giovedì 3 settembre 2026

Viganò, la Deep Church, lo scisma capitale, i «brogli del Conclave 2013»... e la sede impedita di Benedetto XVI

Clerical-cosplay e "arte sacra" nel 2026
Atteniamoci ai fatti.

Immaginiamo di essere a inizio 2013.

Ipotizziamo che Benedetto XVI volesse davvero abdicare.

Niente di più facile: gli basta dichiarare "per motivi di età e salute, renuntio muneri secondo il can.332 §2 CIC".

E invece no.

Rinuncia - anzi, annuncia di rinunciare - non al munus ma al ministerium.

Cioè non è una rinuncia valida. E lui il diritto canonico lo conosceva bene. E la questione delle dimissioni di un Papa l'aveva ben presente, visto che aveva integrato alcune norme della Universi Dominici Gregis.

Ripetiamo, per chi non l'avesse capito: il canone 332 per "rinuncia" intende chiaramente quella al munus petrino. Benedetto XVI aveva invece dichiarato che rinuncerà al ministerium, cioè al solo esercizio del munus petrino. Benedetto XVI non ha rinunciato ad essere Papa: ha dichiarato che avrebbe rinunciato al ministero. Sapeva benissimo quel che stava facendo. Dopotutto, se ti becchi una multa per eccesso di velocità ma hanno sbagliato a scrivere la targa, che fai, la paghi lo stesso? E se hanno volutamente sbagliato a scriverla, che fai, paghi lo stesso?

Prima di interrogarsi sui motivi bisogna prendere atto che non ha affatto inteso abdicare.
Bisogna prendere atto che se avesse voluto abdicare, lo avrebbe fatto in modo semplice, chiaro, incontrovertibile.

Ci stiamo attenendo ai fatti. Se avesse davvero voluto abdicare gli sarebbe bastata una dozzina scarsa di parole, compresa la menzione del canone 332 §2: e invece non solo non lo nomina ma di parole ne usa più di trecento. Come se volesse nascondere qualcosa fra le righe.

Inoltre la scrive in latino e la leggerà in latino - lingua che ha padroneggiato per tutta una vita. In un'intervista, successivamente, dirà che non l'aveva scritto in italiano "per timore di fare errori". Il latino, per chi lo ha studiato, consente ancor più sottigliezze dell'italiano... per chi le sa cogliere.

Nel leggerla, poi, dice "commissum": ma nel testo ufficiale proposto al pubblico viene trascritto come "commisso". Cambia il senso dell'intera espressione. Ricordate al liceo le traduzioni di latino con le espressioni a trabocchetto? Quell'accusativo neutro, fingere di aver creduto che fosse un dativo vi semplificava molto la traduzione. E alla fine la prof ve lo vergava furente con la penna rossa. E dopo, solo dopo, alcuni capivano finalmente il senso del testo che per fretta e pigrizia non avevano ben tradotto.

Quella di Benedetto XVI non è una rinuncia valida, ed ha a contorno numerose stranezze. Come ad esempio il testo ufficiale inizialmente farcito di errori grossolani ("hora 29") poi ufficialmente corretti in modo da ficcarvi anche quel "commisso". Se ne occuparono numerosi autori, ma il dibattito venne presto spento dal nostro cascare dalle nuvole: "ehi, il Papa si è dimesso!" fu il tam-tam della stampa, "ehi, lo SWIFT ha ridato il clearing ai bancomat vaticani!", ma guarda che combinazione, "ehi, ora è diventato Papa emerito!" (dunque è ancora Papa?)...

Benedetto XVI non ha inteso rinunciare.

Ha inteso fare qualcos'altro. Ma il punto di partenza è che non ha inteso rinunciare.

Cioè il conclave 2013 è invalido, in quanto aperto mentre la sede non era vacante. La Declaratio di Benedetto XVI a prima vista sembra una rinuncia: i "diretti interessati" non vedevano l'ora di avviare il conclave e piazzare il Bergoglio (e ricordate che il Bergoglio aveva preso una quarantina di voti già nel 2005, proprio mentre in piazza san Pietro "profeticamente" Pannella agitava un cartellone reclamante un "papa Francesco", profeticamente, sì, proprio Pannella: "profeticamente").

