![]() |
| Per non dimenticare: gazzetta ufficiale 19.11.2021, quando i posti "covid" divennero un business lucroso |
https://disputationes-theologicae.blogspot.com/2026/06/dieci-domande-ai-sacerdoti-della.html
Contrordine, compagni! Probabilmente la moda del tatuaggismo sta per finire: «...chiunque volesse investire in un settore promettente, dovrebbe indirizzarsi appunto verso il campo della rimozione dei tatuaggi»:
Poffarbacco, i tradcons sull'orlo di una crisi di nervi: "AH, MEN"!... E nell'articolo l'autore ipotizza pure che "forse la diocesi di Milano è sotto ricatto" dalla lobby gay, forse anche il Fiducia Supplicans è frutto di ricatti dei vescovi tedeschi...
https://lanuovabq.it/it/il-vescovo-di-milano-sposa-il-pride-e-si-piega-alle-blasfemie-lgbt
Arriva un po' di pubblicità alla fuga di "cervelli":
«Cari migranti - afferma -: prima di dirvi qualsiasi altra parola, voglio inchinarmi davanti alla vostra dignità. Non siete numeri, né fascicoli! Siete persone con una famiglia e una casa che vi siete lasciata alle spalle, con sogni che nessuno ha il diritto di disprezzare».
Intanto mons. Viganò ha reso pubblico il testo della lettera che scrisse a Leone XIV lo scorso gennaio, ed alla quale stranamente ancora non ha avuto risposta (e finora non è ancora stata accolta la sua richiesta di un'udienza). Alcune utili citazioni (neretti nostri):
Nel ritornare con la memoria agli anni della mia formazione all’Università Lateranense (1960-1964) e alla Gregoriana (1965-1969), ho dovuto riconoscere che ancor prima della conclusione del Concilio Vaticano II l’impostazione ideologica dell’intero cursus studiorum – e del corpo docente – era già improntata ai nuovi insegnamenti conciliari, pur non ancora approvati. Ricordo bene come nei Seminari romani la disciplina clericale cedette all’anarchia su tutti i fronti, e come fossero i Superiori ad incoraggiare la partecipazione dei chierici alle conferenze dei “nuovi teologi”: mi riferisco a quanti, sino a pochi anni prima, erano visti con giustificato sospetto dal Sant’Uffizio, come Küng, Ratzinger, Rahner, Schillebeeckx, Congar e con loro quel sottobosco di modernisti che di lì a poco avrebbe infestato le cattedre degli Atenei e i posti di responsabilità in Vaticano e nelle Diocesi. E come sempre è avvenuto per tutte le operazioni eversive, il clima di generale cambiamento, di continue riforme, di enormi mutazioni fu creato ad arte dall’alto.
La rivoluzione conciliare ha seguito un copione ben preciso, sotto un’unica regia. Tutto doveva sembrare perfettamente legale e conforme alla prassi ordinaria della Chiesa: ogni documento promulgato doveva consentire di darne un’interpretazione ortodossa per rassicurare i Padri conciliari e un’interpretazione eretica da far deflagrare successivamente. Quei documenti rivelano le vere finalità di coloro che usarono dolosamente un Concilio per imporre errori dottrinali, morali e liturgici già condannati dai Romani Pontefici.
Durante i lunghi anni del mio ministero al servizio della Sede Apostolica, l’obbedienza incondizionata ai Pontefici e il mio essere totalmente assorbito dagli incarichi affidatimi, non mi permisero di comprendere la rivoluzione in atto. Come avrei potuto immaginare il sovvertimento e il tradimento che si stavano consumando? Come avrei potuto credere che la suprema Autorità della Chiesa e l’intero Episcopato potessero essersi resi complici dei più insidiosi nemici di Cristo che San Pio X aveva identificato nei Modernisti?
Il “pensionamento” sopraggiunto nel 2016 mi ha permesso di dedicare a questi gravi problemi preghiera, studio e meditazione. Ho così maturato la consapevolezza che il Concilio Vaticano II, pur mantenendo le caratteristiche di un Concilio Ecumenico, è stato voluto con l’intenzione di usarlo per rivoluzionare l’intero edificio ecclesiale e sovvertirlo in ogni sua componente: nella Dottrina, nella Liturgia, nella disciplina, nelle norme canoniche e specialmente nella sua costituzione gerarchica. Sono stati gli stessi artefici del Vaticano II a definirlo “il 1789 della Chiesa” e a considerare questo loro esperimento eversivo il Concilio per antonomasia, dimostrando così la sua eterogeneità rispetto a tutti gli altri Concili e alla perenne Tradizione della Chiesa.
La mia denuncia dell’apostasia della chiesa conciliare e sinodale e della sua rottura con la Tradizione, insieme ai circostanziati dubbi sulla legittimità del “pontificato” di Bergoglio – che in coscienza ho affrontato nella persuasione di adempiere al mandato di Successore degli Apostoli – mi sono valsi una scomunica ingiusta, illegittima e ideologicamente motivata. Questa sanzione canonica, ancorché la consideri nulla, comporta delle gravi ripercussioni ecclesiali, istituzionali e personali che mi addolorano profondamente e che stridono se paragonate all’impunità di cui godono cardinali, vescovi e sacerdoti notoriamente eretici e corrotti. [...]
Vorremmo umilmente chiedere: cos'è che impedisce a Leone XIV di correggere gli errori bergoglioni? Cos'è che gli ha imposto di accogliere in pompa magna la cosplayer "arcivescovessa" eretica e abortista? Cos'è che gli fa trovare il tempo di guidare una Ferrari elettrica (absit iniuria verbis) ma gli impedisce di dare udienza a mons.Viganò?
