Citazione:
Ciò di cui pochi parlano — e qui si inserisce l’elemento di quella paura dei preti verso altri preti che giunge a mutarsi talora in terrore — è il problema dell’omosessualità sempre più diffusa nel clero e, quel che è peggio, di una vera e propria cultura omosessualista che sta prendendo campo attraverso quello che — sempre su queste colonne — è stato più volte indicato come il cavallo di Troia arcobalenato. Questa cultura, che gli appartenenti a una numerosa «confraternita» cercano di imporre da anni all’interno della Chiesa, è la massa tumorale che purtroppo, sino a oggi, nessun chirurgo è riuscito ad asportare. Pertanto, parlare di crisi del clero e della sua formazione senza affrontare le metastasi di questo cancro, come fanno quei personaggi, è pura retorica, a volte persino mirata a sviare l’attenzione da un problema tutt’altro che marginale: se ne descrivono con dovizia i sintomi — la paura del giudizio, le confidenze tradite, il confratello percepito come avversario — senza mai nominare la malattia, ossia un clero che appare sempre più omosessualizzato.
Durante la seconda guerra mondiale i 'merigani commisero un madornale errore logico:
https://it.wikipedia.org/wiki/Survivorship_bias
A dicembre 2024 don Natale disse sui social che Benedetto XVI non aveva validamente abdicato in quanto non aveva rinunciato al munus petrino secondo il CJC can.332 § 2.
Anziché verificare la sua tesi, il suo vescovo lo scomunicò:
Qualche vecchia notizia di cronaca da ricordare a @SorellaDaniela e a quelli come lei che pur lamentando i danni conciliari concludono che i fatti sono così gravi che il diritto canonico non importa. Orbene, un geometra s'era finto ginecologo per ben 35 anni, diventando addirittura primario di un ospedale:
Lo stesso Vicenza Today riporta un caso simile:
Sempre Vicenza Today mi propone un altro caso del genere:
https://www.vicenzatoday.it/cronaca/alessandro-maria-marchesini-valdagno-medico-inchiesta.html
E quindi possiamo comprendere la recente notizia del Don Salame a Torino:
Dunque, sulla Magna Quæstio ("Bergoglio è un antipapa poiché Benedetto XVI non aveva validamente abdicato, e dunque lo è anche Prevost in quanto eletto da pseudocardinali creati dall'antipapa Bergoglio") i cosiddetti tradizionalisti, anziché andare a verificare tale invalidità - che se verificata implicherebbe che gli atti bergoglion-prevostini sono atti di antipapi -, continuano comodamente a lamentarsi del Bergoglio e del Prevost, come se irrazionalmente temessero che il riconoscerli antipapi implichi di non poter più criticare le storture conciliari:

