sabato 28 marzo 2026

"seriously?" (e invece...)

Se c'è una cosa che i seminaristi conciliari imparano immediatamente, è che i pretonzoli conciliari - e ancor più i vescovi, e figurarsi poi ai piani più alti - sono estremamente permalosi riguardo a ironie e sarcasmi. Infatti prediche e documenti sono imbottiti fino alla nausea di precisazioni, disclaimer, note esplicative previe, come se si aspettassero che tutti i destinatari siano cercatori accaniti di pelo nell'uovo. Come se Nostro Signore, prima di spiegare il trucchetto farisaico del "è korbàn!" (cfr. Mc 7,11-13) avesse prima premesso una vasta serie di catechesi del mercoledì per elogiare storia e pregi del korbàn, per poi spiegare, partendo molto alla lontana, e con estrema delicatezza, che in certi casi, talvolta, magari, forse, qualcosina non andava proprio per il verso giusto, tuttavia, però, ma, comunque, tutto andrà bene, madama la marchesa.

"La Chiesa è malata di documentite", "e il Verbo si è fatto carta", osservavano ai bei tempi Messori e Cammilleri. La logorrea clericale dell'epoca moderna è riassunta da quella battuta di Flannery O'Connor: "di cosa ha parlato la predica del parroco?" "Del peccato". "E cosa ha detto?" "È contrario".

La memetica è ormai l'unico modo di veicolare messaggi in maniera sintetica, specialmente quando gli interlocutori hanno una soglia dell'attenzione brevissima. Sarebbe stato bello vedere sui media cattolici qualche giorno fa, prima del "fattaccio", la vignetta di cui sopra.

Spiegazione tecnica per i diversamente capenti. Vi si riconoscono tre tipi di facce: il grasso e trasandato incivile, il "Chаd" di poche parole e zero conformismo, e la fеminаzi con gli occhialetti "problem?", i capelli color ridicolo, gli stemmini delle ideologie di moda (abоrtiste, ellеgibittì).

Il primo rappresenta Enrico VIII che pur di divorziare fece inventare al parlamento inglese una nuova chiesa. Il secondo rappresenta il papato cattolico (sopra: Clemente VII nel 1527; sotto, si sperava, Leone XIV nel 2026). La terza rappresenta l'arcivescovessa di Canterbury insediatasi a settembre 2025 (facendo infuriare definitivamente il GAFCON).

Si noti che pur avendo il Papa detto "no", la vignetta già mostra che chi va contro la Chiesa finisce prima o poi nel ridicolo.

Sarebbe stato davvero il caso che le cose fossero andate come nella vignetta, col Papa che con sprezzante sarcasmo chiede: "sul serio?" non per attendere risposta alla domanda, ma per non occuparsi più della questione (in quanto Papa, ha da pascere il gregge e confermare i fratelli nella fede, non può star dietro ai cosplay - "costume playing", cioè travestirsi da personaggi immaginari - o alle pagliacciate di chi non ha alcuna intenzione di convertirsi all'unica vera fede). E invece...