lunedì 15 dicembre 2014

articolo del don Ariel

In compagnia di un prete che lavora nell’editoria, un tragicomico viaggio in questo strano paese, dove pochi leggono ma tutti scrivono… e chi scrive “non ha tempo” per leggere; dove ci sono autori conosciutissimi da tutti… letti da nessuno.

E ci racconta quanto è strana, in questo strano paese, l’editoria cattolica e laica, dove ci stanno ordini religiosi dediti all’editoria che si credono laicissimi imprenditori rampanti con suore ridotte a commesse, e che esercitano la censura solo sugli autori ortodossi; vescovi che scrivono fanta-teologie e per tutta risposta sono chiamati alla Dottrina della Fede non da inquisiti ma da inquisitori; e dove ci stanno seminaristi baccalaureati a pieni voti in sacra eresia nelle pontificie facoltà, che danno del “pericolo tradizionalista” a chi gli fa notare le cazzate scritte nelle tesi; atenei papali dove, come alla Lateranense, ti mettono nella vetrina dei bestseller solo se hai demolito almeno un dogma e ti chiami Kung o Mancuso, o Enzo Bianchi…


http://www.papalepapale.com/develop/i-baroni-rampanti-delleditoria-laica-e-le-wanda-osiris-delleditoria-cattolica/


«...Non potendo ammettere di essere un asino teologico allevato come un pollo in batteria dentro un pollaio di modernisti ereticanti, andò tosto in giro a dire che ero un pericoloso integralista...»

[WARNING: la pagina sopra indicata contiene scene e descrizioni Contra Sextum]

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