martedì 25 agosto 2026

l'elefante nel presbiterio: quella sede impedita - e i "riconoscenti e resistenti"

L'elefante nella stanza nel presbiterio: ciò che anche i tradizionalisti duri e puri si sforzano di non vedere, pur magari già convinti che una sorta di setta gnostico-massonica abbia soggiogato i piani alti della gerarchia.

Ricordate quando ci appioppavano l'etichetta di "tradiprotestanti"? E tutta quella retorica sul "rifiutare di sottomettersi al Papa" scagliata contro chiunque facesse notare una qualsiasi sbavatura conciliare?

Evidentemente ha fatto effetto, perché il terrore ancestrale di certi cattolici è l'essere chiamati "sedevacantisti" (le bordate arrivano perfino "da destra": cfr. il recente articolo di Radical Fidelity"a parlare di errori dei papi e del concilio siete di fatto sedevacantisti").

Risultato: il Nuovo Galateo dei simpatizzanti della Tradizione prevede di "riconoscere [gli antipapi] e resistere [cioè lamentarsi su internet]". La Pachamama, l'«arcivescovessa», le "accolitesse", sì, sì, dai, su, tanto peggio tanto meglio: e tutto finisce lì, dimenticato nelle "pagine precedenti" di blog e social, senza ulteriore risultato. Par di sentirli: "ehi, gente, io però mi son lamentato, io, eh! ho dunque ottemperato al mio dovere di riconoscente e resistente".

Questa gabbia mentale è tale da aver indotto i più a confondere i fatti con le congetture. Esempio: è un fatto che Benedetto XVI abbia materialmente detto "commissum", è una congettura dire che in quel momento si è sbagliato perché era vecchio, emozionato, confuso, tedesco. (Questo implica che va drasticamente ridimensionato qualsiasi intervento che dava per esatta la versione ufficiale, quella col comodo "commisso").

La gabbia mentale è tale che anche nomi di alto livello hanno preferito disinteressarsi delle numerose sbavature della presunta "rinuncia" di Benedetto XVI e delle enormi conseguenze (per esempio: Viganò convinto che non solo Bergoglio non volesse davvero essere sommo pontefice ma anche che il conclave del 2013 fosse invalido... e però poi nel 2026 Viganò chiede -peraltro inutilmente- udienza a Prevost, come se magicamente un conclave fatto da pseudocardinali bergoglioni eleggesse lecitamente il Prevost, che si premurerà poi di lodare spesso il Bergoglio e di non correggerne le vaccate) o addirittura ridicolizzare la questione (come hanno fatto Livio Stalin Fanzaga e altri, ognuno sgangheratamente a modo suo) o arbitrariamente ignorarla (come hanno fatto i vari Viglione, Gnerre, ecc., e perfino i vertici della FSSPX, a cui non mancavano certo cervelli ben collaudati).

riconoscenti e resistenti avrebbero come minimo dovuto essere stuzzicati a studiarsi la Magna Quaestio quantomeno per la ghiotta possibilità di spazzar via tutte le vergogne bergoglian-prevostiane. Immaginate ad esempio il sollievo spirituale del riconoscere che robe come la Pachamama, la lavanda dei piedi alla carcerata musulmana, l'incontro-sviolinata fra Prevost e l'«arcivescovessa», non siano addebitabili al successore di Pietro, non siano macchie nella storia della Chiesa. O che per robacce come l'Amoris Laetitia e la Fiducia Supplicans non occorra più sperare in acrobatiche (e probabilmente incomplete) correzioni future.
E però guai a tentar di uscire dalla gabbia mentale, guai! Ti chiamerebbero "sedevacantista" proprio mentre la sede... è stata occupata da due antipapi?

E no, il lamentare che certi sostenitori della tesi son poi partiti per la tangente (Bugnolo, Minutella...) non rende meno valida la tesi. Non è che se Hitler dice che 2+2 fa 4, all'improvviso occorra prendere le distanze dalla matematica.

