domenica 26 luglio 2026

varie (ohibò)

Orwellianamente: "tutti gli animali sono eguali
ma alcuni sono più eguali degli altri"
Dunque la comunità di Papa Stronsay ha ordinato un nuovo vescovo, ovviamente senza mandato pontificio, e nella blogosfera cattolica la notizia ha destato molto meno dibattito delle ordinazioni lefebvriane di poche settimane prima: ohibò, ma dunque la claque dei sampiodecimati è la più forte in tale blogosfera?

  • Nell'omelia il celebrante ha menzionato lo scandalo di Assisi '86 e quello della Pachamama: ohibò, ma dunque gli scandali dei pontefici conciliari fomentano scismi e sedevacantismi? Chi l'avrebbe mai detto...


Breve ricordino: a luglio 2024 ci lamentavamo di come i kattolici da salotto - gli stessi che di recente hanno pomposamente proclamato che la scomunica alla FSSPX è nulla -  sparavano furenti invettive contro il buon Viganò definendolo "scismatico":

  • ohibò, è come se i kattolici da salotto professassero una tifoseria (ripetendo acriticamente i titoli delle articolesse più gettonate del momento nella blogosfera cattolica) anziché tirare una conclusione da ciò che hanno appreso;
  • supplemento di ohibò: mons.Viganò affermò che l'elezione di Bergoglio non era valida, che Benedetto non aveva rinunciato, che i cardinali di nomina bergogliona non erano cardinali, e negli scorsi mesi ha chiesto udienza a Leone XIV eletto proprio da tali pseudocardinali? (udienza - guarda caso! - non concessagli, proprio come se si volesse invogliarlo ad ordinarsi autonomamente un vescovo suo successore). 


Per una definizione di "normalisti" (tutto va ben, madama la marchesa!) e per una definizione più concreta di "stato di necessità" (chi fa da sé fa per tre: ma nel senso che gli altri non han fatto nulla...):

Scrive l'autore: «La questione non sta nell'accertare se esiste una crisi nella Chiesa, che è a tutti evidente».

È una concessione, e di peso. La crisi c'è, ed è evidente a tutti. E nessuno può sospettare che si tratti di una clausola di stile: pochi studiosi hanno documentato la profondità di quella crisi quanto l'autore stesso, la cui storia del Concilio e le cui pagine sulla Tradizione restano tra le ricostruzioni più serie della rottura consumatasi negli ultimi sessant'anni. Chi ammette la crisi, qui, la conosce d'archivio. Ma da quel punto in poi l'argomentazione procede come se la crisi non esistesse: la dichiara evidente, e la esclude dal giudizio. Non la definisce — crisi disciplinare, dottrinale, di fede? — non la pesa, non la fa entrare tra le parti in causa. Applica le norme come se la Chiesa fosse in stato di normalità: come se il magistero proponesse la fede con chiarezza, come se la struttura ordinaria funzionasse. È questa la contraddizione che attraversa l'intero articolo: ammettere la crisi e poi giudicare come se non ci fosse.

[...] L'articolo oppone allo stato di necessità «l'esempio di tanti sacerdoti e fedeli laici che, trovandosi nelle medesime condizioni, conservano integralmente la fede» restando uniti. Ma si guardi da vicino che cosa quell'esempio descrive: chi oggi conserva la fede integra lo fa, di regola, attingendo a ciò che la provvista ordinaria non gli dà più — i vecchi catechismi, lo studio personale, la famiglia che resiste, il sacerdote che supplisce. Cioè lo fa supplendo da sé. L'obiezione, guardata in controluce, descrive esattamente il fenomeno che vorrebbe negare: se per conservare la fede occorre procurarsi in proprio ciò che la struttura ordinaria dovrebbe fornire, lo stato di necessità non è smentito; è documentato.

https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2026/07/la-crisi-ammessa-il-diritto-che-la.html

venerdì 17 luglio 2026

citazioni e autocitazioni

"Non è solo nostalgia": agevole libretto Benvenuti alla Messa tradizionale in latino, corredato di immagini "contrastanti" (vi invito a soffermarvi sulla catastrofe liturgica che accuratamente descrive):

https://www.crisinellachiesa.it/articoli/liturgia/non_solo_nostalgia/non_solo_nostalgia.htm 

 

I dettagli del colloquio Pagliarani-Tucho:

https://letturine.blogspot.com/2026/02/scoop-i-dettagli-del-colloquio.html


La crisi non è cominciata col Bergoglio:

https://letturine.blogspot.com/2013/05/i-guai-di-tre-pontefici.html


Quando il don Pompei si è stufato:

https://letturine.blogspot.com/2025/09/10-100-1000-pompei.html


I motivi della vendetta contro mons.Viganò:

https://letturine.blogspot.com/2024/07/dunque-la-vendetta-bergogliona-contro.html


mercoledì 15 luglio 2026

piccoli promemoria

La Chiesa di Oggi: il Sinodo sulla Sinodalità

Dicembre 2023: quando la De Mari era convinta che Bergoglio non fosse papa:

https://www.silvanademaricommunity.it/2023/12/11/ce-un-solo-papa-sua-santita-benedetto-xvi-2/ 


