domenica 1 maggio 2011

Bruno, ma quant'è Forte!

Per la sagra delle castronerie, (ri)ecco a voi il (solito) Bruno Forte. In uno dei suoi studi, Bruno Forte comincia con l’attribuire scarso valore storico ai racconti del sepolcro vuoto, ritenendo questo argomento ambiguo e frutto del lavoro redazionale degli evangelisti, considerando la Risurrezione nientemeno che (tenetevi forte) una "leggenda eziologica". Da un articolo di qualche anno fa:

http://www.rinascimentosacro.org/2011/04/il-sepolcro-vuoto-una-leggenda-secondo-bruno-forte/


Interessante considerazione: l'assoluzione sacramentale ridotta a diritto acquisito...

http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-se-lassoluzionediventa-un-diritto-civile-1707.htm


Di fronte all'evidenza della realtà, il conservatorismo ha improvvisamente scoperto "l'ermeneutica della continuità", con risultati comici, come l'Inos Biffi che elogiava Bugnini. Vedo che anche Magister (che scrive per conto di uno degli eminentissimi) prosegue con un certo accanimento contro quelli che sprezzantemente chiama "i delusi da papa Benedetto XVI" ai quali "il Vaticano risponde". Tanta foga nel difendere un principio indica che i cosiddetti "delusi" hanno centrato alquanto bene il bersaglio:

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1347670

"L'ermeneutica della continuità" era una mazzata all'idiozia dei progressisti: è spassoso vedere ora i conservatori farne improvvisamente e disperatamente una bandiera.

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