giovedì 2 maggio 2013

i guai di tre Pontefici

Il seguente schema è tratto da un articolo sull'ecumenismo, a firma Prandianus, pubblicato su Unavox (anche in PDF):

http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV493_Ecumenismo_a_senso_unico.html





Pontificato di Paolo VI (1963 – 1978):




Paolo VI benedice con la sinistra


1963 -10 giugno – Paolo VI impone all’Università Gregoriana un congresso, in chiave elogiativa, su Pierre Teilhard de Chardin, ignorando, così, il Monitum del Sant’Uffizio, 30 giugno 1962.
1964 – 4/6 gennaio – pellegrinaggio in Terra Santa, dopo il quale Paolo VI indosserà perennemente l’efod, il  monile del sommo sacerdote Caifa.



1965 – Paolo VI abolisce il Sant’Uffizio. A seguito di questo provvedimento – omaggio alla dichiarazione conciliare Dignitatis Humanae sulla libertà di coscienza – l’errore corre per tutta la cristianità nelle parrocchie, seminari e nelle Università cattoliche.
 1965 – Paolo VI riceve il Gran Maetro della P2,  Licio Gelli, insignendolo del titolo di “Eques ordinis sancti Silvestri Papae”.
1965 -  Paolo VI pronuncia l’elogio funebre del Gran Maestro (GOI) Giordano Gamberini, vescovo della “Chiesa gnostica satanista”, già privilegiato interlocutore negli incontri Chiesa/Massoneria.
1965 – In visita all’ONU, Paolo VI prega nella cappella massonica, la “Meditation room”, ove proclama la “religione dell’uomo”.
1966 – Paolo VI dona all’anglicano “arcivescovo” – laico - di Canterbury l’anello pontificio con cui lo scismatico benedice i presenti.
1967 – Paolo VI abolisce l’obbligo, per il clero, del giuramento antimodernista già imposto da san Pio X.
1967 – Paolo VI depone, con provvedimento d’autorità, il Primate d’Ungheria, il cardinale Joseph Mindszenty ritenuto ostacolo al dialogo Santa Sede/Unione Sovietica (Ostpolitik).
1967 -  Paolo VI riceve in Vaticano il presidente dell’URSS, Podgorny, dopo aver ricevuto anche il presidente della Jugoslavia, Josip Tito.
1967 – Paolo VI insedia la commissione per la stesura del Novus Ordo Missae, includendovi 6 protestanti membri effettivi - 3 luterani, 2 anglicani e uno della comunità di Taizé - sotto la direzione del massone mons. Annibale Bugnini. La santa Messa diventa “sinassi” dei fedeli e “cena”del Signore.




1968 – Paolo VI riceve in Vaticano, in udienza pubblica, abbracciandolo e stringendogli le mani, il comunista Janos Kadar, torturatore del cardinal Mindszenty e boia di Imre Nagy.
1970 – Paolo VI  elogia le tre religioni monoteistiche che “adorano lo stesso Dio”.
1971 – Paolo VI riceve in udienza pubblica i membri della potente massoneria ebraica, B’nai B’erith, chiamandoli “Miei cari amici”.
1978 -  Paolo VI, dopo aver tollerato che associazioni cattoliche si  esprimessero in favore del divorzio, sotto la presidenza del dc Emilio Colombo, permette che la legge 194 – G.U. 22 maggio n. 140 anno 119 – istitutiva dell’aborto, venga  approvata col voto unanime dei parlamentari democristiani consigliando loro di restare in carica pur dovendo sottoscriverla. Assicura, così, l’assoluzione prima del peccato.
Firmatari di spicco furono il dc Giulio Andreotti presidente del Consiglio, la ministra dc Tina Anselmi e il presidente della Repubblica, il dc Giovanni Leone. (Viene facile rammentare, a proposito, l’episodio di Guido da Montefeltro narrato da Dante (Inferno, XXVII, 67/109) in cui si narra  che Bonifacio VIII, in cambio di un consiglio fraudolento, avrebbe perdonato a costui, in anticipo, il peccato che avrebbe commesso. Stessa vicenda che vide il monaco, Giacomo da Poirino, sospeso a divinis dal beato Pio IX per aver prima, egli, assolto in anticipo, fin dal 1854, il conte di Cavour per le imminenti e future leggi e per le persecuzioni programmate contro la Chiesa, e per averlo poi assistito in punto di morte, giugno 1861,  senza averne chiesto e ottenuto il pentimento finale).
È interessante leggere cosa scrisse il deputato “cattolico” – oggi, senatore in aeternum - Giulio Andreotti a margine di questa vicenda:
Mi sono posto il problema della controfirma a questa legge (lo ha fatto anche Leone per la firma), ma se mi rifiutassi non solo apriremmo una crisi dopo aver appena cominciato a turare le falle, ma oltre a subire la legge sull’aborto la DC perderebbe anche la presidenza e sarebbe davvero più grave” (G. Andreotti, Diari 1976/1979, Ed Rizzoli, Milano 19881 – cit. in: Roberto De Mattei  Il Concilio Vaticano II, op. cit. pag. 588).
Obbedire prima agli uomini e poi a Dio!!!  perché la presidenza vale più della sacralità della vita.

