sabato 8 luglio 2017

la selezione delle elites

Citazione:
Lei ha premiato il Ricca, “papa Bergoglio”, e cosa ne dovevano dedurre i culattoni brulicanti nei sacri palazzi? Lei ha scritto la Amoris Laetitia per consentire, senza dirlo, da furbo qual è, che si potrà dare la Comunione ai divorziati? E già i preti si son portati avanti: benedicono “nozze” di lesbiche, già padre Martin da lei scelto a dirigere le Comunicazioni in Vaticano augura ogni bene alle sfilate dei Gay Pride ed esorta la Chiesa a far propri i “doni speciali” di cui sono favoriti i sodomiti, già premono per il passo ulteriore: il matrimonio sacramentale delle coppie sodomitiche in Chiesa. Lei ha messo in moto processi, il resto viene da sé. Del resto, in quella Amoris Laetitia tanto amata dai laici illuminati e prelati progressisti e culattoni, non c’è il minimo consiglio alla castità, nessuna esortazione alla purezza, o almeno alla continenza – se non la si consiglia ai laici, volete che se ne sentano legati i cardinali? Quindi liberi tutti. Perché si sa, il tempo è superiore allo spazio.

Dice che lei, Bergoglio non sapeva del passato scandaloso di Ricca, probabilmente notorio in tutto il Sudamerica. Ma quando l’ha saputo, mica lo ha allontanato dalla carica di vertice della banca vaticana (posizione in cui, fra l’altro, si può essere soggetti a ricatti). Forse per debolezza di cuore, bontà, benevolenza e abitudine al perdono? Chiedete ai Francescani dell’Immacolata, se il Papa non è capace di stroncare, imprigionare, punire, sciogliere.
http://www.maurizioblondet.it/vaticano-complimenti-la-selezione-delle-elites/

1 commento:

  1. Senza dover citare casi scandalosi ma noti da anni, sarebbe opportuno chiedersi a che titolo si dia voce a chierici che, mentre nei loro articoli si scagliano contro "pizzi e merletti" additandoli come indice di sicure tendenze omosessuali, nella vita quotidiana si accompagnano a confratelli equivoci, giungendo a condividere con essi camere d'albergo con letto matrimoniale, non senza grave scandalo per i fedeli. Parliamo di chierici dal cognome apparentemente altisonante, di vaga reminiscenza israelitica - intelligenti pauca - che coniugano la presunta difesa della dottrina conciliare e della liturgia riformata con un train de vie che di ecclesiastico ha poco o nulla. Personaggi di tal fatta, la cui prosopopea rivaleggia con un orgoglio monstre, trovano spazio anche su siti cattolici, dai quali spargono veleno sui tradizionalisti, impancandosi ad equanimi maestri di ortodossia e moralità, mentre dovrebbero quantomeno tacere e vergognarsi della propria incoerenza. Verrà il giorno in cui le loro meschinità verranno alla luce?

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