L'esposto del Cionci è in esame da due anni dal procuratore di giustizia vaticano Diddi (e un qualche primo risultato non sembra essere troppo lontano) e la notizia del procedimento inizia a diffondersi - è stata ad esempio menzionata anche su LifeSiteNews (i cui articoli sono stati spesso tradotti nella blogosfera cattolica italiana). Cionci non è stato il primo ad aprire la Magna Quaestio (e nel corso degli anni ha corretto qualche dettaglio); è stato, però, quello che ha presentato un esposto ben documentato (che non ha scritto da solo), oltre a portarla a conoscenza del pubblico con articoli e conferenze e libri. Gli si può al massimo contestare lo stile comunicativo un po' ruspante, non i fatti che ha elencato. E se una tesi ha cento prove a sostegno, e le novanta più importanti non possono essere onestamente smentite, indovinate quale è la conclusione.

riconoscenti e resistenti hanno anche un altro incubo: temono che occuparsi della questione implichi il porre in secondo piano la patologica foga del vaticansecondismo (manifestata dallo stesso Ratzinger), come se in mancanza di Bergoglio e Prevost non potessero più continuare a lamentare i danni fatti dal Concilio e dai suoi fautori, come se avessero bisogno del "tanto peggio tanto meglio".

L'ignoranza resta uno dei freni fondamentali. Dai media siamo stati per anni bombardati di elucubrazioni sul monstrum canonico di "papa emerito", sui contatti fra Bergoglio e Ratzinger,  sull'equivalenza fra munus e ministerium (nessuno a chiedersi come mai nella Declaratio non fosse stato enormemente più facile seguire il canone 332 usando l'inequivocabile termine "munus"). "Il Papa è uno solo", ripeté per anni Benedetto XVI parlando di sé stesso (ma per certi cattolici era molto più facile criticare Bergoglio che chiedersi se la "rinuncia" fosse davvero una rinuncia). Perfino il sottoscritto motteggiava quelli che sospiravano "il mio Papa è Benedetto" (in quanto la loro posizione pareva troppo un "cuoricini e sospiri", pareva troppo un autoconsolarsi temporaneo, e infatti all'arrivo della mozzetta rossa di Prevost si sono praticamente eclissati).

Per tantissimi anni il dibattito verteva sulle bergogliate anziché sulla legittimità perché di fronte alla catastrofe speravamo di veder presto chiuso il vergognoso interregno bergogliano e di tornare a una qualche "normalità", una qualche correzione di rotta, a cui finora il Prevost non ha messo mano - anzi, prosegue (sia pure con un pizzico di moderazione) il "programma" impostato dal Bergoglio. Avevamo colpevolmente messo da parte l'ipotesi di una rinuncia invalida (e dei suoi motivi) perché era tremendamente più facile commentare la vergognosa cronaca ecclesiale che riflettere su una questione che "tutti" sembravano aver già sepolto, riflettere su "quisquilie" come la cronologia esatta degli eventi, "hora vigesima", convocazione del conclave, eccetera, tali da non farci neppure prendere in considerazione che:

  1. che non si è trattato di un'abdicazione ma di qualcosa di diverso;
  2. che nei primi tempi e di primo acchito doveva sembrare un'abdicazione, affinché certuni approfittandosene si ponessero volontariamente di fatto e di diritto fuori dalla Chiesa;
  3. che quel "qualcosa di diverso" fosse ritenuto da Benedetto XVI la "meno peggior strada percorribile" per affrontare un cancro spirituale già in metastasi;
  4. che quel "qualcosa di diverso" consistesse nell'accettare liberamente di finire in sede impedita e di non poterlo rivelare (altrimenti non sarebbe stata più sede impedita, in quanto libero di parlare), sebbene le affermazioni in tema fatte successivamente (in "restrizione mentale larga") siano interpretabili anche a sostegno del "qualcosa di diverso" (ad esempio: quando il "Papa emerito" ha detto che «il Papa è uno solo», perché non ha mai precisato che sarebbe il Bergoglio?).

La "bomba ad orologeria", impensabile per tanti tradizionalisti, è che persino un sostenitore del Concilio come Benedetto XVI potesse voler fermare la presa di potere di molto più facinorosi sostenitori.

