sabato 17 gennaio 2026

umile promemoria per il buon vescovo Schneider

Qui a lato: il political compass di alcune recenti affermazioni di Leone XIV poste in un grafico sinistra/destra/autoritario/libertario (per evidenziare come ognuna nasca da mentalità diversa dalle altre tre).

Al centro, ironicamente, l'immagine del Papa "forte" ("forte" solo perché confonde le idee a chi vorrebbe etichettarlo in una specifica regione del political compass).

Qualche giorno fa il buon vescovo Schneider ha proposto a Leone XIV di promulgare una Costituzione Apostolica a favore della liturgia tradizionale in latino (visto che la soluzione del motuproprio ratzingeriano è stata comodamente annullata da un antimotuproprio bergoglione).

Proposta molto bella, ma... quella Costituzione Apostolica esiste già, e si chiama Quo Primum Tempore e l'ha promulgata san Pio V nel 1570.

Dunque che senso avrebbe emanare una nuova Costituzione Apostolica per darci ciò che un santo successore di Pietro ci aveva garantito già come nostro diritto?

Per di più Pio V aveva chiarito che «se qualcuno avrà l'audacia di attentarvi, sappia che incorrerà nell'indignazione di Dio onnipotente e dei suoi beati Apostoli Pietro e Paolo».

Una tale richiesta dà infatti per scontato che l'ostacolare e l'impedire la liturgia tridentina sarebbe stato lecito.

Cioè che la Costituzione Apostolica di san Pio V sarebbe stata legittimamente cancellata.

E di conseguenza, anche l'ipotetica nuova Costituzione Apostolica di Leone XIV sarà legittimamente cancellabile da un suo successore.

venerdì 16 gennaio 2026

varie notizie

Bergoglio è morto da parecchi mesi ma all'improvviso i lefebvriani si accorgono che può costituire ancora una comoda scusa:

https://www.renovatio21.com/il-superiore-generale-fsspx-afferma-che-le-decisioni-catastrofiche-di-bergoglio-giustificherebbero-la-nomina-di-nuovi-vescovi/ 


«Nella Chiesa antidogmatica si dogmatizzano ascolto e cammino». Aggiungo volentieri al lessico quotidiano "concistorto" e "parole-talismano":

https://www.aldomariavalli.it/2026/01/16/concistoro-no-concistorto/ 

https://www.renovatio21.com/il-cardinale-zen-condanna-la-sinodalita-bergogliana-e-la-manipolazione-del-processo-sinodale-nel-concistoro/ 

 

Roche l'ha fatta fuori dal vasino e qualcuno ha reso pubblico il suo pizzino:

https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2026/01/una-prima-analisi-del-testo-del-card.html 


Prosegue lo sdoganamento del complottismo da parte del mainstream dopo anni di ossessione per il debunking:

https://www.totalitarismo.blog/cover-up-la-dietrologia-e-larma-piu-forte/ 

 


Quando l'ayatollàh Khomeyini scriveva al Papa per lamentare che la politica cattolica "ha fatto del Papa il cappellano di Reagan":

https://www.totalitarismo.blog/goodbye-khomeini-piccola-biblioteca-in-memoria-della-gloriosa-rivoluzione-islamica/ 

https://www.totalitarismo.blog/perche-le-zekke-di-stato-si-sono-improvvisamente-schierate-contro-hamas-e-layatollah/ 


La comparsa di numerose fiction (anche manga) a tema sopravvivenza su un'isola deserta (ed in cui la sopravvivenza e la salute dipendono non solo da pensiero strategico ma anche dal determinare con cura e cinismo amici e nemici) devono l'ispirazione quasi certamente all'esperimento sull'isoletta di Nazino:

https://it.wikipedia.org/wiki/Affare_Nazino 

 

Prendete nota:

https://www.maurizioblondet.it/mons-vigano-mercosur-e-davos-al-quadrato/ 

http://www.junglewatch.info/2026/01/why-im-catholic-series.html 

https://www.renovatio21.com/putin-i-soldati-russi-stanno-portando-a-termine-la-missione-di-dio/  

 

Breve lezione di storia: Jagoda (soprannome: "fragolina") fu uno dei più efferati e sanguinari comunisti sovietici, uno dei creatori della rete dei GULag (i campi di lavoro) e capo dell'NKVD (l'apparato di repressione interna). Breve riepilogo da Sinfest (notare i grossi nasi dei personaggi delle vignette):

Al popolo italiano vengono imposti sempre più sacrifici, tasse, limiti, divieti (ce lo chiede l'Europa!"):

E naturalmente c'è la morte sociale per chi avesse da ridire contro gli espropri, tasse, adempimenti, burocrazia:

Come funziona la grande finanza: "Cos'è 'sta roba? un'auto? una casa di tre piani? quattro figli?... e tutto questo, con paghe da fame? Non siete autorizzati a prosperare senza il mio permesso!"


