lunedì 11 marzo 2013

campagna elettorale: ultime battute

Non me ne importa niente se lo dice il Fatto Quotidiano: quello che importa è che rispecchi la verità. Come diceva l'allora cardinal Ratzinger nel 1983 a Vittorio Messori nel libro-intervista Rapporto sulla fede, la crisi della Chiesa di oggi è in gran parte dovuta al crollo della liturgia.

Se la liturgia fosse una faccenda secondaria, come si spiega la ritrosia di tanti ecclesiastici a celebrare il rito mai abolito? Di sicuro non è una faccenda di paramenti alla "naftalina", di balaustre "da museo" e di "spalle al popolo" (cosa che in sé indica solo lo svacco degli ecclesiastici; eppure tantissimi ecclesiastici progressisti adorano pavoneggiarsi in eleganti paramenti ottocenteschi)...

Inizio citazione:
Il Papa lefebvriano no. Più della “pedofilia ecclesiale” è la liturgia ad angosciare in questi giorni di preconclave i 115 cardinali elettori che entreranno nella clausura della Cappella Sistina. Dopo che Benedetto XVI, nel 2007, ha liberalizzato la Messa tridentina, ovvero quella in latino del Concilio di Trento, i porporati amanti del rito post riforma liturgica del Vaticano II, ovvero nelle lingue locali, sono terrorizzati dal ritorno definitivo alla balaustra, al pulpito e al sacerdote che celebra di spalle al popolo con paramenti riesumati dalla naftalina.

Gli oppositori dei cardinali legati al rito “ultratradizionale” preferiscono definire “lefebvriani” i loro confratelli piuttosto che usare la dicitura corretta di “tridentini”. Nelle loro cartelline ufficiose si moltiplicano le fotografie, per lo più scaricate da internet e stampate su semplicissimi fogli A4, dei porporati rivestiti di paramenti “da museo” e intenti a celebrare l’antico rito. “Pensi come sarebbe assistere a un Messa celebrata in questo modo dal Papa”, sussurra un cardinale che rimpiange i paramenti semplicissimi utilizzati da Giovanni Paolo II...
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/10/conclave-santegidio-teme-cl-spera-paura-tutti-papa-lefebvriano/525769/

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