Citazione di Rino Cammilleri:
«Chi canta prega due volte». Pare che l’abbia detto sant’Agostino. Ma con ogni evidenza si riferiva al canto dei suoi tempi, quello che il suo padrino, sant’Ambrogio, stava sistematizzando (canto «ambrosiano», ben più solenne e austero del successivo «gregoriano»; e, soprattutto, privo di strumenti musicali).
Mica poteva sapere che la sua frase sarebbe stata utilizzata dal clero del terzo millennio per ottenere la tanto sospirata «partecipazione» dei fedeli all’«assemblea liturgica» che il prete «presiede». Così, quando l’intero uditorio si mette a cantare a squarciagola i pezzi numerati imposti dal complessino, finalmente la «celebrazione eucaristica» può dirsi pienamente «partecipata», con grande soddisfazione del «presidente» che non di rado ha interrotto a metà il rito per arringare l’uditorio che cantava poco o piano.
Vediamo su Fides et Forma una rassegna fotografica di una "celebrazione" molto "partecipata" in una "Festa del Ciao":
http://fidesetforma.blogspot.com/2012/12/santita-i-clown-sono-nella-chiesa-e-non.html
Paolo Pasqualucci. Disputa con il prof. Roberto de Mattei sul “mito
asburgico”
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Gli approfondimenti del prof. Pasqualucci sul mito asburgico non sono nuovi
per noi. Vedi precedenti qui - qui. Abbiamo ora l'opportunità di cogliere
altri...
24 minuti fa