Va ricordato che Paolo VI, sotto la spinta dei catechismi olandese e francese, concesse al clero l’abbigliamento civile con la dismissione della talare, la distribuzione dell’Eucaristia sulle mani e permise l’opzione  della cremazione – l’antisegno della Resurrezione! - facendo sua l’intera istanza  del pensiero laico, naturalistico, immanentistico e relativistico. Esiti, questi, dell’intesa raggiunta con i protestanti, con la massoneria e con l’ebraismo talmudico e con il comunismo.

È questa, allora, la Fede tradizionale, immutabile e perenne della Chiesa?


Pontificato di Giovanni Paolo II (1978 – 2005)




1980 – 1 giugno – Nella sede dell’UNESCO Giovanni Paolo II loda la “triade giacobina”: libertà, fraternità, uguaglianza, quale concetto essenzialmente cristiano.
1980 – 7 novembre - Nell’incontro con la comunità luterana G.P. II dice. “Io vengo a voi verso l’eredità spirituale di Martin Lutero, esponendone la profonda spiritualità”.
1981/1983 – G.P. II, con la collaborazione del card. Ratzinger, Prefetto della CDF promuove la revisione del Codice di Diritto Canonico (CDC) cancellando il canone 2335 relativo alla condanna della Massoneria.
1982 – 25 maggio – G.P. II  partecipa alla concelebrazione anglicana nella cattedrale di Canterbury, violando il CDC.



1982 – 12 settembre – G.P. II incontra frère Roger della comunità protestante calvinista di Taizé somministrandogli la Comunione. 
1983 – 18 aprile – G.P. II concede udienza ai membri della Commissione “Trilateral” – i massoni Rockefeller e Brzezinski.


1984  - G.P. II  concede udienza pubblica ai membri della massoneria ebraica B’nai B’erith.
1986 – 2 febbraio – A Madras, India, G.P. II viene “cresimato” da una sacerdotessa di Shiva – il culto fallico - e segnato sulla fronte con “crisma” di vacca “sacra”.



1986 – ottobre – Parata festivaliera interreligiosa di Assisi, dove viene intronizzato, sul tabernacolo della chiesa di San Pietro, un idoletto di Buddha, vietato l’ingresso alla statua della Madonna di Fatima e commessi altri atti di servilismo ecumenico.


1986 – 22 dicembre – Nel discorso ai cardinali G.P. II dice: “ L’incontro tra le religioni ad Assisi voleva confermare in maniera inequivocabile la mia convinzione che ogni preghiera autentica è destata dallo Spirito Santo che è presente, in maniera misteriosa, nel cuore di ogni uomo”.
1989 – 15 ottobre – la CDF pubblica la lettera “Orationis forma”, con cui, ignobilmente, propone ai cattolici, quali metodi di “meditazione”, le tecniche orientali: tantrismo, induismo, buddhismo, zen, yoga, meditazione trascendentale, la cui caratteristica è il culto demoniaco.
1990 – 1 giugno – G.P. II riceve in udienza pubblica il Dalai Lama, esponente dell’ateismo buddista.
1993 – 15 febbraio – G.P. II, in visita nel Sudan, termina il suo discorso impartendo la benedizione in nome di Allah, con la formula “Baraka Allah as-Sudan” (Allah benedica il Sudan) – O. R. 15/2/1993 - esprimendo la riconoscenza al governo per la tanta stima dimostrata verso la Chiesa. (Non ricordava, G.P. II, che dal maggio 1983 al 1993 erano stati massacrati, da quel regime, più di 1 milione e 300.000 sudanesi tra cui migliaia di cristiani cattolici).
1993 – febbraio - G.P. II  visita il Benin dove partecipa all’incontro con i “grandi sacerdoti” del Voodoo riconoscendo, testualmente, il valore della sacralità (?) dei riti degli antenati.