Ma finora il dibattito sulla crisi nella Chiesa sembra implicare che pur di criticare il cancro del vaticansecondismo dovremmo considerare quisquilie le numerose stranezze relative alla "rinuncia" e ai due conclavi successivi, solo perché è gratificante poter ricordare che l'onore dato alla Pachamama nel 2019 è figlio della convocazione woytiliana di Assisi '86, solo perché costa fatica ammettere che un Papa senza ministerium ma col solo munus, è letteralmente la definizione di "sede impedita" (e se si fosse "autoimpedito" volontariamente... sarà mica perché i "lupi" erano già in grado di dare il pontificato a qualcuno dei loro?).


Riepilogando, con una rinuncia invalida a febbraio 2013 ci sono alcune conseguenze, tra cui:

  1. il conclave del 2013 non è stato convocato a sede vacante;
  2. Bergoglio non è stato Papa (e comunque: avrà mai voluto davvero esserlo? cfr. ad es. il J'accuse di Viganò);
  3. quelli creati da Bergoglio non sono cardinali;
  4. la sede è vacante solo dopo il 31 dicembre 2022 (dalla morte di Benedetto XVI) ma Prevost, essendo stato eletto da tali pseudocardinali, non è Papa (cfr. anche l'autoapprovazione a non rispettare il numero massimo di 120 elettori); intanto, da vari fattori, è decisamente improbabile che Bergoglio e Prevost abbiano in buona fede creduto di essere legittimi papi (tanto più essendo a conoscenza dell'esposto di cui sopra);
  5. occorre un nuovo conclave con la trentina di cardinali di nomina pre-bergogliana (devono prendere iniziativa) per eleggere il legittimo successore di Benedetto XVI (che dovrà anzitutto dare un colpo di spugna ufficiale e qualche sanatoria);
  6. è ridicolo - ancor prima che pericoloso - voler affidarsi ad antipapi (o anche soltanto a papi dubbi) per implorare soluzioni allo sfascio conciliare;
  7. se quei due sono antipapi, i loro gesti e le loro parole - specialmente Pachamama, «arcivescovessa», insulti ai cattolici, Amoris Laetitia, sinodalismo, "chi sono io per giudicare", ecc. - non sono addebitabili al papato;
  8. tutto questo tenendo presente che nell'ufficializzare il tutto qualcosa andrà storto perché non accetteranno mica di mollare l'osso (e renderanno ancor meno agevole la vita a chi nutrisse dubbi sulla legittimità della linea Bergoglio-Prevost).

Che senso aveva per Benedetto XVI escogitare il trucco della rinuncia invalida?

  • lo scopo era di indurre i "lupi" ad eleggersi un antipapa e a mostrare da che parte stanno (la maggioranza dei cattolici evidentemente non ha ancora compreso che tali "lupi" hanno colonizzato la gerarchia e la tengono sotto scacco, e si sforza di banalizzare o non pensare allo scempio in corso);
  • a Benedetto XVI non sarebbe certo bastato distribuire un po' di proclami e scomuniche (e non gli sarebbe stato molto salutare...);
  • evidentemente non vedeva alternative, ad eccezione del fuggire "per paura, davanti ai lupi";
  • la questione del "commissum" sembra alludere a gravi pressioni subìte da Ratzinger già dal conclave del 2005.

Raccontino: i nipoti hanno sempre criticato il nonno perché è un dissoluto ed è pure juventino. Il nonno muore. Il testamento olografo contiene delle parole con grafia incerta. Sembra lasciare tutti gli averi alla badante. Qualcuno dice ai sullodati nipoti: "ma non vi pare sospetto? ma perché non impugnate il testamento per verificare se davvero intendeva lasciare tutto alla badante?" E i nipoti: "eh no, ma dai, perché ti preoccupi di queste cose? sai, era un dissoluto, e pure juventino, e lo era pure suo padre..."

Per chi non avesse capito il raccontino:

Benedetto XVI fa "testamento" e inserisce di proposito delle sottigliezze che, quando scoperte, fanno emergere che la "badante" (mafia di San Gallo, massoni e "lupi" vari, ecc.) è pronta ad usurpare il soglio. Avendo un esercito di "badanti" a controllarlo in ogni momento - anche quando scriveva -, aveva a disposizione solo quel trucco (per quanto suoni "fantascientifico"): pubblicare una decisio sotto forma di dichiarazione di rinuncia... al ministerium anziché al munus... e lasciando uscire allo scoperto gli usurpatori, che costituissero un antipapa e andassero avanti sempre più a carte scoperte, il tutto in attesa che qualcuno in futuro impugni il testo e, ripulendolo dalle correzioni di comodo (apportate da Bertone e Gloder), deduca quali erano le intenzioni di papa Ratzinger nel 2013 e tragga le logiche e canoniche conseguenze.