Così, in men che non si dica, ci ritrovammo la catastrofe: "Buonasera". Eppure il conclave non era valido, poiché Benedetto XVI non si era veramente dimesso. A noialtri, invece, piaceva comodamente pensare che se i cardinali lo hanno eletto e riconosciuto come Papa (i cardinali del conclave invalido!), allora doveva essere per forza Papa, pur scandalosamente Papa, criticabile come un Papa scandaloso (avremmo preferito scandali che non riguardassero la fede e la morale, né la figura del papato, l'immagine pubblica della Chiesa e la dignità dei cattolici...). Ed infatti tanti autori cattolici, per sedare la propria coscienza, si ostinarono ad eseguire imbarazzanti acrobazie da tifoseria papista (sapete, era stato così facile dichiararsi sempre "dalla parte del Papa" in epoca ratzingeriana, e un po' anche in epoca woytiliana). Era più comodo criticare le bergoglionate che cercare di capire se fosse un antipapa. Non è un caso che a parte un po' di dibattito iniziale (Socci e altri), non se ne sia parlato più per anni.

Cosplay: indovina quali dei presenti
sono travestiti da ciò che non sono
Certuni, stufi di venir insultati dal Bergoglio, proclamavano: "il mio Papa è Benedetto". Ma la loro era in fin dei conti una posizione sentimentalistico-sospirante: Benedetto restava pur sempre quello che non aveva scomunicato i neocatecumenali, quello che era andato alla moschea di Istanbul, e altri poco augusti momenti. Bergoglio è come un elefante in una cristalleria, dunque "il mio Papa è Benedetto". Risultato: dopo la morte di Benedetto, finirono automaticamente ad applaudire Prevost (salvo numerosi momenti di delusione e disagio, come ad esempio per quegli imbarazzantissimi cosplay).

Nell'interregno bergogliano abbiamo visto Amoris Laetitia, la Pachamama, "chi sono io per giudicare"... ma era troppo comodo "criticare il Papa", molto più comodo del riconoscerlo come antipapa. La Correctio Filialis, le lunghe e pensose articolesse sui blog ed elucubrazioni su youtube, la soddisfazione del notare le piazze bergogliane semivuote, la forte speranza che avvenisse qualche miracolo per uscir finalmente a riveder le stelle... ma ormai l'argomento "dimissioni invalide e sede impedita" era finito in cavalleria.

Mons. Viganò finì per riconoscere Bergoglio come antipapa proprio dalle sue parole e dai suoi gesti. E però non ha tratto le logiche conclusioni: se il Bergoglio è antipapa, lo è anche il Prevost eletto da pseudocardinali bergoglioni. Infatti, assurdamente, Viganò ha chiesto udienza (seppur invano) al Prevost, proprio come se lo considerasse Papa legittimo. È proprio lo stesso Viganò che denuncia le manovre della Deep Church, che denuncia le infiltrazioni massoniche iniziate molto prima del Concilio, che ricorda bene il numero massimo di elettori per la validità di un conclave e che c'erano 108 pseudocardinali bergoglioni...

Il dibattito su youtube di alcuni sacerdoti ieri sera, introdotto da un breve intervento del Viganò, è stato intitolato "Simone contro Pietro". Come se non riuscissero proprio a concepire l'ipotesi di un conclave invalido, la possibilità di un usurpatore, anzi, di un'intera linea di antipapi. È molto più comodo lamentarsi senza tirare le logiche conclusioni.

La stessa FSSPX, ad esempio, avrebbe potuto dichiarare: "abbiamo bisogno di nuovi vescovi, ma essendo la sede occupata da un antipapa, procederemo alle ordinazioni senza il consenso dell'antipapa (e delle scomuniche dell'antipapa ce ne facciamo un baffo)". E invece...

Così, mentre il mondo cattolico vaticansecondizzato procedeva ad adeguarsi all'andazzo (e ad affievolire ancor più la fede), nel mondo cattolico tradizionale c'è un'estenuante e interminabile (e sempre più ampia e spesso dispersiva) riflessione su cosa dovrebbe essere il Papa, quando il Papa è Papa, su come riconoscere "Simon (Pietro) che si oppone a (Simon) Pietro"... riflessione che comodamente non trae mai le ovvie conseguenze: qualsiasi scusa è buona pur di non chiamare Bergoglio e Prevost antipapi, qualsiasi trucco è buono pur di non rischiare di essere definiti "sedevacantisti" dai bergoglion-prevostian-sinodalisti (fatti salvi, ovviamente, quelli che per fretta e pigrizia hanno preferito la soluzione più drastica: "sede vacante dal 1958 ad oggi e ci togliamo il pensiero, buttando con l'acqua sporca anche il bambino").