Si può frequentare la Novus Ordo?

https://www.donleonardomariapompei.it/blog/si-puo-frequentare-la-messa-di-paolo-vi-novus-ordo 

 


Il commento di mons.Viganò del 30 novembre 2024 è misteriosamente sparito dal sito ExsurgeDomine, ma era stato riproposto già da diversi altri siti web. Qualche citazione:

Non dimentichiamo che un eminente Prelato ha confidato a conoscenti che ciò a cui aveva personalmente assistito in Conclave poteva pregiudicare la validità dell’elezione di Jorge Mario Bergoglio. Anche in questo caso, incomprensibilmente, il bene della Chiesa e la salvezza delle anime sono stati messi da parte, in nome di una farisaica osservanza del segreto pontificio, forse non del tutto scevra da ricatti e minacce.

Vi è un’evidente contraddizione tra lo scopo che Benedetto si prefiggeva (cioè: rinunciare al Papato) e il mezzo che egli ha scelto per farlo (basato sull’invenzione del Papato emerito). Questa contraddizione, in cui soggettivamente Benedetto si è dimesso ma oggettivamente ha prodotto un monstrum canonico, costituisce un atto così sovversivo da rendere nulla e invalida la Rinunzia. A suo tempo questa contraddizione dovrà essere sanata da un pronunciamento autoritativo, ma rimane il fatto ineludibile che la forma in cui è stata posta la Rinunzia non toglie le successive irregolarità che hanno portato Bergoglio ad usurpare il Soglio di Pietro con la complicità della deep church e del deep state. Né è possibile pensare che la Rinunzia non debba essere letta alla luce del piano eversivo che mirava ad estromettere Benedetto XVI per sostituirlo con un emissario dell’élite globalista.

https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2024/11/il-papato-scomposto-emeritus-munus.html


Un articolo velenosetto ma con qualche spunto interessante che cito qui sotto:

A parlare è infatti lo stesso istituto che, appena dieci giorni prima, per mano del proprio Superiore generale, aveva definito le medesime sanzioni «oggettivamente ingiuste e invalide».

Chi ritiene un atto invalido non ne chiede la rettifica: ne constata il nulla. Chi invece deposita una remonstratio riconosce, per ciò stesso, che l’atto esiste, produce effetti e promana da un’autorità competente a revocarlo. Le due posizioni non possono stare insieme, e il fatto che Menzingen le sostenga entrambe, a distanza di una settimana, dice molto sulla natura reale di questa mossa.

È lo stesso copione già visto con figure come padre Giorgio Maria Farè: prima si nega che l’autorità abbia il potere di sanzionare, poi si presenta ricorso proprio davanti a quella medesima autorità. Una contraddizione tanto evidente quanto rivelatrice. È il tratto ricorrente di ambienti che contestano le istituzioni ecclesiastiche quando ne subiscono le decisioni, ma tornano immediatamente a riconoscerle quando sperano di ottenere un risultato favorevole.

In questi mesi la Fraternità San Pio X ha portato questa logica fino alle sue conseguenze più grottesche, alimentando una comunicazione aggressiva e incessante, costruita per restare al centro dell’attenzione. A Ecône hanno compreso che lo scontro con Roma garantisce visibilità: per giorni la Fraternità ha occupato le prime pagine della stampa internazionale, ottenendo nuova attenzione, nuovi aderenti e, ovviamente, nuove donazioni. Ora che i riflettori si sono spenti, moltiplica comunicati, provocazioni e contraddizioni nel tentativo di riaccenderli. Più che una battaglia dottrinale, ormai, sembra una strategia di sopravvivenza mediatica.

https://silerenonpossum.com/it/la-fsspx-implora-lautorita-che-ha-sfidato-vogliamo-fare-quello-che-vogliamo-ma-in-comunione/ 

 

Per la serie: "ma chi gli ha dato la patente di vescovo?" - ecco cosa succede a credere nel Concilio Pastorale Vaticano II:

https://infovaticana.com/it/2026/07/11/un-arcivescovo-italiano-propone-che-una-donna-copresieda-la-messa-insieme-a-un-sacerdote/ 

Era lo stesso vescovo che aveva autorizzato una mostra blasfema due anni fa e aveva imposto che la mostra rimanesse aperta:

https://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/artista-accoltellato-chiesa-vescovo-castellucci-96409649 

mercoledì 8 luglio 2026

un ricordino + citazioni varie

In Arcipelago GULag Solženicyn ricorda di quando la Pravda (Правда significa "verità") raccontò in una vasta e compiaciuta articolessa che uno zek (detenuto dei GULag) aveva dattiloscritto a Stalin una lettera di ben ottanta cartelle e che Stalin, nel leggerla, si sarebbe commosso. 

Solženicyn osò mestamente chiedersi anzitutto dove lo zek si fosse procurato una macchina da scrivere - tecnologia all'epoca controllatissima dal Partito, al punto che se ne ispezionava l'usura dei martelletti e dei caratteri per scoprire eventuali utilizzi non autorizzati -, visto che anche la sola detenzione di un mozzicone di matita era illegale e avrebbe fatto inasprire drasticamente la pena, e dove avesse trovato ben ottanta fogli, visto che gli uffici amministrativi usavano la poca carta disponibile con grande parsimonia e solo per redigere ulteriori condanne.

E poi chiedersi come mai un detenuto fosse stato autorizzato a inviare una lettera a Stalin, come fosse stato possibile che la lettera giungesse davvero a destinazione, e infine come mai Stalin avesse da dedicare tanto tempo a leggere una logorrea di ottanta cartelle per poi addirittura commuoversi (poffarbacco!), senza che tale commozione comportasse un pur minimo cambiamento nella tragica situazione dei detenuti. 

Noi nel nostro piccolo osiamo ricordarci dei tanti che hanno scritto a tutti gli ultimi pontefici per implorarli di fare il loro dovere di pascere gli agnelli e le pecorelle, ottenendone zero risposte.

 

Citazione:

Curioso che il titolo di supposto «Difensore della Fede» sparisca proprio mentre un altro papa Leone, il XIV, lo invita in Cappella Sistina per pregare con lui, per poi ricevere a San Pietro la grottesca «vescovessa» di Canterbury messa in testa alla oramai svuotata (di fedeli, di significato) chiesa scismatica d’Inghilterra. Va ricordato inoltre che papa Prevost ha cnominato Carlo III «confratello reale» di San Paolo fuori le Mura, una delle quattro basiliche papali. A tal proposito, a Carlo sarà concesso l’uso di una cattedra speciale e permanente.

https://www.renovatio21.com/re-carlo-perde-il-titolo-di-difensore-della-fede/


Citazione:

Io non ho avuto problemi perché celebravo la Messa in Vetus Ordo; io ho avuto problemi perché la mia predicazione (che, anche quando ero Parroco nel Novus Ordo, cercava di essere fedele ed ortodossa sia in materia di fede che di morale) ha incontrato costante e crescente opposizione, fino a creare i presupposti per una vera persecuzione da parte delle attuali gerarchie.

Io non potevo restare perché non posso, non devo e non voglio scendere a compromessi dottrinali, comportamentali ed esistenziali. Nella «Chiesa di oggi», nata con il Concilio Vaticano II, infatti, non c'è più posto per il cattolicesimo integrale. Celebrare o partecipare alla Messa in Vetus Ordo e rimanere fedeli alla dottrina e alla prassi della Chiesa conciliare e sinodale è quanto di più stridente, inutile e, per certi aspetti, farisaico che si possa fare.

A cosa serve andare alla Messa di sempre se si pensa e si crede come la Chiesa di oggi? Eppure la maggioranza dei cosiddetti conservatori a questo aspira: creare un bel «club» di cultori delle bellezze della liturgia antica — per motivazioni prevalentemente estetiche e forse anche spirituali — rimanendo perfettamente figli della dottrina e della mentalità del Novus Ordo: una sorta di grande cappella della liturgia antica nella grande Cattedrale della Chiesa di oggi. 

https://www.donleonardomariapompei.it/blog/non-cadere-nell-inganno-della-messa-tradizionale


Citazione:

La scorsa settimana, il cardinale Robert McElroy, noto per le sue posizioni eterodosse su omosessualità e altre questioni morali fondamentali, ha rimosso Rossetti dall’incarico di esorcista nell’arcidiocesi di Washington, DC, e ha interrotto ogni rapporto con il suo St. Michael Center for Spiritual Renewal proprio per aver espresso questa opinione, ovvero che i cosiddetti «alieni» e gli UFO sarebbero demoni sotto mentite spoglie.

In un estratto di uno dei suoi discorsi, padre Ripperger ha affermato  che a volte, durante le sue sedute, i demoni si manifestano come quelli che lui chiama «grigi», che assomigliano a ciò che noi definiremmo «alieni». [...] 