 

sabato 10 gennaio 2026

alcuni miei commenti ai recenti thread su C&PC

A proposito di ubbidienza alla curia e all'episcopio...

Chi piagnucola che "le Messe tradizionali vengono soppresse" dovrebbe accorgersi di aver con ciò stesso implicitamente affermato che:

  1. che i nemici di quelle Messe avrebbero l'esclusiva di concedercele e il diritto di sopprimercele (in barba a Pio V e persino a Benedetto XVI)
  2. che i sacerdoti che le celebrano dovrebbero riconoscere autorevolezza a chi arbitrariamente le disprezza, le ostacola, le sposta, le sopprime (contro Nostro Signore che comandò «pasci i miei agnelli... pasci le mie pecorelle»)
  3. che il partecipare a quelle Messe sarebbe tutto sommato un capriccetto, o almeno una debolezza, di una parte del popolo bue
  4. che la costituzione (in vista di "giri di vite" e di soppressioni) di "riserve indiane" sarebbe pertanto accettabile davanti al buon Dio
  5. che l'atteggiamento del "dobbiamo sembrare ubbidienti!" dei finto-tradizionalisti è, oltre che ipocrisia, "fuoco amico" verso gli altri fedeli legati alla Tradizione.
Ora, è comprensibile - ma non giustificabile - che un fedele tradizionista qualsiasi, già a corto di ossigeno (in quanto il suo sacerdote di riferimento è anziano, pavido, malaticcio, ricattabile dalle curie), fisicamente lontano dalle rarissime "isole felici", sia perennemente in apprensione al punto di:
  • di essere sempre e frettolosamente propenso a soluzioni umilianti e scomode ("riserva indiana")
  • di derubricare la questione da liturgico/dottrinale a politico/organizzativa (e sinodale)
  • addirittura di fingere di non ricordare che in epoca conciliare ogni passo avanti prelude a due passi indietro (cfr. ad esempio il Summorum Pontificum prontamente annichilito dal Traditionis Custodes)... e quindi a entusiasmarsi per eventuali "concessioni" dal Concistoro.
Come già ampiamente dimostrato dai fatti, un (temporaneo) benestare dai sacri palazzi può al massimo procurarci (temporaneamente) la disponibilità di qualche donabbondiesco pretino... mentre le "isole felici" (come ad esempio Vocogno di Craveggia) restano tali solo perché hanno almeno un sacerdote davvero determinato a celebrare la Messa tradizionale.

La gerarchia ha autorità quando pasce, non quando ti affama.

E la soppressione di Messe tradizionali funziona solo perché erano celebrate da preti donabbondieschi e ricattabili dalle curie.



A proposito della "riserva indiana" (sempre più schiacciata) in cui vengono confinati i fedeli legati alla Tradizione...

Ricordo che quando fu eletto papa Ratzinger grandissima era l'attesa per la liberalizzazione della liturgia tridentina. Ci vollero solo ventisette mesi di pontificato prima che il Summorum Pontificum vedesse la luce. Eppure non era così difficile da scrivere. Papa Ratzinger, peraltro, non ha mai voluto avvalersene, neppure in privato, neppure dopo aver abdicato. Cioè il Summorum era un contentino, da eliminare alla prima occasione.

Quella che sta vivendo la gerarchia cattolica è una crisi di fede, e la cura - per quanto sembri paradossale ai professorini da salotto - comincia proprio dalla totale liberalizzazione della liturgia tradizionale (e dell'insegnamento della dottrina tradizionale). E i primi a saperlo sono proprio i credenti nella religione conciliare, che infatti vedono qualsiasi espressione della Tradizione come peggio che fumo negli occhi.

Per questo non mi aspetto chissà che concessioni da un regime che, nel migliore dei casi, a muso lungo, consentiva una "riserva indiana". Finora papa Prevost non ha particolarmente brillato nello smarcarsi dalle aspettative (e dalle azioni) di quel regime - come ad esempio riguardo alla dichiarazione indifferentista di Abu Dhabi (e se stanotte venisse chiamato dal Signore a rendere conto del proprio operato?). Non mi aspetto che la compassata bontà del Burke sciolga il cuore del Prevost e lo induca a ravvedersi e a confermarci nella fede, così come voleva Nostro Signore.

