domenica 18 ottobre 2026

se i papi "bisogna meritarseli", cosa dovremmo dire di chi si sta meritando gli antipapi?

Il blog di Paciolla ha ritenuto opportuno censurare il mio commento (scritto di getto) che riporto qui sotto. Chissà, forse è perché per brevità ho trascurato di menzionare la questione del "commissum"? o quella del "conclavetto"? o quella della "restrizione mentale larga"? o della traduzione errata, sul sito del Vaticano, della Declaratio?



Se i papi "bisogna meritarseli", dobbiamo pregare che vengano presto rese pubbliche le enormi conseguenze dell'invalidità della rinuncia di Benedetto XVI.

Il Codice di Diritto Canonico, al can.332 §2, richiede per la validità che il Papa rinunci al "munus" (all'incarico). Ma Benedetto XVI ha dichiarato di rinunciare al "ministerium" (all'esercizio di tale incarico), proprio come se fosse impedito a continuare ad esercitare.

Benedetto XVI conosceva bene il diritto canonico. Ed anche il latino. Ed anche le questioni relative ai conclavi. Sapeva benissimo ciò che stava dicendo.

Definendosi "Papa emerito" ha chiarito di essere ancora lui il Papa. Un "Vescovo emerito" smette di esercitare, ma resta vescovo. Un "Papa emerito" smette di esercitare, ma resta Papa (e Nostro Signore non ha certo detto "Tu sei Pietro, e insieme ai Papi emeriti...").

E se resta Papa, significa che un eventuale conclave è invalido. E che se ci sono due Papi, uno "ufficiale" e uno "emerito", significa che il primo è illegittimo. Del resto Benedetto XVI stesso, nella Declaratio, aveva già previsto che avrebbero convocato un conclave. Ha dichiarato di rinunciare perché evidentemente si sentiva già in "sede impedita" (ricordate quante gliene combinavano la stampa e la gerarchia?), ed ha perfino anticipato ciò che sarebbe successo dopo.

Dunque Bergoglio non è stato Papa ma antipapa, in quanto eletto mentre il Papa legittimo era ancora regnante (sebbene regnasse in "sede impedita"). Di conseguenza anche Prevost, eletto dai cardinali creati da un antipapa, è antipapa a sua volta. Nella foga di eleggersi un pontefice secondo le loro esigenze, i vertici corrotti hanno costituito una linea di antipapi, ponendosi canonicamente fuori dalla Chiesa.

Nei paragrafi 76-77 della Universi Dominici Gregis di Giovanni Paolo II si ricorda che un Papa può rinunciare solo a norma del can.332 §2, e che se qualcuna delle norme sul conclave viene disattesa l'elezione di un nuovo Papa è "nulla e invalida senza che occorra una dichiarazione in proposito".

Prima che fosse costituita la nuova neochiesa bergoglion-prevostina, scismatasi di fatto e di diritto dalla Chiesa cattolica, lamentavamo gli eccessi del vaticansecondismo, ma non al punto di dover commentare ogni giorno la nuova catastrofe papale quotidiana. Moltissimi hanno iniziato ad accorgersi della crisi solo dopo l'elezione del Bergoglio, e ad oggi non si sono ancora resi conto che era invalida.

Riconoscendo che Bergoglio e Prevost sono antipapi, non ci sarà più da spendere tempo ed energie per correggerne le vaccate. L'Amoris Laetitia, l'accogliere con tutti gli onori l'«arcivescovessa» in cosplay, la dichiarazione di Abu Dhabi, eccetera, non sono addebitabili al successore di Pietro.