venerdì 5 aprile 2013

ciellini in crisi (e altri temi di riflessione)

Tema di riflessione: qualcuno riesce a spiegare perché i canali hot hanno ancora così successo, quando con internet è possibile avere lo stesso “materiale” in modo assolutamente gratuito?
«...Più che un annuncio pubblicitario, sembra l’arringa di un avvocato d’ufficio: l’azienda è stata costretta… di questi tempi bisogna arrangiarsi… in fondo è solo business… si tratta di strategia commerciale… i canali sono tutti “protetti” (per forza, sono a pagamento). Tra le scuse più divertenti dell’articolista, spicca questo capolavoro dell’arrampicata sugli specchi: "Tra la vastissima scelta si è cercato di selezionare i film più decenti. Esclusi quelli violenti e quelli che hanno per protagonisti giovani che possano apparire, anche se non lo sono, minorenni"...»
http://totalitarismo.altervista.org/totale/i-canali-hot-di-mediaset/



Ciellini in crisi d'identità tentano un confronto tra mele e pere:

http://www.culturacattolica.it/?id=17&id_n=32751


All'inizio della crisi - quando il baluardo delle parrocchie scricchiolava seriamente - sacerdoti del calibro di Giussani ed Escrivà prendevano la mira in direzione del mondo della scuola e del lavoro.

Oggi la situazione è peggiore perché nella Chiesa regnano l'anarchia e l'ignoranza.

Anarchia: la Chiesa sembra una federazione di gruppuscoli autonomi, "potenti" in proporzione al numero di membri e alla quantità di soldi che riescono a movimentare.

Ignoranza: l'esperienza cristiana è stata ridotta ad un esperienzialismo che come prima caratteristica ha il non aver tempo né voglia di conoscere le verità della fede. Che non vengono né spiegate né accennate nella predicazione, per paura di sembrare troppo libreschi e professorali.


Di fronte ai generici richiami alle "periferie esistenziali" e al pastore che deve puzzare di pecora, si intravede non la soluzione della crisi, ma il suo acuirsi.


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