venerdì 26 giugno 2026

oggi vi beccate i miei sproloqui

Messa tridentina in Giappone
Ripesco alcuni commenti che avevo lasciato sul web recentemente (precisando e correggendo eventuali svarioni), così riempio una pagina blog anche oggi.



Il 1° luglio RadioSpada farà la telecronaca diretta delle ordinazioni. 

Intanto, vediamo se c'ho capito qualcosa:

1) La FSSPX ha iniziato "ordinando vescovi", era logico che continuasse "ordinando vescovi". L'unico motivo per non ordinarne è il miracolo che Lefebvre descriveva con "Roma si converte".

2) Tale "ordinarsi vescovi" riguarda solo le esigenze della Fraternità, non di tutto il "mondo della Tradizione". Dubito che li troverete facilmente disponibili ad ordinare sacerdoti - o anche solo amministrare cresime - a chi non appartiene alla Fraternità. Legittimo curare prima la propria associazione e poi gli altri, ma se li chiamate pomposamente "vescovi della Tradizione"...

3) Mons. Williamson ha ordinato ben più di quattro vescovi (fra cui un italiano) per la "Resistenza", ma sembra non essersene accorto nessuno. Evidentemente non aveva una "tifoseria organizzata" a far baccano e a riconoscergli lo "stato di necessità".

4) Nella mentalità dei lefebvriani, la FSSPX è l'unica depositaria della Tradizione. Stranamente tutti i proclami su "non c'è scisma, non c'è scomunica, c'è stato di necessità" non sono mai stati fatti a proposito di mons. Williamson.

5) Le ordinazioni del 1° luglio scuoteranno un po' i sacri palazzi ma non li renderanno più benevoli verso la Tradizione. Più esattamente diremmo: nulla li può rendere più benevoli.

6) «Rifiutano di accettare alcuni elementi fondamentali della Chiesa, a cominciare da diversi punti del Concilio Vaticano II». Nel nostro piccolo, è da più di trent'anni che abbiamo capito (a nostre spese) che chiunque si appelli al Concilio sta cercando di fregarti.

7) La FSSPX ha mantenuto un atteggiamento ambiguo e ondivago sia quanto riguarda un "accordo con Roma", sia per la linea tuziorista riguardo qualsiasi particola non consacrata nella FSSPX (cfr. "dieci domande ai sacerdoti della FSSPX").

p.s.: il malizioso SettimanaNews due anni fa alludeva a possibili future ordinazioni episcopali da parte di mons.Viganò. Quasi quasi inizio a credere che ciò sia davvero probabile, non tanto per il trattamento infame che ha ricevuto dal Bergoglio e dai suoi scagnozzi (tutt'altro che limitato all'illegittima "scomunica"), ma per l'allusione nella lettera a Leone XIV a cui ovviamente quest'ultimo non si è degnato di rispondere né di concedere udienza:

Confido che Ella vorrà concedermi un’udienza dopo la cancellazione di quella accordatami per l’11 dicembre scorso. Potrò allora comunicarLe di persona alcune questioni della massima importanza relative al mio Ministero apostolico e alla necessità di assicurare ad esso continuità e futuro.


 

Da un punto di vista "politico", la pubblicazione della "professione di fede" da parte della FSSPX è stata un'ottima mossa perché contribuisce a far capire - magari un pochino anche ai diretti interessati, quelli infettati dal virus del vaticansecondismo - dove nasce il problema. Chi si becca quel virus finisce subito per ritenere che una parte più o meno consistente della Tradizione sia "superata" o comunque "da aggiornare". Più è grave l'infezione, e più si vede la Tradizione come fumo negli occhi e come "nemica" della Chiesa moderna. (Ma anche un'infezione leggera è pericolosa: cfr. ad esempio le fantozziane traversie dei trad-cons...).

Qui il testo completo della professione di fede (con paragrafi pure numerati, per non perdere il segno). Ben si fa a farla riecheggiare sul web, visto quanto è inusuale nell'epoca moderna il pubblicare una sorta di "noi crediamo in questo: correggeteci ciò che non va". Magari qualcuno di voi, conoscendo personalmente qualche cardinale, potrebbe chiedergli se l'ha letta e se ha avvertito qualche pur minimo disagio.

