuntiet, ad validitatem requiritur ut renuntiatio libere fiat et rite manifestetur, non vero ut a quopiam acceptetur.

Cioè un Papa può rinunciare al suo ufficio (munus petrino), rinunciare ad essere Papa.

Repetita iuvant:

Can. 332 — § 2. Si contingat ut Romanus Pontifex muneri suo renuntiet... 

Benedetto XVI, nella famosa declaratio del febbraio 2013, pare dichiarare invece che dopo tot giorni avrebbe rinunciato al ministerium (cioè all'esercizio del munus petrino), pur avendo utilizzato correttamente munus altrove nello stesso testo. Ma il canone 332 richiede munus, non ministerium.

Insomma, repetita iuvant even more:

Can. 332 — § 2. Si contingat ut Romanus Pontifex muneri suo renuntiet... 

Ci risulta che Benedetto XVI padroneggiasse bene sia il latino che il diritto canonico (dopotutto aveva fatto un paio di modifiche alla Universi Dominici Gregis, nel 2007 e a febbraio 2013, e nei primi anni '80 aveva attivamente collaborato alla stesura e revisione del nuovo codice di diritto canonico).

Dunque, se avesse voluto davvero abdicare, avrebbe scritto molto stringatamente:

Rinuncio liberamente al munus (cfr. CJC 332 §2).

Ma non lo ha fatto.

Ha scelto invece di creare una situazione tale che la sua "rinuncia" potesse essere canonicamente riconosciuta come non valida. (E addirittura sganciato altre "bombe", come quel "commissum").

E se la rinuncia non è valida la sede non è vacante. E se la sede non è vacante la convocazione del conclave è invalida, e dunque non può produrre che un antipapa: l'antipapa Bergoglio.

E se Bergoglio è antipapa lo è anche il suo successore eletto dai "cardinali" da lui creati. E tutti i vaticansecondisti stanno seguendo con ardore ed entusiasmo questa nuova linea di antipapi, sgomitando per "applicare il Concilio" e completare sinodalmente la propria autodemolizione.

"L'amico Traettino"

Erano talmente assatanati dello sfornare un "papa" secondo le loro esigenze, da aver sorvolato totalmente sull'invalidità canonica della rinuncia (dopotutto del diritto canonico se ne ricordano solo quando vogliono scomunicare qualche tradizionalista), e una volta che si è spento il dibattito, sorvolare totalmente anche sull'elezione del successore dell'antipapa.

A marzo 2013, dunque, si è inaugurata una linea di antipapi, cioè uno scisma, a cui hanno aderito non solo gli invasati del Concilio ma anche tanti tradizionalisti, per ignoranza o pigriziatimorosi di perdere il comodissimo bersaglio per freccette composto dalle facce di Bergoglio e Prevost, e terrorizzati dall'idea di vedersi di nuovo appioppata l'etichetta di "sedevacantisti".
Preferiscono investire tempo ed energie per lamentarsi dell'Amoris Laetitia e delle altre bergogliate e prevostiate, anziché riconoscerle irrilevanti per i cattolici in quanto atti di antipapi. Preferiscono sognare che dalla linea degli antipapi sorga prima o poi un novello Pio X che finalmente risani la Chiesa ("aspetta e spera che già l'ora s'avvicina"; a proposito, come farà costui a dimostrare canonicamente di non essere un antipapa lui stesso?). Si fregiano dell'etichetta di riconoscenti e resistenti, "riconoscere" per non sentirsi etichettare sedevacantisti dai sullodati invasati, e "resistere" anzitutto per darsi un'identità e un prestigio.

Vediamo alcuni esempi di "oh, cosa non faremmo pur di evitare di accorgerci che Benedetto XVI non ha validamente abdicato" (notare i vari esimi canonisti... e nessuno di loro par sapere che non si può differire un atto giuridicamente puro come l'abdicazione):

  1. il gesuita Ghirlanda subito diede per scontato che la rinuncia fosse valida (pur esaminando il can.332 §2 si guarda bene dal notare che Benedetto XVI non ha rinunciato al munus);
  2. mons.Sciacca affermava che "munus e ministerium non sono separabili" (cioè non ha mai sentito parlare di sede impedita?), e ha indicato come "pretestuoso il ricorso alla distinzione" fra ministerium e munus (ma allora perché il canone 332 non dice "rinunciare al ministerium oppure al munus"?);
  3. p.Cavalcoli afferma che "Cristo, nel fissare il compito di Pietro, non ha escluso che un Papa possa restar Papa senza esercitare il suo ufficio", senza rendersi conto di aver descritto la "sede impedita";
  4. d.Violi fu tra i primi a commentare notando la "novità assoluta" del "rinunciare non già all’ufficio ma alla sua amministrazione";
  5. mons.Burke dice che quella di Benedetto XVI sarebbe stata "abdicazione all'Ufficio Petrino" (dove l'avrà letto?) ;
  6. mons.Bux, che qualche dubbio l'aveva pure avuto, ha sempre dato per scontata la legittimità del Bergoglio; e con la famosa lettera inviatagli da Benedetto XVI (che è interpretabile in due modi diversi...) non ha saputo far altro che pubblicare un libro per ribadire la propria convinzione legittimista;
  7. mons.Schneider prima critica le bergoglierie e poi va tutto pimpante a baciare la mano al Bergoglio;
  8. mons.Viganò prima riconosce che Bergoglio non è papa (sulla base di ciò che ha detto e fatto), poi che la rinuncia di Benedetto XVI non è valida, poi che i cardinali creati da Bergoglio sono invalidi, poi che il conclave del 2013 è dubbio, infine... supplica Prevost di dargli udienza (e viene pure ignorato);
  9. don Pompei - che pure non è a digiuno di diritto - nutre "dubbi gravi e fondati sulla reale condizione dei pontefici postconciliari, e in particolare degli ultimi due"... Suvvia, è così difficile rileggere il can.332 §2 alla luce di una "rinuncia non al munus"?
  10. don Di Sorco che in Parole chiare sulla Chiesa difende la legittimità di Bergoglio e respinge l'ipotesi di "sede impedita" (altrimenti non potrebbe continuare ad essere riconoscente e resistente, e sì che i lefebvriani son sempre stati riconoscenti al Bergoglio per la convalida a celebrare diversi sacramenti...);
  11. il caro don Curzio si limita a teorizzare un papa diavolo: per dire che Bergoglio sarebbe successore di Pietro arriva a dire che Bergoglio è successore di Giuda. 

È come se avessero un terrore ancestrale di perdere il loro bersaglio preferito per le freccette (mea culpa: anch'io, anni fa, per pigrizia mentale ritenevo che una "sede impedita" dovesse divenir manifesta nel giro di pochi giorni e con intervento del Ratzinger stesso... e magari pure con pacifica accettazione dei soggetti che ci sarebbero andati a perdere...).