IL PASSAGGIO ALLA LINGUA PARLATA
Qui, è chiaro, sarà avvertita la maggiore novità: quella della lingua. Non più il latino sarà il linguaggio principale della Messa, ma la lingua parlata. Per chi sa la bellezza, la potenza, la sacralità espressiva del latino, certamente la sostituzione della lingua volgare è un grande sacrificio: perdiamo la loquela dei secoli cristiani, diventiamo quasi intrusi e profani nel recinto letterario dell’espressione sacra, e così perderemo grande parte di quello stupendo e incomparabile fatto artistico e spirituale, ch’è il canto gregoriano. Abbiamo, sì, ragione di rammaricarci, e quasi di smarrirci: che cosa sostituiremo a questa lingua angelica? È un sacrificio d’inestimabile prezzo.
Il cardinale si oppone al cardinale sulla Fraternità Sacerdotale San Pio X:
"Non sono in scisma né in eresia"
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Nella nostra traduzione da Remnant. Mentre Roma minaccia ancora una volta
lo "scisma" in merito alle imminenti consacrazioni episcopali della
Fraternità Sa...
15 ore fa