Per quanto i fedeli legati alla Tradizione si sentano perennemente a corto di ossigeno e assetati di una qualsiasi minuscola boccata d'aria, devono resistere alla tentazione di accontentarsi di contentini con data di scadenza.

Tanto più che la soluzione Summorum già non era ideale, poiché:

  • il sacerdote era "libero" solo nel tempo libero: guai a sostituire una "Messa di orario" con la liturgia tridentina
  • il seminarista o diacono non poteva chiedere (ancor meno ottenere) che il sacramento dell'ordine gli venisse amministrato in Vetus Ordo
  • il documento non stabiliva contromisure per evitare una (prevedibilissima) Traditionis Custodes
  • lasciare la questione nelle mani dei vescovi implica che salvo rarissime eccezioni sceglieranno pilatescamente lo status quo.
Nulla garantiva che dopo un Ratzinger non arrivasse un Bergoglio, nulla garantisce che dopo un Prevost non arrivi un clone di Bergoglio.

In tanti non si rendono conto che una "soluzione ufficiale" (un "ammorbidimento"? un novello Summorum?) sarebbe come la pecora entusiasta di ubbidire al lupo (o al mercenario) così da potersi proclamare "ubbidiente all'ovile" e anestesizzare la propria coscienza.



A proposito della FSSPX che ha bisogno di nuovi vescovi (mio commento scritto prima di dicembre 2025)...

Il buon Lefebvre ha tanti meriti ma una grossa macchia: ordinò quattro vescovi anziché uno solo. Quando Giovanni Paolo II lo rinviò "alla prossima festa mariana" (cioè al 15 agosto 1988) Lefebvre avrebbe dovuto cogliere la palla al balzo e affermare pubblicamente "ordinerò Pinco Pallino il 15 agosto, come concessomi dal Papa dopo tanti rinvii". A quel punto, se "Roma" si fosse tirata indietro rinviando ancora, Lefebvre non sarebbe stato catalogabile come disubbidiente procedendo ugualmente all'ordinazione. E se "Roma" avesse escogitato qualche altro trucchetto, ordinare quattro vescovi non sarebbe stato catalogabile come scismatico.

Lefebvre, invece, sbroccò. Sarà stata l'età, la stanchezza, la scarsa fiducia nella Provvidenza, chissà. E i suoi seguaci lo sanno benissimo: infatti la narrazione ufficiale è costretta a minimizzare giocando su sentimentalismi e vittimismi. Si può facilmente immaginare la soddisfazione dei modernisti nel veder autoconfinarsi in una riserva indiana autogestita e autoreferenziale i lefebvriani. E la soddisfazione nell'espellere dai seminari diocesani e religiosi coloro che avessero pur minime simpatie per talare e latino: "vattene dai lefebvriani".

Un caro sacerdote, scherzosamente (ma non troppo), una volta ci disse: "se andate nei seminari modernisti, perdete la fede; se andate in quelli della FSSPX, perdete la carità". Il risultato di quello sbroccare fu infatti una mancanza di carità, fu un agire prima che fosse davvero necessario, prima di aver davvero messo "Roma" dinanzi alle sue responsabilità. In termini calcistici, fu un fallo di reazione, non un gioco maschio. E nulla poteva garantire che ordinando tot nuovi vescovi, non accadesse che nel giro di pochi anni, mesi, giorni, non morissero tutti per malattie o incidenti. La Fraternità è stata fortunata ad averceli per tanto tempo, e addirittura a gustarsi il lusso di espellerne uno per motivi di politica interna, non perché fosse divenuto un credente nel Concilio, e la faccia di bronzo tale da riconoscere lo "stato di necessità" a Lefebvre sì e a Williamson no.

Quanto sopra non cancella il bene fatto da Lefebvre e dai suoi (mi tocca precisarlo a beneficio dei diversamente comprendenti). Ma -ahinoi!- quella tara iniziale resta. I quattro vescovi avevano davanti a sé nel migliore dei casi 40-50 anni di vita episcopale, dopodiché si torna al punto di dover ordinarne altri. Siamo praticamente già arrivati a quel punto: "Roma" non si è convertita, un "accordo pratico" non è stato trovato (ancorché inseguito, quando nella Fraternità era di moda), resta solo da costruirsi una nuova scusa (Bergoglio sarebbe stato una buona scusa, se non fosse che concesse facoltà di benedire matrimoni e assolvere, e non certo per venire incontro alla Tradizione). Posso facilmente supporre che il problema sia sul tavolo da parecchi anni, che i candidati siano stati già scelti, e che si stia alacremente preparando il marketing per indorare la pillola. Ma la tara iniziale resta lì, e con essa i suoi frutti, a cominciare dalla ferrea convinzione di detenere l'Esclusiva© della Tradizione™.

