sabato 9 marzo 2013

campagna elettorale: Curzio Maltese

Conclave in arrivo: bisogna assolutamente dipingere il Vaticano come il luogo di segreti nefandi. Basta la parola IOR perché nella coscienza collettiva sorgano immediatamente associazioni di idee come «riciclaggio», conti cifrati, e sinistre complicità. Un alone creato dai media: «La banca vaticana –ha scritto per esempio Curzio Maltese (da non confondere con il più serio Corto Maltese; Curzio è di Repubblica) – offre ai correntisti, fra i quali come ha ammesso una volta il presidente Angelo Caloia “qualcuno ha avuto problemi con la giustizia”, rendimenti superiori ai migliori hedge fund e un vantaggio inestimabile: la totale segretezza. Più impermeabile ai controlli delle isole Cayman, più riservato delle banche svizzere, l’istituto vaticano è un vero paradiso (fiscale) in terra. Un libretto d’assegni con la sigla IOR non esiste. Tutti i depositi e i passaggi di danaro avvengono con bonifici, in contanti o in lingotti d’oro. Nessuna traccia. (Vi) passano immense e spesso oscure fortune. Le stime più prudenti calcolano 5 miliardi di euro di depositi. Lo Ior è un buco nero in cui nessuno osa guardare».

Curzio Maltese non teme il ridicolo, e confida nella ignoranza dei suoi lettori (ignoranza in cui li tiene lui): 5 miliardi di depositi fanno dello IOR una banchetta locale, in confronto ai titani della finanza speculativa in cui né lui né altri «giornalisti» osano guardare. Per fare un nome, Goldman Sachs e le altre 8 banche internazionali che gestiscono derivati per 230 mila miliardi di dollari, per tacere delle altre che gestiscono 450 mila miliardi: e i derivati sono in sé un mostruoso «paradiso fiscale» dove avvengono operazioni al difuori di ogni regola e controllo tributario. Invece che dei «misteri dello IOR», la Repubblica dovrebbe forse cominciare a occuparsi dei «misteri di Goldman Sachs», tipo: come ha fatto a truccare i conti della Grecia, o come fa a piazzare suoi dipendenti nelle banche centrali e nei governi d’Europa; o chiedersi se per caso non avvengano in quel mondo immensi riciclaggi, come quello scoperto della HSBC che da sola è stata scoperta a riciclare 7 miliardi di dollari (una IOR e mezzo) dei narcos messicani, e non è stata incriminata perché se no «poteva destabilizzare il sistema bancario mondiale».

M.B.

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