Moltissimi hanno un insano terrore di scoprire di essersi sbagliati, cioè di aver riconosciuto Bergoglio come Papa e di aver amato e pregato per Prevost. Temono (di fronte ad una platea per lo più immaginaria) di sembrare incoerenti. O di sembrare quelli che hanno creduto al lavoro d'indagine (e di denuncia) di un singolo giornalista semisconosciuto (che però ha presentato un esposto ben documentato, altrimenti non sarebbe partita l'istruttoria) mentre tutti i VIP dell'arena cattolica lo ignoravano (e mentre nessun prelato di nomina bergogliana o prevostiana ha avuto ripensamenti).

Altri hanno il terrore che l'immagine pubblica della Chiesa ne esca devastata ("ma come, c'era un golpe in atto e non se n'è accorto nessuno? allora stabilisco subito che non può e non deve essere credibile").

Altri, poi, sono così tonti da credere che l'affrontare la questione scalfisca tutto ciò che hanno sempre detto e professato sulla Tradizione:

  • come se la Tradizione potesse rinascere tenendoci degli antipapi e sperando di ottenere da loro almeno il contentino temporaneo del Summorum Pontificum, lasciando poi mano libera a chi riceve con tutti gli onori l'«arcivescovessa» (e chissà che altre sorpresacce stanno per arrivarci), dimenticando che un "papa Francesco I" era già profetizzato da Pannella durante il conclave 2005 (preveggente, nevvero?)...
  • come se il riconoscere che vi sono stati due antipapi impedisca di criticare le vaccate dette e fatte da Giovanni XXIII a Benedetto XVI... come se certuni avessero bisogno della "validità" delle bergogliate per poter puntare il dito sui problemi creati dal Concilio e dai suoi credenti...
  • come se avessero timore di venir equiparati alle anime pie e sospiranti che per un po' hanno (inutilmente) ripetuto "il mio Papa è Benedetto" (e che ora non se le caga più nessuno). All'improvviso la mozzetta prevostiana le ha messe a tacere, poco importa che già un attimo dopo abbia elogiato il Bergoglio e proseguito come un treno in corsa nel solco della "sinodalità"...
  • come se tutte le stranezze intermedie (il conclave 2025 con più di 130 elettori, la rinuncia al "ministerium" anziché al "munus" come previsto dal canone 332, ecc.) potessero essere seppellite da un "ma dai, ma che esagerato, ma cosa vai a rivangare, ma quelle son quisquilie, e il nonno era juventino!".

Nel nostro piccolo anche noi ci chiediamo perché mai sia così "vietato" l'argomento nel dibattito cattolico:

"è come se dicessero che a Chernobyl ci sono pesci mutanti a tre occhi, cervi albini, piante che hanno mutato forma, rovine di una zona abbandonata... ed evitassero in ogni modo di parlare del disastro del reattore nucleare di Chernobyl".

Provate a immaginare di dire a un cattolico di cent'anni fa: "ad ogni nuova esternazione/attività del Papa e della gerarchia, siamo sul chi va là, come se la Pastor Æternus si applicasse a singhiozzo (sempre più rari singhiozzi)". Lo eravate con la stessa intensità anche nei pontificati wojtyłiano e ratzingeriano? E come vi giustifichereste per essere ancora riconoscenti e resistenti alla linea antipapale inaugurata dal Bergoglio?

A Dio piacendo, si finirà pubblicamente a riconoscere lo scisma già in atto dal 2013:

  • da un lato quelli del tutto va ben madama la marchesa, che si tengono stretti la linea Bergoglion-Prevostiana, con tutti gli annessi e connessi di Pachamama e Sinodalismi e boiate varie, magari perfino speranzosi che in futuro qualcosina possa migliorare, e spesso non religiosamente ossequiosi della volontà e dell'intelletto di ogni "novità" dai vertici...
  • e dall'altro lato quelli che riconoscendo il golpe non trovavano motivo di far finta di niente.

sabato 22 agosto 2026

notizie varie

Ohibò, perfino diversi vescovi credenti nel Concilio si accorgono che la “nuova sinodalità” è «negativa per la Chiesa e dannosa per la salvezza delle anime».

