domenica 19 luglio 2015

scrittore ebreo aggredito da un transessuale in diretta televisiva

Sulla rete TV americana HNL, un programma, Dr. Drew on Call, ha messo in piedi un panel per discutere di questo premio [per il miglior transessuale di San Francisco]. «Discutere» significa nemmeno provare a dire che un uomo è un uomo e una donna è una donna.

Video su youtube dell'aggressione.

Di fatto, tutti gli ospiti del talk esprimono ammirazione per il coraggio di «Caytlin». L’unico che prova ad andare controcorrente è l’ospite negro, che rivendica – pensate un po’ – come il premio sia sbagliato perché «Caytlin [cioè Bruce Jenner, ndr] è una ricca donna bianca», e ci sono tanti poveri giovani transessuali negri che invece hanno più difficoltà di lei. È più o meno a questo punto che interviene l’articolista di Breitbart e proprietario del sito ThruthRevolt.org Shapiro, un giovane scrittore conservatore ebreo che si rifiuta di riferirsi a Jenner come ad una donna. Shapiro non ne vuole sapere di fare come tutti, ed usare pronomi femminili per parlare di transessuali.

«Sei crudele con i pronomi» lo bacchetta una bionda filo-trans. Il giovane comincia a fare discorsi naturalissimi, che però seminano il panico in studio. «Ai fatti non importano le vostre emozioni» dice sicuro. «Vi rivelo che ogni cellula nel corpo di Caytlin Jenner è maschile, con l’eccezione di alcune cellule del suo sperma».

I produttori dello show hanno messo a sedere a fianco del pericoloso omofobo tale Robert Albert Tur, ora detto Zoey: ex elicotterista militare, corporatura enorme, anche lui desideroso di divenire donna. Un soldatone ipervitaminico come solo sanno essere gli americani, però vestito da femmina, con capelli lunghi biondi, voce affettata e quintali di trucco. Viene un po’ da ridere, ma anche no.

Il trans-militare mette la mano dietro al collo di Shapiro – che indossa la kippah! – lo guarda fisso, e gli promette violenza: «o la pianti ora, o andrai a casa in ambulanza». In pratica, una minaccia fisica vera e propria, in diretta TV.

Come come? Salta fuori che i transessuali sono violenti e prepotenti? Shapiro è impaurito ma non molla; tutti gli altri gli danno addosso.

È uno spettacolo disarmante, che manda in confusione. Ogni singola declinazione del politicamente corretto presente (il negro, la bionda femminista, l’ispanico, etc.) vorrebbe che il trans-marine spaccasse la faccia al ragazzo giudeo. Pazzesco, e disorientante.

«Te la sei cercata usando il pronome maschile» «Lo hai chiamato sir» «hai mancato di rispetto».

Shapiro, in minoranza e minacciato pesantemente, tira dritto fino alla fine, e arriva a toccare il centro della questione: «Il discorso è se come società stiamo abbracciando la malattia mentale e la fissazione».

Di fatto, il popolarissimo manuale psichiatrico DSM – bibbia mondiale della psicopatologia edita dall’American Psychiatric Association, assediata dalla lobby gay sin dai primi anni Settanta, e con successo: l’omofilia nell’ultima edizione non è considerata un disturbo – ancora segnala la volontà di cambiare sesso come un problema mentale, e questo pur avendo nel 2012 cambiato la definizione, da gender identity disorder siamo passati a gender disphoria. Nemmeno l’associazione psichiatrica USA, infiltrata in ogni dove dal genderismo omosessualista, se la sente di dichiarare queste persone completamente sane di mente.

[citazione della parte centrale di un articolo di Roberto Del Bosco, L'imperatrice di San Francisco e altre storie; l'articolo completo è disponibile ai soli lettori abbonati a Effedieffe).

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