sabato 17 gennaio 2026

umile promemoria per il buon vescovo Schneider

Qui a lato: il political compass di alcune recenti affermazioni di Leone XIV poste in un grafico sinistra/destra/autoritario/libertario (per evidenziare come ognuna nasca da mentalità diversa dalle altre tre).

Al centro, ironicamente, l'immagine del Papa "forte" ("forte" solo perché confonde le idee a chi vorrebbe etichettarlo in una specifica regione del political compass).

Qualche giorno fa il buon vescovo Schneider ha proposto a Leone XIV di promulgare una Costituzione Apostolica a favore della liturgia tradizionale in latino (visto che la soluzione del motuproprio ratzingeriano è stata comodamente annullata da un antimotuproprio bergoglione).

Proposta molto bella, ma... quella Costituzione Apostolica esiste già, e si chiama Quo Primum Tempore e l'ha promulgata san Pio V nel 1570.

Dunque che senso avrebbe emanare una nuova Costituzione Apostolica per darci ciò che un santo successore di Pietro ci aveva garantito già come nostro diritto?

Per di più Pio V aveva chiarito che «se qualcuno avrà l'audacia di attentarvi, sappia che incorrerà nell'indignazione di Dio onnipotente e dei suoi beati Apostoli Pietro e Paolo».

Una tale richiesta dà infatti per scontato che l'ostacolare e l'impedire la liturgia tridentina sarebbe stato lecito.

Cioè che la Costituzione Apostolica di san Pio V sarebbe stata legittimamente cancellata.

E di conseguenza, anche l'ipotetica nuova Costituzione Apostolica di Leone XIV sarà legittimamente cancellabile da un suo successore.