E allora come mai continua a cavalcare sotto le insegne del Prevost? Sarà mica che anche quest'ultimo fa parte del "partito" che volendo straziare la dottrina lo fa attraverso la prassi (pastorale)? Ohibò, ohibò: la Nuova BQ si straccia puntualmente le vesti, ma si guarda bene dal tirare le conclusioni. Ci vorrà per forza qualcuno a dire che "il re è nudo"? E che non basterà dire "basta"?

https://lanuovabq.it/it/nuova-sinodalita-crescono-gli-appelli-al-papa-per-dire-basta

 

Breve supplemento: fa un po' ridere che Scola (ricordate? a marzo 2013 circolò la notizia che fosse stato eletto Papa col nome di... Leone XIV) lamenti che "l'eccessiva sottolineatura" sulla sinodalità trasformi la Chiesa in un Parlamento.

Ma, caro Scola, faccia emergere il suo passato ciellino e proclami apertamente: la sinodalità è una cagata pazzesca (92 minuti di applausi). Non è che ora, fiutando un po' tutti la possibilità che Prevost esca di scena, provate timidamente a rifarvi una verginità:

https://www.sabinopaciolla.com/il-cardinale-scola-avverte-che-la-sinodalita-rischia-di-trasformarsi-in-un-parlamento/ 


Ohibò, quel biglietto aereo costa undicimila euro a cranio - bisogna pur spennarli, i giornalisti... O forse è perché la Segreteria di Stato non sta sganciando neanche un centesimo per i viaggi "apostolici"?

https://www.mediafighter.com/quanto-costa-raccontare-il-papa/ 


(Articolo del 2014, tanto per ricordare che se ne parlò fin da subito)

Nella Declaratio di Benedetto XVI di febbraio 2013, «l'incarico (munus) viene distinto dalla sua amministrazione [ministerium]... al munus affidatogli non ha inteso rinunciare»:

...due sono i dati che emergono dalla declaratio: in primo luogo il mancato richiamo al can. 332 § 2; in secondo luogo la scelta di un lessico differrente tanto dalla norma Quoniam alicui di Bonifacio VIII che parla di rinuncia al papato (renuntiare papatui), quanto dal dettato codiciale che disciplina invece la renuntiatio muneri. La declaratio infatti afferma la renuntiatio ministerio. La novità della formula di Benedetto XVI può essere colta in tutta la sua portata ricostruendo le articolazioni argomentative del testo.

Dopo aver richiamato il primato della coscienza, Benedetto XVI afferma: «le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino» (37). La consapevolezza della coscienza riguarda la sopravvenuta inidoneità ad amministrare rettamente l’incarico (munus) petrino. Attraverso questa formulazione (vires meas... non iam aptas esse ad munus Petrinum aeque administrandum), l’incarico (munus) viene distinto dalla sua amministrazione. Le forze gli appaiono inidonee all’amministazione del munus, non al munus stesso. [...]

Presa consapevolezza che le sue forze non erano più idonee all’amministrazione del munus affidatogli, con atto libero Benedetto XVI ha esercitato la pienezza del potere privandosi di tutte le potestà inerenti il suo ufficio, per il bene della Chiesa, senza però abbandonare il servizio alla Chiesa; questo continua mediante l’esercizio della dimensione più eminentemente spirituale inerente al munus affidatogli, al quale non ha inteso rinunciare.

https://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350913.html

giovedì 6 agosto 2026

il caso Benedetto XVI non è chiuso? (come al solito il punto interrogativo sottintende quello esclamativo)

Se non c'è autodistruzione,
non è di sinistra
Anzitutto segnaliamo un buon articolo riepilogativo di ieri su QuotidianoWeb che evidenzia il fatto che le indagini del promotore di giustizia sono ancora in corso:

https://www.quotidianoweb.it/attualita/il-caso-benedetto-xvi-non-e-chiuso-nuovi-documenti-interrogatori-e-indagini-riaccendono-il-dibattito-in-vaticano/

