mercoledì 6 giugno 2018

Quella lettera che Negri non scrisse.

Avrebbe potuto scriverla: non lo fece. Tanti altri vescovi avrebbero potuto scriverne una simile. Il papa promulga, la questione è scottante: il vescovo ottempera subito e si cava d'impiccio a costo zero. Rendendo felici i tradizionalisti e senza far infuriare il clero modernista. Tranne i presbiteri intenzionati a far guerra a prescindere: ma tanto l'hanno fatta lo stesso.
Ecco il testo della lettera. I nomi sono di fantasia. Anche quello di Negri. Sarebbe stato fantastico.
Diocesi di San Marino - Montefeltro

Ai Presbiteri
- Loro Sedi -

Prot. n. 7/07


Carissimi fratelli nel presbiterato,

stamattina, 7 luglio 2007, papa Benedetto XVI ha inviato la lettera apostolica motu proprio Summorum Pontificum con la quale ha stabilito che «è lecito celebrare il Sacrificio della Messa secondo l’edizione tipica del Messale Romano promulgato dal B. Giovanni XXIII nel 1962 e mai abrogato» (art. 1) ed in particolare che «la celebrazione secondo il Messale del B. Giovanni XXIII può aver luogo nei giorni feriali; nelle domeniche e nelle festività si può anche avere una celebrazione di tal genere» (art. 5 § 2); inoltre, «per i fedeli e i sacerdoti che lo chiedono, il parroco permetta le celebrazioni in questa forma straordinaria anche in circostanze particolari, come matrimoni, esequie o celebrazioni occasionali, ad esempio pellegrinaggi» (art. 5 § 3).

Dopo aver ricevuto telefonicamente la disponibilità di don Federico, parroco di Sant'Agata Feltria, don Claudio, parroco di Montecerignone, e don Sante, parroco di Secchiano, ed in particolare alla luce degli artt. 7, 8, 9, 10, stabilisco quanto segue:

1) nelle rispettive parrocchie, i tre menzionati parroci celebreranno ogni giorno una Messa secondo il Messale Romano promulgato dal B. Giovanni XXIII nel 1962 e mai abrogato; gli uffici diocesani e tutti i parroci della diocesi segnaleranno ufficialmente tali celebrazioni ai fedeli desiderosi;

2) per le richieste riguardanti Battesimi, Matrimoni, Riconciliazione, Unzione degli Infermi, Confermazione, nonché Esequie e Prima Comunione, i parroci che non sono in grado di garantire la celebrazione con l'antico e «mai abolito» rito, concedano il permesso per una delle tre summenzionate parrocchie, previa disponibilità del rispettivo parroco, al quale il fedele si rivolgerà anche per l'eventuale corso di preparazione;

3) nessun sacerdote è obbligato a celebrare in una forma o nell'altra: pertanto i parroci che intendano passare a celebrare esclusivamente secondo l'antico rito «mai abrogato» e che non siano in grado di garantire le Messe di orario della parrocchia devono rimettere l'incarico al vescovo;

4) in qualità di ordinario ritengo opportuno erigere qualche parrocchia personale (art. 10 del Summorum Pontificum) non appena ci sarà la disponibilità di qualche presbitero;

5) in qualità di ordinario ritengo accettabile la formazione al sacerdozio di candidati esclusivamente legati al rito «mai abrogato», incluso il conferimento dell'Ordine Sacro secondo lo stesso rito, alla ovvia condizione che non considerino invalido il Novus Ordo.

Nella lettera ai vescovi in occasione della pubblicazione del Summorum Pontificum Benedetto XVI ha lamentato che «notizie e giudizi fatti senza sufficiente informazione hanno creato non poca confusione». Invito i fratelli nel presbiterato a leggere e meditare tale lettera - per il momento disponibile solo sul sito web della Santa Sede - al fine di favorire quella «riconciliazione interna nel seno della chiesa» che il Papa tanto desidera: «Ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e grande, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso.»
Questa lettera è un falso. Un puro divertissement. Dolceamaro.
Pennabilli, 7 luglio 2017
devotissimo in Xto
+ Luigi Negri

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