Padre Ripperger ha inoltre osservato che numerosi testimoni dei cosiddetti «extraterrestri» hanno affermato che gli esseri si sono allontanati dopo che questi hanno proclamato il nome di Nostro Signore Gesù Cristo. [...]

«Il diavolo si presenta e si veste secondo l’espressione culturale con cui l’epoca lo comprende», ha detto l’esorcista.

https://www.renovatio21.com/gli-esorcisti-insistono-si-i-demoni-posso-camuffarsi-da-alieni/

 

Citazione:

Nel 1960, il premio Nobel per la fisica Eugene Wigner scrisse un saggio intitolato “L’irragionevole efficacia della matematica nelle scienze naturali”, sollevando un interrogativo che tormenta ancora i fisici: perché la matematica, che si sviluppa all’interno della nostra mente attraverso puri passaggi logici, mappa così perfettamente il mondo fisico esterno, arrivando persino a predire fenomeni non ancora osservati?

Il calcolo differenziale o le geometrie non euclidee furono elaborati da matematici per pura curiosità estetica o coerenza astratta, secoli prima che Einstein le scoprisse indispensabili per descrivere la Relatività Generale e la curvatura dello spazio-tempo. Berlinski offre un esempio folgorante e quotidiano: se guardiamo due bicchieri su un tavolo, l’assicurazione che essi siano “due” non appartiene alla fisica della materia. Atomi, elettroni e fotoni non contengono il concetto di dualità; il numero è un’astrazione logica ulteriore che la nostra mente sovrappone alla realtà visibile. Per fare fisica avanzata non serve l’entomologia (lo studio degli insetti), ma i numeri complessi sono insostituibili. Come fa il pensiero puro a governare la materia?

https://www.radiospada.org/2026/06/limmateriale-necessario-se-la-matematica-abbate-il-muro-del-materialismo/ 

sabato 4 luglio 2026

una risposta convincente?

Per non dimenticare

Cito evidenziando alcuni passi:
Il cardinale Tommaso de Vio (detto il Gaetano, 1469-1534), uno dei più insigni teologi di tutti i tempi, dice esplicitamente: «Disobbedire, anche ostinatamente, al Sommo Pontefice non costituisce uno scisma. Ciò che costituisce uno scisma, è non voler sottomettersi a lui come capo di tutta la Chiesa».

[...]

...fino al Basso Medioevo, la consacrazione episcopale non era riservata al Papa. Ciò significa che, ordinariamente, il Papa non nominava i vescovi e neppure confermava la nomina fatta da altri. La riserva papale della nomina o della conferma dei vescovi risale alla fine del XIII sec. e si afferma soltanto a partire dal secolo successivo. [...]

Da tutto ciò si evince che la riserva al Papa della consacrazione episcopale non è di diritto divino, ma di diritto ecclesiastico. Ciò che è diritto divino, è che il vescovo sia in comunione col Papa.

[...]

Nessun teologo o canonista (almeno fino al Vaticano II) menziona la consacrazione episcopale senza mandato apostolico tra gli esempi di atti scismatici. Nel diritto canonico tradizionale, fino al 1951, la consacrazione episcopale senza mandato era punita semplicemente con una sospensione: essa, quindi, non era considerata uno scisma, che era sanzionato con la scomunica. Anche dopo il 1951, quando la pena fu aggravata da sospensione a scomunica, nessun teologo o canonista sostenne che qualunque consacrazione episcopale senza mandato costituisse uno scisma. L’idea che la consacrazione episcopale senza mandato sia un atto scismatico è stata formulata per la prima volta in occasione delle consacrazioni di mons. Lefebvre nel 1988, e non ha precedenti nella tradizione canonica o teologica.

[...]

Il grande teologo domenicano Juan de Torquemada (1388-1468) sintetizza quanto abbiamo detto finora, dicendo: «Se il Romano Pontefice comanda qualcosa che è di per sé cattivo, cioè contrario alla legge divina, alla fede o alla salvezza delle anime, in tali casi la separazione dal Romano Pontefice mediante la disobbedienza non è illecita e, di conseguenza, non deve essere chiamata scisma».

[...]

...accettare dottrine come la libertà religiosa, l’ecumenismo, la collegialità, l’illiceità della pena di morte, la possibilità che due divorziati risposati ricevano la comunione o che una coppia omosessuale venga benedetta; o almeno ad accettarle di non criticarle pubblicamente. Si capisce, dunque, che l’ordine del Papa, considerato nelle sue circostanze concrete, comanda un atto che è cattivo in sé e peccaminoso, poiché non è mai lecito accettare o rinunciare a criticare ciò che va contro la fede.
https://www.aldomariavalli.it/2026/07/04/ne-scismatica-ne-disobbediente-e-le-scomuniche-sono-senza-effetto-domande-e-risposte-sulla-fsspx/