sabato 24 agosto 2013

bluff di don Morselli

Per i pii lettori che non hanno nessun vizio: nel gioco del poker il bluff è il tentare di far credere agli interlocutori di avere in mano ottime carte, inducendoli a ritirarsi senza verificare.

Esaminiamo dunque il bluff di don Morselli pubblicato oggi sul disperato blog Messainlatino:

http://blog.messainlatino.it/2013/08/il-colpo-da-maestro-dellimmacolata.html


Nel suo zuccheroso intervento si notano:
  1. lo spacciare Lefebvre per un totale pessimista disubbidiente (quando in realtà l'unico vero problema è quello delle ordinazioni illecite del 1988)
  2. il confondere la sacrosanta ubbidienza col patetico servilismo (quando in realt√† solo i dogmi di fede esigono adesione incondizionata)
  3. il calunniare De Mattei e tutti coloro che si auguravano che l'Istituto dei Francescani dell'Immacolata resistesse ad un provvedimento oggettivamente ingiusto ("lex dubia non obligat"; la calunnia consiste nel dipingerli come promozione della disubbidienza)
  4. il fingere di non sapere che tale "resistenza" sarebbe stata dipinta dai giornali come "disubbidienza" (cio√® esattamente la stessa calunnia)
  5. il disonesto dedurre una "intrinseca bontà" del Concilio Vaticano II, dal solo fatto che i Francescani dell'Immacolata ubbidiscono ad un ordine ingiusto (insomma, il Concilio è un idolo: se le cose vanno bene, è merito del Concilio; se le cose vanno male, vanno male perché qualcuno non recepisce il Concilio)
  6. il furbesco spacciare l'ermeneutica della continuit√† non come una possibile chiave di lettura, ma come l'unica possibile chiave di lettura (contraddicendo in ci√≤ perfino Benedetto XVI, autore di tale teoria ermeneutica)
  7. l'astuto gioco di parole sul "colpo da maestro" per azzerare preventivamente le possibili obiezioni ("tu dunque critichi la Madonna che ha fatto tutto questo?") e lo sfoggiare qualche versetto in latino per sembrare pi√Ļ "tradizionale" dei "tradizionalisti".
√ą da tempo che mi diletto ad osservare l'espansione di questo "terzo partito": oltre ai "progressisti" ed ai "tradizionalisti", spuntano fuori i "conservatori", hegelianamente convinti di essere la sacra perfetta sintesi dei primi due, risultando in fin dei conti solo degli strenui difensori del progressismo moderato.

Ma in medio stat non virtus, sed mediocritas: a fare una media tra la verità e l'errore, si ottiene solo un errore travestito elegantemente. A fare la media tra l'acqua di rubinetto e l'acqua di fognatura, non si ottiene l'acquavite e neppure l'acquaragia.

Si possono a buon diritto chiamare "conservatori" perché la loro idea fondamentale è che tutto quel che c'è deve per forza andar bene (anche gli errori), tutto quel che si è fatto in passato è giustificabile (anche gli errori), qualunque rotta che sia vagamente assimilabile al "tornare indietro" o al "correre avanti" è un eccesso, e qualche piccola critica è ammessa purché sia ininfluente sullo status quo.

Ecco perch√© vogliono "conservare" il Vaticano II senza se e senza ma, ecco perch√© vogliono ridurre la Messa tridentina ad un hobby approvato ma ben circoscritto, eccetera.

Le loro astuzie dialettiche, i loro sorridenti bluff, i loro metodi furbeschi, rivelano che il loro obiettivo ultimo non √® la verit√† (il che conferma che sono progressisti travestiti). E cio√® che per loro, in contraddizione col Magistero Pontificio, non vale il principio della Caritas in Veritate (la carit√† pu√≤ sussistere solo nella verit√†) ma il principio della Veritas in Caritate - cio√® il buonismo.

Ed infatti sono irrecuperabilmente buonisti tutti i loro esponenti, persino quando si scagliano contro il buonismo stesso.

E perci√≤ - al pari dei progressisti - pensano che una posizione "politica" possa supplire a un problema "teologico" (per questo hanno trasformato in dogma, anzi, in idolo, l'ermeneutica della continuit√†, ossia il comando di sforzarsi di "vedere in continuit√†" ci√≤ che in continuit√† non appare per niente).

In breve sintesi:
  • tradizionista: tradidi quod accepi - trasmetto ci√≤ che ho ricevuto
  • progressista: tradidi quod hodie accepi - trasmetto ci√≤ che oggi ho ricevuto, perch√© tutto ci√≤ che c'era fino a ieri √® da gettare via
  • conservatore: tradidi quod commode accepi - trasmetto ci√≤ che avevo comodamente ricevuto, minimizzando o banalizzando ci√≤ che non mi √® utile per farmi apparire "al di sopra delle parti" e virtuosamente "nel mezzo".

2 commenti:

  1. Naturalmente la citata pagina di don Morselli non ha attivo lo "spazio commenti". Chissà perché...

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  2. Che goduria! complimenti! non hai fatto un semplice commento ma un capolavoro!
    Grazie!

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