martedì 17 marzo 2015

mons. Williamson ordina nuovi vescovi

Indiscrezione da Rorate Caeli: mons. Williamson, vescovo espulso dalla FSSPX (lefebvriani) nel 2012 per banali motivi di immagine, giovedì 19 marzo 2015 ordinerebbe un nuovo vescovo - il settantatreenne don Jean-Michel Faure (che fu ordinato sacerdote da mons. Lefebvre nel 1977), nel monastero di Santa Cruz a Nova Friburgo, in Brasile. Don Faure ha lasciato i lefebvriani nel 2013, in disaccordo con la "linea" del superiore mons. Fellay.
L'ordinazione ovviamente avverrà senza il consenso di Roma; in compenso il nuovo vescovo sarà esonerato da quelle tragicomiche riunioni delle conferenze episcopali, non dovrà sottostare al parere dei vescovi circostanti per aprire un seminario, potrà criticare i vescovi che dicono idiozie ed eresie, non si vedrà ostacolato dai vescovi che vogliono far carriera, ecc.
Rorate Caeli ha anche saputo (notizia per ora non confermata da altre fonti) della possibilità che Williamson ordini vescovo anche don Innocent Marie (in data successiva al 19 marzo), fondatore della comunità domenicana di Avrillé in Francia, comunità che venne interamente espulsa dalla FSSPX (e con contorno di numerose porcate), sempre ad opera del citato Fellay, per disaccordi con le ambiguità di quest'ultimo.

Le ordinazioni episcopali perciò farebbero incorrere Williamson e i neo-ordinati nello stesso tipo di scomunica già comminata il 3 luglio 1988 a Lefebvre (e poi "ritirata" da Benedetto XVI a gennaio 2009).

Per i lefebvriani il problema delle ordinazioni si è posto fin dal 1988: qualora venisse meno il vescovo-superiore, la FSSPX non avrebbe più potuto ordinare sacerdoti (e perciò le vocazioni sarebbero finite tra le grinfie dei cultori del Novus Ordo): anziano e prossimo alla fine dei suoi giorni, nel 1988 Lefebvre preferì ordinare Fellay, Williamson e altri due vescovi (anziché continuare ad aspettare risposta da Roma) per dare continuità alla FSSPX.
Chi conosce le vicende degli anni recenti, di Commissariamenti, di imposizioni di Cardinali Consiglieri dialoganti con la Massoneria, di limitazioni al numero di vocazioni, di imposizione del "biritualismo", di accordi che la Santa Sede prima concede e poi si vuol rimangiare, ecc., non ha bisogno di ulteriori argomenti per capire come mai non si fidano troppo delle autorità ecclesiastiche romane...
Nel 2009 le scomuniche ai lefebvriani e ai quattro vescovi furono rimesse da Benedetto XVI (inclusa quella al Williamson) e subito scattò automaticamente l'orchestrato scandalo mediatico sulle "dichiarazioni sull'Olocausto" di mons. Williamson. Quest'ultimo venne poi emarginato sempre di più fino ad essere espulso dalla FSSPX, nel quadro delle ampie epurazioni di chi non la pensa esattamente come il superiore mons. Fellay. Per cui di fatto abbiamo dei lefebvriani "ufficiali" (la FSSPX) e dei lefebvriani "staccati" (la "Resistenza" che grosso modo ha come riferimento Williamson).

Dal 1988 al 2015 i quattro vescovi sono tutti invecchiati di ventisette anni, e si avvicina il momento della loro inabilità o morte. Perciò più tempo passa e più la FSSPX - che oggi ha in forze solo il Fellay e altri due vescovi - ha bisogno di ordinare nuovi vescovi, a meno di non ottenere un riconoscimento canonico nella Chiesa e qualche garanzia (ehm...) che in futuro non ci saranno sorpresacce...

Stesso problema per mons. Williamson: è molto anziano e presto potrebbe non essere più in grado di ordinare sacerdoti alla maniera tradizionale. È perciò perfettamente logico che pensasse alla sua successione, pur rinviandola fino all'ultimo momento utile.

La vera e propria guerra alla liturgia tradizionale passa infatti attraverso la guerra al sacerdozio tradizionale, ivi incluso l'impedire ordinazioni "tridentine" (si veda ad esempio il misterioso silenzio della Universae Ecclesiae sul sacramento dell'ordine) e l'obbligare a celebrare anche la liturgia Novus Ordo, allo scopo di castrare e far estinguere i "tradizionalisti", e di ridurre la Messa "tridentina" ad una robetta per pochi aspiranti nobili in vena di sciccherie esotiche.

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