Tale convinzione produce anzitutto una disdicevole somiglianza ai movimenti ecclesiali e alle comunità religiose, dove all'ignaro ospite di passaggio vien data l'impressione di un culto della personalità del fondatore, di un "siamo i migliori, fuori da questo club non c'è salvezza". Vien da pensare persino a certi scismatici ed eretici che però sono ben capaci di dire che solo Nostro Signore salva.



A proposito del rischio di ridursi a tifoseria speculare a quella vaticansecondista (cioè di diventare "antiprevostiani a prescindere")...

Mi diletta osservare i fautori della tesi secondo cui Leone XIV, pur votato dai bergogliani, non ne condividerebbe davvero l'indole e starebbe lentamente lavorando per scardinare lo strapotere dei credenti nel Concilio, se non il Concilio stesso.

Dopo otto mesi di pontificato quel lavoro ha oggettivamente prodotto pochi e minimi risultati. Sono stati molti di più gli scivoloni e i passi in direzione evidentemente sbagliata.

Vorrei però mettere in guardia dal prendere alla lettera i resoconti giornalistici e persino i virgolettati verificati: talvolta un padre ha da dire al figlio capriccioso "se stai buono, a casa avrai una sorpresa", sottinteso che la sorpresa sarà il cappotto di legnate che si è già meritato con le precedenti azioni.

Quindi se papa Prevost dice che bisogna «cercare ancora via e modi per attuarne le intuizioni», ha implicitamente affermato che in sessant'anni non sono stati trovati né i modi, né la via... come se le "intuizioni" in questione fossero o inattuabili o inesistenti... come se gli interpreti non avessero mai avuto modo (o intenzione) di attuare il presunto bene...

E se dice che occorre una «rilettura dei suoi Documenti», ha implicitamente affermato che tutte le letture e riletture passate sono state inutili.

E se lo chiama "ciclo di catechesi" significa che ha in merito al Concilio qualcosa da insegnare a tutti, direttamente, in pubblico, senza mediazioni. E quindi i sullodati ottimisti continuano a sperare che, sia pure a passo di formica, il papa proceda nella direzione giusta.

Tutto ciò non scalfisce quanto detto da mons. Viganò, come minimo perché il tempo materiale a disposizione di Leone XIV è piuttosto scarso:

  • ha settant'anni abbondanti, quanto gli resta da vivere prima di presentarsi a rendere conto del proprio operato a Colui che gli comanda "pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle"?
  • con cosa potrà giustificarsi davanti a Colui che lo ammonì con "e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli"?
  • e il proclamare la necessità di una «rilettura dei suoi Documenti», o di «cercare ancora via e modi per attuarne le intuizioni», quanto ha qualitativamente e quantitativamente fatto ravvedere i fratelli nella fede?
  • è stato davvero un "pascere agnelli e pecorelle" il proclamare che il Vaticano II sarebbe una «stella polare del Cammino della Chiesa»?
(poveri Pietro e gli Apostoli, e povera tutta la gerarchia cattolica di oltre diciannove secoli di storia della Chiesa, che quella stella polare non ce l'aveva ancora avuta).

Mons. Viganò evidentemente ha letto nel Vangelo: «il vostro parlare sia sì, sì, no, no», e ci permettiamo di commentare: altro che stelle polari del cammino delle intuizioni da cercare e rileggere e riscoprire! altro che l'oceano di chiacchiere che spaziano dall'inutile al dannoso.

mercoledì 7 gennaio 2026

articoli vari

Synodus, cioè il pesce lucertola cosmopolita
in livrea variegata, mimetica e conciliare
Perbaccolina: è stato proposto un Ordinariato Tradizionalista™, cioè il nuovo nome della Riserva Indiana®, e dobbiamo ragionevolmente aspettarci che verrebbe attivato al solo scopo di avere in futuro la possibilità di traditioniscustodesizzarlo© (i fedeli legati alla Tradizione, perennemente a corto di ossigeno e di agibilità, sono quasi sempre propensi ad accettare qualsiasi stangata ingiusta, purché sembri un filino meno ingiusta della stangata precedente; il che ci ricorda Arcipelago GULag, dove si racconta la stessa dinamica - ma in maniera più comprensibile perché la violenza in tal caso è fisica anziché liturgico-dottrinale):

https://www.aldomariavalli.it/2026/01/07/ma-la-riserva-indiana-e-davvero-una-soluzione-o-una-falsa-pace/ 

