Visto che la correzione formale (alias pubblica tirata d'orecchie, esattamente il terrore di ogni gesuita) è stata rinviata alle calende greche, non potendo sperare su Leone XIV Scola (che anziché ruggire bela, e per lo più in direzione del minareto), abbiamo dovuto aspettare Clemente XV Di Gualdo (che riesce persino a farla vaticansecondo-compatibile, tanto è grossa la cantonata di Amoris Letitia):
http://isoladipatmos.com/il-sommo-pontefice-clemente-xv-corregge-la-amoris-laetitia-con-il-suo-motu-proprio-cum-magna-tristitia-confermando-la-disciplina-di-san-giovanni-paolo-ii-sulla-materia-dei-di/
Viene un certo magone a leggere le espressioni di Clemente XV, che dovrebbero essere quelle di tutti i Papi: «Pertanto, nella totale incuranza delle critiche interne e dei pubblici insuccessi che potrebbero ricadere su di Noi, memori che il Romano Pontefice deve anelare di piacere a Cristo Signore nel fare la Sua volontà...»
Lettera aperta a Sua Santità Papa Leone XIV / Vescovo Mutsaerts: “Non
abbiamo bisogno di sinodi, ma di chiarezza dottrinale e di santità”
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Cari amici, questa lettera aperta indirizzata al papa dal vescovo
Mutsaerts, vescovo ausiliare di s’- Hertogenbosch (Den Bosch, Olanda), è
esemplare. * di...
3 ore fa