Ricordiamo che la tesi dell'invalidità della rinuncia di Benedetto XVI si basa in particolare:

  1. su alcuni errori formali: ad esempio, la rinuncia al ministerium anziché al munus come prescrive il CJC 332 § 2 — i più controbattono che Benedetto XVI "si è sbagliato, era anziano, i termini sono sinonimi" ma sono affermazioni da tifoseria; una decisione così delicata avrebbe richiesto precisione almeno su quel termine
  2. sugli oggettivamente numerosi indizi (a cominciare dal "commissum")
  3. su bizzarrie di contorno (il monstrum canonico del "papato emerito", l'uso delle insegne papali, la residenza pontificia, ecc.), difficilmente comprensibili se si crede alla validità della rinuncia.

Nota: i cattolici iniziarono a dubitare del "papa buonasera" vedendolo in azione (ad esempio i suoi celeberrimi insulti ai cattolici) per cui dopo un po' di anni si sono stufati, hanno lasciato perdere i sospetti sulla validità della rinuncia (solo perché sembrava "notizia vecchia"), ed hanno aspettato il "papa in mozzetta" (che però come primo gesto di pontificato elogiò il "papa buonasera").

Il motivo di una "rinuncia che non è una rinuncia" (che cioè nelle pieghe del testo contenesse la vera bomba) va ricercato almeno in quel "commissum" (che sembrerebbe sottintendere che nel 2005 Ratzinger abbia accettato di essere un "papa di transizione" e che nel 2012 gli sia stato ricordato che era ora di togliersi dai piedi). Lasciar partire per la tangente il clan che ha voluto Bergoglio al potere (vi ricordate di quando Pannella durante il conclave del 2005 già sapeva che ci sarebbe stato un "papa Francesco I"?), anche se lungo numerosi anni, avrebbe svelato e annullato le loro trame. Parrà un romanzo fantareligioso, ma mettetevi nei panni di uno che fin dall'inizio aveva paura di fuggire "per paura davanti ai lupi"...

L'ipotesi dell'invalidità della rinuncia non è incompatibile con l'osservazione che i papi conciliari sono stati (quantomeno) pessimi papi. Avrebbe però come conseguenze:

  • sede vacante dalla morte di Benedetto XVI il 31 dicembre 2022 ad oggi
  • Bergoglio e Prevost antipapi (e pure coscienti di esserlo)
  • i cardinali creati dopo la rinuncia sono pseudocardinali (e pure coscienti di esserlo)
  • molte nomine episcopali e di dicasteri vaticani sono (quantomeno) da "sanare"
  • uscita di scena di Leone XIV e nuovo conclave; il futuro pontefice potrebbe ancora essere un fautore del Vaticano II, ma sarebbe (sperabilmente) meno asservito alla cricca che promosse il Bergoglio (meglio un falso papa o un pessimo papa?).
L'ipotesi dell'invalidità può stuzzicare anzitutto coloro che sono stati disposti a tollerare gli scempi avvenuti fino al 2013 e che hanno avuto una doccia freddissima con l'interregno bergogliano, e che ad oggi riconoscono Leone XIV perché preferiscono lamentarsi anziché tirare le temute e allarmanti conclusioni.

L'ipotesi è intollerabile per quei massimalisti che credono che chiusa la parentesi bergogliona tutto vada finalmente ben, madama la marchesa.

Oggi è comparsa un'intervista su Il Giornale d'Italia, che spiega altri dettagli non toccati dall'articolo di cui sopra (pregherei il lettore di valutare il Titanic che affonda anziché una cabina del Titanic in disordine):

https://www.ilgiornaleditalia.it/news/cultura/810752/si-riaccende-l-indagine-sul-papato-di-andrea-cionci-lo-studioso-ricevuto-per-la-seconda-volta-in-vaticano.html 

Nota: il Reggente è (tenetevi forte) Parolin.

Abbiamo due possibili esiti dell'indagine del promotore di giustizia:

  1. o l'archiviazione smentisce la tesi presentata (e dunque la questione resta aperta nella misura in cui la smentita non è adeguatamente documentata e convincente)
  2. oppure riconosce che la sede è effettivamente vacante dalla morte di Benedetto XVI e che quindi va convocato un conclave - a cui parteciperebbe legittimamente solo la trentina scarsa di cardinali di nomina pre-bergogliana. Il nuovo Papa dovrebbe sanare tutto il caos lasciato da Bergoglio e da Prevost.