 

Aneddoto: in una parrocchia delle mie parti il pretino scoprì per puro caso l'Estrema Unzione (ovviamente senza capirne molto, vista la Formazione di religione Conciliare) e organizzò autonomamente una megacelebrazione (in una sera feriale) per amministrarla a tutti quelli che volessero accedervi (intenzionato a distribuirla alla stessa maniera della Comunione e delle Ceneri). Si presentarono a tale Novità™ ovviamente tutte le parrocchiane, tra cui una mia parente (buon per lei) che - incidentalmente - non si confessava da decenni (ma sapete, i preti conciliari si stufano di dedicare alle confessioni più di un'oretta settimanale il mercoledì pomeriggio alle 15:30...).

Ovviamente dopo tale megacelebrazione ("riuscita e sentita", come si dice in gergo teatral-conciliare) non se ne fecero altre ("passato il santo, passata la festa"): evidentemente i confratelli conciliari temevano che la "Comunione agli ammalati" (dispensata solitamente da tutti tranne che dal prete) rischiasse di divenire (Synodus avertat!) "Estrema unzione (o magari confessione) e solo dopo anche la Comunione agli ammalati" (cosa che avrebbe costretto il pretonzolo ad essere sacerdote anziché "animatore" e presentatore simil-televisivo che delega a laici, suore, laiche, i sacri doveri del triplice munus).

Ordunque eccola spiegata a partire dal catechismo di san Pio X (con la nota del "pericolo di morte, anche non imminente"):

https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2026/01/estrema-unzione.html 

 

Siamo nel 2026 e i nemici della "Corredentrice" ancora avvertono la pressante urgenza di dare a credere che chi adoperi quel titolo pensi ad «offrire una strada diversa» da quella di Nostro Signore:

https://www.maurizioblondet.it/il-vero-fine-di-chi-nega-la-corredenzione-di-maria-vergine/ 

 

Marco Corvaglia, autore del libro Medjugorje: è tutto falso (ediz. Età dell'Acquario, 2007), poi aggiornato e ripubblicato come La verità su Medjugorje (ediz. Lindau, 2018), ha compiuto nel corso degli anni una vasta e documentata ricerca sulle false apparizioni di Merdjugorje, che non ritengo intaccata dal fatto che si sia poi occupato "criticamente" anche di Sindone e di altre apparizioni.

Tragicomicamente a settembre 2024 i Credenti in Merdjugorje™ si sono sentiti "ufficialmente approvati" nonostante il lungo spiegone del famigerato Tucho Fernández (n. 38) approvato dal famigerato Bergoglio, «non implichi una dichiarazione del carattere soprannaturale del fenomeno»:

https://www.marcocorvaglia.com/risorse-utili 

sabato 3 gennaio 2026

«culаttoni tutti insieme»

Vignetta a proposito del lupo conciliare
e delle pecorelle di Nostro Signore...

Mons. Agostini dice la verità indicibile («culаttoni tutti insieme»), e Silere Non Possum (favorevole ai preti omosessuali) si triggera abbestia:

https://silerenonpossum.com/it/shock-in-vaticano-il-cerimoniere-addita-la-curia-e-i-cardinali-comeculattoni/ 

 

Comico caso di fuoco amico: quando il «tuttavia™» - cioè la keyword fondamentale del Concilio - viene usato contro il vaticansecondismo, sia pure senza effetti devastanti:

Leone XIV, tuttavia, ha integrato il documento del suo predecessore [Dilexi Te] con considerazioni tratte dalla dottrina sociale della Chiesa, affermando di seguire Leone XIII, di cui ha adottato il nome e il programma, a suo dire. [...] "Leone XIV sembra anche differire da Leone XIII sulla centralità del diritto naturale alla proprietà privata. [...]
[...] "mi è bastato leggere i titoli di alcuni capitoli ('Una Chiesa per i poveri', 'La scelta dei poveri', 'Il grido dei poveri', 'Accompagnare i migranti', 'Accanto agli ultimi', 'I poveri come soggetti') per ricevere una zaffata di teologia della liberazione e sentire sul collo il fiato bergogliano. Poco gradevole".

https://fsspx.news/it/news/dilexi-ultimo-documento-di-francesco-prima-esortazione-di-leone-xiv-56298


Formidabili quegli anni 1969-1970, quando Paolo VI...:

https://www.radiospada.org/2024/01/paolo-6-e-i-suoi-4-colpi-micidiali-sulla-distribuzione-delleucarestia-sulla-cremazione-e-sulla-morale-famigliare/