L'ultimo libro di mons.Viganò si intitola: “Lo scisma capitale. Quando il papa è il primo nemico del papato:

  • ma come, e la Pastor Æternus?
  • ma come, e l'infallibilità pontificia? 
  • ma come, e il "pasci i miei agnelli e le mie pecorelle"?  
  • ma come, e gli "inferi non prevarranno"?
  • ma come, il "papa" è il primo nemico del "papato"? 

Oh poffarbacco — pareva quasi che avesse finalmente capito che Prevost e Bergoglio sono "nemici del papato", ossia antipapi.

E invece no: a giudicare dalla recensione di Valli, non lo ha ancora capito.

Eppure proprio mons.Viganò aveva dedotto che Bergoglio non era papa e che non voleva esserlo e perfino che occorresse far luce «sulla questione dei brogli del Conclave del 2013, che prima o poi dovranno dare luogo ad un’indagine ufficiale».

Mi sfugge del tutto come faccia uno come Viganò ad avere una linea di pensiero secondo cui:

  • un antipapa viene eletto nel 2013 da un conclave non valido...
  • ...e ha sempre dimostrato di non voler minimamente pascere gli agnelli e le pecorelle...
    • (e, fra parentesi, ha fatto "scomunicare" Viganò proprio quando quest'ultimo ne ha menzionato certi osceni scandali e abusi - che è solo questione di tempo prima che verranno tirati fuori dai nemici della Chiesa)
  • ...e durante il suo interregno Bergoglio ha creato più di cento pseudocardinali...
  • ...i quali poi a maggio 2025 avrebbero "regolarmente" eletto un "regolare" papa...
  • ...a cui a fine 2025 e gennaio 2026 Viganò chiese udienza...
  • ...udienza finora mai concessa, e nel frattempo Viganò pubblica questo libro il cui sottotitolo sembra contraddire la Pastor Æternus: "tu sei Pietro, e su questa pietra sarai nemico del papato!".

Sul serio: è davvero così potente la fobia di essere etichettati "sedevacantisti", da non poter pubblicamente dire a chiare lettere "il re è nudo", pardon, "Bergoglio e Prevost non sono mai stati papi"? È davvero più comodo lasciar insinuare (senza mai sbilanciarsi troppo) che da Giovanni XXIII non lo sarebbero stati?

Parentesi semi-comica: la FSSPX si ordina vescovi ad libitum. Proclama di riconoscere il Papa ma gli disubbidisce, in nome di un autocertificato stato di necessità. Eppure, se il Papa è legittimo e pienamente esercitante le sue funzioni, lo stato di necessità non si pone (anzi, devono prestare ossequio della ragione e dell'intelletto ad Amoris Laetitia, al "chi sono io per giudicare?", ai suoi calorosi incontri coi vari Traettino, Pannella, Bonino, Scalfari, Mullally...). Ma allora... non è che... lo "stato di necessità" è il nome gentile di un sedevacantismo implicito? Non sarà mica che avrebbe ragione Radical Fidelity?

Ferma restando la buona fede dei fedeli che per mera inerzia si sono fidati di ciò che dicono i media e i pastori, ferme restando tutte le infinite perplessità già espresse riguardo agli invasati del vaticansecondismo... è più facile sostenere che da Giovanni XXIII siano tutti antipapi, o che lo siano almeno Bergoglio e Prevost?

Per quanto possa sembrare antipatico: sì, la "pistola fumante" dal conclave del 2013 c'è:

  1. Benedetto XVI dichiara che rinuncerà al ministerium (eppure gli sarebbe bastato dire senza fronzoli: "rinunzio al munus secondo il CJC 332 §2"), basta già solo questo a dimostrare che non è una rinuncia valida;
  2. il testo della sua dichiarazione viene pubblicato alterato (ha detto "commissum" ma nel testo ufficiale scrivono "commisso" per cambiare il senso);
  3. altri dettagli dell'inutilmente lungo testo (il significato originale di vacet, a che ora precisa corrisponde l'hora vigesima, ecc.) contribuiscono a creare ulteriori condizioni contro la validità;
  4. dunque dal 1° marzo 2013 la sede non era vacante ma impeditasi può parlare di sede vacante solo dal 1° gennaio 2023.