1993 – 24 giugno – a Balamand (Libano), incontro Chiesa cattolica/Chiesa ortodossa, dove viene emessa una Dichiarazione nella quale si critica e si condanna il “proselitismo cattolico” delle chiese uniati in quanto ostacolo al dialogo ecumenico. Un metodo definito “sorpassato e non più accettato”.
1996 – giugno - A Paderborn (cfr. O. R. 24/25 giugno pag, 4, 5, 6) G.P. II,  per una  ricorrenza luterana, concelebra con i protestanti, chiede perdono per le incomprensioni della Chiesa e loda Lutero.
1999 – 14 maggio - In Vaticano, davanti a una delegazione cristiano-islamica irakena, G.P. II  bacia il Corano.


  2001 –  6 maggio -  G. P. II visita la moschea di Omayya a Damasco, pregando con gli esponenti islamici.


Giovanni Paolo II ha sviluppato la teologia della “universale redenzione” e della “Rivelazione sdoppiata” (cfr. Johannes Dormann: La teologia di G.P. II e lo spirito di Assisi, 4 vv., ed. Ichthys, Albano) e sulla scorta di Nostra Aetate, ha concesso riconoscimento di valenza soteriologica a tutte le religioni i cui fondatori - Buddha, Lao Tse, Zoroastro, Maometto – “hanno realizzato, con l’aiuto dello Spirito di Dio, una più profonda esperienza religiosa (!!??). Trasmessa agli altri, questa esperienza ha preso forma nelle dottrine, nei riti e nelle varie religioni” (O. R. 10 settembre 1998).  Pieno contrasto con la dottrina ufficiale della Chiesa secondo cui: “Lao Tse, Confucio, Buddha, Zoroastro, Maometto e altre figure religiose della storia non hanno ricevuto la “locutio Dei”, la parola di Dio, quindi non possono essere assimilati a Cristo e ai profeti” (Bernardo Bartman, Teologia Dogmatica, ed. Paoline 1962, pag. 31) e pieno contrasto con la Enciclica “Pascendi dominici gregis” – II, b/c (8 sett. 1907) – la quale condanna il concetto di “esperienza religiosa trasmessa agli altri”: esperienza che nasce dalla coscienza personale, ma è priva della luce della rivelazione.
G.P. II, alludendo alla religiosità che nasce dalla coscienza con l’aiuto di  Dio, nega la Rivelazione autentica. Ecco perché sono, oggi, numerose le diocesi ove, su sollecitazione demenziale dell’Ordinario, vengono sperimentate, e condotte a fondo, le tecniche orientali della meditazione. Alfiere e propagandista di siffatta aberrante “catechesi” è il vescovo di Frascati, Mons. Raffaello Martinelli (cfr.: Come meditare da Cristiani? – sito internet www.sancarlo.pcn.net).
Sotto il pontificato di G.P. II esplode lo scandalo Ior/Mafia/Banco Ambrosiano/Solidarnosc.

È questa, allora, la Fede tradizionale, immutabile e perenne della Chiesa?

Pontificato di Benedetto XVI  (2005 – 28 febbraio 2013  - per dimissioni volontarie – 11 febbraio 2013) 

 
1983 – In qualità di Prefetto della CDF provvede a cancellare dal CDC, per “criterii redazionali”(?), il canone 2335 dell’edizione 1917, che condannava, senza appello, la Massoneria.
1999 – 31 giugno - Firma della “Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione” fra la Chiesa cattolica e l’Unione Mondiale Luterana con la quale si ripudiano i canoni del Concilio di Trento.
2005 – 9 giugno – Incontro con i membri del Comitato Internazionale Ebraico.
2005 – 19 agosto – Visita alla Sinagoga di Colonia.
2006 – 30 novembre – Visita alla “moschea blu” del sultano Ahmed a Istambul  dove, insieme al gran Muftì, prega rivolto verso la Mecca.


