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Alcune persone, vittime del pregiudizio e degli stereotipi oggi di moda, ci accusano – a torto – di essere “antisemiti”. Ora “antisemitismo” è una parola coniata nella seconda metà del XIX secolo ed esprime la dottrina della superiorità della razza germanica su tutte le altre e specialmente su quella semitico-giudaica. Come invece si può constatare mai “sì sì no no” ha espresso tali opinioni. Al contrario, la questione è stata sempre trattata dal punto di vista teologico dove si parla di “antigiudaismo per distinguere il Cristianesimo, che deriva dall’Antico Testamento e lo perfeziona, dal Giudaismo religione post-biblica, che rinnega Mosè, i Profeti, Gesù Cristo e la sua Chiesa, sostituendo loro alcune strane “tradizioni” umane chiamate Talmud e Cabala.
Nel corso del presente articolo cercheremo di porgere al lettore gli elementi essenziali per distinguere il Cristianesimo (Antico e Nuovo Testamento) dal Giudaismo farisaico-rabbinico (Talmud e Cabala), e quindi non cadere nella trappola di chi con l’accusa di antisemitismo vorrebbe far tacere sulle differenze sostanziali tra Cristianesimo e Giudaismo attuale, tra Chiesa e Sinagoga talmudica, per far accettare le idee che hanno portato al documento conciliare “Nostra Aetate” e all’ insegnamento giudaizzante che ne è seguito nel mondo cattolico e perdura tutt’oggi.
http://www.sisinono.org/anteprime-2012/193-anno-xxviii-nd-20
Fine dell'universalità della Chiesa
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Ne siamo consapevoli sin dall'abbandono del latino come lingua comune non
solo nella Liturgia ma oggi ne constatiamo i risultati in fase più avanzata.
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14 minuti fa