venerdì 10 maggio 2013

turpi lenocini, mortiferi crimini, virali bufale

[...] non possiamo deplorare abbastanza la cecità di tante donne di ogni età e condizione, le quali, infatuate dall’ambizione di piacere non vedono quanto sia stolta certa foggia di vestire, con cui non solo suscitano la disapprovazione degli onesti, ma, ciò che è più grave, recano offesa a Dio. E in tale abbigliamento — che esse stesse in passato avrebbero respinto con orrore come troppo disdicevole alla modestia cristiana — non si limitano a presentarsi soltanto in pubblico, ma neppure si vergognano di entrare così indecentemente nelle chiese, di assistere alle sacre funzioni e di recare persino alla stessa mensa Eucaristica (nella quale si va a ricevere il divino Autore della purezza) i lenocini delle turpi passioni. Tralasciamo poi di parlare di quei balli esotici e barbari, uno peggiore dell’altro, venuti ora di moda nel gran mondo elegante; non si potrebbe trovare un mezzo più adatto per togliere ogni resto di pudore.
(dall'enciclica Sacra Propediem di Papa Benedetto XV)


Gli eventi cruciali di questa discesa agli inferi sono stati la legalizzazione del divorzio (1970) e dell’aborto (1978), a cui fece seguito il fallimento dei relativi referendum abrogativi (rispettivamente 1974 e 1981).
Andreotti, che firmò di persona la legge sull’aborto, e con lui l’intera classe politica democristiana, permise e tollerò questi crimini. In nome di questo realismo, non solo si è retto lo Stato, ma si è dato il via alla disgregazione delle famiglie italiane e sono stati condannati a morte milioni di bambini non nati. Di questo, ancora oggi, dovrebbero tenere conto quei cattolici che ancora straparlano di male minore e di voto utile: quel pragmatismo che può essere positivo in fatto di politica estera, economica e sociale, non lo è quando si tratta di principi non negoziabili.
(citato da http://www.campariedemaistre.com/2013/05/andreotti-il-machiavelli-democristiano.html)


Insomma: siamo dinnanzi all’ennesima bufala prodotta dal propaganda omosessualista, che non si ferma nemmeno davanti ai corpi di tre poveri adolescenti e e che si disinteressa persino delle nette smentite di chi avrebbe messo in giro la notizia. Googlare per credere: la bufala, venduta come immacolata verità, è diventata virale; nessuno si è procurato di verificarla (quindi di smentirla; credo che in Italia lo si faccia per primi su questo sito) e il mondo si è ormai irrimediabilmente convinto che in Sudafrica sia stato chiuso un campo dove si uccidevano omosessuali nel tentativo di “normalizzarli”. A distanza di ormai una decina di giorni, i portali gay già parlano d’altro; la propaganda, insomma, con uno stile da far impallidire il MinCulPop, pare aver vinto. Non contro di noi, che, invece, di questa storia vorremmo continuare a parlarne, per porci un semplice interrogativo: a cosa serve tutto ciò?
(citato da http://www.uccronline.it/2013/05/08/campo-che-converte-i-gay-effeminati-no-e-una-bufala/)

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