2008 – 5 febbraio – Modifica della versione tridentina della “Preghiera  per gli ebrei”.
2008 – 2  maggio – Riceve in udienza una delegazione di mussulmani sciiti dell’Iran.
2008 – 2 luglio – Durante le cerimonie celebrate nel viaggio in Australia, Benedetto XVI viene cresimato da uno sciamano/stregone aborigeno con l’imposizione delle mani.


2009 -  maggio – Sospende la firma per la causa di beatificazione di Pio XII. Padre Peter Gumpel accusa le reazioni ebraiche a cui il Papa ha ceduto.


2009 – 12 maggio – Visita alla moschea “la Cupola della Roccia”.
2009 – 22 settembre – Il cardinal A. Bagnasco -  Pres. CEI - a nome della Chiesa, afferma la non intenzione della Chiesa di operare attivamente per la conversione degli ebrei.
2009 -  4 novembre - Promulga la Costituzione apostolica “Anglicanorum Coetibus” con cui permette a pastori anglicani di rientrare nella Chiesa cattolica senza perdere prerogative, quali lo stato coniugale, in ossequio alle “venerande tradizioni anglicane”! (Chiedere a san Thomas More e ai 70 mila martiri inglesi, scozzesi, irlandesi immolati dal 1584 al 1679).
2010 – 18 gennaio - Visita alla Sinagoga di Roma.


2011 – ottobre – Replica, ad Assisi, del mondiale festival interreligioso durante il quale chiede perdono all’Islam per le Crociate, vergognandosene a nome della Chiesa (Il Giornale 29/10/2011): strano, contraddittorio e  paradossale, perché un anno dopo, il 20 dicembre 2012,  si ricorderà degli 800 martiri di Otranto - tutti uomini dai 15 anni in su, decapitati il 13 agosto 1480 per ordine dell’ottomano Gedik Achmed Pascià in  quanto renitenti all’apostasìa – dichiarandoli santi. Si sarà vergognato anche di costoro, di San Domenico Guzman, di San Bernardo, di San Pio V, del beato Marco d’Aviano?


2012 – 12 maggio – Riceve in udienza i rappresentanti della massoneria ebraica B’nai B’erith.


2012 – 14 novembre – In visita all’Università Gregoriana annuncia Pierre Teilhard de Chardin – ignorando il Monitum del Sant'Uffizio del 30 giugno 1962  con cui se ne condannano le idee segnate da gravi errori - “Patrono della Nuova Evangelizzazione”… il “punto omega”!! (Ma già nel suo “Introduzione al Cristianesimo” – ed. Queriniana 1969/2005/2012, pagg. 75 e 226 - ne riconosceva gli alti meriti e la necessità di accoglierlo come un fondamento del pensiero cattolico). Incredibile!
2013 – 11 febbraio – Ricorrenza di Lourdes – Benedetto XVI annuncia le sue “dimissioni”. Il navarca abbandona il timone.

Non si possono  elencare, perché innumerevoli e  tuttavia noti, i casi in cui le Conferenze Episcopali hanno concesso e concedono, giusta esortazione del “Direttorio per l’applicazione dei princìpii e delle norme sull’ecumenismo” – del 25 marzo 1993 -  con ampia generosità, quasi a gara, chiese, sale parrocchiali ed oratori ai vari anglicani, luterani, battisti ed islamici per le loro rispettive cerimonie rendendosi necessario, quando trattasi della chiesa, “sfrattare” dal Tabernacolo il Padrone di Casa. E si moltiplicano gli incontri diocesani e parrocchiali con evangelici, battisti, luterani, ora nella chiesa cattolica ora nelle loro, con evidente sprezzo delle precedenti norme canoniche che ne vietavano lo svolgimento.
E se si pensa che ci è voluto un Motu Proprio per “liberalizzare” la Messa tridentina, peraltro mai abolita, si può constatare da che parte stia la Gerarchia postconciliare.

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