Riconoscere pubblicamente la sede vacante sarebbe devastante: "ehi, dopo due falsi papi ci siamo finalmente accorti che".

Inoltre, pare improbabile che il nuovo Papa sia un novello Pio X.

Per di più, le mani oscure che da più di due secoli hanno alacremente lavorato per avere a propria disposizione "il mignolo del Papa", non resterebbero inermi a guardare (e avranno anche un "piano B" per ogni evenienza).

Fun fact: la presunta presidenza Biden fu ottenuta a suon di brogli elettorali. Sui media si preferì far passare la narrativa che tutto fosse regolare perché pareva scandaloso che nella Prima Potenza Mondiale avvenisse un golpe così facilmente. Non si potevano lavare i panni sporchi in pubblico.
Trump aveva però firmato nelle ultime settimane del 2020 l'Insurrection Act per difendere la Presidenza da atti eversivi. Il quadriennio Biden, nonostante le tante vaccate, stranamente non azzardò politiche davvero contrarie a quelle di Trump (né mantenne le promesse elettorali). E rovinò alquanto i piani del nuovo ordine mondiale proprio nell'anno più critico - quello della vaccinazione di spopolamento. Biden tentò in tutti i modi di passare per quello che non capiva niente, rinsavendo proprio dopo la scadenza del suo mandato farlocco.

Alla luce di questo ci chiediamo se per motivi di opportunità anche nella Santa Sede si tenterà di "lavare i panni sporchi in famiglia" per far passare una narrativa accomodante che non scandalizzi i cattolici - specialmente quelli che tanto tanto hanno amato Bergoglio e Prevost rinviando i dovuti chiarimenti a dopo il Grande Castigo.

mercoledì 5 agosto 2026

Trilussa, poffarbacco

Applicazione del Concilio Vaticano II
Durante il pontificato di san Pio X, nel 1911 il non proprio cattolicissimo Trilussa profetizzò come la massoneria avrebbe conquistato il potere ai vertici della Chiesa.

Ci mancava solo che dicesse pure che il nuovo Codice di Diritto Canonico nel 1983 abolì le condanne alla massoneria (maldestramente riproposte - senza essere recepite dal CJC - poco tempo dopo) ed abolì pure la scomunica ai massoni (come se il nuovo CJC dovesse essere anzitutto gradito ai loro incappucciati ispiratori...).

Notare i temi:

  • tutta l'opera della massoneria è intesa a demolire la Chiesa e ricostruirla a modo loro
  • il "Dio" dei massoni è il liberalismo
  • i "tre puntini", simbolo massonico, si adageranno sui tre pizzi (della berretta tradizionale sacerdotale) 

Li frammassoni

I.

Che credi tu? Ch'a le rivoluzioni
Fussero carbonari per davero,
Cor sacco su le spalle e er grugno nero?
Ma che! E' lo stesso de li frammassoni.

So' muratori, si, ma mica è vero
Che te vengheno a mette' li mattoni!
Loro so' muratori d'opinioni,
Cianno la puzzolana ner pensiero.

Tutta la mano d'opera se basa
Ner demolì li preti, cor proggetto
De fabbricaje sopra un'antra casa.

Pe' questo so' chiamati muratori
E er loro Dio lo chiameno Architetto...
Ma poco più j'assiste a li lavori!

II.

E siccome er Dio loro è libberale,
Ma gira gira è sempre er Padreterno,
Ne viè' ch'er frammassone va ar governo,
Ce trova er prete e ce rimane eguale.

Se sa, l'ambizzioncella personale
je strozza spesso er sentimento interno:
È un modo de pensà' tutto moderno
E in questo nun ce trovo 'sto gran male;

Se er frammassone cià li tre puntini,
Er prete cià er treppizzi, e m'hai da ammette
Che armeno in questo qui je s'avvicini;

Vedrai che troveranno la maniera
De sarvà capra e cavoli cor mette
Un puntino per pizzo e... bona sera!