martedì 13 settembre 2016

simboli che sopravvivono a lungo ai cambiamenti politici


Sulla sommità delle torri Borovickaja, Troickaja, Nikol'skaja e Spasskaja del Cremlino di Mosca, fino a novembre 1935, c'era l'antico stemma russo dell'aquila bicipite (foto qui sopra, le due teste rappresentano l'Oriente e l'Occidente), stemma imperiale della dinastia Romanov fino al 1917.


Nonostante i desideri di Lenin (morto a gennaio 1924), le condizioni economiche del paese non permisero di realizzare il progetto di sostituirla con la stella rossa.


Il comunismo ebbe bisogno di diciotto anni di tempo per spazzar via lo stemma imperiale.

Fu infatti nell'agosto del 1935 che Stalin deliberò la sostituzione dell'aquila bicipite col simbolo della stella rossa e la falce e il martello, questi ultimi coperti da diversi chilogrammi di pietre preziose, il tutto (con un peso totale di diverse tonnellate) col progetto di un basamento girevole per permettere di ammirarla da qualsiasi direzione.


Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica nel 1992-1993, lo stemma della Federazione Russa (così come quello presidenziale russo) è tornato ad essere l'aquila bicipite.

Ma ventiquattro anni dopo, sulle torri del Cremlino, c'è ancora la stella rossa fatta installare da Stalin.


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