IL PASSAGGIO ALLA LINGUA PARLATA
Qui, è chiaro, sarà avvertita la maggiore novità: quella della lingua. Non più il latino sarà il linguaggio principale della Messa, ma la lingua parlata. Per chi sa la bellezza, la potenza, la sacralità espressiva del latino, certamente la sostituzione della lingua volgare è un grande sacrificio: perdiamo la loquela dei secoli cristiani, diventiamo quasi intrusi e profani nel recinto letterario dell’espressione sacra, e così perderemo grande parte di quello stupendo e incomparabile fatto artistico e spirituale, ch’è il canto gregoriano. Abbiamo, sì, ragione di rammaricarci, e quasi di smarrirci: che cosa sostituiremo a questa lingua angelica? È un sacrificio d’inestimabile prezzo.
La Nota dottrinale sui titoli della Santa Vergine, sequela «conciliare» 60
anni dopo il Vaticano II
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Don Claude Barthe su *Res Novae – Perspectives romaines* espone la sua
posizione sulla nota dottrinale *Mater Populi fidelis*. Qui l'indice degli
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