sabato 12 aprile 2014

il cardinal ciellino approva la Moschea nei dintorni di Piazza Duomo

Don Abbondio Scola, cardinale di Milano, già distintosi per aver pensato più a fare gli "auguri per il Ramadan" che ad estendere il Summorum Pontificum alla diocesi ambrosiana, arretra nuovamente di fronte all'islam:
Il minareto? Io non farei grandi problemi su questo, basta che non lo facciano in piazza del Duomo.
Un virile silenzio no, eh?

E pensare che la CEI un anno fa gli aveva mandato le felicitazioni per l'elezione a Papa...

6 commenti:

  1. Non per difendere il cardinale, ma per amor di verità: la risposta citata era una battuta, pronunciata alla fine di un convegno che si occupava di tutt' altro (lavoro e disoccupazione giovanile, se non erro), alla domanda fuori luogo e contesto del solito giornalaio (giornalista sarebbe un onore). Chi ha seguito la mezza intervista alla radio, come me, si è reso conto del tono un po' scherzoso ed un po' seccato di Scola. Anche perché non è d'accordo sul progetto presentato da alcuni gruppi musulmani di Milano. Lui ne preferirebbe un altro di altri musulmani. I primi, favoriti dall'assessore Majorino, sarebbero vicini ai Fratelli Musulmani, i secondi ai sauditi.
    Sarebbe stato comunque meglio lui come Papa che Bergoglio. Se non altro non ci sarebbero stati problemi di "che cosa voleva dire" ?. Scola è piuttosto chiaro, quando parla.
    Rosa

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  2. dall'art. estraggo altre parole di Scola

    "La moschea, suggerisce il cardinale, "deve essere fatta, se deve essere fatta, nel rispetto della storia e tradizione del Paese; il dialogo è una dimensione fondamentale della fede cristiana, è accogliere con apertura i fedeli che sono qui"

    il che è palesemente assurdo lo stesso in 2 punti.
    1) se "nel rispetto della storia e della tradizione del Paese" beh a Milano MAI sono sorte moschee, nella storia e tradizione!
    2) il "dialogo" NON E' affatto una "dimensione fondamentale" della fede cristiana. S. paolo non "dialogava" coi demoni.
    E volendo anche andare sul sottile, "dialogo" composto da dià + Logos ..sarebbe anche mettere il Logos, la Verità, il Verbo nel parlare e qui se ne nota una certa assenza.

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  3. Se il cardinal ciellino è intelligente - e non dubito che lo sia - sapeva bene che il "giornalaio" avrebbe trascritto la risposta per i suoi milioni di lettori senza citare minimamente l'ironia.

    Tutto questo affannarsi per i muslim è indice di donabbondismo. Fra due anni, quando arriverà all'età pensionabile, verrà ricordato come quello che ha fatto gli auguri per il Ramadan (piuttosto chiari), e null'altro di concreto.

    Quanto a lui come Papa non mi esprimo; dico solo che purtroppo sono pochi quelli di cui potremmo dire "meglio Bergoglio che lui".

    Qualcuno dovrebbe scrivere una sua "biografia non autorizzata".

    Grande amico di don Giussani, nell'autunno del '67 entra in seminario a Saronno; perseguitato in quanto ciellino, nel '68 viene spedito nel seminario di Venegono; espulso in quanto ciellino, nell'estate del '69 viene cacciato via ma grazie a don Giussani viene prontamente fatto entrare nella diocesi di Teramo-Atri, dove a luglio del '70 viene ordinato sacerdote. Praticamente in due anni e mezzo di seminario è diventato prete: è utilissimo avere amici potenti come un Giussani.

    Non meno interessante era stata nel 1969 la richiesta avanzata da Scola di ricevere anticipatamente il suddiaconato per evitare di partire militare; dunque Scola sa benissimo cos'è la liturgia tridentina.

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  4. Scola non e' ottimo, ma di Vescovi ottimi ce n'e' pochini in giro, anche 600km a sud di Milano. Anche li fan gli auguri per il Ramadan, e non sono ciellini. Molti prelati, anche in alto loco, fan chiedere ai fedeli: ma che razza di seminario han frequentato? ma come han potuto essere consacrati? e don Giussani non c' entrava niente. Dovremmo sforzarci di valutare i nostri pastori non in base alle nostre idiosincrasie per questo o quel movimento che ci ha, magari, personalmente delusi, rigettati, sfruttati, ecc.
    Rosa

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  5. Sono molto deluso da Scola, da Negri e da altri vescovi ciellini, di cui un amico diceva amaramente: "fuori diocesi sono leoni, in diocesi sono pecore". Dev'essere un'epoca davvero triste, questa, visto che cantiamo vittoria quando un vescovo dice una cosa cattolica sulla morale e sull'attualità (infatti parlano poco e niente di liturgia, sacramenti, dogmi...).

    Da tempo il movimento di CL ha tradito o dimenticato lo scopo per cui esisteva. Ma qui non si parla di movimenti e di delusioni, se non per il fatto che i ciellini erano grosso modo meno ideologici di azione cattolica e altri. Qui si parla dei fatti. Nel paese dei ciechi, l'orbo Scola potrebbe essere re, se solo decidesse di aprire l'occhio che gli rimane sano. Se uno dei vescovi più "intelligenti" (diciamo così) d'Italia mostra tanta prontezza nel fare gli auguri per il Ramadàn e poi - benché caporito della diocesi ambrosiana - non muove un dito per liberare dalle catacombe l'antica liturgia, che vescovo è? Che meccanico è quello che ti aggiusta alla perfezione il posacenere ma non apre nemmeno il cofano per dare un'occhiata al motore così come gli avevi sempre chiesto? Che medico è quello tanto gentile e affabile nel riceverti ma che non ti vuol visitare nemmeno se ti vede morente? Io non mi stupirei se Scola finisse nello stesso girone del Ravasi: se hai avuto dieci talenti - tra cui la cattedra di Milano - devi farli fruttare tutti e dieci.

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  6. ecco qui enunciato un bel progettino:

    https://www.youtube.com/watch?v=E7QePDmPHfk

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