martedì 15 marzo 2011

i feel CUD

Ogni tanto sbircio sul sito dell'ultimo baluardo del cattocomunismo italiota: Adista.

Il problema dell'ottopermille non è il suo scopo (raccogliere fondi), ma è il suo utilizzo (le orrende chiese moderne). L'invidia che emerge dal seguente articolo è quasi palpabile, anche se descrive un fenomeno che non si capisce bene se c'è da ridere o da piangere: la mobilitazione dei 'gggiovani parrocchiardi per "raschiare il fondo del barile" dei firmatari dell'ottopermille. L'articolista è talmente furente che non si accorge di aver preso una cantonata pazzesca: l'ottopermille non dipende dal reddito del firmatario, ma solo dalla quantità di firme.

http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&id=49315


Invece di riflettere sull'autocastrazione ecclesiale in fatto di vocazioni (cosa che ai cattocomunisti farà terribilmente piacere), corrono acriticamente in difesa del vescovo "dimissionato" dal Vaticano. Proviamo a immaginare quanta "difesa" gli darebbero se -per ipotesi- costui domani annunciasse la sua intenzione di celebrare la messa in latino...

http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&id=49313

Nessun commento:

Posta un commento

Questo è un blog per segnalare notizie ecclesiali generalmente pubblicate su altri siti web.

Sono gradite segnalazioni, correzioni, precisazioni, rettifiche (purché documentate) e commenti in tono civile. Tutto il resto non è gradito.

I vostri commenti sulle vecchie pagine vengono pubblicati generalmente dopo 24-48 ore.