Intanto ricordiamo che l'11 settembre 1976 Paolo VI accusò Lefebvre di pensare che la sede fosse vacante: «Le è stato detto e scritto tante volte che lei sbagliava e perché sbagliava. Lei non ha voluto mai ascoltare… Lei lo ha detto e lo ha scritto. Sarei un Papa modernista. Applicando un Concilio Ecumenico, io tradirei la Chiesa. Lei comprende che, se fosse così, dovrei dare le dimissioni; ed invitare Lei a prendere il mio posto a dirigere la Chiesa».

Qualche minuto dopo Lefebvre indietreggiò un pochino e chiese a Paolo VI di aprire «un po’ il ventaglio delle possibilità» di vivere la Tradizione. Paolo VI ribatté che il non essere infetti dal virus conciliare è qualcosa che «va direttamente contro la Chiesa, il Papa, il Concilio Ecumenico». Il ventaglio non andava aperto neppure di un millimetro. Perfino il millimetro del Summorum è stato drasticamente ridimensionato. Da Montini a Prevost non sembra esser cambiato gran che.

Ci permettiamo infine di ricordare umilmente che la FSSPX non ha "l'esclusiva della Tradizione", e non ha neppure "l'esclusiva dello stato di necessità". Magari dovrei scrivere un software che prendendo articoli favorevoli alle ordinazioni del 1° luglio, rimpiazzi i nomi dei protagonisti con quelli della Resistenza e di Viganò...



Il tipico "lefebvriano sul web" non fa altro che conteggiar sempre quanti e quali favorevoli, quanti e quali contrari. Cioè è la tipica dimostrazione di tifoseria lefebvriana che in quanto tale ha come slogan: "chi non è con noi, è contro di noi". Oppure, detta in modo più gentile, è la convinzione di avere l'Esclusiva della Tradizione™.

Non appartenendo a tale tifoseria, nel mio piccolo mi limito a valutare i fatti e a riflettere. Per esempio chiedendo se questi nuovi vescovi opereranno solo nel nel recinto della FSSPX (cfr. quel "tremulo avverbio"), e ricordando che l'unico vescovo che operò anche fuori da tale recinto venne espulso.

Intanto, per chiarire meglio quel paragrafo, sognerei un sito web che contenga ironicamente tanti interventi recenti sul web a favore delle ordinazioni del 1° luglio, ma taroccati cambiandone nomi e date in modo che approvino - per esempio - le ordinazioni della Resistenza di mons.Williamson (e quelle che certe malelingue vociferano che farà mons.Viganò). A voler essere più spigolosi, si potrebbero aggiungere anche le ordinazioni episcopali compiute da chiunque si percepisca in buona fede in "stato di necessità". Dopotutto persino i neocatecumenali, pur avendo già dei "loro" vescovi, a suo tempo macchinarono (quasi con successo) per diventare prelatura personale...



Scusate, ma non è già allarmante il fatto stesso che esponenti della gerarchia firmino un documento insieme a esponenti di "altre religioni"?

Vedete, nelle altre religioni non ci sono mica tutti i valori che diamo per scontati nella mentalità cattolica. O vi illudete che loro pensino che Dio è Verità e che quindi la menzogna e l'inganno non gli sono graditi?

Inoltre, un "patto", o anche solo una "dichiarazione comune", verrebbe firmato solo dagli esponenti secolarizzati (delle altre religioni e pure del cattolicesimo). Chi è davvero convinto che la propria religione sia l'unica vera, non avverte né l'utilità, né la necessità di firmare concessioni agli "infedeli" o anche solo un "volemose bbene" o una pacca sulla spalla.

E poi, quale tipo di "autorità" verrebbe ascoltata da tutti i firmatari per convalidare il patto o la dichiarazione? Se certuni credono che il proprio "Dio" suggerisca o addirittura comandi di fregare gli "infedeli", quanto puoi essere stupido a illuderti che la sua firma lo impegni a qualcosa?

Clero e gerarchia conciliari hanno "televisionato" la fede. Perciò valutano positivamente un evento che stuzzichi i titoli dei giornali ("ehi, la Giemmegì! ehi, la Dichiarazione Interreligiosa!"), e valutano come irrilevante o addirittura dannoso ciò che è tale per stampa e tv, ciò che non raccoglierebbe una gragnuola di Like e Retweet.