Il conclave del 2013 è invalido ed elegge invalidamente Bergoglio. Cioè un antipapa. I suoi atti e i suoi discorsi sono gli atti e discorsi di un antipapa, inclusa la creazione di oltre cento pseudocardinali.

Dal conclave del 2025 non ci si poteva aspettar altro che l'elezione di un antipapa, perché la stragrande maggioranza era composta da pseudocardinali. E come se non bastasse:

  • sono entrati in conclave molto più dei "massimo 120 elettori" previsti dalla Universi Dominici Gregis (immaginate la malafede dei cardinali che escludono un Becciu perché sgradito alla propaganda bergogliona ma entrano in 133 votanti autorizzandosi da soli posticciamente ad andare contro il dettato della Universi Dominici Gregis);
  • esistono poi altre condizioni di nullità del conclave 2025 e stranezze varie (un cardinale è stato beccato con un cellulare, un altro è stato visto fuori dopo l'extra omnes, quello che ha votato con due schede...)ma non vogliamo tediare il lettore.

Tocca brevemente aprire una parentesi sull'ipotesi del conclavetto: "Leone XIV si fa eleggere dai soli cardinali di nomina pre-bergogliana (e poi fare una sanatoria degli pseudocardinali)". Corse persino voce che avrebbe chiesto di ripetere la votazione "per essere sicuro" di essere stato eletto. Lo stesso Prevost si lasciò sfuggire che in conclave era successo qualcosa di grosso tale da poterci scrivere interi libri...
L'ipotesi del conclavetto, però, implica che:

  • che lì in conclave sono tutti stati al corrente della sede impedita di Benedetto XVI e dunque della necessità di proclamare Bergoglio antipapa;
  • che il conclavetto non ha eletto liberamente (altrimenti avrebbero scelto un candidato che per prima cosa avrebbe dichiarato Bergoglio antipapa e chiarito la questione della sede impedita e proclamato nulle tutte le bergoglionerie);
  • che oggi, a distanza di quasi un anno e mezzo, Prevost ancora non ha ancora denunciato l'antipapa Bergoglio (anzi: ancora non ha corretto seriamente alcuna bergoglionata, anzi, ha proceduto sulla pessima strada del sinodalismo e del bergoglismo): tocca dedurre che non è in buona fede.

Brevissima FAQ ad uso dei diversamente capenti: 

  1. "Perché ce ne accorgiamo solo nel 2026?"
    Perché per anni e anni, come tutti, pur di fronte a tanti indizi, pur evitando (per viva ripugnanza) di usare il termine "papa Francesco", preferivamo pigramente affidarci ai titoli dei giornali, preferivamo commentare quel che faceva e diceva il Bergoglio, e speravamo che la mozzetta rossa del Prevost fosse più significativa del suo elogio all'antipapa predecessore.
    Poi un bel mattino ti capita di unire distrattamente i puntini e notare che l'intero disegno è coerente. Dopotutto si dice che il miglior posto dove nascondere le cose è... sotto il naso di chi non vuoi che le trovi.
  2. "Non fissatevi sul diritto canonico quando è in pericolo la salute delle anime!"
    È una falsa contrapposizione.
    Altrimenti perché fecero intervenire i carabinieri contro il finto prete? Suvvia, non fissatevi su questioni di diritto canonico! Lasciatelo fare!
  3. "Perché Benedetto XVI avrebbe dovuto escogitare una roba così complessa?"
    Gli sarebbe stato forse più facile scomunicare pressoché l'intero collegio cardinalizio?
    E tutti i destinatari della scomunica avrebbero accettato di buon grado e col capo cosparso di cenere?
  4. "Benedetto XVI è stato sempre favorevole al Concilio, anzi, è un modernista!"
    Non cambia il valore e lo scopo del suo gesto, né la "linea di antipapi".
    È stato comunque l'ultimo Papa di formazione preconciliare, cioè che ancora aveva qualche scrupolo a tirare il vaticansecondismo fino alle estreme conclusioni.