Ogni tanto sbircio sul sito dell'ultimo baluardo del cattocomunismo italiota: Adista.
Il problema dell'ottopermille non è il suo scopo (raccogliere fondi), ma è il suo utilizzo (le orrende chiese moderne). L'invidia che emerge dal seguente articolo è quasi palpabile, anche se descrive un fenomeno che non si capisce bene se c'è da ridere o da piangere: la mobilitazione dei 'gggiovani parrocchiardi per "raschiare il fondo del barile" dei firmatari dell'ottopermille. L'articolista è talmente furente che non si accorge di aver preso una cantonata pazzesca: l'ottopermille non dipende dal reddito del firmatario, ma solo dalla quantità di firme.
http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&id=49315
Invece di riflettere sull'autocastrazione ecclesiale in fatto di vocazioni (cosa che ai cattocomunisti farà terribilmente piacere), corrono acriticamente in difesa del vescovo "dimissionato" dal Vaticano. Proviamo a immaginare quanta "difesa" gli darebbero se -per ipotesi- costui domani annunciasse la sua intenzione di celebrare la messa in latino...
http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&id=49313
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3 ore fa