domenica 16 novembre 2014

a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca

Segni dei tempi:

l'Istituto del Buon Pastore, che nello Statuto garantitogli dalla Santa Sede nel 2006 - prima dei Summorum Pontificum - aveva il diritto di celebrare esclusivamente la liturgia tradizionale in latino e il diritto ad una critica seria e costruttiva del Concilio Vaticano II...

...ora si sente dire da mons. Pozzo (della pontificia commissione Ecclesia Dei) che tale liturgia può essere proibita dall’autorità e che tale diritto di critica deve partire invece dalla cosiddetta "ermeneutica della continuità" (come al solito obbligatoria solo per i tradizionalisti, mai per i progressisti):

http://disputationes-theologicae.blogspot.it/2014/11/mons-pozzo-la-messa-straordinaria-puo.html


Evidentemente all'IBP non è bastato affiggere in fretta e furia ritratti di Bergoglio in tutte le stanze (incluso il refettorio).

E così l'IBP continua a perdere pezzi: tre sacerdoti «scoraggiati» dall'andazzo sono passati alla FSSPX, altri nella FSSP e altri nelle diocesi, mentre per l'autore «proceduriero e contestatore» dell'articolo sopra citato, un anno fa si chiedeva che venisse «messo a tacere»...

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